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Lunedì, 30 Marzo 2015 00:00

Preghiera nella settimana Santa

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Nella Settimana santa la Chiesa celebra i misteri della salvezza portati a compimento da Cristo negli ultimi giorni della sua vita, a cominciare dal suo ingresso messianico in Gerusalemme.
Il tempo quaresimale continua fino al Giovedì santo. Dalla Messa vespertina “nella Cena del Signore” inizia il Triduo pasquale, che continua il Venerdì santo “nella Passione del Signore” e il Sabato santo ha il
suo centro nella Veglia pasquale e termina ai Vespri della domenica di Risurrezione. Le ferie della Settimana santa, dal lunedì al giovedì incluso, hanno la precedenza su tutte le altre celebrazioni.
E’ opportuno che in questi giorni non si celebri né il Battesimo né la Cresima. (Paschalis Sollemnitatis n. 27)

La Settimana santa ha inizio la domenica delle Palme “della Passione del Signore” che unisce insieme il trionfo regale di Cristo e l’annunzio della Passione. Fin dall’antichità si commemora l’ingresso del Signore
in Gerusalemme con la solenne processione, con cui i cristiani celebrano questo evento, imitando le acclamazioni e i gesti dei fanciulli ebrei, andati incontro al Signore al canto dell’”Osanna”.
I fedeli partecipano a questa processione portando rami di palma o di altri alberi. Il sacerdote e i ministri precedono il popolo portando anch’essi le palme. La benedizione delle palme o dei rami si fa per portarli in processione. Conservate nelle case, le palme richiamano alla mente dei fedeli la vittoria di Cristo celebrata con la stessa processione. La secondo forma di commemorazione è l’ingresso solenne, quando
non può farsi la processione fuori della chiesa. La terza forma è l’ingresso semplice che si fa in tutte le Messe della domenica, in cui non si svolge l’ingresso solenne.

LUNEDI» SANTO

     Il lunedì siamo condotti a Betania, sei giorni prima della Pasqua. Il racconto è in Giovanni (12,111): in casa di amici, ha luogo un banchetto. Marta serve, Lazzaro, che Gesù ha risuscitato, è uno dei commensali; Maria, presa una libbra di nardo puro, cosparge e lava i piedi di Gesù con il profumo che si spande e riempie tutta la casa. Il momento è densamente significativo: alcuni si scandalizzano ma Gesù gradisce molto il gesto d’amore folle della donna: in realtà, quel profumo è per la sua sepoltura. Quando, infatti, egli morirà e sarà sepolto, poiché gli amici non avranno il tempo per tergere il suo corpo e profumarlo come avrebbero voluto, il solo profumo che rimane è quello di Betania. Esso resta anche come segno della dedizione e consegna di Maria al Maestro, come se lei stessa fosse divenuta il profumo di Gesù. La sola unzione che Gesù ha ricevuto in vista della morte, è questa. In questo lunedì leggiamo il primo Canto del Servo del Signore (Is 42,17).

Quali garanzie vorresti Tu dal mio amore per te?
     I giorni di questa settimana, cominciata con la Domenica delle Palme, vengono indicati con l’appellativo di «santi». Si vuole esprimere un sentimento di particolare fedeltà verso Dio, il solo santo, e si vuole anche invitare a vivere la «conformità» a Cristo Gesù con un’attenzione di grande imitazione e di totale dedizione. Ci piace oggi avvicinarci a lui e contemplarlo nel suo silenzio. È impressionante il silenzio o, meglio, la solitudine in cui visse Gesù durante tutta la sua vita sulla terra. Tutti accorrevano da lui e molti lo applaudivano. Ma lui sapeva bene che lo facevano per interesse. Avevano sempre qualcosa da chiedergli non da dargli. Quando scendeva la sera e tutti tornavano a casa, lui restava solo, sul monte o nel giardino o nel deserto. Gli altri, anche i discepoli, dormivano o litigavano pretendendo, spesso, posti d’onore. Ci impressiona il «silenzio odierno» di Gesù. Il «silenzio» a cui viene condannato da quanti che, pur avendo ricevuto da lui il compito di evangelizzatori, parlano di tante cose e non di lui e se parlano di lui lo fanno spesso da saccenti, da grandi professori. Ci sembra che Gesù nel suo silenzio ripeta: «Questo popolo mi adora con le labbra». Gesù taceva. Tacque quando lo condannarono. Tacque quando lo lasciarono solo. Tace oggi, non perché non ama ma perché rimane sempre il «servo», colui che annunzia la sua legge al mondo, ma non viene creduto né amato. Per quel Servo, chiamato Gesù, non ci fu posto nell’albergo, e non ce ne sarà mai finché gli uomini non cacceranno dalla loro casa-santuario tutti i profanatori, i venditori di futilità. Quali dolci e profondi colloqui avevi Gesù con Maria, la Madre tua piena di grazia?
Aiutami, Signore, a rimuovere la pietra sepolcrale che ostruisce la mia casa perché tu possa entrare in me.

Signore, pietà. Signore, pietà

Cristo, pietà. Cristo, pietà

Signore, pietà. Signore, pietà

Cristo, ascoltaci. Cristo, ascoltaci

Cristo, esaudiscici. Cristo, esaudiscici

Padre del cielo, che sei Dio. Abbi pietà di noi

Figlio, Redentore del Mondo, che sei Dio. Abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio. Abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio, Abbi pietà di noi

O Dio clemente, che manifesti la Tua onnipotenza e la Tua bontà
abbi pietà di noi

O Dio, che pazientemente aspetti il peccatore
abbi pietà di noi

O Dio, che affettuosamente lo inviti a pentirsi
abbi pietà di noi

O Dio, che tanto gioisci del suo ritorno a Te
abbi pietà di noi

Di ogni peccato
mi pento di cuore, o mio Dio

Di ogni peccato in pensieri e parole
mi pento di cuore, o mio Dio

Di ogni peccato in opere ed omissioni
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Di ogni peccato commesso contro la carità
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Per ogni rancore nascosto nel mio cuore
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Per non aver accolto il povero
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Per non aver visitato l’ammalato ed il bisognoso
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Per non aver cercato la Tua Volontà
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Per non aver perdonato volentieri
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Per ogni forma d’orgoglio e di vanità
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Della mia prepotenza e di ogni forma di violenza
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

D’aver dimenticato il Tuo amore per me
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Di aver offeso il Tuo Amore infinito
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

Perchè ho ceduto alla menzogna e all’ingiustizia
mi pento di tutto cuore, o mio Dio

O Padre, guarda il tuo Figlio morto in croce per me:
è in Lui, con Lui e per Lui che ti presento il mio cuore, pentito di averti offeso e pieno di ardente desiderio di amarti, di meglio servirti, di fuggire il peccato e di evitarne tutte le occasioni. Non rigettare un cuore contrito ed umiliato; ed io spero, con viva fiducia di essere esaudito.

PREGHIAMO:
Manda su noi, Signore, il Tuo Santo Spirito, che purifichi con la penitenza i nostri cuori, e ci trasformi in sacrificio a Te gradito; nella gioia di una vita nuova loderemo sempre il Tuo Nome santo e misericordioso. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Letto 813 volte Ultima modifica il Lunedì, 30 Marzo 2015 17:52
Admin

Laurea in Teologia presso Facoltà Teologica di Lugano.
Dottorato in Sacra Teologia Biblica presso Pontificia Università Gregoriana.

 

   

Mons. Luigi Negri


   

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