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Giovedì, 08 Gennaio 2015 00:00

Medjugorie.

Vorrei tanto capire perché taluni «cattolici» hanno parole dure, anzi durissime verso i «pellegrini» che si recano a Medjiugorje.!!…La Chiesa è sempre stata, giustamente, molto prudente di fronte alle presunte o vere apparizioni mariane, fa i suoi dovuti accertamenti come è giusto che sia, ma veramente i giudizi di certi cattolici mi hanno lasciato perplessa! Io non sono una frequentatrice di Santuari in genere però mi chiedo sempre cosa spinge le persone ad intraprendere un viaggio, il più delle volte molto faticoso, pieno di sacrifici…!Noi siamo cattolici e non possiamo giudicare le manifestazioni di pietà popolare, non possiamo arricciare il naso…non possiamo giudicare le forme devozionali come se fossero intrise di superstizione..noi siamo consapevoli che la frontiera tra religione e superstizione è difficile da tracciare poiché ogni atto religioso diventa superstizioso agli occhi di chi lo guarda senza condividerne il significato profondo. Sono i potestanti che giudicano ogni atto separatamente dallo spirito che lo anima e quindi lo vedono come qualcosa di troppo, di più e cioè, superstizioso. J. Guitton afferma: «si chiama superstizione la forma di religione o di culto che non si condivide. In tal senso, un protestante davanti a una processione del santo Saramento avrebbe l’impressione di un culto superstizioso». Se è vero che la fede è adesione a certe verità che non sono evidenti poiché superano la ragione e sono aspetti molteplici di un’unica Verità, cioè Dio, il suo Essere, la Rivelazione del Verbo fatto carne e tutto ciò che crede la santa Chiesa, è pur vero che la fede bisogna incarnarla nella vita per renderla concreta, quotidiana, soccorrevole, efficace e costante. Le devozioni allora permettono di avere una prospettiva sulla fede tale da renderla più assimilabile, sono un mezzo efficace per comprendere l’oggetto della fede stessa. Esse sono lo sforzo del cuore umano per unificare la vita spirituale intorno a una idea forza che la arricchisce e la completa. «Pellegrinaggio» vuol dire «andare per agros», per i campi, cioè fuori della città abituale di vita e dunque in una situazione transitoria. Nel contesto neotestamentario questa condizione è quella del fedele cristiano che è «pellegrino» su questa terra in cammino verso la patria celeste. I Pellegrini di Medjugorjie vanno a venerare la Madonna. Anche la vita di Maria è stata un “pellegrinaggio”, anche Lei, cioè, scoprì poco alla volta il “mistero” di Gesù Cristo con quell’atteggiamento che solo i poveri del Signore hanno: con l’abbandono alla volontà di Dio, con umiltà, disponibilità e fiducia. Con questo atteggiamento d’animo, Maria percorreva la via della fede, proprio come noi. Maria ci insegna a progredire nella fede nel vivere quotidiano, consapevoli che gli avvenimenti hanno un significato, una meta che è Dio Padre che in Gesù Cristo, per opera dello Spirito Santo, si è fatto incontro agli uomini incarnandosi nel seno della Vergine Maria ed è sempre presente, ogni giorno, nella vita della Chiesa. A Maria Gesù affida la sua Chiesa e l’intera umanità. Ai piedi della croce accetta Giovanni come figlio e chiede, insieme con Gesù, il perdono al Padre per coloro che non sanno quello che fanno. Maria, docile all’azione dello Spirito Santo, sperimenta la ricchezza e l’universalità dell’amore del Padre che la fa capace di abbracciare l’intero genere umano. In tal modo è resa Madre di tutti noi, Madre che ci ottiene la misericordia divina. Accogliendo e meditando nel suo cuore avvenimenti che non sempre sono evidenti (cfr Lc 2,19), diventa modello di tutti coloro che ascoltano la Parola di Dio e la osservano. Maria merita il titolo di «Sede della Sapienza» e questa Sapienza è Gesù stesso, il Verbo eterno di Dio che rivela e compie pienamente la volontà del Padre (cfr. Eb 10,510). Maria invita ciascuno di noi ad accogliere questa Sapienza. Anche a noi Ella rivolge le parole «Fate quello che egli vi dirà» (Gv 2,5).
Allora credo che dobbiamo umilmente meditare nel nostro cuore, non giudicare i comportamenti dei pellegrini che magari, come ha detto qualcuno, vanno a Medjugorie ma non vanno in Chiesa..cerchiamo di cogliere il significato di quel pellegrinaggio e, come pellegrini su questa terra, possiamo con fiducia guardare una sola meta: la Trinità; avere una sola via: Gesù Cristo; un solo movente: l’Amore; e come stella: Maria.


Pubblicato in Attualità
Venerdì, 28 Novembre 2014 00:00

Le meraviglie della Medaglia Miracolosa.

Chiunque si rechi a Parigi ha la possibilità di visitare la cappella della Medaglia miracolosa, al numero 140 rue du Bac, dove nel 1830 la Beata Vergine Maria apparve più volte ad una umile suora, poi elevata agli altari, Caterina Labouré.

Da queste apparizioni ha origine la Medaglia miracolosa, così detta non solo per la sua origine celeste, ma per i suoi straordinari effetti sulle anime e sulla società. Caterina era una giovane novizia di ventiquattro anni, di umili natali, che aveva coronato da pochi mesi il suo ardente desiderio di entrare nelle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli.

La prima apparizione della Madonna avvenne il 18 luglio 1830, quando ella fu invitata da un angelo a seguirla nella cappella e vide la Santissima Vergine sedersi sui gradini dell’altare, dal lato del Vangelo, in una seggiola, che ancor oggi è esposta alla venerazione dei fedeli. La giovane si gettò ai piedi della Madonna, poggiando le mani sulle sue ginocchia. «Quello – ricorda la santa – fu il momento più dolce della mia vita. Mi è impossibile esprimere tutto ciò che provai». «Figlia mia – le disse la Madonna – il buon Dio vuole affidarti una missione. I tempi sono molto tristi, sciagure stanno per colpire la Francia; il trono sarà rovesciato, il mondo intero sarà sconvolto da disgrazie di ogni specie… La S. Vergine aveva l’aria molto afflitta dicendo questo, ma (continuò): Venite ai piedi di quest’altare; qui le grazie saranno sparse su tutte le persone che le domanderanno con fiducia e fervore, saranno sparse sui grandi e sui piccoli».

La grande missione fu rivelata a Caterina nella seconda apparizione, il 27 novembre 1830. La giovane vide formarsi attorno alla Santa Vergine «un quadro un poco ovale in cui stavano in alto queste parole: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a voi, scritte in lettere d’oro. Allora si fece sentire una voce che mi disse: “Fate, fate coniare una medaglia secondo questo modello. Tutte le persone che la useranno riceveranno grandi grazie, portandola al collo. Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”. Immediatamente il quadro mi è sembrato voltarsi e ho veduto il rovescio della medaglia».

Sul retro del quadro la suora scorse «il monogramma della Santa Vergine, composto dalla lettera M sormontata da una croce, con una sbarra alla sua base, e, al di sotto della suddetta lettera M, i due cuori di Gesù e di Maria, che distinse perché uno era circondato da una corona di spine, e l’altro era trafitto da una spada».

Nei mesi e negli anni seguenti le sciagure previste dalla Madonna cominciarono a realizzarsi con la caduta della monarchia di Carlo X, sostituita da quella “liberale” di Luigi Filippo. I primi esemplari della medaglia furono coniati e diffusi con l’approvazione dell’arcivescovo di Parigi. Le grazie e i miracoli moltiplicarono le richieste e la parrocchia di Notre-Dame des Victoires, divenne un centro di straordinaria propagazione della devozione.

Il mondo e le stesse consorelle di Rue du Bac ignoravano però il nome della suora che aveva ricevuto le apparizioni: 46 anni di silenzio, di nascondimento, di preghiera attendevano Caterina, che morì a Parigi il 31 dicembre 1876. Lei che aveva visto almeno sei volte la Vergine, che aveva assistito alla prodigiosa diffusione della Medaglia in tutto il mondo, ed ai miracoli di cui era stata strumento; lei che tante volte aveva sentito parlare dagli altri delle rivelazioni della Madonna a una sconosciuta novizia, restò sempre impassibile e mai tradì il suo segreto, né con le compagne, né con le superiore, né con la sua famiglia.

Il frutto più strepitoso della nuova devozione fu la conversione dell’ebreo Alfonso Ratisbonne, a cui la Madonna della Medaglia miracolosa apparve il 20 gennaio 1842, nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte a Roma. Una lapide posta in uno dei pilastri della cappella dell’apparizione, dove ancora oggi si venera la «Madonna del Miracolo», così ricorda l’avvenimento: «Il 20 gennaio 1842, Alfonso Ratisbonne venne qui ebreo indurito. La Vergine gli apparve come tu la vedi. Cadde ebreo si rialzò cristiano. Straniero: porta con te questo prezioso ricordo della misericordia di Dio e del potere della SS. Vergine».

La notizia dello straordinario miracolo infiammò la devozione popolare verso la Medaglia miracolosa e contribuì ad affrettare la proclamazione del dogma dell’Immacolata da parte di Pio IX, l’8 dicembre 1854. Leone XIII, fatta esaminare ogni circostanza sui fatti di rue du Bac, nel 1880, in occasione del cinquantenario delle apparizioni, dichiarò autentica la miracolosa conversione del Ratisbonne e concesse la festa della Medaglia, al 27 novembre di ogni anno, con rito di seconda classe.

Caterina Labouré fu beatificata da Pio XI il 28 maggio 1933 e canonizzata da Pio XII il 27 luglio 1947; le sue reliquie riposano nella cappella in cui ebbe le apparizioni. Pio XI, il 19 luglio 1931, in occasione del processo di beatificazione di Caterina Labouré, accennando ai mali che affliggevano la Chiesa, disse: «In questi giorni risplende la Medaglia miracolosa, come per richiamarci in modo visibile e tangibile che alla preghiera tutto è permesso, anche i miracoli, e soprattutto i miracoli. In ciò sta la specialità magnifica della Medaglia miracolosa, e noi abbiamo bisogno di miracoli. è già un gran miracolo che i ciechi vedano… ma vi è un altro miracolo che dobbiamo domandare a Maria Regina della Medaglia, ed è che vedano quelli che non vogliono vedere…».

Tra i tanti santi devoti della Medaglia miracolosa, fu il giovane Massimiliano Kolbe, che il 20 gennaio 1917, settantacinquesimo anniversario dell’apparizione, nell’ascoltare la rievocazione della conversione del Ratisbonne, nella Chiesa di sant’Andrea delle Fratte, concepì l’istituzione della sua Milizia dell’Immacolata, col fine di «cercare la conversione dei peccatori, eretici, scismatici, giudei ecc., e specialmente dei massoni; e la santificazione di tutti sotto il patrocinio e mediante la B.V.M. Immacolata».

La Medaglia miracolosa ci propone una ricca simbologia. Da una parte è raffigurata la Vergine Maria, dalle cui mani piovono raggi sul mondo, ricordandoci il ruolo che Ella ha di Mediatrice di tutte le grazie; sul retro c’è il monogramma mariano, intrecciato con una Croce e circondato da 12 stelle. La Croce che sovrasta la M di Maria ricorda la Croce che nel labaro di Costantino era sostenuta dai vessilli delle legioni romane e, come in quel caso, è simbolo di battaglia e di vittoria. Davanti al nome di Maria, come di fronte a quello di Gesù, piegano le ginocchia i cieli, la terra e gli abissi.

I due Cuori di Gesù e di Maria alla base della lettera M ricordano a sua volta l’indissolubile legame che lega i due Cuori, che ne formano uno solo, al quale è legata la salvezza e la rigenerazione del mondo. Le 12 stelle sono quello che circondano la fronte della donna dell’Apocalisse, figura della Chiesa, ma anche figura di Maria, che della Chiesa è Madre e Regina. La Medaglia miracolosa, portata con fiducia da tanti cattolici in tutto il mondo, continua ancora oggi la sua silenziosa ma portentosa missione.

Essa va disseminata ovunque, nei fondamenti della case, sulle vette dei monti, nelle profondità dei mari e soprattutto va portata al collo, affinché tutto e tutti siano sotto la protezione continua e infallibile di Maria Santissima. L’ultimo grande miracolo che i fedeli le chiedono insistentemente è la dissipazione degli errori e delle tenebre morali in cui è immerso il mondo moderno. La potenza e la misericordia della Madonna non ha limiti, come ci dimostra la miracolosa conversione di Alfonso Ratisbonne, che ai suoi piedi «cadde ebreo e si rialzò cristiano».

Fonte: Roberto De Mattei

Pubblicato in Sana Dottrina
Bella testimonianza di conversione . Lode a Dio !! Don Tullio buongiorno,… seguo molto la sua pagina (apologetica) mi sta facendo capire tantissime cose.. Due anni fa mi sono allontanata dalla chiesa cattolica per tanti motivi..sono stata protestante per due anni attaccando la chiesa cattolica per ogni singola cosa… avevo il terrore dell’idolatria.. non riuscivo più a tenere S.Rosario tra le mani… pensavo che il mio timore era giusto e che Dio odiava queste pratiche… Ho sempre avuto una grande fede verso Gesù un pò meno per la sua Mamma ma c’è stato un periodo della mia vita in cui ho pregato tantissimo il S.Rosario.. i frutti erano di pace, le tentazioni c’erano ma ero in grazia di Dio… Frequentavo molto la chiesa cattolica, sono cresciuta li,ho fatto un cammino nelle cellule di evangelizzazione per piu di 14 anni… l’adorazione eucaristica, il S.Rosario,la confessione, il ricevere Gesù quasi tutti i giorni , la messa erano diventate il mio cibo quotidiano.Ricordo la pace che avevo.…. Quando sono stata protestante avevo cancellato questo passo importante della mia vita… sono stata una ragazza che ha voluto sempre capire… mi facevo molte domande…Leggevo molto la parola di Dio e vedevo alcune cose che non mi quadravano nella chiesa cattolica… mi dicevo chi fosse la Madonna?e del perche nella parola di Dio non era citato questo nome… mi chiedevo il perche il secondo comandamento non fosse scritto anche nei comandamenti della chiesa cattolica… e forse anche per questo mi sono anche allontanata.… Gesù l’ho sempre amato…Ho pregato Dio di farmi capire qual’era la mia strada…mi sono fatta molte domande.… ma nel mio cuore sentivo che dovevo rientrare nella chiesa cattolica… ho fatto un atto di fede… Ho detto a Gesù, ok io non capisco, però mi fido di te!!! mi sono confessata, ho ricevuto Gesù… sono riuscita a prendere la coroncina del Santo Rosario e pregare la mamma Santissima…IO NON RIUSCIVO A PREGARE PIU LA MADONNANON RIUSCIVO A PRENDERE LA CORONCINA TRA LE MANI… quando sentivo l’ave Maria io scappavo!!!! posso dire che il Signore sta compiendo ed ha compiuto meraviglie nella mia vita… lo ringrazio perche ancora una volta mi ha strappato dalla morte.….ci tengo a precisare che io non riuscivo a tenere la coroncina nella mani… Dio mi ha liberata… vivevo nelle tenebre senza rendermene conto… la storia è un pò lunga… ma ci tenevo a dare la mia testimonianza… Dio la benedica
   

Mons. Luigi Negri


   

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