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Speciale SINODO sulla Famiglia 2014/15

   
Martedì, 24 Marzo 2015 00:00

Card. Sarah: difendiamo la dottrina della Famiglia.

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INTERVISTA al cardinale Sarah che sta difendendo la dottrina della famiglia. Ai suoi occhi, la visione del matrimonio che vuole imporre l’Occidente è «sconcertante».

Originario della Guinea settentrionale, il cardinale Robert Sarah, 69 anni, è stato nominato nel novembre del 2014 prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. In Vaticano, che ha solo due cardinali africani, consiglia il Papa Francesco per la preparazione del suo primo viaggio nel continente africano, che lo porterà a dicembre in Uganda e nella Repubblica Centrafricana. Fu nominato Vescovo a soli 34 anni da Papa Giovanni Paolo II , creato cardinale nel 2010 da papa Benedetto XVI, egli vuole essere il difensore della chiesa africana e dei suoi 187 milioni di seguaci.

Il divorzio, il matrimonio per tutti, le unioni libere, le famiglie ricomposte … Il concetto di famiglia è cambiata. Il Vaticano ha inviato un questionario ai cristiani di tutto il mondo per interrogarli su questi temi. La Chiesa è pronta per una maggiore apertura?
Ma la Chiesa è già aperta! I divorziati hanno un loro posto, e i loro figli anche, proprio come gli omosessuali, che devono essere accompagnati nella loro fede.

Il problema non è lì. La Chiesa dovrebbe fare di più per seguire i cambiamenti della società?
Penso spesso alla storia di Nabot che possedeva una vigna che veniva bramata dal re Acab. Nabot morì perché si era rifiutato di vendere la sua terra, ereditata dal padre e dai suoi antenati. L’ereditarietà è un tesoro da conservare anche se apparentemente non rappresenta nulla. Perché allora la Chiesa dovrebbe cambiare con il suo ingresso nel terzo millennio? Sulle questioni che lei ha citato, Dio è chiaro. Considera che la matrice della famiglia è composta da un uomo e una donna. Giovanni Paolo II ha parlato in modo inequivocabile su questo e sulla condizione dei risposati. Essi non possono ricevere la comunione.

Vi sentite parte di coloro che hanno fatto sentire la loro voce di dissenso, attaccati alla tradizione, all’ultimo Sinodo sulla famiglia …
Il Sinodo non ha autorità dottrinale, ma solo pastorale. I vescovi producono proposte al papa. Queste sono solo esortazioni. La cura dell’individuo è compito della pastorale, ma la composizione di quella cura è relativa alla dottrina. In ultima analisi, è il Papa che decide. Io sono uno di quelli — e ssamo molti — che non lascerà prevalere la pastorale sopra dottrina. La dottrina è la base senza la quale la casa crolla.

È anche un voler approfondire di più il divario tra la Chiesa e la società?
Se non siamo capaci di riconoscere la forza della dottrina, restiamo pagani. Lì fuori, nel mondo abbiamo ancora dei martiri nel nome di questa dottrina, un esempio lo sono i sacerdoti uccisi in Pakistan o i copti catturai per la loro fede. La visione del matrimonio che vogliono imporci è sconcertante. Ho viaggiato molto e sono inorridito da questa volontà di legiferare e imporre agli altri la visione del mondo occidentale. Inoltre, in Francia, si è manifestato contro questo diktat.

Come africano si vuole porre a guardiano della dottrina?
Gli africani stessi lo sono nonostante la loro povertà. Noi siamo parte della Chiesa. Noi non difendiamo l’Africa, difendiamo l’umanità. Gli ultimi Papi hanno sottolineato l’importanza dell’Africa. Benedetto XVI ha parlato di «polmone della Chiesa»; Paolo VI «la nuova patria di Cristo.» Francesco si recherà in Africa quest’anno. Personalmente, mi impegno contro il ricatto delle Nazioni Unite che vorrebbero imporre cambiamenti contro il pagamento degli aiuti.

Ma si tratta di difendere i diritti delle donne e omosessuali …
Si sta imponendo una visione della famiglia occidentale.

Le religioni, come l’Islam stanno guadagnando terreno in occidente, ma anche in Africa. La Chiesa cattolica sta perdendo. Può permettersi di rifiutare il cambiamento?
La Chiesa non perde nulla! Si è indebolita in Europa, ma ogni anno guadagna fedeli nel resto del mondo. L’Islam è in crescita anche perché offre un ideale. Esso fissa degli obiettivi. Tutta la moralità, tutti i valori cristiani vengono relativizzati. I giovani non hanno punti di riferimento, aumentano i rinvii. Non è attaccando la famiglia che si può salvare la società. Penso anzi che sia vero il contrario. La famiglia è la cellula umana più aggredita in Occidente. Pesano su di essa vincoli finanziari ed economici. Come cristiano, credo che dovremmo mettere Dio al centro della società.

Ma quale discorso politico può portare la Chiesa alla crisi del mondo?
La Chiesa non è qui per dare soluzioni politiche. La nostra lotta è con Cristo, il nostro punto di riferimento è il Vangelo. Penso che la grande crisi che stiamo attraversando sia una crisi antropologica. Al tempo di Cristo ci sono stati anche importanti problemi sociali, grandi crisi. La colonizzazione dell’Impero Romano, per esempio. Cristo non ha detto nulla al riguardo. Era contento di donare un’immagine di Dio, un rifiuto della schiavitù. Una società senza Dio, una società laica non può soddisfare i bisogni umani. Il benessere materiale non soddisfa le sue aspettative.

Ma non è proprio Papa Francesco a fare di tutto una politica?
I media hanno deciso che era un papa politico. Io non la penso così. Se guardiamo la sua carriera, si vede che si è sempre tenuto lontano da movimenti molto impegnati, come per la teologia della liberazione in Sud America. È attaccato alla pastorale. La Chiesa deve formare, guarire, educare, aprire scuole e ospedali, non consegnare messaggi politici. Il sogno della Chiesa non è quello di rendere il mondo giusto. La Chiesa deve essere capace di raccogliere, di riunire.

In Vaticano, in ogni caso, si sta portando avanti un governo di austerità.…
Si stanno intraprendendo riforme fondamentali, in particolare in campo economico. Penso che avranno successo. Condivido anche io una certa avversione per il carrierismo e la tentazione della mondanità.

Questo al Papa ha dato una popolarità incredibile …
Siamo molto felici. Anche se a volte mi dispiace che questo amore sia un po “superficiale. I devoti si affollano per vedere il Papa, per toccarlo, fotografarlo, ma i sacerdoti italiani si accorgono sempre più che le loro chiese si svuotano …

Allo stesso tempo, la curia sembra paralizzata. Si moltiplica quell’atmosfera deleteria del mettersi in «fuga»…
I dicasteri, i nostri ministeri continuano a funzionare. Non c’è paralisi. Resta ancora un degrado umano chi non è in grado di mantenere un segreto, soprattutto per un uomo di Chiesa, che ha il compito di raccogliere la confessione. Non c’è abbastanza rispetto per il Papa.

Ultima indiscrezione, Francesco avrebbe richiamato all’ordine George Pell, il segretario per l’economia …
Conosco molto bene George Pell. Le accuse sul suo stile di vita mi sembrano del tutto infondate. Io vivo altrove in una casa vicina alla sua che è stata completamente restaurata prima del suo arrivo. Le costose opere che gli sono state attribuite non sono realistiche tanto quanto le rimostranze volute da Francesco.

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Admin

Laurea in Teologia presso Facoltà Teologica di Lugano.
Dottorato in Sacra Teologia Biblica presso Pontificia Università Gregoriana.

 

   

Mons. Luigi Negri


   

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