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Laurea in Teologia presso Facoltà Teologica di Lugano.
Dottorato in Sacra Teologia Biblica presso Pontificia Università Gregoriana.

 

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Esaltazione della Santa Croce

  • 14 Settembre 2020 |

Recita questa preghiera

A colui che recita questa preghiera dopo la Comunione, dinanzi all’immagine di Gesù Crocifisso, è concessa l’indulgenza plenaria nei singoli venerdì del tempo quaresimale e nel Venerdì Santo; l’indulgenza parziale in tutti gli altri giorni dell’anno. (Pio IX) 

Eccomi, o mio amato e buon Gesù,
che alla santissima tua presenza prostrato,
Ti prego con il fervore più vivo
di stampare nel mio cuore
sentimenti di fede, di speranza e di carità,
di dolore dei miei peccati
e di proponimento di non più offenderti;
mentre io con tutto l’amore
e con tutta la compassione
vado considerando le tue cinque Piaghe,
cominciando da ciò che disse di Te, o mio Gesù,
il santo profeta Davide:
Hanno forato le mie mani e i miei piedi,
posso contare tutte le mie ossa (Sal 21,17-18).

Pater, Ave e Gloria (per l’acquisto dell’indulgenza plenaria)

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. 

 

Gesù mio, perdono e misericordia!
Per i meriti delle tue Sante Piaghe.

"Fratelli tutti", ecco la nuova enciclica del Papa

  • 10 Settembre 2020 |

Il mese scorso il Vescovo Domenico Pompili ha rivelato che Papa Francesco sta preparando una nuova enciclica papale - la terza del suo papato e la sua prima in cinque anni - per concentrarsi sul cambiamento economico, ambientale e spirituale necessario per affrontare le sfide moderne di oggi. L'enciclica si intitolerà "Fratelli tutti", e verrà firmata dal Papa ad Assisi il 3 ottobre, vigilia della festa di San Francesco d'Assisi proprio presso la tomba del santo. Anche questo titolo, "Fratelli tutti" come fu per "Laudato si" la seconda enciclica sono parole del Santo di Assisi a cui sappiamo che il Pontefice ampiamente si ispira tanto da sceglierne per la prima volta nella storia dei Papi il nome stesso.
       Il direttore della Sala stampa Vaticana, Matteo Bruni, ha riferito che quel "Fratelli tutti", va comunque inteso come "fratelli e sorelle tutti", in italiano è inclusivo. Vedremo come sarà tradotta nelle altre lingue visto che si vogliono evitare inutili accuse sessiste.

        Papa Francesco celebrerà la Messa presso la tomba di San Francesco, e al termine della Messa firmerà l'enciclica. Il Sig. Bruni ha affermato che "a causa della situazione sanitaria", intendendo la pandemia Covid-19 e le relative norme sanitarie, "il Santo Padre desidera effettuare la visita in forma privata, senza la partecipazione dei fedeli". Ha aggiunto che “una volta terminata la celebrazione” il papa tornerà in Vaticano.

Il custode del complesso francescano di Assisi, conosciuto come il “Sacro Convento”, il Rev. Mauro Gambetti, ha dichiarato in un comunicato alla stampa: “È con grande gioia e preghiera che accogliamo e attendiamo la visita privata di Papa Francesco. Un evento che metterà in luce l'importanza e la necessità della fraternità ”.        

        Fonti affermano che l'enciclica si concentrerà sul tema della fraternità umana, ovvero il riconoscimento reciproco come fratelli e sorelle, e l'importanza di questo nel mondo contemporaneo per la promozione della pace, dell'armonia e della solidarietà tra individui e nazioni. Il tema era al centro del documento pionieristico sulla fraternità umana che Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, hanno firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019. Francesco svilupperà questo tema nella nuova enciclica dal punto di vista cristiano, mentre allo stesso tempo si rivolge anche ad altri. 
        
Alcuni teologi avrebbero preferito che Papa Francesco usasse il termine "solidarietà", un suo concetto che sembra però essere più astratto e impersonale rispetto alla "fraternità". "Immagino che una parte importante del desiderio di Francesco sia quella di personalizzare la solidarietà con la fraternità", spiega Vincent Miller, professore di teologia e cultura all'Università di Dayton. "Una volta che spieghiamo la solidarietà, a molte persone piace." Fratello e sorella "funzionano senza spiegazioni".

Francesco vede anche "fraternità" come un termine che trascende le religioni e le culture, come nel documento sopra menzionato che firmò appunto nel 2019 ad Abu Dhabi.

        Il tema assume una particolare rilevanza vista la drammatica situazione nel mondo odierno in cui la pandemia di coronavirus sta causando grandi sofferenze a milioni di persone in più di 188 paesi e territori.



       

La Germania Cattolica ha fretta

  • 07 Settembre 2020 |

Non è più una novità che alla maggioranza della gerarchia cattolica tedesca stia stretta la dottrina che la Chiesa ha sempre insegnato in particolare su alcune tematiche come il sacerdozio femminile e l'ecumenismo. Su quest'ultimo tema l'Arcivescovo di Amburgo, Stefan Hesse qualche mese fa ci spiegava come fossero maturi i tempi per una condivisione comune delle chiese da parte cattolica e protestante alla luce anche delle sempre maggiori difficoltà economiche e della scarsità di frequentazione. Mons. Hesse volle rimarcare come fossero già in atto dei colloqui ufficiali. È ancora presto per valutare se si parlerà di condivisione delle Stefan Hessechiese: “Saranno presentate come chiese o centri sociali? Nulla è da escludere”. 
        È di pochi giorni fa, precisamente del 20 agosto 2020 un intervento dello stesso prelato che ha chiesto un dibattito aperto sull'ordinazione delle donne nella Chiesa cattolica. "Bisogna avere il permesso di pensare e discutere le questioni", ha detto l'arcivescovo tedesco. Egli ha sostenuto che  "Ordinatio sacerdotalis ", la lettera apostolica di San Giovanni Paolo II del 1994 che affermava che la chiesa non può ordinare donne come sacerdoti, fu una risposta orientata a quelli che consideravano l'ordinazione delle donne una questione "aperta al dibattito" ed ha riaffermato il sacerdozio per soli uomini "in modo che ogni dubbio possa essere rimosso su una questione di grande importanza".

L'arcivescovo Hesse ha detto che nel dibattito sull'ordinazione delle donne sono emersi nuovi argomenti che dovevano essere affrontati. "La prospettiva storica è una cosa, ma non è tutto".
        L'arcivescovo Hesse è membro del forum su “Le donne nei ministeri e negli uffici nella Chiesa” nel progetto di riforma del “ cammino sinodale ” lanciato dalla Chiesa cattolica in Germania. Il progetto pone i laici - rappresentati dall'importante organizzazione laica tedesca, il Comitato centrale dei cattolici tedeschi - in dialogo con i vescovi di quel paese su una serie di argomenti rilevanti per la chiesa odierna, tra cui la sessualità, il celibato sacerdotale e il ruolo delle donne. Il comitato laico sostiene apertamente l'ordinazione delle donne sia come diaconi che come sacerdoti.

        L'arcivescovo ha affermato di sperare che i colloqui di riforma esaminino questioni controverse e che i vescovi comunichino i risultati a Roma. "Ma sono anche dell'opinione realistica che questo non darà una risposta o risolverà i problemi", ha detto.

Il progetto di riforma, annunciato nel 2019 come un “processo sinodale vincolante” in risposta a un rapporto del 2018 sugli abusi sessuali nella chiesa tedesca, ha catturato l'attenzione di Papa Francesco e del Vaticano. Nel giugno 2019, prima del primo incontro del gruppo, Papa Francesco ha scritto una lettera al gruppo che è stata interpretata nel senso che suggeriva alla chiesa in Germania di intraprendere un "viaggio sinodale" separato incentrato sull'evangelizzazione. Questa è stata seguita da una revisione legale vaticana lo scorso settembre, che ha affermato che il piano del viaggio sinodale per raggiungere decisioni vincolanti significava elevare quella realtà ad un "concilio plenario", che avrebbe richiesto l'approvazione del papa.

Un portavoce della Conferenza episcopale tedesca ha respinto la preoccupazione del Vaticano , affermando che Roma non aveva visto i documenti di pianificazione aggiornati che omettevano "alcuni passaggi a cui si riferisce la valutazione". Il portavoce ha detto che il cardinale Reinhard Marx, allora presidente della conferenza episcopale tedesca, intendeva incontrare il cardinale Marc Ouellet, la cui lettera accompagnava la revisione legale, per “chiarire eventuali malintesi”.

         

Alla fine, si è concluso che le decisioni del viaggio sinodale non sono canonicamente vincolanti e non dovranno essere approvate da Roma. Ma, come ha affermato Francesco nella sua lettera, qualsiasi riforma deve seguire l'insegnamento cattolico. L'attuazione delle decisioni spetterà a ciascun vescovo e diocesi tedesca.

Il nuovo presidente della chiesa tedesca, il vescovo Georg Batzing, ha chiesto che si tenga a Roma un sinodo in tutta la chiesa per discutere le conclusioni del viaggio sinodale.

A 54 anni, l'arcivescovo Hesse è il vescovo più giovane della Germania ed è stato particolarmente schietto sul cambiamento climatico e sulla crisi dei migranti europei.  A nome dei vescovi tedeschi, l'arcivescovo Hesse ha distribuito 100 milioni di euro in aiuti ai migranti e ha destinato 800 edifici di proprietà della chiesa inutilizzati per l'alloggio dei migranti.

Quando gli è stato chiesto se avesse sostenuto l'ordinazione sacerdotale di donne e persone che non si identificano come uomini, l'arcivescovo Hesse ha detto che stava entrando nei colloqui della riforma con una mente aperta. "Se i risultati sono già fissati all'inizio, allora non ho alcun interesse per il "viaggio sinodale."

 

 

Editoriale Settembre

  • 04 Settembre 2020 |

Editoriale Settembre 2020
Il cambio di paradigma.

 

Borromeo peste01Non è ormai una novità che nella Chiesa di oggi si parli sempre meno di Cristo e sempre più di misericordia di Dio, della bontà di Dio, della volontà di Dio di salvare tutti gli uomini in particolare quelli che sono maggiormente "impantanati" nel peccato anche se questi non cercano Cristo, non vogliono essere salvati, non desiderano la conversione. È in un corso un radicale cambio di paradigma dove nell'ecclesiologia odierna prevalgono sempre più termini come coscienza, volontà, conversione ecologica, accoglienza, responsabilità, economia responsabile, politiche sociali, politiche economiche, atteggiamento "green", ecc. ecc. Un linguaggio proprio di una certa categoria politica ma che male calza indosso ad una Chiesa sempre più vuota, anche nei numeri, di spiritualità, di coerenza e coraggio verso la Verità, di parole e azioni che profumino di Cristo e di tutto quello che ci ha insegnato, di preghiera, di Fede.

        Giunge notizia che Papa Francesco abbia deciso di sospendere per tutto il 2021 i viaggi apostolici, probabilmente in attesa di un vaccino contro il covid-19, mostrandoci più che una Chiesa "ospedale da campo", una Chiesa "aperta" si è potuta vedere una Chiesa sottomessa ad un governo da cui dipende anche per poter celebrare o meno una Santa Messa. Tutti sappiamo che l'emergenza covid ha modificato il nostro modo di vivere, ci ha imposto comportamenti ed attenzioni a noi sconosciute, ma la Chiesa Cattolica, non piegare la testa davanti a protocolli e disposizioni governative ma sempre agendo responsabilmente gestire l'emergenza senza sudditanza verso nessuno. "Bisogna obbedire al governo", hanno tuonato dall'alto, e tanti poveri preti che invocavano la riapertura almeno delle Sante Messe hanno dovuto mestamente tacere e sottostare allo scempio del Corpo di Cristo deposto su un guanto usa-e-getta, ai distanziamenti, ai gel disinfettanti al posto dell'acqua benedetta.

        Tutto questo a dispetto di tanti santi che hanno consumato la loro esistenza ad assistere lebbrosi, appestati, malati da cui stare distanti metri e metri. Da dove attingevano quella forza se non nella Fede in Cristo per poter agire come agirono? Non tentiamo di utilizzare la scappatoia ridicola di affermare che "beh però quelli erano santi" perché ciascuno di noi è chiamato alla santità alla sequela di Cristo. Eppure, e lo diciamo per chi non comprende o non vuol comprendere, che non si invita nessuno a diventare una novella Santa Teresa di Calcutta o un novello San Carlo Borromeo che quando a Milano arrivò carestia e pestilenza e la maggioranza dei nobili e benestanti fuggirono egli da Cardinale organizzò i rimanenti religiosi per nutrire e prendersi cura degli affamati e dei malati. Essi nutrirono più di 60.000 persone al giorno, iniziativa finanziata interamente dal cardinale, che si indebitava per nutrire gli affamati. Lui stesso visitava personalmente coloro che soffrivano dell’epidemia e lavava loro le ferite. Nonostante fosse in prima linea con i malati, il buon cardinale fu risparmiato, avendo vissuto altri sei anni dopo quella che sarebbe stata chiamata “la peste di San Carlo”.

         francesco e il lebbrosoVorrei anche ricordare un grande santo che ha ispirato il nome dell'attuale Pontefice. San Francesco. I lebbrosi in Assisi al tempo di san Francesco non se la passavano proprio bene. Nessuno portava loro la spesa a casa o potevano permettersi di annoiarsi causa isolamento davanti a film, serie TV e videogiochi. Siamo a conoscenza delle norme inesorabili previste dagli Statuti comunali per i lebbrosi in Assisi nel Medioevo. I colpiti da lebbra compaiono chiusi nelle loro cappe e tuniche di gattinello, stanati dai loro rifugi, inseguiti a gran corsa dai custodi del Podestà, trafelati col marcio che cola lungo il viso, dove la rabbia combatte la paura. Chi assisteva i lebbrosi negli ospedali, aveva il diritto di andare armato; i lebbrosi potevano vendere i beni solo fra loro; entrando nell’ospedale dei lebbrosi dovevano rinunciare a tutto. Erano gli statuti della civiltà di allora che sancivano questi diritti e questi doveri, San Bonaventura ci tramanda che Francesco, prima della conversione ‘aborriva non solo la compagnia dei lebbrosi, ma perfino il vederli da lontano. Dopo, a causa di Cristo crocifisso che, secondo le parole del profeta, ha assunto l’aspetto spregevole di un lebbroso, li serviva con umiltà e gentilezza, nell’intento di raggiungere il pieno disprezzo di se stesso. Visitava spesso le case dei lebbrosi; elargiva loro generosamente l’elemosina e con grande compassione ed affetto baciava loro le mani e il volto’.
Il Santo fondatore desiderava che di tempo in tempo tutti i suoi frati si dedicassero a questo servizio e ivi mettessero il fondamento della santa umiltà. Perfino ai nobili e alle persone delicate che si presentavano per essere ammessi all’Ordine, Francesco faceva riflettere che avrebbero dovuto abitare nei lazzaretti e servire umilmente i lebbrosi. Nella Regola ordinava anzi, che in caso di evidente necessità, i frati potessero raccogliere elemosine per i lebbrosi.

        Il sociologo americano Rodney Stark, scrivendo sull’ascesa del cristianesimo nei primi secoli, nota come fu decisivo il comportamento dei cristiani nelle epidemie: questi non fuggivano come i pagani fuori dalle città e non sfuggivano agli altri, ma, motivati dalla fede, si visitavano e sostenevano, pregavano insieme, seppellivano i morti. Tanto che il loro tasso di sopravvivenza fu più alto dei pagani per l’assistenza coscienziosa, pur senza medicamenti, e per il legame comunitario e sociale. I tempi cambiano, ma le recenti misure sul coronavirus sembrano banalizzare lo spazio della Chiesa, rivelando la mentalità dei governanti verso i quali la Chiesa ha deciso di chinare la testa.
E allora con tutta la prudenza che è necessaria è giusto che i governanti facciano i governanti e che i preti però facciano i preti.

La Redazione

 

Don Ariel Levi sulla contraccezione in Humanae Vitae. No! non è una "disciplina ecclesiastica come da lei affermato".

  • 15 Agosto 2020 |

Riportiamo il link al nostro canale Youtube dove, documenti magisteriali alla mano, confutiamo l'affermazione del presbitero Ariel Levi che nel suo blog in risposta ad un visitatore ha affermato che il divieto al ricorso alla contraccezione nell'enciclica Humanae Vitae di San Paolo VI è una "disciplina ecclesiastica" e che potenzialmente un Pontefice potrebbe decidere di modificarla.

 

 

 
 

 

Di seguito anche il link Youtube del nostro canale: https://youtu.be/a2LVsfLtGg8

Belgio: Il benestare agli atti omosessuali

  • 08 Maggio 2018 |

«La condanna degli atti omosessuali non è più sostenibile». Lo ha detto il cardinale De Kesel, arcivescovo di Bruxelles, parlando a un gruppo gay a cui ha anche anticipato il progetto di una qualche cerimonia religiosa per le unioni omosessuali. Che questo sia contrario alle Scritture, alla Tradizione e anche al magistero recente per il cardinale non fa problema.

Il cardinale De Kesel
Il cardinale Jozef De Kesel, l’uomo che ha distrutto – con la complicità della Santa Sede – la Comunità dei Santi Apostoli, fiorente di vocazioni nel Belgio de-cristianizzato, ha incontrato il gruppo gay HLMW il 24 aprile scorso e ha detto che «La Chiesa deve rispettare di più gli omosessuali, anche nella loro esperienza di sessualità». Cioè che atti come la sodomia, da sempre condannati nell’Antico e nel Nuovo Testamento potrebbero trovare un’approvazione ecclesiastica.

Inutile dire che tutto questo è in contrasto con la tradizione di sempre della Chiesa, le Sacre Scritture, il catechismo e vari documenti anche recenti della Santa Sede. Secondo la pagina web di propaganda gay hlwm.be, De Kesel avrebbe affermato che la condanna degli atti omosessuali «non è più sostenibile».

Naturalmente il cardinale, pupillo del cardinale Danneels, implicato in uno scandaloso caso di copertura di abusi sessuali, e grande amico e consigliere di Jorge Mario Bergoglio, ha fatto riferimento alle parole di Francesco «Chi sono io per giudicare»; ma non ha riportato, come troppo spesso accade in questi casi, l’intera citazione, in cui si fa riferimento al catechismo, e si è limitato all’uso che ne fanno i gruppi di attivismo omosessualista. De Kesel ha detto che solo dieci anni fa osservazioni come quelle che stava facendo non sarebbero state possibili. Una frecciata a Benedetto XVI, che, secondo quanto ci dicono, non aveva una grande stima dell’attuale arcivescovo di Malines-Bruxelles. E probabilmente, sapendo quanto fosse pignolo papa Ratzinger in tema di scelte episcopali, avrà avuto le sue buone ragioni.

De Kesel ha ammesso che egli stesso, venti anni fa, si sarebbe espresso diversamente sull'omosessualità e avrebbe seguito l'insegnamento del Nuovo Testamento e della Chiesa. Secondo De Kesel, la Chiesa in Europa «è cambiata in meglio»: Invece la Chiesa in Europa Orientale, Africa e Asia non sarebbe ancora «inclusa in questo cambiamento "in meglio"».

Ma De Kesel non si è limitato a questo. Nell’incontro, come hanno riportato non pochi giornali del Paese, il cardinale avrebbe detto di voler riflettere a una qualche forma di celebrazione di preghiera per dare un sigillo religioso a una relazione omosessuale. Inutile dire che seguendo questo modo di pensare il porporato entra in diretto contrasto sia con quello che insegna la Chiesa cattolica, sia anche – pare – con quello che afferma il Pontefice regnante.

Nell’incontro con la comunità di cui parlavamo, il cardinale ha confermato di stare riflettendo a un’ipotesi del genere. Nella conversazione si è parlato sia delle relazioni omosessuali che della distinzione fra di esse e un matrimonio cristiano fra un uomo e una donna. Il cardinale avrebbe detto che si augura di poter rispondere fra non molto alla richiesta, presente in omosessuali cattolici, di poter beneficiare di un riconoscimento simbolico della Chiesa per la loro unione.

I commentatori cattolici fanno notare che a dispetto del suo progressismo spinto, un matrimonio religioso sembrerebbe andare troppo avanti. E non sarebbe favorevole più di tanto a una “benedizione” ecclesiastica, perché la somiglianza con un matrimonio naturale sembrerebbe troppo forte. L’idea del porporato, per accontentare la sua platea omosessuale, sarebbe piuttosto quella di una “celebrazione di ringraziamento”, o di una “celebrazione di preghiera”. Però senza scambio di anelli…

Negri: «Sui divorziati risposati non ho cambiato posizione»

  • 19 Gennaio 2018 |

Per l'importanza dell'argomento e a causa di gravi equivoci generati dalle interpretazioni a proposito di una intervista concessa da monsignor Luigi Negri a un quotidiano, pubblichiamo le precisazioni fatteci pervenire dalla segreteria dell'arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio.

 

Precisazioni in merito ad alcuni recenti articoli
apparsi sui giornali e sui media in queste ultime settimane.


L’arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio Mons Luigi Negri, riafferma la sua adesione alla “Professione di verità” sul matrimonio, proposta dai Vescovi Tomash Peta, Jan Pawel Lenga, Athanasius Schneider. Precisa che tale dichiarazione non è stata formulata in attacco ad alcuno, men che meno contro il Santo Padre Francesco, bensì intende affermare con chiarezza la fede cattolica circa alcune verità sulle quali la contemporaneità è profondamente segnata dalla confusione e dall’ambiguità.

Sua Eccellenza accoglie, con il dovuto ossequio, l’esortazione apostolica di Papa Francesco Amoris Laetitia, che ha opportunamente invitato ad una rinnovata attenzione verso ogni singola persona e soprattutto verso coloro che si trovano in situazioni familiari di difficoltà e di lontananza dalle norme morali e canoniche. Ritiene che quanto contenuto in essa, circa tale incoraggiamento alla sollecitudine pastorale, vada inteso secondo le regole dell’ermeneutica teologica, in conformità con tutti i documenti del Magistero autentico e permanente della Chiesa.

Monsignor Negri precisa che le sue affermazioni circa la necessità di un “discernimento caso per caso” in merito all’accesso al Sacramento dell’Eucaristia di quelle persone che sono dette “divorziati risposati” non possono che essere interpretate (come già definito stabilmente da Familiaris Consortio n° 84 e Sacramentum Caritatis n° 29) o riferendole al discernimento di quei casi in cui i “divorziati risposati” già vivono astenendosi dai rapporti propriamente coniugali; o all’accompagnamento di quanti, al fine di poter ricevere con frutto il Sacramento della Riconciliazione e così poi poter accedere al Sacramento dell’Eucaristia, si rendano disponibili ad un cammino penitenziale o di purificazione che li porti previamente a vivere in piena continenza; avendo sempre cura di evitare lo scandalo pubblico dei fedeli.

Ad ulteriore chiarimento si riportano di seguito le disposizioni fornite dalla Congregazione della Dottrina della Fede il 22 ottobre 2014 a firma dell’allora segretario Mons Luis Ladaria Ferrer S.J. e che contengono le specifiche direttive circa tale discernimento ed accompagnamento, contro ogni forma di automatismo:

«Non possiamo escludere a priori i fedeli divorziati risposati da un cammino penitenziale che porti alla riconciliazione sacramentale con Dio e quindi alla comunione eucaristica. Il Papa Giovanni Paolo II nella sua Esortazione Apostolica Familiaris Consortio (n°84) ha considerato questa possibilità e ne ha precisato le condizioni: “La riconciliazione nel sacramento della penitenza - che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico - può essere accordata solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell'Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti a una forma di vita non più in contraddizione con l'indissolubilità del matrimonio. Ciò comporta, in concreto, che quando l'uomo e la donna, per seri motivi - quali, ad esempio, l'educazione dei figli - non possono soddisfare l'obbligo della separazione, “assumono l'impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi”.  (cfr. anche Benedetto XVI, Sacramentum caritatis, n°29).

Il cammino penitenziale da intraprendere deve considerare i seguenti elementi:
1) verificare la validità del matrimonio religioso nel rispetto della verità, evitando di dare l'impressione di una forma di “divorzio cattolico”;
2) vedere eventualmente se le persone, con l'aiuto della grazia, possono separarsi dai loro nuovi partner e riconciliarsi con quelli da cui si sono separati;
3) invitare le persone divorziate risposate, che per gravi motivi (per esempio i bambini) non possono separarsi dai loro congiunti, a vivere come “fratello e sorella”.

In ogni caso l'assoluzione può essere concessa solo se c'è la certezza di una vera contrizione, vale a dire “il dolore interiore e la riprovazione del peccato che è stato commesso, con la risoluzione di non peccare più” (cfr. Concilio di Trento, Dottrina sul sacramento della Penitenza, c.4). In questa linea non si può assolvere validamente un divorziato risposato che non prenda la ferma risoluzione di “non peccare più” e quindi si astenga dagli atti propri dei coniugi e facendo, in questo senso, tutto quello che è in suo potere.”»

Per questo, si precisa infine che tutte le supposizioni contrarie a quanto ivi contenuto sono frutto di interpretazioni personali e non condivise con l’arcivescovo.

Ufficio Stampa di S.E.R. Mons Luigi Negri
Arcivescovo Emerito di Ferrara-Comacchio

Monsignor Negri: La Chiesa si è piegata all'islam ed alla sinistra

  • 10 Gennaio 2018 |

Monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara e Comacchio, da pochi mesi Emerito, per tanti anni docente di Filosofia presso l' Università Cattolica, si è fatto la fama di prelato del dissenso. Motivo, le sue esternazioni sugli immigrati, la comunione ai divorziati e la deriva laicista della Chiesa. Ma lui non ci sta a farsi affibbiare questa etichetta.
«Tutte le mie parole» spiega «nascono dal fatto che sono ben consapevole della gravità della situazione in cui versa il cattolicesimo odierno e ritengo che per uscire da questa situazione occorra una consapevolezza precisa di ciò che non va; per questo mi premuro di evidenziarlo».

Cos' è che non funziona nella Chiesa, monsignore?
«Sono due secoli che si avverte in Occidente una profonda tendenza antireligiosa, espressione del razionalismo e dell' illuminazione laicista. Tale movimento di pensiero e di azione si sta configurando come pensiero unico dominante, come ha denunciato anche Papa Francesco nei primi momenti del suo pontificato. L' uomo ormai ha una concezione di sé e del suo potere intellettuale, morale, tecnico e scientifico come l' unica misura del mondo e ha costruito una società insensibile alla domanda religiosa».

Siamo a inizio anno e sono appena passate le feste cristiane: che augurio si sente di fare ai fedeli e ai non fedeli per il 2018?
«Mi auguro che la fede torni a investire la società e restituisca agli uomini di oggi il senso profondo dell' esistenza».

È ottimista?
«Non troppo, perché negli ultimi decenni la Chiesa, nonostante gli straordinari magisteri di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, ha imboccato una china che la sta portando ad arrendersi alla forza dilagante dell' anticristianesimo: sta cedendo alla mentalità dominante e si accontenta di rifugiarsi in una sorta di riserve, già imposte in questi secoli a molte altre minoranze religiose e culturali».

Papa Francesco ha denunciato il pensiero unico ma talvolta non ne sembra invece il portabandiera?
«Papa Francesco viene strumentalizzato dal pensiero dominante e la sua denuncia iniziale sta perdendo forza. Ormai c' è una connivenza tra un certo cristianesimo e la società laicista, alla quale la Chiesa sembra ormai incapace di dire dei "no", che sarebbero a mio avviso assolutamente necessari».

Anziché di connivenza, non sarebbe più corretto parlare di un tentativo di intercettare la società laica?
«Per intercettare efficacemente una società come quella in cui viviamo è necessario che investiamo il mondo di una proposta essenziale per tutti gli uomini di questo tempo. La fede non si comunica mediaticamente e quindi non è un problema di strutture o organizzazioni: la fede si comunica da cuore a cuore attraverso la testimonianza. È un evento di grazia, non una notizia da telegiornale».

C' è un problema di testimonianza del Cristo negli uomini di Chiesa?
«Certamente ciò che rende difficoltosa la comunicazione non è l' incoerenza morale: la Chiesa, nella sua storia, si è sempre saputa riprendere dagli scandali morali.
Ma oggi la questione è ben più grave. Attualmente l' incoerenza che affligge la Chiesa è di natura ideale.
Si tende a venire a patti con il secolarismo, per ritagliarsi un posticino e fare del cattolicesimo quasi un elemento di folklore, che non disturbi questa società ateistica».

Come può ritrovare attualità il cattolicesimo e avvicinare anche i non credenti?
«Deve tornare a sporcarsi le mani e vivere nel mondo, dove gli uomini hanno problemi e fatiche, e non deve temere di scontrarsi. Come diceva Jean Guitton, una delle personalità più straordinarie del cattolicesimo mondiale, è la fede a dover giudicare il mondo e non viceversa, come invece avviene oggi.
Il cattolicesimo ha una grande vocazione sociale, che ha la sua radice nell' eucarestia e la sua espressione in una comunità sociale nuova. Oggi molti laici si sperticano in elogi aòl' autorità della Chiesa e dei suoi vertici ma poi li trattano come prodotti del grande magic shop globale e ne utilizzano il pensiero secondo le proprie convenienze».

Perché, a differenza del cattolicesimo, l' islam non è in crisi?
«Perché ha una vocazione politica più che religiosa: l' islam più che una fede è una legge, uno status, sintetizzato dal termine sharia».

Cosa la preoccupa dell' islam?
«A differenza del cristianesimo, che esalta la libertà dell' uomo e la sua irriducibilità, al punto da renderlo partner di Dio nella fede, l' islam non tiene in considerazione la persona. Il musulmano vale solo per il contesto sociale e politico nel quale vive. Non a caso l' islam si diffonde tra i deboli, che hanno bisogno dell' autorità per sentirsi protetti. Un altro aspetto preoccupante è la sua tendenza ad abbattere i valori della civiltà occidentale, primo tra tutti quello della distinzione invalicabile tra politica e religione, più volte sottolineato da Papa Ratzinger e che mi sembra uno degli aspetti migliori della nostra Costituzione. Nell' islam le autorità religiose, che in molti casi fungono anche da autorità civili, amministrano la giustizia nei loro tribunali impartendo fatwe che prevedono anche la pena di morte. Il tutto senza che si veda con chiarezza la base di questa autorità sociale. C' è poi l' aggravio dell' assenza di una interpretazione univoca dei testi religiosi».

Cosa pensa della questione immigrazione?
«L' integrazione deve essere ragionevole e non si possono aprire le porte, come fosse una festa, senza mettere in evidenza i costi economici umani e culturali dell' immigrazione, perché questo significa fare del qualunquismo ideologico. Sono cattolico e pertanto sono per l' accoglienza delle diversità ma essa non può essere senza misure perché altrimenti porta allo schiacciamento e all' eliminazione della nostra società. Non è così che l' Europa cristiana ha, nei secoli integrato i fattori di novità che hanno poi contribuito a fare la sua ricchezza».

Quindi lei dissente sul tema da Bergoglio?
«Il Papa ha la funzione importante e straordinariamente efficace di farci superare la paura del diverso e farci considerare l' apertura come dimensione necessaria della vita cristiana. Ritengo che, come ci ha insegnato in maniera efficace il grande Cardinale Biffi, competa alle istituzioni mettere le condizioni per impedire l' esilio della civiltà cristiana in casa propria».

Non ritiene però che il messaggio non arrivi chiarissimo?
«La Chiesa e i fedeli devono assumersi la responsabilità della difesa del Cristo contro le manipolazioni.
Si torna alla lotta contro l' ideologia dominante della quale ci parlò Benedetto XVI».

Però sono stati anche i preti a mettere i profughi nel presepe.
«Farlo è un errore e una mistificazione. Perfino Cacciari sostiene che la difesa del presepe coincide con la difesa dell' autenticità della proposta cristiana. La storia di Gesù, nato a Betlemme da Maria, è reale e come tale va celebrata, non è un mito da contestualizzare e manipolare come fanno certi "intellettuali". È stata grandiosa la stretta di Papa Francesco in difesa del Natale dal suo snaturamento in nome di un falso rispetto di chi non è cristiano, come avviene negli asili e nelle scuole dove non si celebra più la Natività come una festa cattolica. C' è stato un andazzo, le scorse settimane, per cui sembrava che stessimo celebrando la festa del migrante anziché la nascita di Cristo».

Com' è possibile che la Chiesa non sappia difendere dalle strumentalizzazioni il messaggio di Francesco?
«Se la cristianità è debole, non è in grado di capire le parole del Papa. Attualmente è diffuso un concetto distorto della solidarietà cattolica, che si preoccupa solo dei problemi sociali da affrontare subito con le soluzioni imposte dalla mentalità dominante, e non dalla nostra identità . Solo se si è forti della propria identità ci si può aprire al prossimo. La Chiesa deve riconvertirsi e riprendere coscienza della propria identità».

Ma che vantaggio avrebbe il pensiero unico a spingere così ftanto per l' immigrazione?
«Perché essa porta all' omologazione, che è funzionale alla grande economia mondializzata, tra i cui obiettivi ci sono la riduzione del costo del lavoro attraverso la creazione di una bassa manovalanza di immigrati. Diceva il cardinale Caffarra che la verità è diventata un' opinione, la giustizia è diventata giustizialismo e il bene è diventato benessere».

È pro o contro lo ius soli?
«Sono contrario a che esso diventi un valore indiscutibile da imporre al mondo cristiano senza un' adeguata discussione. La cittadinanza è un bene prezioso per la società, non va concesso».

Cosa risponde a chi accusa Bergoglio di essere comunista?
«Rispondo che non è comunista. È sudamericano, quindi diverso da noi europei, che tendiamo a privilegiare una guida più sinodale e consensuale della Chiesa».

Lei è contrario alla comunione ai divorziati?
«Non può essere data automaticamente, senza una valutazione del singolo caso. Sono contrario alla confusione, per questo gradirei un chiarimento papale. Il cristianesimo non deve essere integralismo né in un senso né nell' altro. Papa Ratzinger ci esortava a creare laici vivi, attivi e intraprendenti».

È ancora convinto che sia stato costretto alle dimissioni?
«Su questo è stato scritto di tutto.
Non intendo contribuire all' incremento della confusione. Ratzinger aveva una presenza umile e grandissima. Riproponeva la fede come cambiamento di vita e questo era inaccettabile per il pensiero unico dominante. In sostanza forse vale la pena di ricordare che il Cristianesimo è un evento di vita, donato dalla Grazia di Cristo e accolto dalla libertà dell' uomo. Nei 15 anni del mio Episcopato ho inteso soltanto servire la rinascita continua dell' avvenimento della fede nel cuore dell' uomo e accompagnare un cammino di immedesimazione profonda nel Mistero della Chiesa e della Sua missione».

Ora si vocifera che si dimetterà anche Bergoglio?
«Non le sembrano già sufficienti due Papi»?.

Novena della Madonna che Scioglie i Nodi

  • 04 Dicembre 2017 |

I “nodi” delle nostre vite sono tutti i problemi che portiamo molto spesso negli anni e che non sappiamo come risolvere: i nodi dei litigi familiari, dell’incomprensione tra genitori e figli, della mancanza di rispetto, della violenza; i nodi del risentimento fra sposi, la mancanza di pace e di gioia nella famiglia; nodi dell’angoscia; i nodi della disperazione degli sposi che si separano, i nodi dello scioglimento delle famiglie; il dolore provocato da un figlio che si droga, che è malato, che ha lasciato la casa o che si è allontanato da Dio; i nodi dell’alcolismo, dei nostri vizi e dei vizi di quelli che amiamo, i nodi delle ferite causate agli altri; i nodi del rancore che ci tormenta dolorosamente, i nodi del sentimento di colpa, dell’aborto, delle malattie incurabili, della depressione, della disoccupazione, delle paure, della solitudine…nodi dell’incredulità, della superbia, dei peccati delle nostre vite.
La Vergine Maria vuole che tutto questo cessi. Oggi viene incontro a noi, perché le offriamo questi nodi e Lei li scioglierà uno dopo l’altro.
Potete anche recitarla per ciascun giorno via video, dal menu in alto a sinistra potete sfogliare tutti i diversi giorni.
 
Fare il segno della Croce.
Recitare l’atto di contrizione. 
Chiedere perdono per i nostri peccati e impegnarsi a non commetterli più. 
Recitare le prime tre decine del Rosario. 
Leggere la meditazione propria di ogni giorno della novena (dal primo al nono giorno) 
Recitare le due ultime decine del Rosario.
Terminare con la Preghiera a Maria che scioglie i nodi



https://www.youtube.com/watch?v=h_ZrIThhCtg&list=PLCnFHBZYjbddZPYYne5SwTb8BKUs8Ebwa

 
PRIMO GIORNO
Santa Madre mia amata, Santa Maria, che Sciogli i "nodi" che opprimono i tuoi figli, stendi le tue mani misericordiose verso di me. Ti do oggi questo "nodo"(nominarlo se possibile..) e ogni conseguenza negativa che esso provoca nella mia vita. Ti do questo "nodo" che mi tormenta, mi rende infelice e mi impedisce di unirmi a Te e al tuo Figlio Gesù Salvatore. Ricorro a te Maria che scioglie i nodi perchè ho fiducia in te e so che non hai mai disdegnato un figlio peccatore che ti supplica di aiutarlo. Credo che tu possa sciogliere questi nodi perchè sei mia Madre. So che lo farai perchè mi ami con amore eterno. Grazie Madre mia amata.
"Maria che scioglie i nodi" prega per me.
 
Chi cerca una grazia,la troverà nelle mani di Maria
 

 
SECONDO GIORNO
Maria, madre molto amata, piena di grazia, il mio cuore si volge oggi verso di te. Mi riconosco peccatore e ho bisogno di te. Non ho tenuto conto delle tue grazie a causa del mio egoismo,del mio rancore,della mia mancanza di generosità e di umiltà.
Oggi mi rivolgo a te, "Maria che scioglie i nodi" affinchè tu domandi per me, a tuo Figlio Gesù la purezza di cuore , il distacco, l'umiltà e la fiducia. Vivrò questa giornata con queste virtù. Te le offrirò come prova del mio amore per te. Ripongo questo "nodo" (nominarlo se possibile..) nelle tue mani perchè mi impedisce di vedere la gloria di Dio. 
"Maria che sciogli i nodi" prega per me. 
 
Maria offri a Dio ogni istante della sua vita
 

 
TERZO GIORNO
Madre mediatrice,Regina del cielo, nelle cui mani sono le ricchezze del Re, rivolgi a me i tuoi occhi misericordiosi. Ripongo nelle tue mani sante questo "nodo" della mia vita (nominarlo se possibile...), e tutto il rancore che ne risulta. Dio Padre, ti chiedo perdono per i miei peccati. Aiutami ora a perdonare ogni persona che consciamente o inconsciamente, ha provocato questo "nodo". Grazie a questa decisione Tu potrai scioglierlo. Madre mia amata davanti a te, e in nome di tuo Figlio Gesù, mio Salvatore, che è stato tanto offeso, e che ha saputo perdonare, perdono ora queste persone........ e anche me stesso per sempre."Maria che sciogli i nodi", ti ringrazio perchè sciogli nel mio cuore il "nodo" del rancore e il "nodo" che oggi ti presento. Amen.
"Maria che sciogli i nodi" prega per me. 
 
Chi vuole le grazie si rivolga a Maria.
 

 
QUARTO GIORNO
Santa Madre mia amata, che accogli tutti quelli che ti cercano, abbi pietà di me. Ripongo nelle tue mani questo "nodo" (nominarlo se possibile....).Mi impedisce di essere felice,di vivere in pace,la mia anima è paralizzata e mi impedisce di camminare verso il mio Signore e di servirlo. Sciogli questo "nodo" della mia vita, o Madre mia. Chiedi a Gesù la guarigione della mia fede paralizzata che inciampa nelle pietre del cammino. Cammina con me, Madre mia amata, perchè sia consapevole che queste pietre sono in realtà degli amici; cessi di mormorare e impari a rendere grazie, a sorridere in ogni momento, perchè ho fiducia in te.
"Maria che sciogli i nodi" prega per me. 
 
Maria è il sole e tutto il mondo benefica del suo calore
 

 
QUINTO GIORNO
"Madre che sciogli i nodi" generosa e piena di compassione, mi volgo verso di te per rimettere, una volta di più, questo "nodo" nelle tue mani (nominarlo se possibile....). Ti chiedo la saggezza di Dio, perchè io riesca alla luce dello Spirito Santo a sciogliere questo cumulo di difficoltà. Nessuno ti ha mai vista adirata, al contrario,le tue parole sono così piene di dolcezza che si vede in te lo Spirito Santo. Liberami dall'amarezza, dalla collera e dall'odio che questo "nodo" mi ha causato. Madre mia amata, dammi la tua dolcezza e la tua saggezza, insegnami a meditare nel silenzio del mio cuore e così come hai fatto il giorno della Pentecoste, intercedi presso Gesù perchè riceva nella mia vita lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio venga su di me.
"Maria che sciogli i nodi" prega per me.
 
Maria è onnipotente presso Dio
 

 
SESTO GIORNO
Regina di misericordia, ti do questo "nodo" della mia vita (nominarlo se possibile...) e ti chiedo di darmi un cuore che sappia essere paziente finchè tu sciolga questo "nodo". Insegnami ad ascoltare la Parola del tuo Figlio, a confessarmi, a comunicarmi, perciò resta con me Maria. Prepara il mio cuore a festeggiare con gli angeli la grazia che tu mi stai ottenendo.
"Maria che sciogli i nodi" prega per me.
 
Sei bellissima Maria e nessuna macchia è in te.
 

 
SETTIMO GIORNO
Madre purissima, mi rivolgo oggi a te: ti supplico di sciogliere questo "nodo" della mia vita 
(nominarlo se possibile...) e di liberarmi dall'influenza del male. Dio ti ha concesso un grande potere su tutti i demoni. Oggi rinuncio ai demoni e a tutti i legami che ho avuto con loro. Proclamo che Gesù è il mio unico Salvatore e il mio unico Signore. O " Maria che sciogli i nodi" schiaccia la testa del demonio. Distruggi le trappole provocate da questi "nodi" della mia vita. Grazie Madre tanto amata. Signore, liberami con il tuo prezioso sangue! 
"Maria che sciogli i nodi" prega per me. 
 
Sei la gloria di Gerusalemme, sei l'onore del nostro popolo
 

 
OTTAVO GIORNO
Vergine Madre di Dio, ricca di misericordia, abbi pietà di me, tuo figliolo e sciogli i "nodi" (nominarlo se possibile....) della mia vita. Ho bisogno che tu mi visiti, così come hai fatto con Elisabetta. Portami Gesù, portami lo Spirito Santo. Insegnami il coraggio, la gioia, l'umiltà e come Elisabetta, rendimi piena di Spirito Santo. Voglio che tu sia mia Madre, la mia Regina e la mia amica. Ti do il mio cuore e tutto ciò che mi appartiene: la mia casa, la mia famiglia, i miei beni esteriori e interiori. Ti appartengo per sempre. Metti in me il tuo cuore perchè io possa fare tutto ciò che Gesù mi dirà di fare.
"Maria che sciogli i nodi" prega per me. 
 
Camminiamo pieni di fiducia verso il trono della grazia.
 

 
NONO GIORNO
Madre Santissima, nostra avvocata, Tu che sciogli i "nodi" vengo oggi a ringraziarti di aver sciolto questo "nodo" (nominarlo se possibile...) nella mia vita. Conosci il dolore che mi ha causato. Grazie Madre mia amata,Ti ringrazio perchè hai sciolto i "nodi" della mia vita. Avvolgimi con il tuo manto d' amore, proteggimi, illuminami con la tua pace. 
"Maria che sciogli i nodi" prega per me. 
 

 
PREGHIERA A MARIA CHE SCIOGLIE I NODI
Vergine Maria, Madre del bell'Amore, Madre che non ha mai abbandonato un figliolo che grida aiuto, Madre le cui mani lavorano senza sosta per i suoi figlioli tanto amati, perchè sono spinte dall'amore divino e dall'infinita misericordia che esce dal Tuo cuore volgi verso di me il tuo sguardo pieno di compassione. Guarda il cumulo di "nodi" della mia vita.
Tu conosci la mia disperazione e il mio dolore. Sai quanto mi paralizzano questi nodi Maria, Madre incaricata da Dio di sciogliere i "nodi" della vita dei tuoi figlioli, ripongo il nastro della mia vita nelle tue mani. Nelle tue mani non c'è un "nodo" che non sia sciolto.
Madre Onnipotente, con la grazia e il tuo potere d'intercessione presso tuo Figlio Gesù, mio Salvatore, ricevi oggi questo "nodo" (nominarlo se possibile...). Per la gloria di Dio ti chiedo di scioglierlo e di scioglierlo per sempre. Spero in Te. 
Sei l'unica consolatrice che Dio mi ha dato. Sei la fortezza delle mie forze precarie, la ricchezza delle mie miserie, la liberazione di tutto ciò che mi impedisce di essere con Cristo.
Accogli il mio richiamo. Preservami, guidami proteggimi, sii il mio rifugio.
 
Maria,che scioglie i nodi, prega per me.

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