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Speciale SINODO sulla Famiglia 2014/15

   
Sabato, 04 Aprile 2015 00:00

In 500 sacerdoti chiedono al Sinodo di dire no alla Comunione ai divorziati risposati.

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Quasi 500 i sacerdoti in Gran Bretagna che sollecitano il  sinodo a stare fermo sulla Tradizione di non dare la Comunione ai divorziati risposati.


Quasi 500 preti in Gran Bretagna hanno firmato una lettera invitandola ai partecipanti del Sinodo per la famiglia per sostenere un «annuncio chiaro e fermo» su quello che la Chiesa insegna ed ha sempre insegnato sul matrimonio.

Nella lettera, pubblicata in questa settimana da un quotidiano cattolico inglese, i preti scrivono: «Vogliamo, come sacerdoti cattolici, ri-affermare la nostra fedeltà incrollabile alle dottrine tradizionali concernente il matrimonio e il vero significato della sessualità umana, fondata sulla Parola di Dio e insegnata dal Magistero della Chiesa per due millenni.»

     Il Sinodo straordinario dello scorso anno ha provocato un acceso dibattito sulla questione se ai cattolici divorziati-risposati dovrebbe essere consentito di ricevere la Santa Comunione, una proposta presentata da alcuni tra cui il noto cardinale tedesco Walter Kasper.

    In quello che è pensato per essere un passo senza precedenti, dei sacerdoti si sono uniti insieme per sollecitare i partecipanti sinodali a resistere alla proposta. Scrivono: «Noi affermiamo l’importanza di mantenere la disciplina tradizionale della Chiesa per quanto riguarda la ricezione dei sacramenti, e che la dottrina e la pratica rimangano fermamente e inseparabilmente in armonia.»

Un firmatario, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha affermato che «è stata fatta una certa pressione per non firmare la lettera da parte di alcuni uomini di Chiesa di alto livello».

Un altro, che ha anche chiesto di non essere nominato, ha detto che la questione della comunione ai risposati è «una questione di interesse pastorale e fedeltà al Vangelo».

Egli ha detto: «La Misericordia richiede sia l’amore e la verità. C’è molto in gioco. Non tutti i preti si sentirebbero a proprio agio nell’esprimersi in una lettera aperta, ma sarei molto preoccupato se ci fossero sacerdoti in disaccordo con i sentimenti che essa contiene»

La lettera chiede la fedeltà alla dottrina cattolica, e che la pratica deve rimanere “inseparabilmente in sintonia» con la dottrina. I sacerdoti affermano che essi restano impegnati ad aiutare quelli che lottano per seguire il Vangelo in una società sempre più secolarizzata, ma implica che le coppie e le famiglie che sono rimaste fedeli vengano adeguatamente supportate o incoraggiate.»

Tra i firmatari vi sono anche importanti teologi e studiosi inglesi.

I sacerdoti concludono la lettera invitando tutti i partecipanti al prossimo Sinodo «per fare un annuncio chiaro e fermo dell’insegnamento morale immutabile della Chiesa, in modo che la confusione possa essere rimossa, e la Fede confermata.»

     Parlando recentemente in occasione della presentazione del suo nuovo libro, «Papa Francesco, rivoluzione di tenerezza e amore», il Cardinale Kasper ha detto che i cattolici dovrebbero far conoscere ai loro vescovi le loro speranze e le preoccupazioni per il Sinodo. Ma ancora più importante è che dovrebbero pregare che lo Spirito Santo guidi le deliberazioni dei vescovi.

Egli ha detto: «Dobbiamo tutti pregare per questo, perché la battaglia è in corso. Speriamo che il Sinodo sarà in grado di trovare una risposta comune, a larga maggioranza, che non sarà una rottura con la tradizione, ma una dottrina che è uno sviluppo della tradizione. «

Ecco il testo completo della lettera a cui sono seguite le firme di tutti i summenzionati sacerdoti:

«A seguito del Sinodo Straordinario dei Vescovi dello scorso Ottobre 2014 è sorta molta confusione riguardo all’insegnamento della dottrina morale cattolica. In questa situazione vogliamo, come sacerdoti cattolici, ri-affermare la nostra fedeltà incrollabile alle dottrine tradizionali riguardo al matrimonio e il vero senso della sessualità umana, fondata sulla Parola di Dio e insegnata dal Magistero della Chiesa per due millenni. Ci impegnamo nuovamente nel compito di presentare questo insegnamento in tutta la sua pienezza, mentre cerchiamo di raggiungere con la compassione del Signore coloro che fuori lottano per rispondere alle esigenze del Vangelo in un società sempre più secolarizzata. Inoltre si vuole affermare l’importanza di difendere la dottrina tradizionale della Chiesa che interessa la ricezione dei Sacramenti e che la dottrina e la pratica rimangano fermamente ed inseparabilmente in armonia. Esortiamo tutti coloro che parteciperanno al secondo Sinodo in Ottobre 2015 a fare una ferma e netta proclamazione dell’immutabile insegnamento della Chiesa in modo da rimuovere ogni confusione e confermare la Fede.»

 

Letto 1086 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Aprile 2015 20:57
Admin

Laurea in Teologia presso Facoltà Teologica di Lugano.
Dottorato in Sacra Teologia Biblica presso Pontificia Università Gregoriana.

 

   

Mons. Luigi Negri


   

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