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(es. Mt 28,120):
Per parola:
   
Don Tullio

Don Tullio

Don Tullio è un sacerdote di Santa Romana Chiesa, Dottore in teologia morale e laurea in giurisprudenza.

Potente preghiera di liberazione

 

Per mia esperienza mi permetto di consigliare a tutti coloro che aiutano le persone possedute o vessate dal diavolo di pregare in silenzio, con loro, davanti al Tabernacolo o anche davanti a un crocifisso, facendo adorazione silenziosa di Cristo e dicendo, di tanto in tanto, se volete, una breve preghiera vocale che possa essere udita dalla persona che aiutate. Invece di parlare e dire preghiere vocali ad alta voce, davanti a tali persone, raccoglietevi in adorazione, in silenzio e fate che anche esse, per quanto possono, si raccolgano con voi. Sappiate che Gesù prega per loro e che il vostro silenzio orante è una potentissima preghiera in Cristo, unitevi alla sua preghiera. Possibilmente dedicate a questa preghiera silenziosa una ora intera o anche più, se non è possibile pregate tutto il tempo che potete (15 o 30 min. ad es.). Non c’è bisogno di esporre il Santissimo, si può pregare davanti al Tabernacolo o in una stanza davanti a un crocifisso, facendo adorazione di Cristo … Provateci … vedrete … Non nego l’efficacia delle altre preghiere (s. Rosario, Salmi etc.) ma vi invito a provare questo tipo di preghiera e a verificarne l’efficacia. Spesso la preghiera per le persone che hanno problemi con il diavolo rischia di diventare o diventa troppo vocale, poco silenziosa, superficiale ed estremamente stancante, questa preghiera che vi sto indicando qui vuole offrirvi un metodo semplice e potente per evitare gli inconvenienti che vi ho appena detto. A chi deve fare più preghiere al giorno per tali persone o è un esorcista e deve fare esorcismi su molte persone ogni giorno questo metodo che presento offre la possibilità di pregare con potenza a lungo senza stancarsi o stancandosi poco. Questa preghiera possono farla tutti, non solo i sacerdoti, per aiutare le persone attaccate dal diavolo.

 

Don Tullio Rotondo 

Cosa disse Giovanni Battista a Erode, adultero? .... Continua così la misericordia di Dio è grande ? No!!
 
" 3Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. 4Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». 5Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
6Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode 7che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. 8Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». 9Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data 10e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. 11La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre. 12I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù." (Mt. 14)
 
Lo Spirito Santo spinge i suoi profeti a parlare per la conversione dei peccatori, perché questi ultimi si liberino dal peccato specie se grave , il demonio invece spinge i suoi ministri a giustificare chi vive in peccato grave e a tenerlo ben stretto ad esso ...così se lo porta con certezza all'inferno ...

LA PRODIGIOSA FIORITURA DEGLI ULIVI

La caratteristica propria del Santuario di Roverano consiste in un prodigio che si ripete dall’epoca dell’apparizione, e cioè nella fioritura degli ulivi alla vigilia della Natività di Maria. L’eccezionale fenomeno avviene ogni anno il 7 settembre dopo le funzioni religiose in onore della Beata vergine ed è attestato da alcuni documenti del XVIII secolo che si trovano nell’archivio notarile di Sarzana.

http://www.santuariodiroverano.net/ITA_storia.html

Qui potete scaricare il libro che parla delle apparizioni e degli altri prodigi che sono avvenuti in questo santuario.

http://www.santuariodiroverano.net/

La comunione della vita divina e l’unità del popolo di Dio, su cui si fonda la Chiesa, sono adeguatamente espresse e mirabilmente prodotte dall’Eucaristia. In essa abbiamo il culmine (cioè il momento più alto ) sia dell’azione con cui Dio santifica il mondo in Cristo, sia del culto che gli uomini rendono a Cristo e per lui al Padre nello Spirito Santo. La Chiesa continuamente vive e cresce mediante l’Eucaristia. La celebrazione eucaristica è azione di Cristo stesso e della Chiesa; in essa Cristo Signore, mediante il ministero del sacerdote, offre a Dio Padre se stesso, sostanzialmente presente sotto le specie del pane e del vino, e si comunica in cibo spirituale ai fedeli associati nella sua offerta. Il sacrificio eucaristico, memoriale della morte e della risurrezione del Signore, nel quale si perpetua nei secoli il Sacrificio della Croce, è culmine e fonte di tutto il culto e della vita cristiana, mediante il quale è significata e prodotta l’unità del popolo di Dio e si compie l’edificazione del Corpo di Cristo.  Gli altri sacramenti infatti e tutte le opere ecclesiastiche di apostolato sono strettamente uniti alla santissima Eucarestia e ad essa sono ordinati. Il Sacrificio Eucaristico è offerto a Dio Uno e Trino, e  il sacerdote principale, Sovrano ed Eterno, è Gesú Cristo. È Lui, Pontefice invisibile,  che opera attraverso il ministero del sacerdote che presiede visibilmente come Suo strumento. L’augusto Sacrificio dell’altare non è una pura e semplice commemorazione della passione e morte di Gesù Cristo, ma è un vero e proprio sacrificio, nel quale, immolandosi incruentamente, il Sommo Sacerdote fa ciò che fece una volta sulla Croce offrendo al Padre tutto se stesso, vittima graditissima. Identico, quindi, è il sacerdote, Gesù Cristo; parimenti identica è la vittima, cioè il Divin Redentore. Identici, finalmente, sono i fini, di cui il primo è la glorificazione di Dio. Dalla nascita alla morte, Gesù Cristo fu divorato dallo zelo della gloria divina, e, dalla Croce, l’offerta del sangue arrivò al cielo in odore di soavità. E perché questo inno non abbia mai a cessare, nel Sacrificio Eucaristico le membra si uniscono al loro Capo divino e con Lui, con gli Angeli e gli Arcangeli, cantano a Dio lodi perenni, dando al Padre onnipotente ogni onore e gloria. Il secondo fine è il ringraziamento a Dio. Il Divino Redentore soltanto, come Figlio di predilezione dell’Eterno Padre di cui conosceva l’immenso amore, poté innalzarGli un degno inno di ringraziamento. A questo mirò e questo volle «rendendo grazie», nell’ultima cena, e non cessò di farlo sulla Croce, non cessa di farlo nell’augusto Sacrificio dell’altare, il cui significato è appunto l’azione di grazie o eucaristica, e ciò perché è «cosa veramente degna e giusta, equa e salutare”. Il terzo fine è l’espiazione e la propiziazione. Certamente nessuno al di fuori di Cristo poteva dare a Dio Onnipotente adeguata soddisfazione per le colpe del genere umano; Egli, quindi, volle immolarsi in Croce «propiziazione per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo». Sugli altari si offre egualmente ogni giorno per la nostra redenzione, affinché, liberati dalla eterna dannazione, siamo accolti nel gregge degli eletti. E questo non soltanto per noi che siamo in questa vita mortale, ma anche «per tutti coloro che riposano in Cristo, che ci hanno preceduto col segno della fede e dormono il sonno della pace»… Il quarto fine è l’impetrazione. Figlio prodigo, l’uomo ha male speso e dissipato tutti i beni ricevuti dal Padre celeste, perciò è ridotto in somma miseria e squallore; dalla Croce, però, Cristo «avendo a gran voce e con lacrime offerto preghiere e suppliche… è stato esaudito per la sua pietà», e sui sacri altari esercita la stessa efficace mediazione affinché siamo colmati d’ogni benedizione e grazia. Ogni s. Messa ha un“ valore oggettivamente infinito” ed ha una singolare efficacia spirituale, perché, se vissuta con attenzione e fede, la santa Messa è formativa nel senso più profondo del termine, in quanto promuove la conformazione a Cristo. Ogni messa, anche se privatamente celebrata da un sacerdote, non è tuttavia cosa privata, ma azione di Cristo e della Chiesa, la quale nel sacrificio che offre, ha imparato ad offrire sé medesima come sacrificio universale. Gesù Cristo in terra non fece azione più grande di questa;ogni messa celebrata viene offerta per la salvezza non solo di alcuni ma di tutto il mondo. La messa in somma è l’azione più santa e più cara a Dio che possa farsi, così per ragione dell’offerta, ch’è di Gesù Cristo, vittima d’infinità dignità, come per ragione del primo offerente, ch’è Gesù Cristo medesimo, il quale offre se stesso per mano de» sacerdoti. Tutti gli onori che han dati giammai a Dio gli angeli coi loro ossequii e gli uomini colle loro virtù, penitenze, martirii, ed altre opere sante, non han potuto esser di tanta gloria di Dio quanto è una sola messa: poiché tutti gli onori delle creature sono onori limitati, ma l’onore che si dà a Dio nel sacrificio dell’altare, perché vien dato da una persona divina, è onore infinito. La s. Messa dunque è l’opera la più santa e la più cara a Dio, è l’opera che maggiormente placa l’ira divina contro de» peccatori, che più abbatte le forze dell’inferno, che reca maggior bene agli uomini viventi, che apporta maggior suffragio alle anime del purgatorio; questa finalmente è l’opera in cui consiste tutta la salvezza del mondo. Si deve insegnare ai fedeli che Gesù Cristo è Signore e Salvatore, e che a lui, presente sotto le specie sacramentali, è dovuto lo stesso culto di latrìa o di adorazione che si deve a Dio. L» Eucaristia, che incessantemente ripresenta tra gli uomini il mistero pasquale di Cristo, è fonte di ogni grazia e della remissione dei peccati. Coloro tuttavia che intendono ricevere il Corpo del Signore, per aver parte ai frutti del sacramento pasquale, vi si devono accostare con purezza di coscienza e con buone disposizioni spirituali. Colui che è consapevole di essere in peccato grave, non celebri la Messa né comunichi al Corpo del Signore senza premettere la confessione sacramentale, a meno che non vi sia una ragione grave e manchi l’opportunità di confessarsi; nel qual caso si ricordi che è tenuto a porre un atto di contrizione perfetta, che includa il proposito di confessarsi quanto prima. L’Eucaristia domenicale fonda e conferma tutto l’agire cristiano. Per questo i fedeli sono tenuti a partecipare all’Eucaristia nei giorni di precetto, a meno che siano giustificati da un serio motivo (per esempio, la malattia, la cura dei malati o il permesso (dispensa) del loro parroco). Coloro che deliberatamente non ottemperano a questo obbligo commettono un peccato grave. La vita morale è un culto spirituale. Noi offriamo i nostri « corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio » (Rm 12,1), in seno al corpo di Cristo, che noi formiamo, e in comunione con l’offerta della sua Eucaristia. Nella liturgia e nella celebrazione dei sacramenti, preghiera ed insegnamento si uniscono alla grazia di Cristo, per illuminare e nutrire l’agire cristiano. Come l’insieme della vita cristiana, la vita morale trova la propria fonte e il proprio culmine nel sacrificio eucaristico. Preghiamo: Signore facci conoscere sempre meglio la grandezza dell’Eucaristia, fa che la prepariamo e la celebriamo con sempre più grande carità e fa, infine, che dopo di essa ci fermiamo a ringraziarti abbondantemente per un così grande dono, traendo da essa la forza per seguirti sempre meglio sulla strada del s. Vangelo. Amen.

Lunedì, 06 Giugno 2016 00:00

Gesù ha 2 volontà, una umana e una divina

Gesù è Dio e uomo, quindi ha due volontà , una divina e una umana.

Le 2 volontà di Cristo furono affermate con chiarezza nel Concilio di Costantinopoli III "Predichiamo anche, in lui, due volontà naturali e due operazioni naturali, indivisibilmente, immutabilmente, inseparabilmente, inconfusamente, secondo l'insegnamento dei santi padri. Due volontà naturali che non sono in contrasto fra loro (non sia mai detto!), come dicono gli empi eretici, ma tali che la volontà umana segua, senza opposizione o riluttanza, o meglio, sia sottoposta alla sua volontà divina e onnipotente. Era necessario, infatti, che la volontà della carne fosse mossa e sottomessa al volere divino, secondo il sapientissimo Atanasio7. Come, infatti, la sua carne si dice ed è carne del Verbo di Dio, così la naturale volontà della carne si dice ed è volontà propria del Verbo di Dio, secondo quanto egli stesso dice: Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà del Padre che mi ha mandato8, intendendo per propria volontà quella della carne, poiché anche la carne divenne sua propria: come, infatti la sua santissima, immacolata e animata carne, sebbene deificata, non fu distrutta, ma rimase nel proprio stato e nel proprio modo d'essere, così la sua volontà umana, anche se deificata, non fu annullata, ma piuttosto salvata, secondo quanto Gregorio, divinamente ispirato, dice: "Quel volere, che noi riscontriamo nel Salvatore, non è contrario a Dio, ma anzi è trasformato completamente in Dio"9. Ammettiamo, inoltre, nello stesso signore nostro Gesù Cristo, nostro vero Dio, due naturali operazioni, senza divisioni di sorta, senza mutazioni, separazioni, confusioni; e cioè: un'operazione divina e un'operazione umana, secondo quanto apertissimamente afferma Leone, divinamente ispirato: "Agisce, infatti, ciascuna natura in comunione con l'altra secondo ciò che ha di proprio; il Verbo opera ciò che è proprio del Verbo, il corpo compie ciò che è proprio del corpo"10. Non ammetteremo, certamente, una sola naturale operazione di Dio e della creatura, perché non avvenga che attribuiamo all'essenza divina ciò che è stato creato, o riduciamo l'eccellenza della natura divina al rango di ciò che conviene alle creature: riconosciamo, infatti, dello stesso e medesimo Cristo i miracoli e le sofferenze secondo questo o quell'elemento delle nature da cui proviene e in cui bi l'essere, come disse il divino Cirillo. Insomma, restando fermo il concetto di inconfuso e di indiviso, riassumiamo tutto in quest'unica espressione: Credendo che uno della santa Trinità, e, dopo l'incarnazione, il signore nostro Gesù Cristo, è il nostro vero Dio, affermiamo che due sono le sue nature che risplendono nella sua unica sussistenza; in essa egli, durante tutta l'economia della sua vita, operò prodigi e soffrì dolori; e ciò in modo non apparente, ma reale, mentre la differenza delle nature in quell'unica sussistenza può conoscersi solo dal fatto che ciascuna natura, in comunione con l'altra, voleva ed operava conformemente al proprio essere. In questo modo, noi ammettiamo anche due naturali volontà ed operazioni, che concorrono insieme alla salvezza del genere umano." http://www.intratext.com/IXT/ITA0135/_P1.HTM

Vi può capitare di sentire familiari che vi dicono, a causa del vostro essere cristiani praticanti e apostoli della sua verità: 
“Stai buttando al vento gli anni migliori della tua vita, la famiglia, i figli e tuo marito (o tua moglie) dovrebbero essere al primo posto.”
Rispondetegli “... insomma io dovrei togliere Dio dal primo posto e mettere delle creature … dovrei essere idolatra! Visto che ci sei fammi sapere anche come devo prostrarmi davanti a questi idoli .... E poi rifletti su queste parole di Dio : “ Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore . La mente, l'anima e le forze” … La vita non ce la danno i familiari, ce la dona Dio e il miglior modo per amare veramente i familiari è amarli in Dio … sicché sia Dio ad amarli in noi ...ma per questo occorre che noi mettiamo Dio al primo posto e che sia la sua Parola a vivere in noi.”

Ringraziamo la Trinità … infinitamente Onnipotente e infinitamente sapiente …che è al centro di questa Liturgia, che è una potente azione della Trinità e che abbiamo iniziato e che concluderemo nel Nome del Padre e del Figlio; ringraziamo la Trinità che vuole salvarci, deificarci, donarci una fede perfetta in Cristo, nella sua Pasqua , nella sua Croce e Risurrezione , attraverso i Sacramenti. La nostra salvezza e deificazione viene dalla Trinità attraverso la Croce e i Sacramenti e si attua sulla via della Croce. La Trinità ci vuole guidare sulla via della Croce e perciò vuole donarci di meditare la Passione e di contemplare la Passione … Chi vuole, insegna S. Bonaventura, crescere sempre da virtù in virtù, da grazia in grazia, mediti sempre la sua Passione del Signore. Ed aggiunge che non vi è esercizio più utile per rendere un'anima santa, che considerare spesso le pene di Gesù Cristo. La Trinità vuole trasformarci in Cristo perché la vita di Lui, sapiente, santa e crocifissa diventi la nostra. Attraverso l'Eucaristia la Trinità ci dona precisamente Cristo, con il suo Sacratissimo Cuore, perché siamo trasformati in Lui, partecipiamo alle sue perfezioni, partecipiamo, in particolare, alla sua sapienza e alla sua visione beata attraverso la fede, partecipiamo alle perfezioni del suo Cuore e seguiamo Cristo sulla via della santità, della vera sapienza, sulla via della Croce verso la gioia e beatitudine del Cielo .. La Trinità ci vuole guidare sulla via della Croce e perciò vuole donarci di meditare la Passione e di contemplare la Passione in questa s. Messa in cui si compie lo stesso Sacrificio della Croce, Sacrificio in cui Cristo, la II Persona della Trinità muore per noi nella sua natura umana per poi risorgere e sedere alla destra del Padre, in questa s. Messa in cui Cristo ci dona il suo Cuore, in questa Liturgia ricca di insegnamenti … Chi è Colui che è morto sulla Croce? È Dio-uomo, è il grande operatore di miracoli , è il Salvatore … è il Figlio di Dio, la seconda Persona della Trinità che ha voluto soffrire per salvarci, per riparare i nostri peccati. Il Vangelo di oggi ci mette davanti agli occhi un grande miracolo di Gesù, notate che Gesù compie tale miracolo non come un profeta ma come Dio e notate come, a differenza di Elia che nella prima lettura abbiamo visto realizzare un grande miracolo, Gesù qui non prega , Gesù ordina, comanda … e il fanciullo risorge. Sulla Croce noi ritroviamo proprio Lui, l'Onnipotente, che nella sua natura umana accetta di riparare i nostri peccati, Cristo ha sofferto nella sua natura umana ma la sua Persona è divina e la sua natura umana è strumento di Dio per la salvezza del mondo; sulla Croce ritroviamo Cristo Dio-uomo con la sua sapienza infinita , divina, e la sua sapienza eccelsa umana, è questa sapienza che lo guida sulla via della Croce insieme alla carità anche essa divina e umana e a tutte le virtù … è Dio che guida e sostiene la natura umana di Cristo sulla via della Croce ed è Dio che vuole sostenere anche noi sulla via della Croce che Dio stesso ci chiama a percorrere infatti ci dice in Cristo:“Chi vuole venire dietro di me, rinneghi sé stesso, prenda la sua Croce e mi segua.” Sottolineo che la via della Croce è via di sapienza ed è via “divina” cioè via che possiamo percorrere solo con l'aiuto di Dio, con la sua vita in noi e Dio vuole donarci di percorrere questa via santa . Il Cristo che compie grandi miracoli, la Trinità che compie grandi miracoli in Cristo e in Elia, vuole compiere in noi questo grande “prodigio”, in certo modo, vuole donarci di salire con Cristo sulla via della Croce, vuole donarci la carità, la sapienza e la fede per seguire Cristo sulla via della Croce, cioè sulla via della santità. Anzitutto la Trinità vuole donarci la fede ... senza la fede non ci può essere vita divina in noi non ci può essere sequela di Cristo sulla via della Croce …
Dice il Concilio Vaticano I nella “Dei Filius” Capitolo III - La Fede” “Essendo l’uomo, in tutto il suo essere, dipendente da Dio, suo Creatore e Signore, ed essendo la ragione creata completamente soggetta alla Verità increata, noi siamo tenuti a prestare con la fede il nostro pieno ossequio di mente e divolontà a Dio rivelante. La Chiesa cattolica professa che questa fede, che è l’inizio della salvezza dell’uomo, è una virtù soprannaturale, con la quale, sotto l’ispirazione e la grazia di Dio, crediamo che le cose da Lui rivelate sonovere, non per la loro intrinseca verità individuata col lume naturale della ragione, ma per l’autorità dello stesso Dio rivelante, il quale né può ingannarsi, né può ingannare. La fede è, per testimonianza dell’Apostolo, sostanza dellecose sperate, argomento delle non apparenti (Eb 11,1).
Ma affinché l’ossequio della nostra fede fosse conforme alla ragione, Dio ha voluto che agli aiuti interiori dello Spirito Santo, si unissero gli argomenti esterni della sua Rivelazione, cioè gli interventi divini, come sonoprincipalmente i miracoli e le profezie che dimostrano luminosamente l’onnipotenza e la scienza infinita di Dio e sono segni certissimi della divina Rivelazione e adatti all’intelligenza di tutti. Per questo Mosè e i profeti, ma specialmente Cristo Signore fecero molti e chiari miracoli e profezie; e degli Apostoli leggiamo: “Essi poi partirono e predicarono dappertutto, cooperando il Signore e confermando la loro predicazione con prodigi che li accompagnavano” (Mc 16,20).
Sta pure scritto: “Abbiamo il linguaggio profetico più sicuro, che fate bene ad osservare, come lampada che splende in un luogo oscuro” .
Benché, dunque, l’assenso alla fede non sia un cieco impulso dell’anima, tuttavia nessuno riesce ad aderire alla verità del Vangelo nel modo necessario per il conseguimento dell’eterna salvezza, senza l’illustrazione e l’ispirazionedello Spirito Santo, il quale dà a tutti soavità nel consentire e credere alla verità . Pertanto la stessa fede, anche quando non opera per la carità, è dono di Dio, e il suo atto è opera ordinata alla salvezza, con cui l’uomo presta a Diolibera obbedienza, cooperando e consentendo alla Sua grazia, alla quale però può sempre resistere.
Quindi si devono credere con fede divina e cattolica tutte quelle cose che sono contenute nella parola di Dio, scritta o trasmessa per tradizione, e che vengono proposte dalla Chiesa, o con solenne definizione, o con il magisteroordinario e universale, come divinamente ispirate, e pertanto da credersi.
Poiché senza la fede è impossibile piacere a Dio e giungere all’unione con i suoi figli, così senza di essa nessuno potrà mai essere assoluto, come pure nessuno conseguirà la vita eterna senza aver perseverato in essa sino alla fine. Affinché poi potessimo adempiere il dovere di abbracciare la vera fede e perseverare costantemente in essa, Dio, mediante il Suo Figlio Unigenito, istituì la Chiesa e la insignì di così chiare note perché potesse essere conosciuta da tutti come custode e maestra della parola rivelata. Infatti alla sola Chiesa cattolica appartengono tutte quelle cose così ricche e così meravigliose che sono state divinamente predisposte per la credibilità della fede cristiana. Anzi, laChiesa, per se stessa, cioè per la sua ammirevole propagazione nel mondo, per la sua esimia santità e per l’inesausta fecondità di tutti i suoi beni, per la sua unità, per l’invitta solidità è un grande e perenne motivo di credibilità, unatestimonianza irrefragabile della sua istituzione divina.
Onde avviene che essa, come vessillo levato fra le genti (Is 11,12), invita continuamente a sé quelli che non credono, e assicura i suoi figli che la fede da loro professata poggia su solidissimo fondamento. A questa testimonianzaproviene un efficacissimo aiuto dalla suprema virtù. Infatti il misericordioso Signore eccita gli erranti, e li aiuta con la sua grazia affinché possano giungere a conoscere la verità; conferma con la stessa grazia coloro che trasse dalletenebre nella sua mirabile luce, affinché perseverino nella stessa luce: non abbandona mai nessuno se non è abbandonato.” (http://www.intratext.com/IXT/ITA0088/_P4.HTM)
La Trinità ha compiuto e continua a compiere miracoli strepitosi proprio per portarci a credere … vi parlavo la settimana scorsa di un miracolo che si è compiuto in Polonia ...ma negli anni scorsi si è compiuto anche un miracolo eucaristico in Messico … che ha inizio nel 2006, quando padre Leopoldo Roque, parroco della Parrocchia di San Martin de Tours, invita padre Raymondo Reyna Esteban a guidare un ritiro spirituale per i suoi parrocchiani. Mentre padre Leopoldo e un altro sacerdote stavano distribuendo la Comunione assistiti da una religiosa, quest'ultima si dirige verso padre Raymondo con la "pisside" in mano contenente le Sacre Particole, guardando il padre con occhi umidi di lacrime: l'Ostia che aveva preso per dare la Comunione aveva iniziato a effondere una sostanza rossiccia.
Le ricerche scientifiche condotte tra l'ottobre 2009 e l'ottobre 2012 giunsero alle seguenti conclusioni, presentate il 25 maggio 2013, nel corso di un simposio che ha visto la partecipazione di migliaia di persone provenienti dai quattro continenti:
1) La sostanza rossiccia analizzata corrisponde a sangue in cui sono presenti emoglobina e DNA di origine umana.
2) Due studi condotti da eminenti esperti forensi con metodologie diverse hanno dimostrato che la sostanza proviene dall'interno, escludendo l'ipotesi che qualcuno possa averla collocata dall'esterno.
3) Il tipo di sangue è AB simile a quello riscontrato nell’Ostia di Lanciano e nella Sacra Sindone di Torino.
4) Un’analisi microscopica di ingrandimento e penetrazione rivela che la parte superiore del sangue è coagulata dall’ottobre 2006. Tuttavia gli strati sottostanti interni rivelano, nel febbraio 2010, la presenza di sangue fresco.
5) Si sono anche riscontrati globuli bianchi intatti, globuli rossi, macrofagi in azione che fagocitano lipidi. Il tessuto in questione appare lacerato e con meccanismi di recupero, esattamente come accade in un tessuto vivo.
6) Un’ulteriore analisi istopatologica determina la presenza di strutture proteiche in stato di deterioramento, suggerendo cellule mesenchimatiche, cellule molto speciali, caratterizzate da un elevato dinamismo bio-fisiologico.
7) Gli studi di immunoistochimica rivelano che IL TESSUTO RISCONTRATO CORRISPONDE AL MUSCOLO DEL CUORE. ( http://www.miracolieucaristici.org/it/Liste/scheda_b.html?nat=messico&wh=tixtla&ct=Tixtla%2C+2006 )
Ringraziamo il Signore. Ma ricordiamoci che ogni Eucaristia è il più grande miracolo, dice s. Tommaso, realizzato da Cristo, miracolo che contiene in sé molti miracoli. La Trinità compie queste meraviglie per condurci alla fede perfetta, certissima e per essa vuole donarci la sua vita e vuole condurci sulla via della salvezza, la via della Croce. La Trinità vuole convertire il mondo e liberarci da ogni incredulità , incertezza sulle cose di Dio e guidarci sulla via di Cristo, la via della Croce. Guardiamo il Crocifisso. Cristo è morto per donarci la vita eterna e quindi per donarci quaggiù la fede che è necessaria per avere la vita eterna. S. Paolo afferma che il Vangelo non è modellato sull’uomo … il suo modello è Cristo, è la vita del Cielo … è da Cristo, è da Dio e non da noi stessi che abbiamo la Luce e la Sapienza e la Carità per credere pienamente e per seguire Cristo sulla via della Croce. Dio, la Trinità ss.ma, ci dà la forza per credere perfettamente e seguire Cristo sulla via della santità sulla via del Vangelo, sulla via della Croce; Dio infinitamente onnipotente , infinitamente grande, infinitamente reale vuole santificarci , donarci la fede perfetta, santa. Guardiamo la Croce … Gesù si è donato totalmente per il nostro vero bene, Dio ci ama , Dio vuole il nostro vero bene vuole santificarci, riempirci di santa fede … Ringraziamo il Signore …Ripetete con me: Grazie Signore che ci vuole santificare, deificare. Grazie Signore perché ci vuoi donare la fede dei santi e ci vuoi liberare da ogni incredulità … Grazie per le meraviglie che hai compiuto … Grazie perché ci vuoi liberare da ogni peccato. Preghiamo incessantemente la Trinità perché da parte nostra accogliamo pienamente la fede e la santità che ci vuole donare … Preghiamo la Trinità soprattutto in questa s. Messa in cui vuole scendere su di noi, vuole trasformarci in Cristo, riempirci di santa fede … la Consacrazione è proprio la discesa dello Spirito Santo e di tutta la Trinità su noi perché siamo trasformati in Cristo e in Lui siamo divinizzati, riempiti della sua sapienza , riempiti di perfetta fede … Che meraviglia!! Ringraziamo Dio e offriamoci totalmente alla Trinità in questa s. Messa perché si attui in noi pienamente questa santità, questa sapienza che Dio vuole donarci e possiamo seguire Cristo davvero sulla via del Vangelo, della Croce … La Madonna che ha accolto in pienezza , in Cristo, il dono della perfezione della fede, della perfezione della carità , della santità più alta e della deificazione interceda per noi dal Cielo … Ave Maria piena di grazia …  

IL PAPA E' INFALLIBILE IN CERTE OCCASIONI, NON SEMPRE, E NON E' IMPECCABILE .... TROVATE IN QUESTO ARTICOLO VARI CASI DI COMPROVATI ERRORI PAPALI RICONOSCIUTI AMPIAMENTE .

 

 La teologia cattolica non è un gioco da ragazzi, è complessa e va studiata a fondo altrimenti per difendere qualcosa di apparentemente vero si devono negare tante cose vere e ci si allontana dalla Verità! Alcuni , p. es., interpretando male la dottrina cattolica pensano che il Papa sia sempre infallibile ... NON E' VERO!! IL PAPA E' INFALLIBILE IN CERTE OCCASIONI E NON E' IMPECCABILE ... Ecco come la Scrittura stessa documenta, un errore di un Papa ... Galati 2:11 Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto. Galati 2:12 Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. Galati 2:13 E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, al punto che anche Barnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. Galati 2:14 Ora quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: «Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei? Galati 2:15 Noi che per nascita siamo Giudei e non pagani peccatori, Galati 2:16 sapendo tuttavia che l'uomo non è giustificato dalle opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; poiché dalle opere della legge non verrà mai giustificato nessuno». NE' PIETRO NE' I SUOI SUCCESSORI SONO SEMPRE INFALLIBILI ED E' PROPRIO QUESTO CIO' CHE DICE LA CHIESA NELLA PASTOR AETERNUS : "Questa Santa Sede ha sempre ritenuto che nello stesso Primato Apostolico, posseduto dal Romano Pontefice come successore del beato Pietro Principe degli Apostoli, è contenuto anche il supremo potere di magistero. Lo conferma la costante tradizione della Chiesa; lo dichiararono gli stessi Concili Ecumenici e, in modo particolare, quelli nei quali l’Oriente si accordava con l’Occidente nel vincolo della fede e della carità. Proprio i Padri del quarto Concilio di Costantinopoli, ricalcando le orme dei loro antenati, emanarono questa solenne professione: "La salvezza consiste anzitutto nel custodire le norme della retta fede. E poiché non è possibile ignorare la volontà di nostro Signore Gesù Cristo che proclama: "Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa", queste parole trovano conferma nella realtà delle cose, perché nella Sede Apostolica è sempre stata conservata pura la religione cattolica, e professata la santa dottrina. Non volendo quindi, in alcun modo, essere separati da questa fede e da questa dottrina, nutriamo la speranza di poterci mantenere nell’unica comunione predicata dalla Sede Apostolica, perché in lei si trova tutta la vera solidità della religione cristiana" [Ex formula S. Hormisdae Papae, prout ab Hadriano II Patribus Concilii Oecumenici VIII, Constantinopolitani IV, proposita et ab iisdem subscripta est]. Nel momento in cui si approvava il secondo Concilio di Lione, i Greci dichiararono: "La Santa Chiesa Romana è insignita del pieno e sommo Primato e Principato sull’intera Chiesa Cattolica e, con tutta sincerità ed umiltà, si riconosce che lo ha ricevuto, con la pienezza del potere, dallo stesso Signore nella persona del beato Pietro, Principe e capo degli Apostoli, di cui il Romano Pontefice è successore, e poiché spetta a lei, prima di ogni altra, il compito di difendere la verità della fede, qualora sorgessero questioni in materia di fede, tocca a lei definirle con una sua sentenza". Da ultimo il Concilio Fiorentino emanò questa definizione: "Il Pontefice Romano, vero Vicario di Cristo, è il capo di tutta la Chiesa, il padre e il maestro di tutti i Cristiani: a lui, nella persona del beato Pietro, è stato affidato, da nostro Signore Gesù Cristo, il supremo potere di reggere e di governare tutta la Chiesa". Allo scopo di adempiere questo compito pastorale, i Nostri Predecessori rivolsero sempre ogni loro preoccupazione a diffondere la salutare dottrina di Cristo fra tutti i popoli della terra, e con pari dedizione vigilarono perché si mantenesse genuina e pura come era stata loro affidata. È per questo che i Vescovi di tutto il mondo, ora singolarmente ora riuniti in Sinodo, tenendo fede alla lunga consuetudine delle Chiese e salvaguardando l’iter dell’antica regola, specie quando si affacciavano pericoli in ordine alla fede, ricorrevano a questa Sede Apostolica, dove la fede non può venir meno, perché procedesse in prima persona a riparare i danni [Cf. S. BERN. Epist. CXC]. Gli stessi Romani Pontefici, come richiedeva la situazione del momento, ora con la convocazione di Concili Ecumenici o con un sondaggio per accertarsi del pensiero della Chiesa sparsa nel mondo, ora con Sinodi particolari o con altri mezzi messi a disposizione dalla divina Provvidenza, definirono che doveva essere mantenuto ciò che, con l’aiuto di Dio, avevano riconosciuto conforme alle sacre Scritture e alle tradizioni Apostoliche. Lo Spirito Santo infatti, non è stato promesso ai successori di Pietro per rivelare, con la sua ispirazione, una nuova dottrina, ma per custodire con scrupolo e per far conoscere con fedeltà, con la sua assistenza, la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il deposito della fede. Fu proprio questa dottrina apostolica che tutti i venerabili Padri abbracciarono e i santi Dottori ortodossi venerarono e seguirono, ben sapendo che questa Sede di San Pietro si mantiene sempre immune da ogni errore in forza della divina promessa fatta dal Signore, nostro Salvatore, al Principe dei suoi discepoli: "Io ho pregato per te, perché non venga meno la tua fede, e tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli". Questo indefettibile carisma di verità e di fede fu dunque divinamente conferito a Pietro e ai suoi successori in questa Cattedra, perché esercitassero il loro eccelso ufficio per la salvezza di tutti, perché l’intero gregge di Cristo, distolto dai velenosi pascoli dell’errore, si alimentasse con il cibo della celeste dottrina e perché, dopo aver eliminato ciò che porta allo scisma, tutta la Chiesa si mantenesse una e, appoggiata sul suo fondamento, resistesse incrollabile contro le porte dell’inferno. Ma poiché proprio in questo tempo, nel quale si sente particolarmente il bisogno della salutare presenza del ministero Apostolico, si trovano parecchie persone che si oppongono al suo potere, riteniamo veramente necessario proclamare, in modo solenne, la prerogativa che l’unigenito Figlio di Dio si è degnato di legare al supremo ufficio pastorale. Perciò Noi, mantenendoci fedeli alla tradizione ricevuta dai primordi della fede cristiana, per la gloria di Dio nostro Salvatore, per l’esaltazione della religione Cattolica e per la salvezza dei popoli cristiani, con l’approvazione del sacro Concilio proclamiamo e definiamo dogma rivelato da Dio che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa, per la divina assistenza a lui promessa nella persona del beato Pietro, gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa. Se qualcuno quindi avrà la presunzione di opporsi a questa Nostra definizione, Dio non voglia!: sia anatema." Dato a Roma, nella pubblica sessione celebrata solennemente nella Basilica Vaticana, nell’anno 1870 dell’Incarnazione del Signore, il 18 luglio, venticinquesimo anno del Nostro Pontificato. E NEL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA SI AFFERMA “L'infallibilità si attua quando il Romano Pontefice, in virtù della sua autorità di supremo Pastore della Chiesa, o il Collegio dei Vescovi in comunione con il Papa, soprattutto riunito in un Concilio Ecumenico, proclamano con atto definitivo una dottrina riguardante la fede o la morale, e anche quando il Papa e i Vescovi, nel loro ordinario Magistero, concordano nel proporre una dottrina come definitiva. A tali insegnamenti ogni fedele deve aderire con l'ossequio della fede” (Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, 185). “Di questa infallibilità il Romano Pontefice, capo del Collegio dei Vescovi, fruisce in virtù del suo ufficio, quando, quale supremo Pastore e Dottore di tutti i fedeli, che conferma nella fede i suoi fratelli, proclama con un atto definitivo una dottrina riguardante la fede o la morale. L'infallibilità promessa alla Chiesa risiede pure nel Corpo episcopale, quando questi esercita il supremo Magistero col Successore di Pietro soprattutto in un Concilio Ecumenico. Quando la Chiesa, mediante il suo Magistero supremo, propone qualche cosa da credere come rivelato da Dio e come insegnamento di Cristo, a tali definizioni si deve aderire con l'ossequio della fede. Tale infallibilità abbraccia l'intero deposito della rivelazione divina” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 891) ..... DUNQUE IL PAPA NON E' SEMPRE INFALLIBILE!! ...INFATTI ... la storia della Chiesa riporta vari casi di evidenti errori di Papi. Abbiamo già avuto casi di Papi che hanno affermato cose errate con evidente scandalo, purtroppo, si pensi ai Papi Onorio ( Denz-Hün 550 ss. 561 ss.) Liberio, secondo s. Girolamo, ( cfr. anche Denz-Hün 138 ss.) Giovanni XXII (Denz-Hün 990 s.)

ECCO LA CONDANNA DI PAPA ONORIO NEL CONCILIO DI CONSTANTINOPOLI III .... il santo e universale sinodo disse: Alla perfetta conoscenza e conferma della retta fede sarebbe stato sufficiente questo pio e ortodosso simbolo della grazia divina. Ma poiché non restò inattivo colui che fin dall'inizio fu l'inventore della malizia e che, trovando un aiuto nel serpente, per mezzo di esso introdusse la velenosa morte nella natura umana, così anche ora, trovati gli istrumenti adatti alla propria volontà: alludiamo a Teodoro, che fu vescovo di Fara; a Sergio, Pirro, Paolo, Pietro, che furono presuli di questa imperiale città; ed anche a Onorio, che fu papa dell'antica Roma; a Ciro, che fu vescovo di Alessandria, e a Macario, recentemente vescovo di Antiochia, e a Stefano, suo discepolo; trovati, dunque, gli istrumenti adatti, non si astenne, attraverso questi, dal suscitare nel corpo della chiesa gli scandali dell'errore; e con espressioni mai udite disseminò in mezzo al popolo fedele la eresia di una sola volontà e di una sola operazione in due nature di una (persona) della santa Trinità, del Cristo, nostro vero Dio, in armonia con la folle dottrina falsa degli empi Apollinare, Severo e Temistio; e cercò in tutti i modi di toglier di mezzo con ingannevole invenzione la perfezione dell'incarnazione dello stesso ed unico signore Gesù Cristo, nostro Dio, e introdusse, quindi, funestamente una carne senza volontà e senza operazione propria, benché fornita di vita intellettuale. http://www.intratext.com/IXT/ITA0135/_P1.HTM#BI .…

 Il 9 agosto 681, alla fine della XVI sessione, vennero rinnovati gli anatemi contro tutti gli eretici e i fautori dell’eresia, compreso Onorio, PAPA : «Sergio haeretico anathema, Cyro haeretico anathema, Honorio haeretico anathema, Pyrro, haeretico anathema» (Mansi, XI, col. 622) .… Le copie autentiche degli atti del Concilio, sottoscritte da 174 Padri e dall’Imperatore, furono inviate alle cinque sedi patriarcali, con particolare riguardo per quella di Roma. Ma poiché sant’Agatone morì il 10 gennaio 681, gli atti del Concilio, dopo più di 19 mesi di sede vacante, furono ratificati dal suo successore San Leone II (682683). Nella lettera inviata il 7 maggio 683 all’imperatore Costantino IV, il Papa scriveva:


«anatemizziamo gli inventori del nuovo errore, vale a dire Teodoro di Faran, Ciro d’Alessandria, Sergio, Pirro, Paolo e Pietro della Chiesa di Costantinopoli, e anche Onorio, che non si sforzò di mantenere pura questa Chiesa apostolica nella dottrina della tradizione apostolica, ma ha permesso con un esecrabile tradimento, che questa Chiesa intemerata fosse macchiata» (Mansi, XI, col. 733). .… ONORIO ERA STATO PAPA E ALLORA ERA MORTO . E POI ALCUNI DICONO CHE UN PAPA NON PUO» ESSERE ERETICO .… 
https://www.corrispondenzaromana.it/onorio-i-il-caso-controverso-di-un-papa-eretico/  

Altri errori papali famigerati sono quelli di Giovanni XXII e di Liberio etc. Vediamo meglio …

S. Atanasio parla di  Papa Liberio in particolare in questo testo testi : Historia Arianorum …

http://www.documentacatholicaomnia.eu/03d/02950373,_Athanasius,_Historia_Arianorum_[Schaff],_EN.pdf

insieme con s. Atanasio parlano di Libero e della sua «caduta» a livello dottrinale sia Sozomeno che s. Ilario e s. Girolamo si veda in particolare Denzinger Hunermann nn. 138 ss. in essi risulta che addirittura Papa Liberio scomunicò s. Atanasio, campione della ortodossia nicena e accolse una professione di fede non nicena,

S. Ilario pronunciò l’anatema contro Papa Liberio … Denz. Hunermann 141 .. Lo Jedin (Jedin , Storia della Chiesa, II, p. 49), parla della «caduta» di Liberio e affermò che essa e determinò grossi guai, s. Girolamo disse che Liberio aveva sottoscrittà la malvagità eretica “Liberius

taedio victus exilii, in haereticam pravitatem subscribens Romam quasi

victor intravit;” (Chronicon anno 353), il cedimento suddetto di Liberio indebolì la sua autorità fuori di Roma sicché negli anni successivi egli non ebbe alcun ruolo particolare (Jedin , Storia della Chiesa, II, p. 49)… Su Liberio si veda anche qui … http://www.treccani.it/enciclopedia/liberio_(Enciclopedia-dei-Papi)/  

https://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/iota-unum-la-caduta-di-papa-liberio-e-il-trionfo-di-santatanasio/  

Giovanni XXII – ha scritto il cardinale Schuster – «ha delle gravi responsabilità innanzi al tribunale della storia (…)», perché «offrì alla Chiesa intera lo spettacolo umiliante dei principi, del clero e delle università che rimettono il Pontefice sulla retta via della tradizione teologica cattolica, mettendolo nella dura necessità di disdirsi» (Idelfonso Schuster o.s.b., Gesù Cristo nella storia. Lezioni di storia ecclesiastica, Benedictina Editrice, Roma 1996, pp. 116117). La ritrattazione dei suoi errori rilasciata da Giovanni XXII è in Denz. Hun. 990991. Un interessante articolo su questo caso mi pare il seguente: https://www.corrispondenzaromana.it/un-papa-che-cadde-nelleresia-giovanni-xxii-e-la-visione-beatifica-dei-giusti-dopo-la-morte/

 

… inoltre ritrattazioni di loro precedenti affermazioni dovettero eseguire: Pio VII dopo che ebbe firmato il trattato di Fontainebleau e Pasquale II.  Su Pasquale II consiglio un’attenta lettura del seguente articolo 

http://www.corrispondenzaromana.it/la-filiale-resistenza-di-san-bruno-di-segni-a-papa-pasquale-ii/

Per quanto riguarda Pio VII cfr. il testo in Enchiridion dei Concordati. Due secoli dei rapporti Chiesa-Stato, EDB, Bologna 2003, nn. 4455 ; la ritrattazione si ebbe con queste parole «Di quel foglio, benché da noi sottoscritto, diremo a Vostra Maestà quello stesso ch’ebbe a dire il nostro Predecessore Pasquale II nel consimile caso di uno scritto da lui segnato contenente una concessione a favore di Errico V, della quale la di lui coscienza ebbe ragione di pentirsi, cioè ‘come riconosciamo quello scritto per mal fatto, così per mal fatto lo confessiamo, e coll’aiuto del Signore desideriamo che immediatamente si emendi, acciò niun danno alla Chiesa, e niun pregiudizio all’anima nostra ne risulti’» (Enchiridion, cit., n. 45, pp. 1621).

Riteniamo che sia un  evidente errore papale il bacio del Corano da parte di s. Giovanni Paolo II http://apologetica-cattolica.net/magistero/item/156-il-bacio-del-corano-da-parte-di-s-giovanni-paolo-ii-una-riflessione-cattolica

Interessante anche l’articolo seguente in cui si precisa che “ … il pontefice romano cessa il suo ufficio «o per morte naturale accertata, o per rinuncia, o per eresia notoria» (vedi vecchio Codice di diritto canonico, canone 188; nuovo codice, canone 194; Enciclopedia del diritto, voce Pontefice, n.13; Ius canonicum, del generale dei Gesuiti Francisco Wernz, Roma 1928, al capitolo De suprema potestate)” http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5048  

Sulla questione della possibilità che un Papa sia eretico è uscito qualche tempo fa un testo interessante: «Ipotesi teologica di un Papa eretico» , l’autore è Arnaldo Vidigal Xavier da Silveira, casa editrice «Solfanelli»
 ; qui trovate una interessante recensione di questo libro  https://www.corrispondenzaromana.it/arnaldo-da-silveira-lipotesi-teologia-di-un-papa-eretico/ 

Su questo punto della possibilità che un Papa sia eretico mi pare interessante riportare quanto scrive padre Francesco Romano, docente di Diritto canonico alla Facoltà teologica dell’Italia centrale in n articolo» In dottrina si considera anche la possibilità della sede vacante per notoria apostasia, eresia o scisma del Papa. Per questo caso ci riportiamo all’articolo del padre Gianfranco Ghirlanda, gesuita, che su Civiltà Cattolica n. 3905 del 2 marzo 2013 pubblicò un suo studio dal titolo «Cessazione dall’ufficio di Romano Pontefice» (pp. 445462): «Il can. 333, § 2, afferma che il Romano Pontefice, nell’adempimento del suo ministero (munus) di supremo Pastore della Chiesa, è sempre congiunto nella comunione con gli altri Vescovi, anzi con tutta la Chiesa […], a tutela dell’unità della comunione ecclesiale […]. La comunione del Romano Pontefice con la Chiesa e con i Vescovi, secondo il Vaticano I, non può essere comprovata dal consenso della Chiesa e dei Vescovi, in quanto non sarebbe più una potestà piena e suprema liberamente esercitata (can. 331; «Nota Explicativa Praevia» n. 4). Il criterio allora è la tutela della stessa comunione ecclesiale. Lì dove questa non ci fosse più da parte del Papa, egli non avrebbe più alcuna potestà, perché ipso iure decadrebbe dal suo ufficio primaziale. È il caso, ammesso in dottrina, della notoria apostasia, eresia e scisma, nella quale il Romano Pontefice potrebbe cadere, ma come «dottore privato» che non impegna l’assenso dei fedeli, perché per fede nell’infallibilità personale che il Romano Pontefice ha nello svolgimento del suo ufficio, e quindi nell’assistenza dello Spirito Santo, dobbiamo dire che egli non può fare affermazioni eretiche volendo impegnare la sua autorità primaziale, perché, se così facesse, decadrebbe ipso iure dal suo ufficio».» ( http://www.toscanaoggi.it/Rubriche/Risponde-il-teologo/Cosa-rispondere-ai-sedevacantisti )

In un’intervista realizzata dal Catholic World Report  al cardinal Burke leggiamo «CWRSome people are saying that the pope could separate himself from communion with the Church. Can the pope legitimately be declared in schism or heresy? Cardinal Burke: If a Pope would formally profess heresy he would cease, by that act, to be the Pope. It’s automatic. And so, that could happen. CWRThat could happen. Cardinal Burke: Yes. CWRThat’s a scary thought. Cardinal Burke: It is a scary thought, and I hope we won’t be witnessing that at any time soon.»  (http://www.catholicworldreport.com/2016/12/19/cardinal-burke-no-i-am-not-saying-that-pope-francis-is-in-heresy/  )

Traduzione «CWRAlcuni sostengono che il Papa stesso possa uscire dalla comunione con la Chiesa. Può il Pontefice essere legittimamente dichiarato scismatico o eretico?

Burke: Se un Papa professasse formalmente l’eresia, cesserebbe per ciò solo di essere Papa. Sarebbe automatico. Quindi sì, potrebbe accadere.

CWRPotrebbe accadere. Burke: Sì.  CWRE’ una prospettiva angosciante. Burke: E’ una prospettiva angosciante, e mi auguro che non dovremo fronteggiarla in un futuro prossimo.»    ( https://www.radiospada.org/2016/12/ecco-lintervista-integrale-a-burke-eresia-del-papa-scisma-sacramenti-ai-divorziati-altro-ancora/   )

I fedeli sono tenuti a seguire gli insegnamenti del Papa ma ovviamente non devono obbedire ai suoi insegnamenti né accogliere le sue parole se e in quanto conducono a peccare o ad opporsi alla Verità. Certamente dobbiamo seguire il Papa e obbedirgli ma non quando afferma cose contrarie alla Verità!! Va notato che “Il Romano Pontefice è — come tutti i fedeli — sottomesso alla Parola di Dio, alla fede cattolica ed è garante dell’obbedienza della Chiesa e, in questo senso, servus servorum. Egli non decide secondo il proprio arbitrio, ma dà voce alla volontà del Signore, che parla all’uomo nella Scrittura vissuta ed interpretata dalla Tradizione; in altri termini, la episkopè del Primato ha i limiti che procedono dalla legge divina e dall’inviolabile costituzione divina della Chiesa contenuta nella Rivelazione ( Cf. Dichiarazione collettiva dei Vescovi tedeschi, genn.-febbr. 1875: Denz-Hün, n. 3114. ).” ( n. 7 CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE IL PRIMATO DEL SUCCESSORE DI PIETRO NEL MISTERO DELLA CHIESA  http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19981031_primato-successore-pietro_it.html ) … Papa Benedetto disse “Il potere conferito da Cristo a Pietro e ai suoi successori è, in senso assoluto, un mandato per servire. La potestà di insegnare, nella Chiesa, comporta un impegno a servizio dell’obbedienza alla fede. Il Papa non è un sovrano assoluto, il cui pensare e volere sono legge. Al contrario: il ministero del Papa è garanzia dell’obbedienza verso Cristo e verso la Sua Parola. Egli non deve proclamare le proprie idee, bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all’obbedienza verso la Parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, come di fronte ad ogni opportunismo. Lo fece Papa Giovanni Paolo II, quando, davanti a tutti i tentativi, apparentemente benevoli verso l’uomo, di fronte alle errate interpretazioni della libertà, sottolineò in modo inequivocabile l’inviolabilità dell’essere umano, l’inviolabilità della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. La libertà di uccidere non è una vera 20 libertà, ma è una tirannia che riduce l’essere umano in schiavitù. Il Papa è consapevole di essere, nelle sue grandi decisioni, legato alla grande comunità della fede di tutti i tempi, alle interpretazioni vincolanti cresciute lungo il cammino pellegrinante della Chiesa. Così, il suo potere non sta al di sopra, ma è al servizio della Parola di Dio, e su di lui incombe la responsabilità di far sì che questa Parola continui a rimanere presente nella sua grandezza e a risuonare nella sua purezza, così che non venga fatta a pezzi dai continui cambiamenti delle mode. La Cattedra è — diciamolo ancora una volta — simbolo della potestà di insegnamento, che è una potestà di obbedienza e di servizio, affinché la Parola di Dio — la sua verità! — possa risplendere tra di noi, indicandoci la strada.” ( Benedetto XVI, Omelia del 7 maggio 2005 https://w2.vatican.va/content/benedictxvi/it/homilies/2005/documents/hf_ben-xvi_hom_20050507_san-giovanni-laterano.html ). In questa linea affermarono i Vescovi tedeschi: “Il Papa “è soggetto al diritto divino e vincolato dall’ordinamento dato da Gesù Cristo alla sua Chiesa . Il Papa non può modificare la costituzione che la Chiesa ha ricevuto dal suo Fondatore.… La Costituzione della Chiesa appoggia i suoi cardini su un fondamento che viene da Dio e quindi non può essere in balia dell’arbitrio umano.… Come il Concilio Vaticano ha esposto con parole chiare e comprensibili e e come la natura stessa della cosa si manifesta, l’infallibilità è una proprietà che si riferisce solo al supremo Magistero del Papa; e questo coincide precisamente con l’ambito del Magistero infallibile della Chiesa in genere ed è legato a ciò che è contenuto nella S. Scrittura e nella Tradizione, come pure alle definizioni già emanate dal Magistero ecclesiastico”. (Dichiarazione dei Vescovi tedeschi 1875 , Denz-Hün 3114; testo lodato e approvato da Papa Pio IX con la “Mirabilis illa constantia” del 1875, Denz-Hün 3117). … Dio ci illumini e illumini il Papa !

Don Tullio Rotondo 


 

Ecco il video che ci presenta una famosa e miracolosa lacrimazione di una immagine della Madonna a Siracusa, nel 1953.

I miracoli sono segni divini che testimoniano la presenza e onnipotenza di Dio, della Trinità ss.ma. Il miracolo è compiuto da Dio , Creatore e Signore dell'universo. 

 

Per meditare a fondo la Passione di Cristo : siti, testi, video, registrazioni audio

Un libro sulla sapienza della Croce registrato in file audio 

https://soundcloud.com/apologetica-cattolica/san-luigi-maria-amici-della-croce?in=apologetica-cattolica/sets/sapienza-della-croce

 

Catechesi e omelie sulla sapienza della Croce

https://soundcloud.com/apologetica-cattolica/sets/sapienza-della-croce
 

https://www.youtube.com/playlistlist=PLxc9r71hrCYCWZr0WYmB-Yu5BeojO2tw8

 

Pagina Facebook sulla sapienza della Croce

https://www.facebook.com/La-Sapienza-della-Croce-1594342684130736/timeline/

 

Vari testi per meditare sulla sapienza della Croce

 

http://www.apologetica-cattolica.net/teologia/teologia-morale/scaricatevi-gratuitamente-qui-l-eccellente-testo-principi-pratici-della-sapientia-crucis-secondo-la-dottrina-di-s-paolo-della-croce-di-p-disma-giannotti.html

S. Alfonso Maria de Liguori L'amore delle anime

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX004.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Considerazioni ed affetti sovra la Passione di Gesù Cristo

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX039.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Ristretto delle virtù…anima

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_P2YV.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Coronella delle sante piaghe di Gesù Croc.

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_PGA.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Esercizio della Via Crucis

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX069.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Dolce trattenimento…a vista di Gesù croc.

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_PN3.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Forza che ha la Passione di Gesù Cristo

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_PPO.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Gradi della Passione

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_PUT.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Meditazioni sulla Passione di Gesù Cristo per ciascun giorno della settimana

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX093.HTM


S. Alfonso Maria de Liguori, Otto meditazioni della Passione di Gesù Cristo ricavate dalle antecedenti riflessioni

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX106.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Pii riflessi…al santo amor di Dio

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_P2R5.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Preghiere a Gesù… Passione

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_P2U2.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Riflessioni sulla Passione di Gesù Cristo esposte all’anime divote

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX127.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Saette di fuoco

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_P2YY.HTM
 

S. Alfonso Maria de Liguori, Pratica di amar Gesù Cristo

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX110.HTM

 

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Mons. Luigi Negri


   

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