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Martedì, 07 Giugno 2016 00:00

Demonologia: Alcune precisazioni.

 

1. Un argomento di notevole importanza

La demonologia, cioè lo studio delle credenze religiose sul demonio è un ambito estremamente importante da trattare, dal momento che molto raramente la pastorale, la catechesi ordinaria e la predicazione approfondiscono l’argomento, su cui sussiste quindi una grande confusione e mancanza di informazione. La demonologia necessariamente interseca la questione della nuova religiosità, dal momento che fa parte di questo ambito il fenomeno del satanismo. Inoltre, gli stessi nuovi movimenti religiosi spesso presentano una concezione del demonio differente rispetto alla prospettiva cattolica. Il mondo dell’occulto, che comprende oltre al satanismo le varie pratiche magiche, spiritiche e divinatorie, vede poi spesso il demonio come il «grande artefice» di varie esperienze. Da ultimo, è senza dubbio importante, per le ragioni che emergeranno nel corso della stessa trattazione, che ogni cattolico conosca anche questo aspetto della Dottrina della Chiesa.

Anche se termini come «satanismo», «occultismo», «magia», «spiritismo» — di cui tratta al capitolo seguente, che ha questo come necessaria premessa — sono ormai entrati nel vocabolario quotidiano, visto che i mass-media, spesso spinti dalla logica dominante dell’indice d’ascolto, propongono molto spesso servizi riguardanti tali argomenti, parlare di questi temi il più delle volte divide l’opinione pubblica. Alcuni negano infatti con fermezza l’esistenza di una realtà soprannaturale e cercano di dare una spiegazione scientifica ai vari fatti; altri vengono spinti dalla pubblicità o anche dalla semplice informazione a voler fruire di questo ambito che sembra, a prima vista, offrire certezze più immediate della religione tradizionale; altri ancora cadono in una angoscia profonda, temono il trionfo del male nella loro vita e nella società.

Cerchiamo quindi con serenità di addentrarci in questa problematica per dare qualche chiarimento in proposito e — speriamo — per fornire qualche criterio di discernimento in un campo così delicato. San Serafino di Sarov afferma che la paura del demonio è un segno di orgoglio da parte dell’uomo, infatti la vittoria ci è assicurata da Cristo che con la Sua Croce e Risurrezione ha distrutto per sempre la morte e il peccato ed ha sconfitto il nemico.

2. Il demonio nella Bibbia

Il termine «diavolo» deriva dal greco «colui che ostacola, che divide». Il demonio è presente in molte culture antiche che lo definiscono come un essere soprannaturale che influenza la vita umana in senso negativo. Nell’ebraismo e nel Cristianesimo i demòni sono considerati angeli decaduti e diventati malvagi.

Dio, nella Bibbia, ha svelato in maniera graduale il mistero della presenza del demonio nel mondo. Nell’Antico Testamento inizialmente la demonologia si esprime mediante elementi tratti da credenze popolari. Pian piano incomincia a delinearsi nella coscienza giudaica l’idea che poi si approfondirà nel Cristianesimo: l’insieme di demòni viene considerato come un mondo in lotta contro Dio e ostile agli uomini. Si parla anche della «caduta»: i demòni all’inizio erano angeli creati da Dio naturalmente buoni, in seguito però si trasformano in esseri malvagi avendo rifiutato liberamente e irrevocabilmente Dio e il suo Regno.

Nell’Antico Testamento la caduta viene rappresentata attraverso immagini poetiche o leggendarie, come ad esempio leggiamo in Isaia 14,1215:

«Come mai sei caduto dal cielo,
Lucifero, figlio dell’aurora?
Come mai sei stato steso a terra,
signore di popoli?
Eppure tu pensavi:
Salirò in cielo,
sulle stelle di Dio
innalzerò il trono,
dimorerò sul monte dell’assemblea,
nelle parti più remote del settentrione.
Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
mi farò uguale all’Altissimo.
E invece sei stato precipitato negli inferi
nelle profondità dell’abisso!».

Nel Nuovo Testamento la demonologia si arricchisce di un elemento nuovo: l’opposizione dichiarata degli angeli decaduti a Cristo e alla Chiesa. I demòni sono chiamati con nomi diversi, ma dietro questi c’è un’unica realtà consistente in un insieme di potenze maligne subordinate a Satana o a Beelzebùl, che è il loro capo. Entrando in azione, esse intendono ostacolare l’adempimento del piano di salvezza. Nella Bibbia il diavolo appare come il tentatore che induce Adamo ed Eva a disobbedire a Dio, si parla di demòni nel libro di Tobia e nel libro di Giobbe, accenni si trovano poi in vari libri dell’Antico Testamento.

La vita di Gesù si colloca nella prospettiva di una continua lotta contro queste potenze avverse al Regno di Dio: i Vangeli parlano dei quaranta giorni di Gesù nel deserto dove lo stesso Figlio di Dio viene tentato da Satana. Gesù però lo respinge, evidenziando in questo modo la sua piena fedeltà alla volontà del Padre.

Nel Padre Nostro la richiesta «liberaci dal male» indica il fatto che il male non è un’astrazione, ma si identifica con una persona: Satana, il Maligno e cioè colui che vuole ostacolare il disegno di Dio (Mt 6,913). I molti miracoli di liberazione dai demòni attestati dai Vangeli, esprimono la presenza del Regno di Dio e sono opera dello Spirito (Mt 12,28). Gesù esercita questo potere con autorità, lo trasmette ai suoi Discepoli (Mc 6,7) e alla sua Chiesa (At 8,7; 9,117). Questo dominio di Cristo e della Chiesa su Satana e i demòni, viene spesso collegato al rapporto col Padre nella preghiera (Mc 9,9), ma soprattutto all’accettazione da parte di Gesù dell’umiliante morte in croce (Fil 2,611). Sconfitto da Cristo, Satana combatte contro i suoi seguaci, è a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo ed è in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà liberata dal peccato e dalla morte.

Paolo, volendo infondere coraggio ai cristiani afferma:

«Se infatti Dio è con noi, chi sarà contro di noi ?» (Rm 8,31).

3. La demonologia nella Storia e nella Dottrina della Chiesa

Nella linea tracciata dai Testi Biblici, sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, si muove tutta la demonologia nella Dottrina della Chiesa. In epoca patristica si sente soprattutto la necessità di contrastare il manicheismo, la religione eretica fondata dal persiano Mani (III secolo) implicante un acceso razionalismo, un marcato materialismo e un radicale dualismo nella concezione del bene e del male. I manichei non attribuivano il peccato al libero arbitrio dell’uomo, ma al principio eterno del male che è il tutto e per tutto pari al principio del bene, affermavano dunque la presenza accanto a Dio di un principio cattivo, un altro Dio identificato col male. La Chiesa afferma, al contrario, che il male non è un essere, ma piuttosto una mancanza di bene e ribadisce che i demòni sono angeli decaduti e in origine creati buoni da Dio. Alla eresia manichea aveva aderito S. Agostino prima della conversione al cattolicesimo, grazie soprattutto all’opera di predicazione di S. Ambrogio, Vescovo di Milano.

In tempi recenti, il Magistero, contro la pretesa di alcuni teologi che negavano l’azione del demonio nella vita dell’uomo e riducevano la demonologia a mitologia, si è pronunciato in alcune occasioni.

a. Il Concilio Vaticano II (19621965) fa riferimento in diversi contesti al demonio, in maniera però piuttosto occasionale. La rarità degli interventi conciliari sull’argomento, in tutta la storia della Chiesa, trova comunque la sua spiegazione nel fatto che l’esistenza e l’azione del diavolo, prima delle polemiche teologiche degli anni 1970, non furono mai messe in dubbio nel contesto ecclesiale. La trattazione della demonologia nella Storia della Chiesa risulta quindi assegnata al Magistero ordinario (Catechismi ufficiali e predicazione dei vescovi).

b. Paolo VI nella catechesi dell’Udienza generale del 15 novembre 1972 dà una preziosa sintesi della dottrina cattolica sul demonio e sulla sua influenza nel mondo:

«Oggi, uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi rifiuta di riconoscerla esistente».

c. Il documento Fede cristiana e demonologia, della Congregazione per la Dottrina della Fede (1975), ricolloca la demonologia nella dimensione biblica e patristica, ribadendo la realtà del diavolo nel quadro della storia della salvezza.

d. Anche Giovanni Paolo II ha sviluppato questi temi, in particolare in due catechesi, trattando specialmente l’influsso del demonio sul mondo e la vittoria di Cristo.

e. Infine, il Catechismo della Chiesa Cattolica (1992) più volte si preoccupa di definire il demonio e la sua azione, in particolare, commentando il Padre Nostro, al n. 2851 così afferma:

«In questa richiesta, il Male non è un’astrazione; indica invece una persona: Satana, il Maligno, l’angelo che si oppone a Dio. Il ‘diavolo’ [‘dia-bolos’, colui che ‘si getta di traverso’] è colui che ‘vuole ostacolare’ il Disegno di Dio e la sua ‘opera di salvezza’ compiuta in Cristo».

Dopo questa rapida carrellata sulla Dottrina della Chiesa a proposito dei demòni, si può rapidamente accennare ad un problema che riguarda la teologia contemporanea. Gli studiosi si sono chiesti spesso come poter definire il diavolo. Oggi si può affermare, in piena coerenza con l’insegnamento magisteriale e biblico, che il demonio è una persona, anche se, a differenza dell’uomo, non è dotato della dimensione corporea, ha comunque come caratteristiche essenziali l’intelligenza e la volontà che usò per ribellarsi a Dio e che continua a usare per tentare l’uomo al male. Per questo la Parola di Dio esorta alla vigilanza:

«Fratelli, siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente, va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede» (1Pt 5,89).

4. L’azione del demonio

Sicuramente è sciocco attribuire a Satana un male che dipende da noi e a cui noi dobbiamo porre rimedio, ma per un cristiano non è neppure possibile negare la presenza di questa potenza malefica. Si trascurerebbe l’invito alla preghiera e alla vigilanza ripetuto più volte nella Scrittura e si metterebbe da parte una porzione consistente di Rivelazione — la quale, nella misura in cui annuncia la vittoria di Cristo, parla anche dell’esistenza e dell’azione del demonio — e di Dottrina della Chiesa.

Seguendo quanto afferma un importante documento della Conferenza Episcopale Toscana (CET), la Nota Pastorale A proposito di magia e di demonologia (15\4\1994), si può dire che il demonio agisce in due maniere: con un’azione ordinaria, tentando l’uomo al male (come ha tentato Gesù nel deserto) e con un’azione straordinaria, permessa da Dio in alcuni casi per ragioni che Lui solo conosce. Questo secondo tipo di azione si manifesta in diverse forme:

a. come disturbi fisici o esterni, si può constatare questo nelle vite dei Santi oppure nelle infestazioni su case, oggetti o animali;

b. come ossessioni personali, ossia pensieri o impulsi che gettano in stati di disperazione fino al suicidio;

c. come vessazioni diaboliche, corrispondenti a disturbi e malattie che arrivano a far perdere la conoscenza, a compiere azioni o pronunciare parole in odio a Dio, a Gesù, a Maria e ai Santi;

d. come possessione diabolica, ossia come presa di possesso del corpo di un individuo ad opera del demonio, il quale lo fa agire o parlare come vuole, senza che la vittima possa resistere, è la situazione più grave.

Don Gabriele Amorth, presidente dell’Associazione internazionale degli esorcisti, nel volume Un esorcista racconta, suggerisce questo criterio di discernimento fra possessione e vessazione (o infestazione personale):

» Se la persona durante l’esorcismo (è il momento in cui il demonio è più obbligato a uscire allo scoperto) va completamente in trance, per cui se parla è il demonio che parla con la sua bocca, se si dimena è il demonio che si serve delle sue membra, e se alla fine dell’esorcismo l’individuo non ricorda nulla di quanto è avvenuto, allora si tratta di possessione diabolica, ossia la persona ha un demonio dentro, che ogni tanto agisce con le sue membra. Se invece una persona, durante gli esorcismi, pur avendo qualche reazione che rivela l’assalto demoniaco, non perde del tutto conoscenza e alla fine ricorda anche vagamente quello che ha sentito o fatto, allora è infestazione diabolica: non c’è un diavolo fisso dentro il corpo della persona, ma c’è un diavolo che ogni tanto l’assale e le provoca dei disturbi fisici e psichici».

Occorre fare due importanti precisazioni: prima di tutto è necessario dire che anche nella forma più grave della possessione, l’azione di Satana non riguarda l’anima, ma solo il corpo, quindi il demonio non può servirsi della libertà della persona, i mezzi con cui agisce sono il timore, il terrore e il fascino prodotto nella mente dalla potenza degli effetti che si manifestano nel corpo. La perdita della libertà nell’uomo deriva solo da un suo rifiuto volontario, quindi di fronte alle insidie diaboliche questi deve assumere un atteggiamento di fiducia nella grazia di Dio che gli ha dato la libertà e il potere di partecipare alla lotta vittoriosa di Cristo. Per questo Paolo afferma:

«Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 8,3839).

Inoltre bisogna opportunamente distinguere possessione e satanismo; così afferma Massimo Introvigne:

«Benché la frequentazione di gruppi satanisti possa — secondo molti esorcisti — aprire la porta a ‘disturbi’ di tipo diabolico, possessione e satanismo non vanno confusi . Non tutte le persone ‘disturbate’ dal demonio sono passate dal satanismo (alcuni sono buoni cristiani) e non tutti i satanisti sperimentano fenomeni di possessione o di ‘disturbo’ diabolico».

Potremmo dire che se il satanista cerca il diavolo, il posseduto viene trovato dal diavolo che lo «disturba» a livello fisico, psicologico e spirituale. Quindi, non tutti i satanisti sono «posseduti», né tutti i «posseduti» sono satanisti, anzi la vita di molti Santi e Beati presenta episodi reali e documentati in cui il demonio esercita un’azione di «disturbo». Fra questi è possibile ricordare don Calabria e suor Maria del Gesù Crocifisso (beatificati da Giovanni Paolo II). Nella loro vita ci sono stati veri e propri periodi di possessione diabolica, in cui hanno detto e fatto cose contrarie alla loro fede senza avere alcuna colpa o responsabilità perché era il demonio ad agire servendosi delle loro membra, mentre la loro anima era comunque rivolta a Dio. Questi periodi di grave sofferenza hanno senza dubbio contribuito alla loro santificazione. Dunque, satanismo e possessione diabolica sono fenomeni estremamente diversi e non necessariamente collegati, anche se — secondo il parere di vari studiosi ed esorcisti — le pratiche occulte come la magia, lo spiritismo e, appunto, il satanismo possono costituire una buona porta d’entrata per problemi quali la possessione diabolica.

5. L’intervento della Chiesa

La Chiesa non resta certo indifferente nei confronti di coloro che soffrono nello spirito. Essa ha infatti ricevuto il mandato di opporsi ad ogni potenza malefica che è di ostacolo alla Redenzione di Cristo. L’uomo è creato ad immagine e somiglianza del Creatore ed è redento da Cristo, è così chiamato alla comunione con Dio e alla partecipazione della Sua vita trinitaria in virtù del Battesimo.

La Chiesa deve quindi discernere le situazioni di effettiva presenza demoniaca da eventuali problemi psichici. Seppure si possono presentare affinità o talvolta il disturbo spirituale si accompagna a stati di dissociazione mentale, la possessione non deve essere confusa con un fenomeno isterico.

La Chiesa, quindi, nella persona dei suoi Ministri, assume un atteggiamento di giusto equilibrio fra l’eccessivo razionalismo (che porterebbe ad escludere ogni causa soprannaturale) e l’ingenua credulità che spesso conduce la persona affetta da una malattia psichica a credersi vittima del demonio. Sempre riferendosi alla Nota della CET, si può dire che esistono diversi livelli di intervento della Chiesa.

L’esorcismo è riservato ai casi più gravi. E’ un sacramentale che può essere amministrato esclusivamente dai Vescovi e da Presbiteri delegati dagli stessi.

Con rammarico si deve notare che più spesso di quanto si creda, anche in determinati contesti ecclesiali, si verificano casi di esorcismo illecito, celebrato da sacerdoti non autorizzati o addirittura da laici. Inoltre, esistono numerosi operatori dell’occulto e maghi che si qualificano come esorcisti; molti cattolici ingenuamente tentano di risolvere i loro problemi spirituali ricorrendo a loro, semplicemente perché non conoscono quanto si è cercato di esporre poco sopra, e forse solo perché nessuno li ha mai informati.… Afferma don Amorth:

» Lo scopo dell’esorcismo è duplice. Si propone di liberare gli ossessi.….Ma prima ancora ha uno scopo diagnostico.….Solo mediante l’esorcismo ci si può rendere conto con certezza se c’è o no intervento diabolico».

Al di là di alcune discordanze che si segnalano fra i vari Documenti e autori, si può affermare che nelle altre situazioni è opportuno ricorrere ai Sacramenti, all’ascolto della Parola di Dio, al digiuno e alla penitenza, alla preghiera intensa e a preghiere speciali quali quella di liberazione (ambito in cui i gruppi di Rinnovamento nello Spirito e di Rinnovamento Carismatico Cattolico svolgono un ruolo importante). Questi mezzi sono anche validi sostegni per chi ricorre all’esorcismo.

A conclusione di questa trattazione, attraverso la Parola, è ancora possibile ribadire l’assoluta Signoria di Cristo non solo nella vita della Chiesa, ma anche in tutta la storia dell’umanità :

» Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente !» (Ap 1,8).

Pubblicato in Demonologia
Giovedì, 22 Maggio 2014 00:00

Corazza s. Patrizio

Io associo oggi a me la forza possente dell’invocazione della Trinità: io credo la Trinità nell’Unità, il Creatore dell’universo. Io associo oggi a me la forza della Nascita di Cristo con il suo Battesimo, la forza della sua Crocifissione e della sua Sepoltura, la forza della sua Resurrezione e della sua Ascensione, la forza della sua Venuta per il Giudizio Universale. Io associo oggi a me la forza dell’amore dei cherubini, nell» obbedienza degli angeli, nella speranza della resurrezione e della ricompensa, nelle preghiere dei Patriarchi, nelle predizioni dei profeti, nella predicazione degli Apostoli, nella fede dei Confessori, nell’innocenza delle sante Vergini, nelle imprese degli uomini giusti. Io associo oggi a me: la forza del Cielo, la luce del sole, il fulgore della luna, lo splendore del fuoco, la velocità del lampo, la rapidità del vento, la profondità del mare, la stabilità della terra, la saldezza delle rocce. Io associo oggi a me: la forza del Signore per guidarmi, il potere di Dio per sollevarmi, la saggezza di Dio per insegnarmi, l’occhio di Dio per custodirmi, l’orecchio di Dio per udirmi, la parola di Dio per darmi di parlare, la mano di Dio per guidarmi, la via di Dio perché stia davanti a me, lo scudo di Dio per proteggermi, l’esercito di Dio per custodirmi dai tranelli dei diavoli, dalle tentazioni del vizio, dalle passioni della natura, da chiunque mi voglia del male, che sia vicino o lontano, solo o con molti. Io invoco oggi tutte queste forze contro ogni crudele e impietoso potere che si opponga al mio corpo e alla mia anima, contro le stregonerie di falsi profeti, contro le leggi nere del paganesimo, contro le leggi false degli eretici, contro la pratica dell’idolatria, contro i sortilegi di streghe, dei maghi e dei druidi, contro ogni conoscenza che lega l’anima dell’uomo. Cristo proteggimi oggi contro il veleno, contro il fuoco, contro l’annegamento, contro ogni ferita mortale, così che io possa avere abbondante ricompensa. Cristo con me, Cristo davanti a me, Cristo dietro di me, Cristo in me, Cristo sotto di me, Cristo sopra di me, Cristo alla mia destra, Cristo alla mia sinistra, Cristo quando mi corico, Cristo nel seggio del carro, Cristo sulla poppa della nave, Cristo nel cuore di ogni uomo che mi pensa, Cristo sulle labbra di tutti coloro che parlano di me, Cristo in ogni occhio che mi guarda, Cristo in ogni orecchio che mi ascolta.Io associo oggi a me la forza possente dell’invocazione della Trinità: io credo la Trinità nell’Unità, il Creatore dell’universo.


Mia traduzione da http://www.newadvent.org/cathen/11554a.htm Don Tullio Rotondo

Pubblicato in Preghiera
   

Mons. Luigi Negri


   

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