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Per citazione
(es. Mt 28,120):
Per parola:
   

La carità va distinta dalla passione dell’amore.
 

La carità è una virtù teologale, la più importante, essa viene spesso indicata con il termine amore ma poiché l’amore èanche una passione occorre distinguere con precisione l’amore-carità dall’amore-passione … L’amore-carità è una virtù, dunque una qualità, teologale, è una virtù soprannaturale infusa da Dio in noi che contiene in sé l’odio al peccato e il proposito di non peccare almeno gravemente, essa ci muove verso il Cielo, verso il Bene immateriale che è Dio, ha per soggetto la volontà e implica l’inabitazione trinitaria della nostra anima, per la carità siamo templi dello Spirito Santo. L’amore-passione è una passione, è una energia che può essere incanalata verso il bene o verso il male, più precisamente essa è un movimento dell’appetito sensitivo sorto dall’apprensione del bene o del male sensibile con una ripercussione più o meno intensa sull’organismo, dunque non è una virtù, essa dunque non è una realtà soprannaturale infusa da Dio; se non sono educate bene le passioni ci ostacolano sul cammino della salvezza perché ci spingono al bene sensibile e non al compimento della volontà di Dio né a Dio, la passione in quanto non educata e incanalata al bene spinge al peccato e si oppone alla carità. Per sé stessa la passione dell’amore non implica l’inabitazione di Dio in noi, né è legata alla grazia santificante. La vita di grazia ci porta a combattere contro la passione dell’amore in quanto quest’ultima ci spinge a fare ciò che Dio non vuole, la vita di grazia ci porta a incanalare la passione dell’amore per usarla come strumento al servizio della vita secondo Dio. In Cristo le passioni erano ordinate al servizio della sua santità e non si opponevano ad essa. La Scrittura usa i termini che in italiano traduciamo con amore e con il verbo amare per parlare della carità perché nella vita soprannaturale si realizza in noi, per la inabitazione trinitaria e quindi per la presenza di Dio in noi, qualcosa di simile a quello che accade nella nostra vita passionale, cioè come l’amore-passione ci spinge verso il bene materiale e l’odio-passione ci allontana dal male materiale, così Dio, per la grazia e per la carità, ci muove verso il bene , verso la santità, verso Lui stesso e ci allontana e ci oppone al peccato … l’inabitazione di Dio in noi per la grazia fa che in noi vi sia attrazione al vero bene e ripulsa del peccato, in modo simile a ciò che accade in noi per le passioni che appunto ci attraggono al bene materiale e ci allontanano dal male materiale … Dio attraverso la carità ci attrae alla santità e ci allontana dal peccato mentre le passioni per sé stesse ci attirano al bene materiale e non al bene immateriale, che è Dio, e ci allontanano dal male materiale e non dal peccato. Dio nella s. Scrittura usa i termini che traduciamo in italiano con amore e con il verbo ad esso collegato per elevarci, attraverso l’analogia, alla carità, cioè alla vita divina in noi. (Le indicazioni qui presentate sono tratte, per la parte relative alle passioni, da A. Royo Marin «Teologia della perfezione cristiana» ed. Paoline, Cinisello Balsamo (Milano) 1987, pag. 464 ss., , si vedano le parti riguardanti alla virtù della carità e alle passioni, ma possiamo trovare le stesse indicazioni in importanti manuali di teologia morale, come Merkelbach, Prummer etc.)

Pubblicato in Teologia Morale

Amoris Laetitia: Risposta al documento dei vescovi argentini approvato da Papa Francesco.

Potete leggere l’intero documento direttamente da questa pagina oppure scaricarlo in fondo all’articolo dove è scritto download allegati .

 
Pubblicato in Sana Dottrina

Il testo che potete scaricare in fondo alla pagina è un vero e proprio libro, scritto dal sacerdote e teologo morale Don Tullio Rotondo che tratta in modo ampio ed autorevole della castità e di tutte le situazioni ad essa connessa con precisi riferimenti tanto alla Sacra Scrittura quanto agli scritti dei Santi.

Ecco lo stralcio iniziale:

E’ a tutti nota l’indecenza e l’immoralitá che ci circonda, il peccato di lussuria non solo è compiuto da moltissimi, ma sopratutto è lodato e ritenuto cosa normale da moltissimi uomini di cultura (falsa). Indicativo a questo riguardo è stato il caso di un testo fatto circolare dal Ministero della Sanità nelle scuole e inerente la prevenzione dall’Aids. Avendo questo testo affermato con chiarezza che la prevenzione migliore è l’eliminazione dei rapporti pre-matrimoniali ed extra matrimoniali e avendo fatto alcune giuste affermazioni per scoraggiare la lussuria tra i giovani, si è vista piombare contro l’ira e la riprovazione di vari personaggi del mondo della cultura e della politica evidentemente convinti che la castità non è cosa buona o, meglio, evidentemente del tutto fuori strada a livello teologico, filosofico e in particolare a livello morale. Si consideri che nel mondo, si compiono dai 46 ai 100 milioni di aborti ogni anno, e che dalle statistiche in particolare di alcuni paesi risulta che la grandissima percentuale di coloro che si sottopongono a questo intervento criminale sono donne non sposate, cioè evidentemente in grandissima parte persone che hanno avuto rapporti sessuali evidentemente peccaminosi. Si consideri inoltre la terribile piaga della prostituzione che evidentemente si radica sulla sabbia della lussuria e del peccato impuro, si vedano a riguardo i terribili dati inerenti la schiavitù o lo sfruttamento sessuale. Si consideri ancora quello che i mass-media veicolano nelle nostre case per quanto riguarda immagini provocanti al peccato impuro, parole, notizie o racconti atti a muovere l’uomo o la donna verso la ricerca del piacere sessuale, verso l’avventura con il principe o la principessa azzurri di turno.
     Occorre aprire gli occhi e rendersi conto che ci troviamo nelle spire di una falsa cultura che spinge verso questi peccati con grande forza, e questa falsa cultura oltre che da pessimi filosofi (Nietzsche, De Sade etc.) e da pensatori di vario genere, è alimentata da potenti forze economiche, infatti si è creato un mercato più o meno sommerso di straordinaria grandezza (giornali, video, libri, articoli vari, abbigliamento, farmaci, operazioni abortive, turismo etc.) che ruota intorno a questo peccato grave. 

Si consideri anche la moda indecente (minigonne, abiti attillatissimi, vestiti scollatissimi che lasciano nudi il ventre e la schiena) che particolarmente in estate orna tante persone, evidentemente poco avvedute.
L’uomo, preso nelle dimensioni che più lo avvicinano agli animali e spinto al piacere e specialmente al piacere della gola e del sesso, diventa una eccellente fonte di denaro per coloro che in questi campi speculano senza scrupoli.

Dunque potenti interessi economici e perciò potenti organizzazioni a carattere internazionale stanno dietro tutte le sollecitazioni che continuamente ci vengono dai vari mass-media e che tendono a spingerci al piacere impuro. Chiaro che dietro questi personaggi pur potenti c’è la forza del demonio, “principe di questo mondo” il quale, come afferma molto bene s. Ignazio di Loyola nei suoi esercizi spirituali, opera attraverso i suoi ministri cioè anche attraverso gli uomini per portare l’umanità al male e al peccato, particolarmente al peccato di lussuria perchè su questo lato la persona umana, in seguito al peccato originale, è particolarmente debole.
A questa valanga di immoralità e di peccato che travolge particolarmente i giovani e li trascina spesso lontano da Dio, in un vuoto di senso della vita, noi cattolici dobbiamo opporre una azione anch’essa potente, potente della forza di Dio, una azione che sia illuminata dalla santa dottrina di Cristo e dalla luce della Eucaristia e della Divina Parola.
     Occorre rendersi pienamente conto del male immenso che è il peccato di lussuria davanti a Dio, occorre rendersi conto della bellezza della castitá, occorre rendersi conto dei premi riservati alla castitá e dei castighi terribili che la lussuria porta con sè, e agire seriamente per distruggere in noi e negli altri questo peccato. Qualcuno, evidentemente poco addentrato nella S. Teologia potrà ritenere eccessive queste mie parole sui castighi che Dio infligge, per queste persone aggiungo questo testo di Paolo VI , Papa, tratto dalla “Indulgentiarum doctrina”al n. 2: «È dottrina divinamente rivelata che i peccati comportino pene inflitte dalla santità e giustizia di Dio, da scontarsi sia in questa terra, con i dolori, le miserie e le calamità di questa vita e soprattutto con la morte, sia nell’aldilà anche con il fuoco e i tormenti o con le pene purificatrici. Perciò i fedeli furono sempre persuasi che la via del male offre a chi la intraprende molti ostacoli, amarezze e danni. Le quali pene sono imposte secondo giustizia e misericordia da Dio per la purificazione delle anime, per la difesa della santità dell’ordine morale e per ristabilire la gloria di Dio nella sua piena maestà. Ogni peccato, infatti, causa una perturbazione nell’ordine universale, che Dio ha disposto nella sua ineffabile sapienza ed infinita carità, e la distruzione di beni immensi sia nei confronti dello stesso peccatore che nei confronti della comunità umana. Il peccato, poi, è apparso sempre alla coscienza di ogni cristiano non soltanto come trasgressione della legge divina, ma anche, sebbene non sempre in maniera diretta ed aperta, come disprezzo emisconoscenza dell’amicizia personale tra Dio e l’uomo. Così come è pure apparso vera ed inestimabile offesa di Dio, anzi ingrata ripulsa dell’amore di Dio offerto agli uomini in Cristo, che ha chiamato amici e non servi i suoi discepoli.”

scaricate l’intero libro CLICCANDO QUI

Pubblicato in Teologia Morale
   

Mons. Luigi Negri


   

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