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Speciale SINODO sulla Famiglia 2014/15

   
Sabato, 03 Ottobre 2015 00:00

Questi pastori africani vogliono mantenere l'amore di Cristo e la Verità al Sinodo.

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Dieci prelati africani si sono alzati in piedi contro un approccio pastorale alle nuove sfide per il matrimonio e la famiglia che potrebbe effettivamente modificare la dottrina della Chiesa.

Hanno redatto un testo, pubblicato da Ignatius Press, con il sottotitolo «L’Africa — La nuova patria di Cristo» con la prefazione del cardinale Francis Arinze, prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino.
     Nel libro, cardinali e vescovi provenienti dalla regione africana, affrontano i principali temi del prossimo Sinodo sulla Famiglia cercando di far luce sulle carenze dell’Istrumentum laboris (documento di lavoro) e sottolineando l’importanza della formazione dei cristiani; affrontando anche temi scottanti per la loro terra come la poligamia e i matrimoni interreligiosi.
     Soprattutto vogliono ribadire l’importanza per il loro continente di affrontare le tendenze della secolarizzazione e affermando che la Fede forte è la migliore risposta.       I collaboratori del libro sono il Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino; il Vescovo Barthélemy Adoukonou, Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura; l’Arcivescovo Denis Amuzu-Dzakpah di Lomé;il Cardinale Philippe Ouedraogo di Ouagadougou; il Cardinale Berhaneyesus Souraphiel di Addis Abeba; il Cardinale Christian Tumi, l’Arcivescovo emerito di Douala; l’Arcivescovo Antoine Ganye di Cotonou; Il cardinale Théodore-Adrien Sarr, l’Arcivescovo emerito di Dakar; l’Arcivescovo Samuel Kleda di Douala; e il Cardinale Jean-Pierre Kutwa di Abidjan.

    La prima parte del libro è costituita di due saggi del cardinal Sarah e il Vescovo Adoukonou che criticano l’istrumentum laboris dell’imminente Sinodo.
Entrambi hanno evidenziato numerose carenze presenti, a detta loro, in un «linguaggio scivoloso» e in «espressioni traditrici» dove hanno anche sottolineato il ruolo che i media hanno giocato fin dall’apertura del Sinodo.
     Secondo il cardinale Sarah, «la copertura mediatica di questo dibattito dà l’impressione che, da un lato, ci sono quelli che sono a favore della “dottrina chiusa» e, d’altra parte, coloro che sono per “apertura pastorale». »

Ma — ha sottolineato il cardinale — «in realtà, non c’è nessun partito dottrinale contrario ad un partito pastorale; invece, entrambe le parti sostengono di essere attaccati alla dottrina perenne della Chiesa e vogliono una prassi pastorale per esprimere la misericordia di Dio verso tutti … Potrebbe esserci mai qualcuno che sosterrebbe la prosecuzione di una certa prassi pastorale che, se cambiata, significherebbe ipso facto modificare la dottrina?

Il cardinale Sarah ha aggiunto che «i nuovi sviluppi nella pratica pastorale non significherebbero cambiare la dottrina, ma piuttosto permetterebbero alla Chiesa di evidenziare il cuore dell’amore di Dio in modo più evidente e accessibile.» Lui replica, tuttavia, che tali «sviluppi» sarebbero «un sorta di “misericordia» vuota, che non porta a nulla, ma permette di vedere più in profondità il male «.

Il cardinale Sarah ha anche evidenziato alcune «perplessità» sollevate dal documento di lavoro del Sinodo, in particolare quella che sembra proporre il matrimonio civile come una preparazione al matrimonio sacramentale.

Secondo il Cardinale Sarah, «la mancanza di una posizione chiara e tutta la confusione che si nota nella Synodi relatio sono segni evidenti, non solo di una profonda crisi di Fede, ma anche di una crisi altrettanto profonda nella prassi pastorale: i pastori esitano ad affermare chiaramente una direzione. »

L’Instrumentum laboris, ha detto, riflette il malessere della Chiesa in Occidente, e che sono stati la Chiesa per consentire i divorziati e risposati, a ricevere la Comunione, «perché dovremmo rifiutare i fedeli laici che era diventato poligama? Ci sarebbe anche necessario rimuovere “adulterio» dalla lista dei peccati «.

Il vescovo Adoukonou ha scritto che «la limitazione metodologica fondamentale che si osserva nel documento sta nel fatto che essa utilizza le risorse di quasi tutte le scienze umane e sociali per mettere in contesto il tema della famiglia oggi senza portare alla luce lo sfondo più importante, vale a dire, le scelte storiche che hanno portato a questo disastro.»

E ha aggiunto: «Per il bene di attirare le persone, non mettiamoci in situazioni che potrebbero compromettere i nostri valori, sotto l’illusione di essere aperti al mondo in quel modo.»

L’arcivescovo ritiene «inaccettabile» l’idea, contenuta nel documento di lavoro del Sinodo , secondo cui: «Il Vangelo in sé è un peso da cui la Chiesa, per pietà, dovrebbe sforzarsi di alleviare ai nostri poveri contemporanei» si spinge fino a suggerire che una sezione del documento «contiene elementi che sono altamente discutibili e persino in contraddizione con la dottrina cattolica».

Ma la vera, logica finale del libro è quello di impostare il nucleo delle famiglie che vogliono vivere pienamente la loro vocazione come famiglie cristiane.

«Le belle famiglie cristiane che eroicamente vivono i valori esigenti del Vangelo sono oggi le vere periferie del nostro mondo in questa nostra società che sta attraversando la vita come se Dio non esistesse», ha affermato il cardinale Sarah.

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Admin

Laurea in Teologia presso Facoltà Teologica di Lugano.
Dottorato in Sacra Teologia Biblica presso Pontificia Università Gregoriana.

 

   

Mons. Luigi Negri


   

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