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Per citazione
(es. Mt 28,120):
Per parola:
   

Per meditare a fondo la Passione di Cristo : siti, testi, video,  registrazioni audio   

Testo sulla Passione con riflessioni di s. Paolo della Croce :

clicca qui 

http://www.apologetica-cattolica.net/teologia/teologia-mistica/principi-pratici-della-sapientia-crucis-secondo-la-dottrina-di-san-paolo-della-croce.html  


Omelie e Catechesi sulla sapienza della Croce 
https://soundcloud.com/apologetica-cattolica/sets/sapienza-della-croce    
https://www.youtube.com/playlistlist=PLxc9r71hrCYCWZr0WYmB-Yu5BeojO2tw8  

S. Camilla Battista da Varano «I dolori mentali di Cristo» http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/i%20dolori%20mentali%20della%20passione%20di%20gesu.htm  
Preghiere sulla Passione, di s. Brigida http://www.brigidine.org/default.aspx?idl=44


I SANTI HANNO VISSUTO IN MODO PARTICOLARE LA PASSIONE DEL SIGNORE 

http://www.maranatha.it/Feriale/santiProprio/0917Page.htm   
Pagina FB sulla sapienza della Croce https://www.facebook.com/La-Sapienza-della-Croce-1594342684130736/timeline/  
 
Testi di s. Alfonso sulla Passione

http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX004.HTM  
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX039.HTM     
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_P2YV.HTM  
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_PGA.HTM  
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX069.HTM  
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_PN3.HTM 
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_PPO.HTM  
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_PUT.HTM  
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX093.HTM  
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX106.HTM   
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_P2R5.HTM   
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_P2U2.HTM     
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX127.HTM      
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_P2YY.HTM   
http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX110.HTM  

 

Compratelo e meditatelo e diffondetelo. Testo meraviglioso, di grande potenza spirituale!
http://www.edizionisanpaolo.it/religione_1/spiritualita_1/spiritualita-maestri-1a-s/libro/scritti-sulla-passione-del-signore.aspx

La Liturgia della Settimana Santa

 http://www.maranatha.it/calendar/cal17Bpage.htm

PREGHIERE SIGNIFICATIVE DALLA LITURGIA 
O Padre, che chiami tutti gli uomini per la porta stretta della croce al banchetto pasquale della vita nuova, concedi a noi la forza del tuo Spirito, perché unendoci al sacrificio del tuo Figlio, gustiamo il frutto della vera libertà e la gioia del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. (Colletta , XXI dom. Anno C)

Ascolta, o Dio, le nostre preghiere, e donaci di imitare la passione del tuo Figlio per portare con serena fortezza la nostra croce quotidiana. Per Cristo nostro Signore. 
( Dalla Liturgia, Ora Nona del giovedì della I settimana)

Concedi ai tuoi fedeli, o Signore, la sapienza della croce, perché, illuminati dalla passione del tuo Figlio, portiamo generosamente il suo giogo soave. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. ( Dalla Liturgia, Vespri del venerdì della I settimana)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Volgi il tuo sguardo, o Padre,alle offerte della tua Chiesa, e fa’ che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore. (Liturgia della XXXII domenica del Tempo ordinario)

Pubblicato in Teologia Mistica

La carità va distinta dalla passione dell’amore.
 

La carità è una virtù teologale, la più importante, essa viene spesso indicata con il termine amore ma poiché l’amore èanche una passione occorre distinguere con precisione l’amore-carità dall’amore-passione … L’amore-carità è una virtù, dunque una qualità, teologale, è una virtù soprannaturale infusa da Dio in noi che contiene in sé l’odio al peccato e il proposito di non peccare almeno gravemente, essa ci muove verso il Cielo, verso il Bene immateriale che è Dio, ha per soggetto la volontà e implica l’inabitazione trinitaria della nostra anima, per la carità siamo templi dello Spirito Santo. L’amore-passione è una passione, è una energia che può essere incanalata verso il bene o verso il male, più precisamente essa è un movimento dell’appetito sensitivo sorto dall’apprensione del bene o del male sensibile con una ripercussione più o meno intensa sull’organismo, dunque non è una virtù, essa dunque non è una realtà soprannaturale infusa da Dio; se non sono educate bene le passioni ci ostacolano sul cammino della salvezza perché ci spingono al bene sensibile e non al compimento della volontà di Dio né a Dio, la passione in quanto non educata e incanalata al bene spinge al peccato e si oppone alla carità. Per sé stessa la passione dell’amore non implica l’inabitazione di Dio in noi, né è legata alla grazia santificante. La vita di grazia ci porta a combattere contro la passione dell’amore in quanto quest’ultima ci spinge a fare ciò che Dio non vuole, la vita di grazia ci porta a incanalare la passione dell’amore per usarla come strumento al servizio della vita secondo Dio. In Cristo le passioni erano ordinate al servizio della sua santità e non si opponevano ad essa. La Scrittura usa i termini che in italiano traduciamo con amore e con il verbo amare per parlare della carità perché nella vita soprannaturale si realizza in noi, per la inabitazione trinitaria e quindi per la presenza di Dio in noi, qualcosa di simile a quello che accade nella nostra vita passionale, cioè come l’amore-passione ci spinge verso il bene materiale e l’odio-passione ci allontana dal male materiale, così Dio, per la grazia e per la carità, ci muove verso il bene , verso la santità, verso Lui stesso e ci allontana e ci oppone al peccato … l’inabitazione di Dio in noi per la grazia fa che in noi vi sia attrazione al vero bene e ripulsa del peccato, in modo simile a ciò che accade in noi per le passioni che appunto ci attraggono al bene materiale e ci allontanano dal male materiale … Dio attraverso la carità ci attrae alla santità e ci allontana dal peccato mentre le passioni per sé stesse ci attirano al bene materiale e non al bene immateriale, che è Dio, e ci allontanano dal male materiale e non dal peccato. Dio nella s. Scrittura usa i termini che traduciamo in italiano con amore e con il verbo ad esso collegato per elevarci, attraverso l’analogia, alla carità, cioè alla vita divina in noi. (Le indicazioni qui presentate sono tratte, per la parte relative alle passioni, da A. Royo Marin «Teologia della perfezione cristiana» ed. Paoline, Cinisello Balsamo (Milano) 1987, pag. 464 ss., , si vedano le parti riguardanti alla virtù della carità e alle passioni, ma possiamo trovare le stesse indicazioni in importanti manuali di teologia morale, come Merkelbach, Prummer etc.)

Pubblicato in Teologia Morale
Venerdì, 11 Aprile 2014 00:00

Meditazioni sulla Passione di Gesù Cristo

Diceva S. Agostino che vale più una sola lacrima sparsa meditando sulla Passione di Cristo, che un pellegrinaggio sino a Gerusalemme ed un anno di digiuno a pane ed acqua. Sì, il nostro amante Salvatore ha patito tanto affinché vi pensassimo, poiché pensandovi non è possibile non infiammarsi del divino amore. Gesù da pochi è amato, perché pochi sono quelli che considerano le pene che ha patito per noi; ma chi le considera spesso, non può vivere senza Gesù. Si sentirà talmente stringere dal suo amore che non gli sarà possibile resistere a non amare un Dio così innamorato che tanto ha patito per farsi amare. S. Francesco piangeva nel meditare le sofferenze di Gesù Cristo. Una volta mentre lacrimava gli venne chiesto che problema avesse, egli rispose che piangeva per i dolori e gli affronti dati al Signore e si dispiaceva nel vedere gli uomini ingrati che non l’amano e non lo pensano.

Anime devote […] mettiamoci spesso dinanzi agli occhi, particolarmente nei giorni di venerdì, Gesù moribondo sulla croce; e fermiamoci ivi con tenerezza a contemplare per qualche tempo i suoi dolori e l’affetto che aveva per noi, mentre stava agonizzando su quel letto di dolore. […] Oh che dolce riposo trovano le anime amanti di Dio nei tumulti di questo mondo e nelle tentazioni dell’inferno ed anche nei timori dei divini giudizi, nel contemplare da solo a solo in silenzio il nostro amoroso Redentore, mentre egli agonizzava sulla croce e  il suo divin sangue gocciolava da tutte le sue membra ferite già ed aperte dai flagelli, dalle spine e dai chiodi! Oh come nel pensare a Gesù crocifisso si allontanano dalle nostre menti tutti i desideri di onori mondani, di ricchezze di terra e di piaceri di senso! Allora spira da quella croce un’aura celeste, che dolcemente ci distacca dagli oggetti terreni ed accende in noi una santa brama di patire e morire per amor di colui, che volle tanto patire e morire per amor nostro. E come è possibile che non accenderà l’affetto di tutti i cuori, un Dio che muore in un mare di disprezzi e di dolori per amor delle sue creature? Come poi queste creature possono amare altra cosa all’infuori di Dio? come pensare ad altro che ad esser grate a questo loro così amante benefattore? […] Ah che così han fatto già tanti santi e tanti martiri che han lasciato tutto per Gesù Cristo. O vergogna nostra! Ma come è possibile che a molti Cristiani fa tanto poca impressione la Passione di Gesù Cristo? Ciò avviene, perché poco si fermano a considerare quanto patì Gesù Cristo per nostro amore. 

Cristo è morto in croce per espiare i nostri peccati.

Un Dio morto per gli uomini! Questo pensiero è stato sempre il trattenimento più dolce e più ordinario delle anime sante, e il motivo più forte per amarlo. Il pensiero che il Figlio di Dio è morto in croce per espiare le colpe commesse dal genere umano, è stato sempre la meraviglia e lo stupore degli angeli in cielo. Un Dio morto per gli uomini; questo sarà sempre un grande argomento di confusione e di disperazione ai dannati dell’inferno. Un Dio è morto per me, dirà eternamente il dannato negli abissi: e ciononostante io ardo e mi dispero tra queste fiamme. Al certo non posso dubitare della bontà di Dio per me, e di quella volontà sua sincera che egli ebbe di salvarmi, avendolo veduto morto per me. Dunque se son dannato, contro chi debbo infuriarmi se non contro me medesimo? È vero che è cosa aspra il pensare ad una eternità di pene: ma chiunque penetrerà bene queste poche parole, Iddio morto per l’uomo, non avrà difficoltà a persuadersi questa seconda verità, che l’uomo ingrato e ribelle al suo Dio, venga giustamente punito dallo stesso Dio con una eternità di pene. Quell’uomo che rifiutò d’ardere con fiamme d’amore verso Iddio morto per lui, un tal uomo merita bene di bruciare negli eterni ardori che la giustizia di Dio ha preparato nell’inferno agli ingrati. Con quali di queste due fiamme vuoi che arda il tuo spirito? Nelle fiamme infernali nell’altra vita in pena di non aver amato Dio, oppure nelle fiamme della sua santa carità in questo mondo? Tocca a te lo scegliere e l’adoperarti per concepire nel tuo spirito un vero amore di Dio. Ci riuscirai, se penserai spesso quanto abbia Iddio amato te, se riguarderai spesso l’immagine di Dio crocifisso, con dire tra te stesso: Ecco un Dio su questa croce per amar mio e per mio bene.

Considera che Iddio è morto per gli uomini suoi nemici ingrati e perfidi. Questo pensiero è un motivo d’amore meraviglioso. Gesù Cristo assicura, che non può darsi dimostrazione d’amore più grande quanto quella di morire per l’amico. Ma il suo amore s’avanza più oltre, perché muore per i suoi nemici medesimi, per nemici vili, insolenti e temerari, che non si curano di lui, né ad altro pensano che ad oltraggiarlo con enormi ingratitudini e pungenti offese. Io sono stato uno di quelli, per i quali Gesù e morto; e dopo averlo visto morto per me, non ho cessato di offenderlo e di disprezzare la sua amabile carità. Egli sapeva prima di morire che dava la vita per me suo nemico; ciononostante amò di darla, e a suo tempo non mancò di farmene godere il frutto, chiamandomi a penitenza, infondendomi il dolore delle mie colpe, applicandomi i frutti copiosi della sua Passione nella grazia, amicizia e figliolanza sua, tante volte restituitami, quante volte l’ho voluta perdere col peccato. Non c’era bisogno che morisse per noi. Poteva riscattarci e redimerci con una goccia sola del suo sangue o con una sola lacrima. Invece ha voluto dare la vita per palesarci l’eccesso dell’amor suo, che va a quest’estremo di dare tutto col mezzo di una morte la più infame e la più crudele per noi suoi nemici ingrati e abominevoli. Svegliamoci una volta per corrispondere a tanta dimostrazione di amore. Risolviamoci una volta di staccare coraggiosamente il nostro amore dalle cose terrene, dalle vanità, dall’ambizione, dalle amicizie, dal nostro corpo, per donare a Dio il maggior amore che possiamo.

Dobbiamo meditare spesso la Passione di Gesù, poiché il nostro amabile Redentore desidera sommamente che noi pensiamo alle atroci sofferenze della sua Passione causata dai nostri innumerevoli peccati. È di fede che i nostri peccati hanno crocifisso il Salvatore. La Sacra Scrittura afferma che le nostre iniquità lo hanno ricoperto di piaghe. Il Salvatore per nostro amore volle espiare al posto nostro la pena meritata dalle nostre colpe. Per gratitudine, cosa dovremmo dare ad un Dio così innamorato di noi? Dio vuole solamente che noi pensiamo qualche volta all’amore che egli ha avuto per noi fino a patire quei tormenti pur di salvarci. Gesù Cristo è morto in croce per noi, ma solo pochi uomini pensano alla sua Passione. Si pensa alle vanità e ai piaceri mondani, ma non si pensa alle sofferenze e all’amore di Gesù per noi. Che ingiustizia! Che ingratitudine! Il ricordo della Passione del Redentore è utilissimo perché ci rende vittoriosi sulle tentazioni. Chi amerà i piaceri illeciti, pensando a Cristo inchiodato sulla Croce? Se mediteremo attentamente il corpo di Gesù ricoperto di piaghe, avremo in orrore i piaceri peccaminosi e condurremo una vita più fedele al Vangelo.

Qui sotto un estratto audio del libro di Sant’Alfonso sulle meditazioni della Passione di Gesù Cristo.


Pubblicato in Preghiera
   

Mons. Luigi Negri


   

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