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Cosa disse Giovanni Battista a Erode, adultero? .… Continua così la misericordia di Dio è grande ? No!!
 
» 3Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. 4Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». 5Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
6Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode 7che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. 8Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». 9Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data 10e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. 11La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre. 12I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.» (Mt. 14)
 
Lo Spirito Santo spinge i suoi profeti a parlare per la conversione dei peccatori, perché questi ultimi si liberino dal peccato specie se grave , il demonio invece spinge i suoi ministri a giustificare chi vive in peccato grave e a tenerlo ben stretto ad esso …così se lo porta con certezza all’inferno …
Pubblicato in Sana Dottrina
Martedì, 07 Giugno 2016 00:00

Demonologia: Alcune precisazioni.

 

1. Un argomento di notevole importanza

La demonologia, cioè lo studio delle credenze religiose sul demonio è un ambito estremamente importante da trattare, dal momento che molto raramente la pastorale, la catechesi ordinaria e la predicazione approfondiscono l’argomento, su cui sussiste quindi una grande confusione e mancanza di informazione. La demonologia necessariamente interseca la questione della nuova religiosità, dal momento che fa parte di questo ambito il fenomeno del satanismo. Inoltre, gli stessi nuovi movimenti religiosi spesso presentano una concezione del demonio differente rispetto alla prospettiva cattolica. Il mondo dell’occulto, che comprende oltre al satanismo le varie pratiche magiche, spiritiche e divinatorie, vede poi spesso il demonio come il «grande artefice» di varie esperienze. Da ultimo, è senza dubbio importante, per le ragioni che emergeranno nel corso della stessa trattazione, che ogni cattolico conosca anche questo aspetto della Dottrina della Chiesa.

Anche se termini come «satanismo», «occultismo», «magia», «spiritismo» — di cui tratta al capitolo seguente, che ha questo come necessaria premessa — sono ormai entrati nel vocabolario quotidiano, visto che i mass-media, spesso spinti dalla logica dominante dell’indice d’ascolto, propongono molto spesso servizi riguardanti tali argomenti, parlare di questi temi il più delle volte divide l’opinione pubblica. Alcuni negano infatti con fermezza l’esistenza di una realtà soprannaturale e cercano di dare una spiegazione scientifica ai vari fatti; altri vengono spinti dalla pubblicità o anche dalla semplice informazione a voler fruire di questo ambito che sembra, a prima vista, offrire certezze più immediate della religione tradizionale; altri ancora cadono in una angoscia profonda, temono il trionfo del male nella loro vita e nella società.

Cerchiamo quindi con serenità di addentrarci in questa problematica per dare qualche chiarimento in proposito e — speriamo — per fornire qualche criterio di discernimento in un campo così delicato. San Serafino di Sarov afferma che la paura del demonio è un segno di orgoglio da parte dell’uomo, infatti la vittoria ci è assicurata da Cristo che con la Sua Croce e Risurrezione ha distrutto per sempre la morte e il peccato ed ha sconfitto il nemico.

2. Il demonio nella Bibbia

Il termine «diavolo» deriva dal greco «colui che ostacola, che divide». Il demonio è presente in molte culture antiche che lo definiscono come un essere soprannaturale che influenza la vita umana in senso negativo. Nell’ebraismo e nel Cristianesimo i demòni sono considerati angeli decaduti e diventati malvagi.

Dio, nella Bibbia, ha svelato in maniera graduale il mistero della presenza del demonio nel mondo. Nell’Antico Testamento inizialmente la demonologia si esprime mediante elementi tratti da credenze popolari. Pian piano incomincia a delinearsi nella coscienza giudaica l’idea che poi si approfondirà nel Cristianesimo: l’insieme di demòni viene considerato come un mondo in lotta contro Dio e ostile agli uomini. Si parla anche della «caduta»: i demòni all’inizio erano angeli creati da Dio naturalmente buoni, in seguito però si trasformano in esseri malvagi avendo rifiutato liberamente e irrevocabilmente Dio e il suo Regno.

Nell’Antico Testamento la caduta viene rappresentata attraverso immagini poetiche o leggendarie, come ad esempio leggiamo in Isaia 14,1215:

«Come mai sei caduto dal cielo,
Lucifero, figlio dell’aurora?
Come mai sei stato steso a terra,
signore di popoli?
Eppure tu pensavi:
Salirò in cielo,
sulle stelle di Dio
innalzerò il trono,
dimorerò sul monte dell’assemblea,
nelle parti più remote del settentrione.
Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
mi farò uguale all’Altissimo.
E invece sei stato precipitato negli inferi
nelle profondità dell’abisso!».

Nel Nuovo Testamento la demonologia si arricchisce di un elemento nuovo: l’opposizione dichiarata degli angeli decaduti a Cristo e alla Chiesa. I demòni sono chiamati con nomi diversi, ma dietro questi c’è un’unica realtà consistente in un insieme di potenze maligne subordinate a Satana o a Beelzebùl, che è il loro capo. Entrando in azione, esse intendono ostacolare l’adempimento del piano di salvezza. Nella Bibbia il diavolo appare come il tentatore che induce Adamo ed Eva a disobbedire a Dio, si parla di demòni nel libro di Tobia e nel libro di Giobbe, accenni si trovano poi in vari libri dell’Antico Testamento.

La vita di Gesù si colloca nella prospettiva di una continua lotta contro queste potenze avverse al Regno di Dio: i Vangeli parlano dei quaranta giorni di Gesù nel deserto dove lo stesso Figlio di Dio viene tentato da Satana. Gesù però lo respinge, evidenziando in questo modo la sua piena fedeltà alla volontà del Padre.

Nel Padre Nostro la richiesta «liberaci dal male» indica il fatto che il male non è un’astrazione, ma si identifica con una persona: Satana, il Maligno e cioè colui che vuole ostacolare il disegno di Dio (Mt 6,913). I molti miracoli di liberazione dai demòni attestati dai Vangeli, esprimono la presenza del Regno di Dio e sono opera dello Spirito (Mt 12,28). Gesù esercita questo potere con autorità, lo trasmette ai suoi Discepoli (Mc 6,7) e alla sua Chiesa (At 8,7; 9,117). Questo dominio di Cristo e della Chiesa su Satana e i demòni, viene spesso collegato al rapporto col Padre nella preghiera (Mc 9,9), ma soprattutto all’accettazione da parte di Gesù dell’umiliante morte in croce (Fil 2,611). Sconfitto da Cristo, Satana combatte contro i suoi seguaci, è a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo ed è in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà liberata dal peccato e dalla morte.

Paolo, volendo infondere coraggio ai cristiani afferma:

«Se infatti Dio è con noi, chi sarà contro di noi ?» (Rm 8,31).

3. La demonologia nella Storia e nella Dottrina della Chiesa

Nella linea tracciata dai Testi Biblici, sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, si muove tutta la demonologia nella Dottrina della Chiesa. In epoca patristica si sente soprattutto la necessità di contrastare il manicheismo, la religione eretica fondata dal persiano Mani (III secolo) implicante un acceso razionalismo, un marcato materialismo e un radicale dualismo nella concezione del bene e del male. I manichei non attribuivano il peccato al libero arbitrio dell’uomo, ma al principio eterno del male che è il tutto e per tutto pari al principio del bene, affermavano dunque la presenza accanto a Dio di un principio cattivo, un altro Dio identificato col male. La Chiesa afferma, al contrario, che il male non è un essere, ma piuttosto una mancanza di bene e ribadisce che i demòni sono angeli decaduti e in origine creati buoni da Dio. Alla eresia manichea aveva aderito S. Agostino prima della conversione al cattolicesimo, grazie soprattutto all’opera di predicazione di S. Ambrogio, Vescovo di Milano.

In tempi recenti, il Magistero, contro la pretesa di alcuni teologi che negavano l’azione del demonio nella vita dell’uomo e riducevano la demonologia a mitologia, si è pronunciato in alcune occasioni.

a. Il Concilio Vaticano II (19621965) fa riferimento in diversi contesti al demonio, in maniera però piuttosto occasionale. La rarità degli interventi conciliari sull’argomento, in tutta la storia della Chiesa, trova comunque la sua spiegazione nel fatto che l’esistenza e l’azione del diavolo, prima delle polemiche teologiche degli anni 1970, non furono mai messe in dubbio nel contesto ecclesiale. La trattazione della demonologia nella Storia della Chiesa risulta quindi assegnata al Magistero ordinario (Catechismi ufficiali e predicazione dei vescovi).

b. Paolo VI nella catechesi dell’Udienza generale del 15 novembre 1972 dà una preziosa sintesi della dottrina cattolica sul demonio e sulla sua influenza nel mondo:

«Oggi, uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi rifiuta di riconoscerla esistente».

c. Il documento Fede cristiana e demonologia, della Congregazione per la Dottrina della Fede (1975), ricolloca la demonologia nella dimensione biblica e patristica, ribadendo la realtà del diavolo nel quadro della storia della salvezza.

d. Anche Giovanni Paolo II ha sviluppato questi temi, in particolare in due catechesi, trattando specialmente l’influsso del demonio sul mondo e la vittoria di Cristo.

e. Infine, il Catechismo della Chiesa Cattolica (1992) più volte si preoccupa di definire il demonio e la sua azione, in particolare, commentando il Padre Nostro, al n. 2851 così afferma:

«In questa richiesta, il Male non è un’astrazione; indica invece una persona: Satana, il Maligno, l’angelo che si oppone a Dio. Il ‘diavolo’ [‘dia-bolos’, colui che ‘si getta di traverso’] è colui che ‘vuole ostacolare’ il Disegno di Dio e la sua ‘opera di salvezza’ compiuta in Cristo».

Dopo questa rapida carrellata sulla Dottrina della Chiesa a proposito dei demòni, si può rapidamente accennare ad un problema che riguarda la teologia contemporanea. Gli studiosi si sono chiesti spesso come poter definire il diavolo. Oggi si può affermare, in piena coerenza con l’insegnamento magisteriale e biblico, che il demonio è una persona, anche se, a differenza dell’uomo, non è dotato della dimensione corporea, ha comunque come caratteristiche essenziali l’intelligenza e la volontà che usò per ribellarsi a Dio e che continua a usare per tentare l’uomo al male. Per questo la Parola di Dio esorta alla vigilanza:

«Fratelli, siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente, va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede» (1Pt 5,89).

4. L’azione del demonio

Sicuramente è sciocco attribuire a Satana un male che dipende da noi e a cui noi dobbiamo porre rimedio, ma per un cristiano non è neppure possibile negare la presenza di questa potenza malefica. Si trascurerebbe l’invito alla preghiera e alla vigilanza ripetuto più volte nella Scrittura e si metterebbe da parte una porzione consistente di Rivelazione — la quale, nella misura in cui annuncia la vittoria di Cristo, parla anche dell’esistenza e dell’azione del demonio — e di Dottrina della Chiesa.

Seguendo quanto afferma un importante documento della Conferenza Episcopale Toscana (CET), la Nota Pastorale A proposito di magia e di demonologia (15\4\1994), si può dire che il demonio agisce in due maniere: con un’azione ordinaria, tentando l’uomo al male (come ha tentato Gesù nel deserto) e con un’azione straordinaria, permessa da Dio in alcuni casi per ragioni che Lui solo conosce. Questo secondo tipo di azione si manifesta in diverse forme:

a. come disturbi fisici o esterni, si può constatare questo nelle vite dei Santi oppure nelle infestazioni su case, oggetti o animali;

b. come ossessioni personali, ossia pensieri o impulsi che gettano in stati di disperazione fino al suicidio;

c. come vessazioni diaboliche, corrispondenti a disturbi e malattie che arrivano a far perdere la conoscenza, a compiere azioni o pronunciare parole in odio a Dio, a Gesù, a Maria e ai Santi;

d. come possessione diabolica, ossia come presa di possesso del corpo di un individuo ad opera del demonio, il quale lo fa agire o parlare come vuole, senza che la vittima possa resistere, è la situazione più grave.

Don Gabriele Amorth, presidente dell’Associazione internazionale degli esorcisti, nel volume Un esorcista racconta, suggerisce questo criterio di discernimento fra possessione e vessazione (o infestazione personale):

» Se la persona durante l’esorcismo (è il momento in cui il demonio è più obbligato a uscire allo scoperto) va completamente in trance, per cui se parla è il demonio che parla con la sua bocca, se si dimena è il demonio che si serve delle sue membra, e se alla fine dell’esorcismo l’individuo non ricorda nulla di quanto è avvenuto, allora si tratta di possessione diabolica, ossia la persona ha un demonio dentro, che ogni tanto agisce con le sue membra. Se invece una persona, durante gli esorcismi, pur avendo qualche reazione che rivela l’assalto demoniaco, non perde del tutto conoscenza e alla fine ricorda anche vagamente quello che ha sentito o fatto, allora è infestazione diabolica: non c’è un diavolo fisso dentro il corpo della persona, ma c’è un diavolo che ogni tanto l’assale e le provoca dei disturbi fisici e psichici».

Occorre fare due importanti precisazioni: prima di tutto è necessario dire che anche nella forma più grave della possessione, l’azione di Satana non riguarda l’anima, ma solo il corpo, quindi il demonio non può servirsi della libertà della persona, i mezzi con cui agisce sono il timore, il terrore e il fascino prodotto nella mente dalla potenza degli effetti che si manifestano nel corpo. La perdita della libertà nell’uomo deriva solo da un suo rifiuto volontario, quindi di fronte alle insidie diaboliche questi deve assumere un atteggiamento di fiducia nella grazia di Dio che gli ha dato la libertà e il potere di partecipare alla lotta vittoriosa di Cristo. Per questo Paolo afferma:

«Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 8,3839).

Inoltre bisogna opportunamente distinguere possessione e satanismo; così afferma Massimo Introvigne:

«Benché la frequentazione di gruppi satanisti possa — secondo molti esorcisti — aprire la porta a ‘disturbi’ di tipo diabolico, possessione e satanismo non vanno confusi . Non tutte le persone ‘disturbate’ dal demonio sono passate dal satanismo (alcuni sono buoni cristiani) e non tutti i satanisti sperimentano fenomeni di possessione o di ‘disturbo’ diabolico».

Potremmo dire che se il satanista cerca il diavolo, il posseduto viene trovato dal diavolo che lo «disturba» a livello fisico, psicologico e spirituale. Quindi, non tutti i satanisti sono «posseduti», né tutti i «posseduti» sono satanisti, anzi la vita di molti Santi e Beati presenta episodi reali e documentati in cui il demonio esercita un’azione di «disturbo». Fra questi è possibile ricordare don Calabria e suor Maria del Gesù Crocifisso (beatificati da Giovanni Paolo II). Nella loro vita ci sono stati veri e propri periodi di possessione diabolica, in cui hanno detto e fatto cose contrarie alla loro fede senza avere alcuna colpa o responsabilità perché era il demonio ad agire servendosi delle loro membra, mentre la loro anima era comunque rivolta a Dio. Questi periodi di grave sofferenza hanno senza dubbio contribuito alla loro santificazione. Dunque, satanismo e possessione diabolica sono fenomeni estremamente diversi e non necessariamente collegati, anche se — secondo il parere di vari studiosi ed esorcisti — le pratiche occulte come la magia, lo spiritismo e, appunto, il satanismo possono costituire una buona porta d’entrata per problemi quali la possessione diabolica.

5. L’intervento della Chiesa

La Chiesa non resta certo indifferente nei confronti di coloro che soffrono nello spirito. Essa ha infatti ricevuto il mandato di opporsi ad ogni potenza malefica che è di ostacolo alla Redenzione di Cristo. L’uomo è creato ad immagine e somiglianza del Creatore ed è redento da Cristo, è così chiamato alla comunione con Dio e alla partecipazione della Sua vita trinitaria in virtù del Battesimo.

La Chiesa deve quindi discernere le situazioni di effettiva presenza demoniaca da eventuali problemi psichici. Seppure si possono presentare affinità o talvolta il disturbo spirituale si accompagna a stati di dissociazione mentale, la possessione non deve essere confusa con un fenomeno isterico.

La Chiesa, quindi, nella persona dei suoi Ministri, assume un atteggiamento di giusto equilibrio fra l’eccessivo razionalismo (che porterebbe ad escludere ogni causa soprannaturale) e l’ingenua credulità che spesso conduce la persona affetta da una malattia psichica a credersi vittima del demonio. Sempre riferendosi alla Nota della CET, si può dire che esistono diversi livelli di intervento della Chiesa.

L’esorcismo è riservato ai casi più gravi. E’ un sacramentale che può essere amministrato esclusivamente dai Vescovi e da Presbiteri delegati dagli stessi.

Con rammarico si deve notare che più spesso di quanto si creda, anche in determinati contesti ecclesiali, si verificano casi di esorcismo illecito, celebrato da sacerdoti non autorizzati o addirittura da laici. Inoltre, esistono numerosi operatori dell’occulto e maghi che si qualificano come esorcisti; molti cattolici ingenuamente tentano di risolvere i loro problemi spirituali ricorrendo a loro, semplicemente perché non conoscono quanto si è cercato di esporre poco sopra, e forse solo perché nessuno li ha mai informati.… Afferma don Amorth:

» Lo scopo dell’esorcismo è duplice. Si propone di liberare gli ossessi.….Ma prima ancora ha uno scopo diagnostico.….Solo mediante l’esorcismo ci si può rendere conto con certezza se c’è o no intervento diabolico».

Al di là di alcune discordanze che si segnalano fra i vari Documenti e autori, si può affermare che nelle altre situazioni è opportuno ricorrere ai Sacramenti, all’ascolto della Parola di Dio, al digiuno e alla penitenza, alla preghiera intensa e a preghiere speciali quali quella di liberazione (ambito in cui i gruppi di Rinnovamento nello Spirito e di Rinnovamento Carismatico Cattolico svolgono un ruolo importante). Questi mezzi sono anche validi sostegni per chi ricorre all’esorcismo.

A conclusione di questa trattazione, attraverso la Parola, è ancora possibile ribadire l’assoluta Signoria di Cristo non solo nella vita della Chiesa, ma anche in tutta la storia dell’umanità :

» Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente !» (Ap 1,8).

Pubblicato in Demonologia

Sul sito Lifesitenews è stato pubblicato il poderosissimo intervento di mons. Peta, arcivescovo di Astana.

Eccone una nostra traduzione 

 Intervento del Vescovo di Astana nel Sinodo (10 ottobre 2015)  
Il beato Paolo VI ha detto nel 1972 , “da qualche fessura il fumo di satan è entrato nel tempio di Dio” . Sono convinto che queste erano parole profetiche del santo Papa , autore della Humanae Vitae, durante il Sinodo, l’anno scorso, il fumo di satana stava cercando di entrare nell’aula Paolo Vi.
In particolare :
1) la proposta di ammettere  alla Santa Comunione coloro che sono divorziati-risposati;
2) l’affermazione che la convivenza è una unione che può avere in essa stessa dei valori
3) la difesa della omosessaulità come qualcosa che è normale.
Alcuni padri sinodali non hanno capito correttamente l’appello del Papa ad una discussione aperta discussione a cominciarono a  a portare avanti idee che contraddicono la bimillenaria Tradizione della Chiesa fondata nella Parola di Dio. Sfortunatamente si può anche percepire la puzza di questo fumo  infernale in alcuni passi dell» “Instrumentum laboris” e anche in alcuni interventi di alcuni Padri del Sinodo si questo anno. Per me il compito fondamentale del Sinodo consiste nel riaffermare il Vangelo del matrimonio e della famiglia e cioè l’insegnamento del nostro Salvatore . Non è permesso distruggere il fondamento, distruggere la Roccia. Possa lo Spirito Santo, che sempre vince nella Chiesa, illuminare tutti noi per  cercare il vero bene per le famiglie e per  il mondo. Maria, Madre della Chiesa, prega per  noi. 
+ Tomas Peta
Arcivescovo di Astana 

Fonte: https://www.lifesitenews.com/opinion/archbishop-peta-we-can-perceive-the-infernal-smoke-in-synod-interventions

Ringraziamo Dio e facciamo anche i nostri complimenti a questo Arcivescovo per le sue poderosissime parole in cui sentiamo forte la presenza dello Spirito Santo; ci sembra di risentire in questo intervento la voce dei grandi Vescovi , santi, Dottori della Chiesa che hanno illuminato il mondo con la loro forza, chiarezza, carità e sapienza.

Preghiamo perché la santa Verità che il Magistero della Chiesa ha diffuso in questi 2000 anni e indicata da questo Arcivescovo sia ribadita con forza in questo Sinodo e dal santo Padre per la maggior gloria di Dio.

Signore Gesù abbi pietà di noi.

Maria SS.ma Madre della Chiesa, prega per noi.

S. Michele arcangelo prega per noi.

Don Tullio Rotondo 

 

Pubblicato in sinodo

Rifletteteci bene per combattere satana e le sue tattiche …

 

Disse Lucifero ai demoni che lo servivano : “… e mi raccomando: a quelli che non ci adorano fate credere che noi non esistiamo, così non ci combatteranno e potremo agire indisturbati, inoltre spingeteli a precipitare nella più depravata lussuria … più cercheranno il piacere del peccato nelle sue più grandi perversioni più si disporranno a diventare nostri adoratori e a credere in noi … Invece a quelli che già ci adorano e credono in noi rafforzateli in questa fede e adorazione … e stringeteli sempre più a noi spingendoli a compiere peccati di sempre maggiore perversione” …

Signore Gesù aiutaci a credere in Te e a vivere nella santa carità e nella santa purezza.  

Pubblicato in Approfondiamo
Venerdì, 21 Novembre 2014 00:00

Gli angeli ribelli.

Molti oggi, anche all’interno della Chiesa e del clero cattolico credono che il demonio sia un nome astratto, cioè intendono per demonio l’as­sieme dei mali che si riscontrano nel mondo. Non credono nel diavolo come una precisa identità spirtuale, di conseguenza diventa difficile credere agli angeli caduti come individualità malvage capaci di intervenire sulla terra e nella vita dell’uomo soprattutto chi vive in stato costante di peccato mortale.
    Il famoso esorcista Don Giuseppe Tomaselli di cui è lo scritto qua sotto ci spiega chi è satana, chi sono gli angeli caduti e come combatterli. 

CHI È SATANA?
Lotta in Cielo.
Iddio creò sterminate schiere di Ange­li, cioè di Puri Spiriti, dotati di grande intelligenza e di forte volontà. Il Cielo si popolò in un attimo di questi esseri beati, che lodavano il Creatore e nello stesso tempo godevano di perfetta felicità.
Gli Angeli sono distribuiti in nove ca­tegorie, o cori; così risulta dalla Sacra Scrittura.
L’Angelo più bello era Lucifero, o Ap­portatore di luce, il quale, per così dire, eclissava gli altri col suo splendore.
Iddio, che è giusto, volle mettere alla prova la fedeltà, esigendo dagli Angeli un atto particolare di umile sudditanza. Secondo S. Tommaso d’Aquino e secondo i più celebri Padri della Chiesa, la prova fu questa: la Seconda Persona Di­vina, il Figlio Eterno del Padre, Gesù Cristo, nella pienezza dei tempi si sarebbe fatto uomo, pur restando vero Dio, e tutti gli Angeli avrebbero dovuto adorarlo, pur vedendolo rivestito di misera carne u­mana.
A noi, esseri inferiori rispetto agli An­geli, non sarebbe costata troppo una si­mile prova; per gli Angeli invece la pro­va fu durissima.
Lucifero, dotato di qualità eccellentis­sime, pensando che un giorno avrebbe dovuto umiliarsi davanti al Figlio di Dio fatto uomo, senti in sé tanto orgoglio da dire: Non lo servirò!… Se si farà uomo, sarò a lui superiore! — Altre schiere di Angeli si unirono a Lucifero, quasi per dare la scalata alla Divinità. Si iniziò la tremenda lotta in Cielo.
Noi sappiamo ciò che avvenne in quel­la lotta, perché Iddio la manifestò al Pro­feta Daniele ed a San Giovanni Evange­lista.
L’Arcangelo San Michele, a capo d’in­numerevoli Angeli, si oppose alla super­bia di Lucifero, dicendo: Chi è come Dio? -
Il Creatore alla fine della lotta inter­venne direttamente; confermò in grazia gli Angeli fedeli e punì i ribelli.

II castigo.
Dio è infinitamente buono ed infinita­mente giusto; dà a ciascuno quello che gli spetta. Verso gli uomini peccatori si com­porta con longanimità, perdonando fa­cilmente le cento e mille volte; agisce in tal modo perché conosce appieno la de­bolezza della natura umana.
Verso gli Angeli mise subito in atto la sua giustizia. Gli Angeli conoscevano la Divinità; dotati d’intelligenza eminente, erano consapevolissimi del male che sta­vano operando; per la qual cosa Iddio in un istante creò l’inferno, luogo di tor­menti, e vi precipitò gli Angeli cattivi.

Lucifero.
Il capo dei ribelli fu Lucifero e quindi divenne il più orribile. Precipitato dal Cielo nell’abisso infernale, è chiamato nella Sacra Scrittura « Satana », che si­gnifica nemico.
Lucifero perdette la sua bellezza, ma non la sua intelligenza e la sua potenza; così pure i suoi seguaci.
Passare dalla somma felicità al som­mo dolore, fu per i demoni il colmo della disperazione. Non potevano rassegnarsi a tanta perdita. L’odio contro la Divinità punitrice cominciò a divorarli; il pen­siero che un giorno gli uomini sarebbero andati in Cielo a prendere il loro posto, li faceva rodere d’implacabile gelosia.
I demoni stabilirono di vendicarsi, non di Dio direttamente, essendo ciò impos­sibile, ma delle sue creature, col tentarle a ribellarsi al Creatore, affinché un gior­no potessero anche loro cadere nell’in­ferno.

OPERA DIABOLICA Un mistero.
Iddio avrebbe potuto rendere impoten­ti i demoni; relegati nell’abisso, non avrebbero potuto nuocere ad alcuno. Dai fatti noi sappiamo che il Signore ha la­sciato una certa libertà a Lucifero ed ai suoi subalterni, libertà limitata, ma ve­ra. Perché Iddio ha fatto così?… E chi può penetrare i misteri dell’Onnipoten­te?… Si può pensare che la Divina Prov­videnza voglia servirsi dell’opera dei de­moni per aumentare in Cielo la gloria dei suoi eletti. Chi infatti è tentato e su­pera la tentazione, guadagna un merito eterno.

La libertà.
Il Signore ha dato all’uomo la volontà libera, capace di determinarsi al bene o al male. Se la volontà si volge al bene, l’uomo merita il premio; se si volge al male, merita il castigo. È la giustizia di Dio che esige questo.
Il demonio ha il potere di suggerire il male, può tentare, ma giammai può co­stringere la volontà altrui a peccare, di­versamente l’uomo non sarebbe libero.
Potere diabolico.
I demoni, essendo puri spiriti, cioè in­telligenza e volontà, sono invisibili; però conoscendo bene gli elementi di cui sono composti i corpi, hanno il potere di agire sulle cose materiali ed anche di prende­re forma sensibile, di uomo, di donna, di animale ecc.

L’Eden.
Dio aveva creato Adamo ed Eva; li aveva posti nell’Eden, o paradiso terre­stre; li aveva arricchiti di doni naturali e preternaturali, con il potere di trasmet­terli ai discendenti. Il Creatore mise alla prova anche Adamo ed Eva, dicendo: Tutto ciò che vedete è vostro; però non dovete mangiare il frutto dell’albero della scienza del bene e del male, che è posto nel centro di questo giardino di delizie. In qualunque giorno lo mangerete, mor­rete. 
Satana, o Lucifero, geloso della feli­cità dei nostri progenitori, mise in atto la sua potenza per far peccare le prime due creature. Un demonio prese forma di serpente ed andò ad attorcigliarsi al tronco dell’albero del frutto proibito. Adamo ed Eva solevano andare a con­templare di tanto in tanto i frutti di quell’albero, ma non osavano toccarli. Un giorno il serpente infernale rivolse loro la parola per tentarli.
Un animale che parli come l’uomo?! Del resto il pappagallo non riproduce la voce umana? Ed il merlo non imita il fischio dell’uomo? Tuttavia, ancorché il serpente non abbia le corde vocali atte a riprodurre la voce umana, quel serpen­te parlò, perché conoscendo il demonio tanti segreti di natura, produsse nell’aria le vibrazioni corrispondenti alla voce del­l’uomo.
Adamo ed Eva non si meravigliarono a sentir parlare un serpente? Non lo sap­piamo.
Del resto erano ancora nello stato di innocenza e forse era la prima volta che vedevano un serpente.
Dunque il demonio rivolse la parola ai nostri progenitori: Se vi piace il frut­to di quest’albero, perché non lo man­giate? È bello allo sguardo e molto soa­ve al gusto!
- Non possiamo — risposero. — Perché non potete?
- Il Signore l’ha proibito. — E perché ve l’ha proibito?
- Non lo sappiamo! Ci ha detto che se lo mangeremo, morremo!
- Questo è falso! Voi non morrete! Iddio vi ha proibito di mangiarlo, per­ché se mangerete di questo frutto, diver­rete simili a Lui! -
La tentazione era troppo forte: dive­nire simili a Dio … Cambiare la natura umana nella divina … Non essere più sottoposti a Lui! … E come in Cielo Lu­cifero voleva divenire simile a Dio, pec­cando di sopraffine superbia, così nel­l’Eden peccarono Adamo ed Eva. Iddio che resiste ai superbi, come punì gli An­geli ribelli, così punì le prime due crea­ture umane, le quali perdettero tanti doni di cui erano state insignite.
Intanto Lucifero cantò vittoria, poiché il Cielo restava chiuso per Adamo ed Eva e per i loro discendenti.
Però il Signore usò misericordia e pro­mise che sarebbe avvenuta la redenzione con l’Incarnazione della Seconda Perso­na della Santissima Trinità.
Il serpente infernale ricevette da Dio una forte maledizione: Porrò inimicizia tra te e la donna, e tra il seme tuo e il seme di lei. Ella ti schiaccerà la testa. — Voleva Iddio far comprendere al demo­nio che sarebbe venuta dalla discendenza di Eva una Donna, contro la quale l’o­pera sua sarebbe stata nulla, anzi Costei gli avrebbe schiacciato il capo. Questa Donna è Maria Santissima, Madre del Redentore. Difatti la Madonna è raffigu­rata con il serpente sotto i piedi.

IL DEMONIO IMPURO. La disonestà.
Il peccato, proprio dell’Angelo, è la su­perbia; infatti per superbia i ribelli del Cielo furono precipitati nell’inferno. Il peccato, proprio dell’uomo, è la disone­stà, poiché il corpo umano tende di con­tinuo ai cattivi piaceri.
Il demonio è consapevole della fragilità umana; sa per esperienza che una catti­va immaginazione, un ricordo, uno sguar­do, una libertà di tatto, una cosa insi­gnificante, può accendere l’impura pas­sione e far peccare.- Stando così le co­se, il nemico delle anime non si dà pace se non riesce a far commettere disonestà. Sa bene il demonio che la purezza è il più grande tesoro delle anime, che gran­de premio è riservato ai cuori puri; per­ciò mette in atto tutte le insidie per fare prevaricare anche le persone più vicine a Dio. Gode quando il corpo umano è pro­fanato dall’impurità, poiché sa che il cor­po è tempio dello Spirito Santo. È bene conoscere dunque le arti del maligno per non cadere in questo peccato.
Il sesto ed il nono Comandamento. Iddio ha dato due comandamenti: «Non commettere atti impuri», cioè portare il massimo rispetto al proprio corpo ed a quello degli altri, e « Non de­siderare la persona di altri », cioè tenere lontani i cattivi desideri.
Il demonio, sapendo che il corpo fa­cilmente s’infiamma d’impurità, va spes­so a soffiare, non materialmente, ma spi­ritualmente. Conosce le ore in cui il cor­po è più disposto a peccare e le circo­stanze particolari che lo commuovono e senza troppa fatica tende il laccio. Il tempo più adatto alla tentazione è: la mattina prima dell’alzata da letto, la se­ra quando si va a riposo ed il pomeriggio nelle prime ore dopo il pranzo. È questo il tempo in cui il demonio fa più strage.
La solitudine.
Il peccato impuro fa vergogna; si suo­le commettere nella solitudine, per sfug­gire allo sguardo altrui.
Ecco in quella camera, in quella cam­pagna, in quel luogo solitario … un po­vero figlio di Adamo. È solo; attende a qualche leggero lavoro oppure è in ozio. Il demonio coglie l’occasione. Presenta alla fantasia delle immagini provocan­ti … cose viste e udite. Il corpo si distur­ba. — Ebbene, fa pensare il demonio, perché non metti in atto ciò che pensi? Nessuno ti vede! — Si dovrebbe rispon­dere: Nessuno mi vede? E non c’è Dio qui presente? E non mi vede l’Angelo Custode? Come oserei fare davanti a Dio quello che non farei davanti agli altri? — Se l’anima non è pronta a pregare, a cercare un’onesta compagnia per distrar­si … subito cede alla tentazione. Il demo­nio allora se ne ride! — Sei caduta, o anima! Vedrai quante altre volte ti farò cadere! Sei sulla via della perdizione eterna! Un giorno mi farai compagnia nell’inferno! Sapessi quanti si trovano già negli abissi infernali per l’impurità!


L’ozio.
Diceva S. Giovanni Bosco ai suoi gio­vani: Non state mai in ozio! Fate in mo­do che il demonio vi trovi sempre occu­pati! Se state in ozio, verrà il demonio a farvi lavorare! -
Quando si sta in ozio, è facile essere tentati e cadere. Il demonio non riesce a vincere facilmente chi è applicato a lavori pesanti o seri. Quando la mente è occupata, raramente fa breccia il ten­tativo del nemico spirituale.
La cattiva compagnia.
Il demonio è brutto assai. Se si pre­sentasse in forma umana e dicesse a qualcuno: Pecca d’impurità! — forse nessuno oserebbe peccare. Conoscendo ciò, egli si serve dei suoi aiutanti, i quali fanno benissimo le sue parti.
Servi del demonio impuro sono i cat­tivi compagni, che si avvicinano con la scusa della parentela, dell’amicizia e del­la convenienza. Ecco un’anima pura! Le si avvicina una persona amica, la quale ha nel cuore l’impurità. Il demonio met­te in mente a costei di fare un discorso disonesto … poi fa dare un cattivo sug­gerimento … poi una forte provocazione. L’anima è caduta. Il cacciatore infernale ha ottenuto il suo scopo.
Il fidanzamento è necessario al matri­monio. Il demonio impuro sta in aggua­to contro i fidanzati, perché comprende la delicata situazione. In un attimo di poca vigilanza, in un momento di tra­scuratezza da parte dei parenti, il tetribile cacciatore di anime getta nel fango due gigli.
Il cuore dell’uomo è debole; il cuore della donna è debolissimo. Il demonio provoca un incontro … una visita … fa scambiare un sorriso … lavora nella fan­tasia; alla fine, dà un potente assalto e trascina all’impurità.
Se si fosse più vigilanti contro le in­sidie diaboliche, quanti peccati si evite­rebbero, quante lacrime di meno si ver­serebbero, quante anime sfuggirebbero all’eterna dannazione!


I libri.
Iddio dà delle attitudini speciali. Uo­mini e donne, dotati d’intelligenza par­ticolare, riescono a comporre libri. Si do­vrebbe trafficare in bene il talento rice­vuto da Dio.
Sapendo il demonio il male che il libro cattivo produce, suggerisce nella mente a qualche scrittore: Vuoi guadagnare denaro? Desideri che i tuoi scritti siano letti? Componi un romanzo pornografi­co! Tratta argomenti impuri! Rappre­senta al vivo la disonestà! Vedrai come circolerà il tuo libro! Ti aiuterò io nella diffusione!
L’infelice scrittore mette su un roman­zo; vi riversa l’impurità che ha nel cuo­re. Il nuovo libro è letto con avidità; le passioni sono accarezzate; giovanotti, si­gnorine ed anche adulti … dopo aver letto le pagine di fango, raccontano ad altri le impressioni ricevute; altri anco­ra s’invogliano a leggere il romanzaccio. Quanta strage! Il demonio impuro rac­coglie messe abbandonate.
Povere anime, redente dal Sangue di Gesù Cristo, non vi accorgete che Sata­na vi trascina alla perdizione?
Se qualcuno, sentendo il rimorso della cattiva lettura, pensa di distruggere il cattivo romanzo, subito il demonio sug­gerisce: Vorresti bruciare quel libro? Ma perché? Hai speso tanto denaro per pro­curartelo! Invece di bruciarlo, conservalo e non lo leggerai! — Conservarlo? L’anima non si accorge dell’inganno. Il demonio non dorme; sa che quel roman­zo lo aiuta a rovinare i cuori e perciò sta in agguato. Il libro conservato oggi, do­mani sarà letto da qualche altro della famiglia; in momento opportuno lo farà riprendere a chi l’aveva conservato.
Ecco il lavoro che compie Satana! Un libro cattivo è un demonio impuro in attività. Giustamente diceva uno di santa vita: Ogni libro immorale che si distrugge, è un demonio che si ricaccia nell’inferno!

 
I divertimenti mondani.
Il mondo è un ammasso d’iniquità; i demoni impuri ad eserciti vagano per ra­pire il giglio della purezza agl’innocenti e per fare moltiplicare le disonestà ai depravati. Si può dire che nel mondo tutto concorre ad aiutare l’opera dia­bolica.
Quello che il diavolo fa con lo scrittore del romanzo pornografico, lo fa pu­re con i giornalisti immorali, con i pro­duttori di pellicole invereconde, con gli artisti teatrali, con i proprietari delle case di peccato, con i sostenitori di sale da ballo, ecc.… Il demonio suggerisce: Mettete su questi divertimenti! Il pub­blico accorrerà numeroso! Guadagnerete molto denaro! Date a tutti il pascolo del piacere passionale!
Chi può misurare le disonestà che com­mettono — gli spettatori di un film scan­daloso o di un varietà? Chi può contare le anime che perdono la purezza in certe sale da ballo? Chi è capace di numerare le vittime delle impurità nella stagione dei bagni? Tanto male si compie perché i demoni impuri accorrono numerosi in questi luoghi. Oh! se si potessero vedere con gli occhi del corpo i diavoli che as­sediano i luoghi dei divertimenti pro­fani, forse tutti gli spettatori scappe­rebbero! Giustamente dice Gesù: Guai al mon­do per i suoi scandali! 
Il matrimonio.
L’ultimo dei Sacramenti è il matrimo­nio. In virtù di questo Sacramento, Iddio dà all’uomo ed alla donna la grazia di convivere santamente e di educare cri­stianamente i figliuoli. Nello stato ma­trimoniale c’è pure da osservare la virtù della purezza e chi non l’osserva secon­do la legge prescritta da Dio, pecca gra­vemente. Il demonio dell’impurità lavo­ra molto su questo argomento, per pri­vare gli sposi delle grazie divine e per rovinarli eternamente. La Santa Chiesa, consapevole di ciò, quando benedice i novelli sposi, rivolge al Signore questa preghiera per la donna: O Dio, che col potere della tua virtù hai fatto il tutto dal nulla, concedici che il demonio, au­tore di prevaricazione, non rubi a que­sta donna nessuno dei suoi atti!


RESISTENZA: Mezzi.
Nella lotta corporale si adoperano mez­zi materiali: la spada, il fucile, ecc. Nel­la lotta contro il demonio non valgono le armi materiali. È necessario ricorrere a mezzi spirituali. Tali sono la preghiera e la penitenza.


La calma.
Nelle tentazioni impure la prima cosa da farsi è il mantenere la perfetta calma di mente. Il demonio cerca di portare il turbamento per far cadere più facilmen­te. Bisogna mantenersi nella serenità, pensando che finché la volontà è contraria alla tentazione, non si commette peccato; giova pensare pure che il demo­nio è come un cane attaccato alla cate­na, il quale può abbaiare ma non mor­dere.
Il fermarsi a contemplare la tentazio­ne o preoccuparsi, non fa altro che ren­dere peggiore la situazione. Distrarsi su­bito, occuparsi di qualche cosa, cantare qualche lode sacra. Questo mezzo d’or­dinario è sufficiente a smorzare la ten­tazione e mettere in fuga il demonio.


La preghiera.
Non sempre basta la distrazione; oc­corre la preghiera. Con l’invocazione del­l’aiuto di Dio aumenta la forza della vo­lcntà e facilmente si resiste al demonio.
Suggerisco qualche invocazione: Dallo spirito di fornicazione, liberami, o Signo­re! — Dalle insidie del diavolo, libera­mi, o Signore! — O Gesù, mi chiudo nel tuo Cuore! Maria Santissima, mi metto sotto il tuo manto! Angelo mio Custode, aiutami nella lotta!
L’Acqua Benedetta è mezzo potente per mettere in fuga il demonio. Perciò nella tentazione è utile fare il segno del­la croce con l’Acqua Benedetta.
Le pie riflessioni giovano a certe ani­me per superare la mala tentazione: Dio mi vede! Potrò morire subito! Questo mio corpo andrà a marcire sotto terra! Questo peccato, se lo faccio, apparirà al Giudizio Universale davanti a tutta la umanità!

La penitenza.
Alle volte non basta la sola preghiera; ci vuole altro e cioè la mortificazione o penitenza.
- Se non farete penitenza, dice Gesù, vi dannerete tutti! — Penitenza signi­fica imporsi dei sacrifici, delle rinunzie volontarie, soffrire qualche cosa, per te­nere a freno le passioni corporali.
Il demonio impuro fugge davanti alla penitenza. Perciò chi è fortemente tentato, faccia qualche penitenza speciale. Non si creda che la penitenza accorci la vita o guasti la salute; invece è il vi­zio impuro che logora l’organismo. I San­ti più penitenti sono vissuti più a lungo. I vantaggi della penitenza sono diver­si: l’anima resta inondata di gioia pura, sconta i peccati, attira gli sguardi mise­ricordiosi di Dio e mette in fuga il de­monio.
Può sembrare un’esagerazione darsi alla dura penitenza; ma per certe anime è un assoluto bisogno.
- È meglio, dice Gesù, andare in Pa­radiso con un occhio, con una mano, con un solo piede, cioè sottoporsi a grandi sacrifici, anziché andare all’inferno con tutti e due gli occhi, con le due mani ed i due piedi.


Una tentazione.
A proposito di tentazione e di peniten­za riporto un esempio di Santa Gemma Galgani. Ecco la narrazione da lei stessa fatta: Una notte mi sentii presa da una forte tentazione. Uscii di camera e an­dai dove nessuno potesse vedermi o sen­tirmi; presi la corda, che ogni giorno porto sino a mezzogiorno; la riempii tut­ta di chiodi e poi me la legai tanto stret­tamente ai fianchi, che alcuni chiodi mi entrarono nella carne. Il dolore fu così forte, che non potei resistere e caddi a terra. Trascorso un po» di tempo, mi ap­parve Gesù. Oh, com’era contento Gesù! Mi sollevò da terra, mi allentò la cor­da, però me la lasciò … Poi gli dissi: Ge­sù mio, dove eri tu, quando mi sentivo tentata in quel modo? — E Gesù rispo­se: Figlia mia, ero con te, e molto vicino. — Ma dove? — Nel tuo cuore! — Oh, Gesù mio, se tu fossi stato con me, non avrei avuto simili tentazioni! Chi sa, Dio mio, quanto ti avrò offeso? — Forse tu ne avevi piacere? — Dolore immenso in­vece ne avevo. — Consolati, figlia mia, non mi hai offeso per niente! -
L’esempio dei Santi sia di sprone a tutti a fare penitenza.


La Confessione.
Se grande è la strage che mena Sata­na nel campo della purezza, non è mol­to inferiore quella che compie nel far profanare il Sacramento della misericor­dia di Dio, cioè la Confessione. Sa il de­monio che, commesso un grave peccato, non resta altra strada di salvezza che la Confessione. Perciò si affatica affinché l’anima peccatrice non vada a confes­sarsi, oppure affinché nella Confessione taccia qualche peccato mortale, oppure affinché, pur confessandosi, non abbia il vero dolore, unito al proponimento di fuggire le occasioni gravi di peccato.


I GIUSTI TENTATI: I Turbamenti.
Il demonio gode quando può disturba­re i buoni; uno dei principali assalti è il turbamento, cioè l’inquietudine della co­scienza. Il turbamento spirituale è come una nebbia attorno all’anima. Si procu­ri di non turbarsi mai.
Il demonio suole disturbare le anime buone con i dubbi contro la fede, per fa­re comprendere che è inutile il sacrificio e la preghiera, poiché forse Dio non esi­ste e non ci sarà un’altra vita; fa pen­sare che l’Ostia Consacrata non è Ge­sù … Non è rara questa tentazione, an­che nelle anime elette. Santa Teresa del Bambino Gesù era assalita dal demonio su questo argomento; fu costretta a scrivere il « Credo », firmarlo col proprio sangue, portarlo sul petto e rinnovare così gli atti di fede ad ogni palpito del suo cuore.
Gli assalti diabolici contro la fede si superano disprezzandoli e dicendo di tan­to in tanto: Gesù, ti amo e credo quanto tu hai rivelato. —
Gesù tentato.
Il demonio assale tutti; tentò anche Gesù Cristo. Non era possibile che Gesù peccasse; sarebbe stato un assurdo; pec­care significa offendere Dio, e Gesù, Dio-uomo, non avrebbe potuto offendere se stesso! Tuttavia Gesù Cristo permise che Satana lo tentasse, per farci com­prendere che il demonio non risparmia nessuno e per insegnarci il modo con cui vincere le tentazioni. Ecco il testo del Vangelo:
- Gesù, ripieno di Spirito Santo, si partì dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto, dove, per quaranta giorni fu tentato dal diavolo. In quei giorni non mangiò niente; ma al loro termine ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: Se tu sei il Figlio di Dio, di» a que­ste pietre che diventino pane. — E Gesù gli rispose: Sta scritto: L’uomo non vive soltanto di pane, ma di ogni parola di Dio. — Il diavolo allora lo portò sopra un alto monte e, mostrandogli in un at­timo tutti i regni della terra, gli disse: Io ti darò tutta questa potenza e la glo­ria di questi regni, perché a me sono sta­ti dati, e li dono a chi voglio. Se tu dun­que ti prostri ad adorarmi, sarà tutto tuo. — E Gesù rispose: Sta scritto: Ado­rerai il Signore Dio tuo e servirai a lui solo. — Il diavolo lo portò a Gerusalem­me e, posatolo sul pinnacolo del Tempio, gli disse: Se tu sei il Figlio di Dio, get­tati giù, perché sta scritto: Egli ha ordi­nato ai suoi Angeli di proteggerti ed essi ti sosterranno colle loro mani, affinché non urti il piede in qualche sasso. — Ma Gesù rispose: Sta scritto: Non tenterai il Signore Dio tuo. — E il diavolo, finito che ebbe di tentarlo, si allontanò da lui; dopo vennero gli Angeli a servirlo.


San Pietro e San Paolo.
Le due colonne della Chiesa Cattolica sono S. Pietro e S. Paolo. Costoro non furono risparmiati da Satana, anzi ne fu­rono un grande bersaglio.
Gesù infatti disse: Satana ha doman­dato di crivellarvi come il frumento; ma io ho pregato per te, o Pietro, affinché non venga meno la tua fede. E quan­do tu ti rimetterai, conferma i tuoi fra­telli. -
Sappiamo che S. Pietro fu tentato per mezzo di una serva e per tre volte rin­negò Gesù Cristo. Dopo se ne pentì e pianse amaramente.
S. Paolo predicava, convertiva i paga­ni, affrontava con gioia ogni tormento, ancora vivo fu trasportato a contempla­re il Paradiso sino al terzo Cielo e poté vedere la felicità che Iddio riserva a co­loro che lo amano. Con tutto ciò, non fu lasciato libero dal maligno. Il demonio lo assaliva potentemente, tanto che egli ebbe a dire: Il servo di Satana mi schiaf­feggia. Per la qual cosa continuamente ho pregato il Signore affinché si allon­tanasse. Ma il Signore mi disse: Paolo, ti basta la mia grazia, poiché la potenza divina si attua nella debolezza umana. -
Giuda Iscariota, Apostolo di Gesù, fu tentato dal demonio in modo tremendo. Avendo Satana conosciuto che egli era inclinato all’attacco al denaro, poco per volta lo convinse a tradire lo stesso Ge­sù Cristo. Dice il Santo Vangelo che do­po l’ultima Cena fatta dal Signore con gli Apostoli, Satana entrò nel cuore di Giuda. Questi rimase accecato dagli in­ganni diabolici e si presentò ai nemici di Gesù per accordarsi sul modo di conse­gnarlo a loro. Per trenta denari lo tradì. Dopo se ne pentì, ma non pensò a rimet­tersi come San Pietro, bensì si disperò ed andò ad impiccarsi.
Come si vede, Satana è potente e non teme di assalire anche le persone più sante.
Sant’Antonto Abate. Giovane ventenne, Sant’Antonio, ven­dette quanto possedeva, lo diede ai po­veri ed andò nel deserto a far penitenza. Prevedendo il demonio che egli si sareb­be santificato, cominciò a tentarlo, dap­prima in modo invisibile e poi visibil­mente.
Un giorno il demonio prese la forma di un negro bruttissimo e si gettò pian­gendo ai piedi dell’eremita. — Chi sei tu? — chiese il Santo. — Chi sono? Il demonio dell’impurità. Ho ingannato e sedotto molti Cristiani; da te però mi vedo vinto. — Si vede che sei molto de­bole! Di te non ho paura, poiché il Si­gnore mi difende sempre. — A queste parole il negro sparì.
Un’altra volta il demonio si presentò con delle verghe e batté a lungo Sant’An­tonio. Il Santo disse: Io non ti temo, o Satana, ti sfido! — Irritato il demonio, assalì la grotta dell’eremita. In un istan­te la grotta si riempì di animali di di­verse specie: leoni, orsi, serpenti, scor­pioni. Il Santo se ne stava con il cuore elevato a Dio e diceva ai demoni: Dove­te essere molto deboli e vili, poiché ve­nite in tanti contro di me solo! — Detto ciò, vide risplendere nella grotta una lu­ce celeste e quella squadra di mostri in­fernali scomparve.
In una visione Iddio fece vedere a San­t’Antonio tutto il mondo coperto di lacci e di trappole tese dal demonio. Impres­sionato, il Santo chiese a Dio: Come si possono evitare tanti inganni di Sata­na? — Iddio rispose: Antonio, con la sola virtù dell’umiltà. -
Molti altri uomini si unirono a San­t’Antonio per fare vita eremitica. Il San­to parlava spesso a costoro delle insidie del nemico delle anime e diceva: Le armi per vincere il demonio sono: la vita pura, la preghiera, il digiuno, il segno della Croce e il disprezzo delle tentazioni.


Santa Gemma.
Tra le Sante che in questo secolo han­no illuminato la Chiesa di Gesù Cristo, è da mettere Santa Gemma Galgani, ver­gine lucchese. Gesù la ricolmò di specia­lissimi favori, apparendole di continuo, istruendola nell’esercizio delle virtù e confortandola con la compagnia visibile dell’Angelo Custode.
Il demonio si rodeva di furore contro la Santa; avrebbe voluto impedire l’ope­ra di Dio; non riuscendo, tentava di di­sturbarla e d’ingannarla. Gesù preavvisò la sua Serva: Sta» in guardia, o Gemma, perché il demonio ti farà grande guer­ra. — Il demonio infatti le si presentava in forma umana. Tante volte egli la batté fortemente con un grosso bastone o con dei flagelli. Santa Gemma non di raro cadeva a terra per il dolore e, narrando il fatto al suo Direttore Spirituale, dice­va: Come batte forte quel brutto chiap­pino! Il peggio è che mi picchia sempre in un posto e mi ha prodotto una larga ferita! — Un giorno che il demonio l’a­veva conciata bene a furia di botte, la Santa pianse assai.
Narra essa nelle sue Lettere: « Dopo che il demonio partì, andai in camera; mi sembrava di morire; giacevo a terra. Gesù subito venne ad alzarmi; dopo mi prese in braccio. Che momenti! Soffri­vo … ma godevo! Come ero felice! … Non so spiegarlo! Quante carezze mi fece Gesù! … Anche mi baciò! Oh, il caro Gesù, quanto si è umiliato! Pare im­possibile. -
Il demonio, per distoglierla dalla vir­tù, finse di essere il suo Confessore ed an­dò a mettersi nel confessionale. La San­ta apriva la sua coscienza; ma si accor­se dai consigli che quel tale era il demo­nio. Invocò fortemente Gesù e il mali­gno sparì.
Più di una volta il demonio prese le sembianze di Gesù Cristo, ora flagellato ed ora messo in Croce. La Santa s’ingi­nocchiava a pregarlo; però da certe smor­fie che vedeva fare e da certe parolacce, capiva non essere quegli Gesù. Allora si rivolgeva a Dio, aspergeva un po» di Ac­qua Benedetta e subito spariva il nemico nell’anima sua. Un giorno si lamentò col Signore: Vedi, Gesù, come mi inganna il demonio? Come potrei conoscere se sei tu o è lui? — Gesù rispose: Allorché ve­di le mie sembianze, dici subito: Bene­detto Gesù e Maria! — ed io ti rispon­derò allo stesso modo. Se sarà il demo­nio, non pronunzierà il mio nome. — Di­fatti la Santa, all’apparire delle sem­bianze del Crocifisso, esclamava: Bene­detto Gesù e Maria! — Quando era il demonio a presentarsi in tale forma, la risposta era: Benedetto… — Scoperto, il diavolo spariva.
La Santa fu presa d’assalto dal demo­nio della superbia. Vide una volta attor­no al suo letto una schiera di bimbi e di bimbe, in forma di angioletti, con una candela accesa in mano; tutti s’inginoc­chiarono per adorarla. Satana avrebbe voluto farla montare in superbia; la San­ta si accorse della tentazione e chiamò in aiuto l’Angelo del Signore, il quale, emesso un leggero soffio, fece sparire tutto.
Un fatto, degno di essere conosciuto, è il seguente. Il Direttore Spirituale, Pa­dre Germano, Passionista, aveva ordina­to alla Santa di scrivere in un quaderno tutta la sua vita, sotto forma di Confes­sione generale. Ubbidiente Santa Gem­ma, sebbene con sacrificio, scrisse quan­to d’importante ricordava della vita tra­scorsa. Poiché il Padre Germano era a Roma, la Santa conservò, stando a Luc­ca, il manoscritto dentro un cassetto e lo chiuse a chiave; a tempo opportuno l’avrebbe dato al Direttore Spirituale. Prevedendo il demonio quanto bene avrebbe fatto quello scritto alle anime, lo prese e lo portò via. Quando la Santa andò a prendere il quaderno scritto, non avendolo trovato, chiese alla zia Cecilia se l’avesse preso essa; essendo negativa la risposta, la Santa capì trattarsi di uno scherzo diabolico. Infatti una notte, mentre pregava, le apparve il demonio furibondo, pronto a batterla; ma Dio quella volta non lo permise. Il brutto le disse: Guerra, guerra al tuo Direttore Spirituale! Il tuo scritto è nelle mie ma­ni! — e se ne andò. La Santa mandò una lettera al Padre Germano, che non si meravigliò dell’accaduto. Il buon Sacer­dote, stando a Roma, si recò in Chiesa per cominciare gli esorcismi contro il de­monio, in cotta e stola e con l’asperso­rio dell’Acqua Benedetta. L’Angelo Cu­stode gli si presentò sensibilmente. Il Pa­dre gli disse: Conducimi qua quella brut­ta bestia, che portò via il quaderno di Gemma! — Subito comparve davanti a P. Germano il demonio. Per mezzo degli esorcismi lo conciò per bene e poi gli or­dinò: Rimetti il quaderno là dove l’hai preso! — Il demonio dovette ubbidire e si presentò alla Santa con il quaderno in mano. — Dammi il quaderno! — dis­se Gemma. — Non te lo vorrei dare! … Ma sono costretto! — Allora il diavolo cominciò a contorcere il quaderno, bru­ciando con le mani i margini a molti fogli; si diede poi a sfogliarlo, lasciando le impronte digitali su tante pagine. Alla fine consegnò il manoscritto. Questo qua­derno oggi trovasi presso i Padri Passio­nisti a Roma, nella Casa della Postula­zione, attigua alla Chiesa dei Santi Gio­vanni e Paolo. Ai visitatori si lascia ve­dere. Lo scrivente ha potuto averlo tra le mani e leggerlo in parte. Il contenuto di questo quaderno è già pubblicato sot­to il titolo di «Autobiografia di S. Gem­ma». Vi si trovano delle pagine fotogra­fate, riportanti le impronte digitali del demonio.


L’ULTIMO ASSALTO In punto di morte.
Durante la vita noi non siamo lasciati in pace da Satana; in punto di morte gli assalti infernali s’intensificano.
D’ordinario il demonio lavora attorno ai moribondi in modo invisibile; spinge i buoni alla disperazione, portando loro innanzi le miserie commesse in vita, in­grandendole; spinge i cattivi alla be­stemmia o all’indifferenza, suggerendo che non c’è un’altra vita e che è cosa ri­dicola il confessarsi.
Alle volte il demonio si presenta visi­bilmente, per riuscire meglio nel suo scopo.


San Martino.
Era sul letto di morte San Martino. Egli aveva trascorsa la vita nell’eserci­zio della mortificazione e in opere di be­ne; non aveva da paventare il giudizio di Dio. Infatti era tranquillo. I discepoli che lo assistevano, pregavano per lui.
Il demonio volle tentarlo prima di mo­rire e gli si presentò in forma sensibile. San Martina lo guardò con occhio di di­sprezzo e poi gli disse: Perché sei venu­to, o infernale nemico? … Che cosa a­spetti? … In me non trovi niente di funesto che abbia fatto! — E mentre diceva questo, l’anima sua lasciava la ter­ra e dagli Angeli veniva portata a Dio.


Un fatto.
Nella storia dei Santi la comparsa del demonio non è rara, specialmente nella ultima ora della vita. Ma anche alle ani­me pie può accadere lo stesso.
Alcuni anni fa era in fin di vita una mia parente intima, sorella di mio pa­dre. Da bambina sino ad età avanzata aveva servito Dio nello stato di vergini­tà; frequenza quotidiana alla Santa Co­munione, opere di carità e di apostolato, formavano la sua gioia. Mancavano po­che ore per morire; era in perfetta luci­dità di mente. Invidioso Satana di que­st’anima, mandò alcuni suoi seguaci per disturbarla.
Si presentarono attorno al letto di­versi demoni, in forma paurosa. La mo­rente chiamò subito le mie sorelle, le quali accorsero; disse loro: Per carità non mi lasciate sola! Come sono brutti questi demoni! Pregate, pregate per me! -
Una delle sorelle corse a prendere l’Ac­qua Benedetta ed asperse il letto; poi mise vicino un’immagine della Madonna; l’altra sorella pregava con fede.
I demoni non poterono più resistere ed alla fine partirono. La moribonda, prese la mano di mia sorella e disse: In questo momento se ne sono andati … Come sono contenta! … Il più grande favore che voi nipoti mi abbiate potuto fare in vita è stato questo. — Dopo qual­che ora, moriva.


Nel carcere.
Il seguente fatto avvenne diversi anni or sono in Sicilia, e precisamente nella Casa Penale di Nicosia. Lo raccontò a me personalmente il Maresciallo del car­cere, testimonio oculare. Sono ancora vi­vi altri testimoni oculari.
In una cella c’era un detenuto che aveva commesso sette omicidi. L’anima dell’infelice era in disgrazia di Dio. In certe occasioni tanti carcerati si confes­savano e si comunicavano; l’indurito o­micida non voleva saperne di Sacramen­ti. Si avvicinò anche per lui la fine della vita. Una settimana prima di morire la cella del detenuto sembrò assalita dai demoni. L’omicida urlava di spavento continuamente: Che cose orribili vedo mai! Come sono brutti questi mostri! Aiuto! Aiuto! — Il Direttore del carcere ed il Maresciallo, credendo che il dete­nuto fosse in preda alla nevrastenia, lo sottoposero ad un’accurata visita medi­ca. Il dottore assicurò che l’organismo era normale e che quanto avveniva non poteva essere effetto di nervi indeboliti.
Passarono alcuni giorni in tale stato. Intanto le carni dell’omicida apparivano strane, con delle chiazze nere. Dopo una settimana di sofferenze fisiche e morali, il detenuto moriva, rifiutando gli ultimi Sacramenti.
Il cadavere fu adagiato sulla branda dentro la cella. Per qualche ora nessuno rimase nella cella, essendosi ritirati i su­periori del carcere per disporre l’occor­rente per il trasporto del cadavere.
Dopo circa un’ora, rientrarono nella cella il Direttore, il Maresciallo ed alcu­ni custodi. Quale non fu la loro meravi­glia a vedere là dentro due gattoni neri, grossi come due cani, avventati contro il cadavere dell’omicida. Con le zampe e con i denti cercavano di sventrare il morto. I presenti non sapevano spiegar­si come mai avessero potuto penetrare là dentro quelle due bestiacce, stranissime. Da dove sarebbero potuto entrare? Gri­dando e minacciando, i convenuti riu­scirono a mettere in fuga i due gattoni, i quali scapparono per la porta della cel­la. Il corridoio attiguo era custodito dai vigili; presso i diversi cancelli c’erano le guardie. Il Direttore chiese subito: Ave­te visto due grossi gatti neri, che son passati proprio adesso di qua? — Nessu­no ha visto niente! -
Le due bestiacce com’erano piombate improvvisamente nella cella dell’omici­da, così improvvisamente erano sparite. Niente di difficile che siano stati due demoni.


LA FINE DEL MONDO

All’avvicinarsi della fine del mondo, i demoni lavoreranno con maggiore inten­sità a rovina delle anime. Questo risulta dalle parole di Gesù Cristo: Allora sor­geranno falsi cristi e falsi profeti e fa­ranno tali prodigi da sedurre, se fosse posibile, anche gli eletti.-
Man mano che si avvicinerà il giorno del Giudizio Universale, le sofferenze dell’umanità aumenteranno. I dolori di quei giorni, dice Gesù, saranno tali, quali mai sono stati da che il mondo esiste. -
Satana, approfittando di ciò, manderà i suoi demoni sulla terra per spingere gli uomini alla bestemmia contro la Di­vinità, per togliere o diminuire la fede. Inoltre Satana susciterà degli uomini mal­vagi e darà loro tanta potenza da fare operare cose meravigliose. Tanti, sedotti, si allontaneranno da Gesù e seguiranno l’anticristo. Sarà quella la lotta finale. — Chi avrà perseverato, dice Gesù, sino alla fine, questi sarà salvo. 
Avvenuta la risurrezione universale, tutta l’umanità comparirà davanti a Gesù Cristo Giudice. La schiera dei buoni sarà alla destra; quella dei cattivi alla sinistra. Gli Angeli, guardando gli eletti potranno dire con gioia: Eternamente voi starete con noi in Cielo. — I demoni circonderanno i dannati e diranno: An­che voi avete perduto Dio… -
Il Giudice supremo pronunzierà l’eter­na sentenza per i buoni. Ai dannati di­rà: Andate, o maledetti, nel fuoco eter­no, preparato a Satana ed a tutti i suoi seguaci! -
Oh, come si addoloreranno quel gior­no tutti i cattivi! Come malediranno i demoni tentatori! Ma a niente gioverà questo. Dovranno dire: Ci siamo danna­ti, ma la colpa è stata nostra. Conosce­vamo che il demonio ci tentava e l’ab­biamo seguito volontariamente. In eter­no ne porteremo la pena!

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Poderosa conversione !!! Dio è Onnipotente!!!

Testimonianza vera di un uomo sposato

Ho … (tra i 30 e i 40 n.d.r) anni e posso dire che fino a 10 anni fa ero totalmente nelle mani del diavolo. Facevo un uso anche se raro di cocaina ma un uso molto frequente di droghe leggere e di alcol. Ero un ragazzo che amava il sesso e che cercava solo il sesso arrivando anche ad avere esperienze omosessuali perché volevo provare tutto, non mi piaceva perdere e addirittura una volta ero arrivato al punto di comprare un libro di magia satanica per far cadere tra la mie braccia una ragazza. Ero in un gruppo di ragazzi e per non sentirmi escluso si andava a rubare in ogni parte e addirittura anche nelle chiese. I miei genitori erano molto cattolici e io odiavo e bestemmiavo quel loro Dio che loro andavano sempre a pregare. Mi sentivo forte ma ci fu un periodo dove mi sentivo come vuoto come se mi mancasse qualcosa,provai 2 volte il suicidio. posso dire che per la prima volta mi misi in ginocchio e chiesi alla vergine Maria di trovarmi una ragazza che mi cambiasse la vita e io avrei fatto per lei tutto ciò che avrebbe voluto, dopo 2 minuti mi venne in testa di entrare in una chat telefonica e li conobbi una ragazza che col tempo arrivai ad amare. Dopo qualche mese partii per vederla e mi sono trasferito nel suo paese ospite della sorella, sentivo cose strane ma non ci pensavo fino al giorno che la sorella mi raccontò di essere posseduta; mi disse che era posseduta dal demonio lei e la ragazza che ero andato a conoscere, mi raccontò tante di quelle cose che non sto a dire perchè terrificanti e che avrei creduto di vedere solo nei film di orrore. In me entrò una paura inspiegabile e ogni volta che si manifestava qualcosa di diabolico entravo in un vortice di terrore. Satana cercò in tutti i modi di farmi andare via da quella donna e cercai una scusa per andarmene. Si susseguirono tormenti e dentro di me era in corso una battaglia, Gesù mi diceva di andare e il diavolo che mi diceva di tornare alla vita di prima. Decisi di tornare e iniziò il vero combattimento, iniziò come una purificazione dai peccati, camminavo per 20 km al giorno per vedere quella ragazza, armato di Bibbia e della corona del s. Rosario, ero senza casa e fui ospitato in una chiesa, fui tormentato notte e giorno dal diavolo ma Dio mi diede una fede e una forza che quel terrore verso satana si trasformò in coraggio da soldato di Cristo. Sono passati 10 anni da quando è iniziato tutto e con quella ragazza mi sono sposato e ho due bellissime bambine, amo la mia famiglia e ho tanti problemi e se non avessi avuto fede in Dio mi sarei tolto la vita già da tanto, ma accetto tutte le croci con un sorriso. Sono peccatore ma posso dire che ora Dio è la mia ragione di vita e darei la vita per lui!!

Secondo i maestri spirituali la desolazione e quindi certe forme di «depressione»…e quindi di accidia .. sono legate, spesso, alla nostra negligenza nell’ascoltare e attuare la parola di Dio e quindi sono legate al peccato, specie a certi peccati di particolare gravità .… 
S. Ignazio scrive .….. in «Esercizi spirituali«
[317] 1 La quarta, sulla desolazione spirituale. Chiamo desolazione tutto il contrario della terza regola, 
2 ad esempio oscurità dell’anima, turbamento in essa, mozione verso le cose basse e terrene, inquietudine da agitazioni e tentazioni diverse, 
3 che portano a sfiducia, senza speranza, senza amore, e la persona si trova tutta pigra, tiepida, triste e come separata dal suo Creatore e Signore. 
4 Come infatti la consolazione è contraria alla desolazione, alla stessa maniera i pensieri che sorgono dalla consolazione sono contrari ai pensieri che sorgono dalla desolazione. [322] 1 La nona. Tre sono le cause principali per cui ci troviamo desolati:
1 la prima è perché siamo tiepidi, pigri o negligenti nei nostri esercizi spirituali, e così per le nostre colpe la consolazione spirituale si allontana da noi; 
2 la seconda, per farci provare quanto valiamo e quanto avanziamo nel suo servizio e lode, senza tanto sostegno di consolazioni e grandi grazie. 
3 la terza, per darci vera nozione e conoscenza, affinché sentiamo intimamente che non dipende da noi procurare o conservare grande devozione, amore intenso, lacrime, né alcun’altra consolazione spirituale, ma che tutto è dono e grazia di Dio nostro Signore; 
4 e affinché non poniamo nido in casa altrui, elevando il nostro intelletto in qualche superbia o vanagloria, attribuendo a noi stessi la devozione o le altre parti della consolazione spirituale. Dio vuole portare vera e santa gioia spirituale; la desolazione e queste forme di «depressione» e di accidia vengono da satana .….
[329] 1 La prima. È proprio di Dio e dei suoi angeli nelle loro mozioni, dare vera letizia e gioia spirituale, rimuovendo ogni tristezza e turbamento che il nemico induce; 
2 del quale è proprio combattere contro tale letizia e consolazione spirituale, portando ragioni apparenti, sottigliezze e continui inganni. 
Galati 5:22 Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé;
Galati 5:23 contro queste cose non c’è legge.Come combattere questa desolazione, «depressione» e accidia ?
Rimettendoci sotto la guida dello Spirito Santo, con la frequente confessione dei peccati, con la ricezione frequente e degna dell’Eucaristia, con una seria vita di preghiera, con la pratica della direzione spirituale, con la pratica degli esercizi spirituali …inoltre .….con una seria pratica dell’esame di coscienza e con una intensa e discreta penitenza. 
S. Ignazio di Loyola nei suoi «Esercizi spirituali» afferma 
[319] 1 La sesta. Dato che nella desolazione non dobbiamo cambiare i primi propositi, giova molto cambiare intensamente se stessi contro la stessa desolazione; 
2 per esempio insistendo di più nella preghiera, meditazione, esaminandosi molto e dando maggior spazio alla penitenza in modo opportuno.

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Sabato, 08 Marzo 2014 00:00

Nascondimento e Ateismo.

Il Nascondimento e l’Ateismo

Nascondimento diabolico.

Indicativamente vorrei riportare le affermazioni di alcuni celebri personaggi riguardo all’esistenza del Diavolo:

Baudelaire: «Il capolavoro di satana è di aver fatto perdere le sue tracce e di aver convinto gli uomini che egli non esiste».

Damaso Zahringer: «Più di una volta si è detto e non senza ragione, che la prima e maggiore astuzia del Diavolo consiste nel negare se stesso e che il maggior presupposto perché possa raggiungere i suoi obiettivi sta nel far mettere in dubbio o negare la sua esistenza».

Papini: «L’ultima astuzia del Diavolo fu quella di spargere la voce della sua morte».

Gide: «Non credo nel Diavolo; ma è proprio quello che il Diavolo spera: che non si creda in lui».

Dovremmo riflettere sul fatto che molti cristiani praticanti, a differenza, non credono affatto nell’esistenza del nemico di Dio e non riescono a discernere la sua azione dietro a comuni fatti, eventi e pratiche.
Questo è l’aspetto fondamentale a cui attingono molte pagine del sito, perché se non crediamo nel Diavolo non potremo mai riconoscerne le strategie e le tecniche di mimetizzazione.

L’inversione dei valori cristiani

Se un nemico agisce di nascosto e senza attirare l’attenzione su di se, riesce più facilmente a colpire ed uccidere l’avversario. E ciò che il Diavolo attua in molte persone, è proprio una sorta di «anestesia dello spirito», con la conseguenza che la vittima non prova il minimo senso di colpa o rimorso per i propri peccati e per le cose sbagliate che compie. Proprio come in medicina, dove a seguito dell’anestesia vengono effettuate ogni sorta di operazioni senza che il paziente si accorga di nulla. Ciò non toglie il fatto che le conseguenze possono essere molto gravi se chi opera non agisce nel modo giusto.
Solo l’apertura allo Spirito Santo con le sue luci, conseguenza di una fervida vita religiosa e sacramentale, permettono di scorgere dietro ad alcune azioni ed eventi, la presenza subdola e devastatrice del Maligno, che cerca assiduamente di addormentare le coscienze per agire indisturbato.
Un corpo florido ed una vita tranquilla e gratificante hanno poco valore se si vive nel peccato, in quanto la nostra anima immortale non appartiene più a Dio (Sap 2,24, 1Gv 3,8).

In molte nostre abitudini quotidiane non riusciamo più a identificare il lato dannoso in quanto, soprattutto oggigiorno, ogni cosa sembra essere diventata lecita ed innocua. Non esistono più limiti da non superare per il nostro bene, siamo diventati noi gli unici ad avere il diritto di scegliere ciò che è bene e ciò che non lo è, senza tuttavia considerare che i nostri giudizi sono influenzati dal nostro carnale attaccamento al mondo che tende sempre verso le cose contrarie allo spirito, e dal demonio con i suoi miraggi e le sue seduzioni.
È importante non vedere satana dietro ad ogni evento, in quanto il rischio di scivolare nel fanatismo sarebbe molto concreto, ma è innegabile che in questi tempi in cui viviamo la sua azione si sia estesa ed intensificata come non è avvenuto in altri periodi.

     Il suo lavoro si sta concretizzando in più direzioni, sembra proprio concentrato nel plasmare le coscienze ed invertire i valori di vita stabili dalle leggi di Dio. In questo modo, la fase di superamento della soglia del lecito finisce per dissolversi o comunque diventa inconsistente, volubile alle nostre esigenze e aspettative. Non è così. I limiti che Dio ci ha posto sono per il nostro esclusivo bene, non per il gusto di proibirci qualcosa. Egli sa cosa è giusto e buono per noi e cosa non lo è, anche se in molti casi la nostra presunzione umana ci spinge ad affermare il contrario. Ci illudiamo di poter capire e saper giudicare molte cose, senza però considerare che siamo costantemente attaccati e messi alla prova da entità spirituali avverse che hanno, per natura, un’intelligenza molto superiore alla nostra.
Gli esempi che seguono non vogliono convincere a vedere il demonio ovunque, ma solo sensibilizzare su certi argomenti che possono magari apparire piacevoli ed innocui ma che in realtà possono essere sfruttati per plagiare la personalità ed allontanare dalle vie di Dio.

     Dietro ad un semplice programma televisivo può celarsi, ad esempio, l’inversione di valori operata dallo spirito del male, che può sfruttare apparentemente innocui balletti sensuali, per creare strane fantasie ed eccitazioni sull’uomo che con il tempo potrebbe considerare l’ideale di perfezione corporea ed il soddisfacimento della relativa brama sessuale come qualcosa per cui valga la pena lasciare famiglia e figli.
Il considerare l’adulterio come naturale conseguenza di un amore finito, rappresenterà poi solo una copertura alla propria lussuria, con discorsi che possano in qualche modo acquietare la coscienza e giustificare le proprie scelte agli occhi del mondo.

     Agli occhi di Dio, invece, ciò che non era lecito duemila anni fa, rimane non lecito pure oggi, sebbene televisione, giornali e mentalità comune, ci suggeriscano assiduamente il contrario (cfr. Es 20,14; Dt 5,18; Sap 14,24; Mt 5,2728; 5,32; 19,9; Mc 10,12; Lc 16,18).
La televisione, in particolare, spinge a praticare il sesso libero, il matrimonio è diventato solo un’appendice spesso troppo ingombrante, inutile e scomoda. La mentalità comune si adegua a ciò che il mondo stabilisce, perciò il sesso libero non diventa più un peccato grave, sebbene la parola di Dio ci ricorda il contrario. Il mondo stesso, plagiato dal demonio, ci suggerisce le giustificazioni ai nostri peccati, ed in questo caso ci risponderebbe che non c’è niente di male a «fare all’amore», dopotutto non si uccide nessuno. E l’errore sta proprio in questo, non uccidiamo in effetti nessun corpo mortale, ma uccidiamo la nostra anima immortale e quella del nostro partner (cfr. Tb 4,12; 1Cor 6,18; 10,8; 2Cor 12,21; Gal 5,1921; Ef 5,3; Col 3,5).

      Molte cose che oggi sono considerate normali non lo sono secondo la Bibbia. Considerando gli eventi secondo questa ottica, non risulta innocuo il film in cui si ride e si scherza sulle vicende di personaggi adulteri e incestuosi, e neppure quello in cui si vive un’illusorio «amore» a base di sesso sfrenato, e neanche quello in cui si pratica la Magia per aiutare gli altri e vincere il male, come pure la trasmissione che cerca di «ateizzare» ogni cosa, o il dibattito politico in cui false dottrine e principi di libertà vogliono calpestare e sostituirsi alle leggi di Dio.
Per non parlare del nome di «Gesù», bandito ed evitato come la peste in ogni trasmissione che non sia più che palesemente religiosa. Nome troppo alto, sublime e liberatore per essere accolto in mezzo a tutta l’angoscia, la noia e la spazzatura che ci fanno ingoiare ogni giorno.

     Dietro a tutto ciò si cela la sinistra regia del Maligno che abilmente occulta la sua presenza, ma che agisce, in modo più o meno diretto, per inculcare desideri, abitudini, pensieri che sono in aperta opposizione al Signore. È come un virus che si contrae senza saperlo e che finisce per crescere e proliferare dentro di noi fino a distruggerci.
Non sono i divertimenti, i sentimentalismi, le convinzioni personali ed i buonismi che interessano a Dio, ma solo che si metta in pratica la sua Parola. Ciò che non è lecito, anche se apparentemente innocuo, è destinato a distruggere coloro che lo mettono in pratica (consapevoli o no). satana stesso ha affermato tramite alcuni esorcismi, che la televisione è il suo mezzo di diffusione preferito, poiché gli appartiene quasi interamente e così può rovinare tante anime che seguono senza scrupoli i suoi insegnamenti apparentemente normali.

Il veleno nascosto dell’Occultismo

     Un’altra piaga dilagante di questi ultimi anni, è rappresentata dal vertiginoso dilagare dell’Occultismo, grazie soprattutto ai mezzi di comunicazione.
Gli strumenti utilizzati, esistenti nel mondo sociale, fanno leva su tutto ciò che è legato alle debolezze dell’uomo: le ambizioni, i desideri di affermazione, l’individualismo. Molte sono le pubblicazioni, i libri, i manuali di Magia utilizzati per scopi divulgativi e di «aggancio».
Spesso sono proprio i mezzi di comunicazione di massa che, consapevolmente o meno, effettuano procedimenti di persuasione, manipolazione e disinformazione a favore dell’azione diabolica.

     Negli ultimi dieci anni, con la diffusione della New Age, l’occulto è diventato uno dei temi preferiti per numerosi libri e riviste. Molti romanzi contengono racconti che parlano di reincarnazione, fenomeni paranormali, panteismo, Stregoneria e rituali magici. La maggior parte delle riviste pubblica carte astrologiche, oroscopi e storie del soprannaturale, e poi ci sono quelle di un certo filone musicale che danno spazio a gruppi che usano simbolismi, terminologie e più o meno esplicite incitazioni sataniche.
      In Italia, è possibile trovare con facilità librerie specializzate sui culti religiosi alternativi, sulla Stregoneria, sul paganesimo, sui fenomeni occulti, fino ad arrivare ai libri che spiegano per filo e per segno come fare un incantesimo di Magia, o una messa nera. È attestato da molti librai che il filone magico, occultistico ed esoterico è quello che maggiormente tiene banco e fa guadagnare più soldi.
La maggior parte degli adolescenti impara i primi rudimenti di Occultismo e Magia, da quei romanzi che utilizzano la Stregoneria e le scienze occulte come elemento base per le loro trame.
Si sviluppa, infatti, la convinzione che attraverso la pratica di incantesimi e magie, si possano modificare il corso degli eventi a proprio vantaggio. Questa credenza, a lungo termine, può avere degli effetti estremamente deleteri come l’adesione ad una setta. Altrettanto facilmente si iniziano ad utilizzare riviste e romanzi esoterici riguardanti le pratiche magiche, per finire ad acquistare i testi classici del Satanismo.

      La televisione è uno dei più potenti mezzi di comunicazione che non di rado trasmette filmati che parlano di Occultismo, Magia e Satanismo, rendendoli di fatto accessibili e fruibili a spettatori di tutte le età.
Le trame di questi telefilm si basano sui rituali di Magia bianca e nera, sugli incantesimi, sulle forze preternaturali, e i personaggi sono portatori di una cultura che prevede l’esistenza del politeismo e di speciali poteri psichici e personali.
    Il problema di fondo è rappresentato dal rischio di inculcare un pensiero d tipo magico, che predispone all’avvicinamento verso tutti quei culti e quelle sette gravitanti intorno all’Occultismo.
Altro caso molto diffuso è quello dalle svariate emittenti televisive in cui gli operatori praticano la Cartomanzia a coloro che telefonano, oppure usano la scrittura automatica per entrare in contatto col parente defunto. Se la regia diabolica viene smascherata in diretta, l’operatore dell’occulto risponde con frasi tipiche quali: «Siamo nel ventunesimo secolo, non possiamo ancora credere a queste favole da Medioevo, il Diavolo non esiste...». Anche in questi casi emerge chiaramente l’intelligenza del serpente antico che istruisce adeguatamente i suoi servitori.

     Pure alcuni talk show, pur di vedere aumentare gli indici di ascolto, si spingono oltre la soglia del lecito. E così, nei salotti televisivi italiani vengono invitati maghi, astrologi, guru a mostrare le loro capacità soprannaturali. Una famosa setta satanica italiana, sostiene di aver visto aumentare significativamente le proprie adesioni dopo aver partecipato ad una nota trasmissione televisiva.

Dai siti internet di alcuni celebri giochi per bambini o di ruolo, si accede direttamente a siti esoterici di vario tipo. Infatti, molti di questi giochi, apparentemente innocui, prevedono l’acquisizione di poteri soprannaturali e la pratica di rituali iniziatici e formule, che abbracciano la Magia, la Stregoneria, l’Occultismo, il Channeling, il Satanismo e il vampirismo (es. Dugeons and Dragons).
L’acquisizione della mentalità magica, anche se tramite un gioco, rischia di trasformarsi in un concreto modo di pensare e agire, magari da mettere in atto per superare gli ostacoli e le difficoltà di tutti i giorni. Il pericolo è molto più alto nel caso dei bambini e degli adolescenti, che presentano una personalità in fase di formazione.

    Un ulteriore veicolo di diffusione del Satanismo è la cosiddetta «musica satanica».
La musica satanica è di due tipi: quella che contiene messaggi espliciti e manifesti che inneggiano a satana (o che gravitano attorno ad esso) e quella che contiene messaggi nascosti. I messaggi nascosti si dividono in: quelli registrati al contrario e i messaggi bifronte.

     I primi vengono registrati al rovescio in sala di incisione, facendo girare il nastro all’indietro (backward masking process = processo di mascheramento all’indietro). Ascoltando normalmente la canzone, si percepiscono soltanto del rumore o dei suoni senza senso, invece, facendo girare il nastro a rovescio, si sentono frasi dotate di un senso logico. Anche se in alcuni casi occorre una certa fantasia per identificare questi messaggi, in altri il riferimento occulto è effettivamente chiaro e riguarda gruppi e cantautori conosciuti in tutto il mondo (AC/DC, Ozzy Osbourne, Led Zeppelin, ecc.).
Nonostante ciò, gli specialisti assicurano che la mente umana, sia a livello conscio che inconscio, non è capace di interpretare un testo al contrario, perciò cadrebbe ogni ipotesi di «lavaggio di cervello» occulto e di massa. Vista comunque la possibilità che si tratti effettivamente di qualche «invocazione satanica», è sempre meglio evitare di ascoltare tali nastri.
I messaggi bifronte, invece, sono frasi di canzoni che si possono ascoltare sia al diritto che al contrario; nella lingua italiana le parole bifronte sono chiamate palindrome e ne è un classico esempio la parola «Roma» che al rovescio si legge «amor». I messaggi nascosti nei dischi, però, non sono composti da palindromi, perché il contrario delle frasi non è letterale, ma esclusivamente vocale e dunque si possono solo ascoltare.

     È necessario prestare attenzione anche ad alcuni «corsi professionali» che vengono promossi in ambito aziendale. È il caso di alcuni seminari ideati per risvegliare e prendere coscienza del potenziale nascosto nella persona.
    Alcune importanti e conosciute organizzazioni italiane, riportano nella pagina di presentazione di questi corsi: «… è un processo che dal punto di vista di chi lo sperimenta significa sentire di avere potere … è un corso di risveglio per accedere a quell’immenso potenziale che dorme in noi e che non riusciamo sempre ad esprimere.
Senza voler fare di tutta l’erba un fascio, è piuttosto probabile che talvolta si vada ben oltre il semplice aspetto psicologico e comportamentale, fino ad arrivare a contaminare anche la sfera spirituale.
Le espressioni appena riportate ricordano infatti molto da vicino i concetti di ricerca del potere che stanno alla base delle pratiche occulte e delle filosofie di stampo orientale e New Age.
È perciò necessario muoversi in questo terreno con molta cautela e discernimento.

    Il demonio agisce ad ogni livello e categoria sociale e, sebbene non sia onnipotente e onnipresente come Dio, conosce molto bene il singolo individuo e sa cosa desideri maggiormente. Egli sfrutta la debolezza umana per ammaliare e spingere verso i piaceri sensuali e materiali, costringendo al contempo, a vivere la propria esistenza alla ricerca di quelle cose che possano sempre più soddisfare le proprie brame temporali. In realtà, si genera uno stato di insoddisfazione, vuoto ed aridità permanente, spesso accompagnato da una vita vissuta in peccato mortale, senza che la vittima possa avvedersene.
Egli è anche il regista di tutto il male esistente e presente in varie forme. Influenzando ogni singolo individuo riesce a creare scompiglio e distruzione a livello familiare, lavorativo, ricreativo, nazionale e mondiale.
Non è Dio a provocare le sciagure e le sofferenze. satana è colui che sfrutta le persone da lui manipolate e possedute per generare odii, divisioni, idolatrie, malattie, vendette, fanatismi, ingordigie, assassini ecc.
Dobbiamo contribuire tutti a smascherare questa scimmia che troppo spesso agisce nell’ombra e spinge a considerare Dio come il responsabile di tutti i problemi.
In realtà, Dio è amore assoluto, e se avessimo sempre praticato i suoi comandamenti, satana sarebbe già ridotto all’impotenza.

Per concludere la sezione vorrei citare il famoso discorso che papa Paolo VI fece nel 1972, in cui egli parla del male non in senso generico, ma riferendosi ad «un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore» e, continuando precisa: «Egli è l’insidiatore sofistico dell’equilibrio morale dell’uomo, è lui il perfido e astuto incantatore, che sa insinuarsi per via dei sensi, della fantasia, della concupiscenza, della logica utopistica, o di disordinati contatti sociali nel gioco del nostro operare, per introdurvi deviazioni altrettanto nocive quanto, all’apparenza, conformi alle nostre strutture fisiche o psichiche o alle nostre istintive, profonde aspirazioni» (cfr. Insegnamenti di Paolo VI, cit., p. 1171)

Per chi lo desidera potete scaricare a questo link il discorso di Papa Paolo VI. cliccate qui

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onte: Diosalva.net

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Mons. Luigi Negri


   

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