Google+
Apologetica Cattolica,Apologetica,Papa Francesco,Papa,chiesa cattolica,bibbia,sacre scritture,sacra scrittura,cristiani,chiesa,cattolici,religione,chiese,evangelici,testimoni di geova,protestanti,eresie,Dio,Gesù,Maria,Madonna Preghiera per ottenere la vera umiltà.

Messa in diretta live  

Clicca qui, e scorri in fondo alla pagina per la diretta video


   

Vedi anche…  

   

Adorazione Perpetua Online  

Adorazione di Gesù Eucarestia perpetua online


   

Bibbia Online  

Leggi la Bibbia online: Dopo l’apertura della pagina potete anche ascoltare i passi cliccando su questo simbolo:

Cerca nella BIBBIA
Per citazione
(es. Mt 28,120):
Per parola:
   
Giovedì, 10 Aprile 2014 00:00

Preghiera per ottenere la vera umiltà.

Scritto da
Vota questo articolo
(2 Voti)

Preghiera per ottenere la vera e perfetta umiltà e la preghiera incessante

(Tratta da vari testi di s. Alfonso de’ Liguori ed elaborata)

Signore Dio Onnipotente che hai detto per bocca del tuo Figlio “Imparate da me che sono mite e umile di cuore” rendici veramente umili; fa che crediamo che da noi stessi nulla siamo, nulla sappiamo, nulla possiamo e fa che crediamo ancora che tutto quello che abbiamo sono i peccati e tutto quello che meritiamo sono le pene. Donaci o Padre di conoscere profondamente il nostro niente e di concepire un grande timore del vizio della superbia; fa che non mettiamo mai confidenza alle nostre forze ed ai nostri propositi e che non ci gloriamo mai delle cose nostre, come de» nostri talenti, delle nostre azioni, della nostra nascita, de» nostri parenti e simili, fa che mettiamo tutta la confidenza in Te, nella tua parola, nel tuo Amore e perciò fa che ti obbediamo; il superbo ti disubbidisce o Dio, l’umile obbedisce alla tua parola. Fa che crediamo, d’altra parte, che con Te diventiamo figli tuoi, figli di Dio; fa che crediamo che con Te tutto possiamo, molto conosciamo e possiamo, in particolare, meritare il s. Paradiso per cui tu ci hai creato. Concedici, Padre, che non ci sdegniamo con noi stessi dopo il peccato; fa che quando ci vediamo caduti, diciamo come dicea S. Caterina da Genova: «Signore, questi sono i frutti dell’orto mio»; concedici, allora, che ci umiliamo e, dal difetto commesso, subito ci rialziamo con un atto d’amore e di dolore, proponendo di più non ricadervi e confidando nell’aiuto di Dio; e se per disgrazia ritorniamo a cadervi, fa che sempre facciamo così. Donaci, Padre che ci stimiamo sempre i maggiori peccatori del mondo e quindi i più grandi carnefici di Cristo. Donaci o Padre che vedendo le cadute degli altri, non ce ne ammiriamo ma li compatiamo e ringraziamo Te che non siamo anche noi caduti in tale modo, pregandoTi che ci custodisca, fa, anzi, che capiamo che Tu ci fai vedere quelle cadute per farci capire chi siamo noi, che, da noi stessi, siamo i peggiori di tutti; perciò fa che ogni male e peccato che vediamo negli altri ci faccia pensare che tale male e peccato è sommamente in noi, che, da noi stessi, siamo i peggiori di tutti e i più grandi carnefici di Cristo. Di più, fa che quando vediamo i peccati degli altri ne attribuiamo a noi stessi la colpa. Santa Caterina da Siena « non solo si metteva sotto alla più vile delle anime e desiderava incessantemente d’essere considerata come l’ultima di tutte, ma credeva fermamente di esser la causa di tutti i mali altrui. Ogni volta che pensava alle iniquità e alle sventure del mondo in generale o di ciascun individuo in particolare, ne attribuiva a se stessa la colpa, dicendo: Sei tu la causa di tutti questi mali; rientra dunque in te stessa e piangi le tue colpe ai piedi del Signore». E la Santa ciò spiegava dicendo ch’ella aveva mal corrisposto ai disegni di Dio sopra l’anima sua. Scrive S. Teresa:«Non credere d’aver fatto profitto nella perfezione, se non ti tieni per lo peggiore di tutti, e non desideri d’esser posposto a tutti». Le anime che sono veramente umili, perché si trovano più illuminate dalla luce divina, siccome esse maggiormente conoscono le divine perfezioni, così maggiormente vedono le loro miserie e peccati; perciò i santi, con tutto che facessero vita così esemplare e così differente dagli uomini mondani, pure si chiamavano, non per esagerazione, ma con vero sentimento, i maggiori peccatori che vivessero nel mondo. Fa, o Signore che ci guardiamo dal preferirci mai a qualcuno. Basta credersi migliore degli altri, per diventare peggiore di tutti. Così parimente basta che taluno creda di avere gran meriti, per non averne più e perderli tutti. Il merito principale della nostra umiltà sta nel credere sinceramente di non averne, e di non meritare altro che rimproveri e castighi. I doni e le grazie che Dio ci ha concessi, non servirebbero che a farvi condannare con maggior rigore nel giudizio, se ce ne abusiamo con preferirci agli altri. Ma non basta il non anteporci ad alcuno, bisogna che ci stimiamo gli ultimi e i peggiori di tutti perché noi conosciamo certamente già in noi tanti peccati, ma non sappiamo i peccati degli altri e non ci son note le virtù occulte, che forse tiene quella persona che disprezziamo perciò donaci, Padre, che ci stimiamo sempre i maggiori peccatori del mondo e fa che consideriamo che a proporzione de» lumi e de» doni che il Signore ci ha dati, dovremmo a quest’ora esser santi. Se le grazie che abbiamo ricevuto noi, Dio le avesse fatte ad un infedele, forse quegli sarebbe divenuto un serafino, e noi invece ci troviamo così miseri e pieni di difetti! Donaci o Padre che questo pensiero della nostra ingratitudine ci faccia stare sempre colla faccia sotto i piedi di tutti, poiché il peccato, come dice l’Angelico, tanto si rende più grave, quanto è maggiore l’ingratitudine di chi lo commette; onde può essere che un solo nostro peccato pesi più avanti a Dio che cento peccati d’un’altro non così favorito e colmato di grazie come noi. Noi sappiamo già d’avere fatto tanti peccati: sappiamo che la nostra vita non è stata altro che una continua tessitura di colpe volontarie; e se mai v’è stata alcun’opera buona, tuttavia sarà stata cosi piena di difetti e d’amor proprio, che meritava forse più castigo che premio. Per tutto questo, Padre, fa che, come dice s. Maddalena de’ Pazzi, ci stimiamo indegni anche di baciar la terra che calpestano i nostri fratelli; fa che crediamo che se ricevessimo tutti gli affronti immaginabili, e se ci trovassimo nel fondo dell’inferno, sotto tutti i dannati, tutto sarebbe poco a confronto di quel che meritiamo noi che, da noi stessi, siamo i peggiori peccatori e i più grandi carnefici di Cristo.

Fa che dall’abisso di queste nostre miserie alziamo sempre la voce a Te, facendo penitenza e dicendo: Signore, pensate ad aiutarmi e ad aiutarmi presto; altrimenti io son perduto e vi offenderò peggio di prima e più di tutti; fa che questa preghiera la replichiamo sempre, quasi in ogni momento, quando ci alziamo la mattina, quando ci mettiamo a dormire, quando lavoriamo, quando parliamo con gli altri, quando studiamo, quando passeggiamo .. sempre, sempre: Signore, aiutatemi: Signore, assistetemi: Signore, abbiate pietà di me. Altrimenti, in quel punto che lasceremo di raccomandarci a Te, possiamo diventare irrecuperabili e dannarci.Padre per i meriti di Gesù Cristo dammi la grazia della preghiera, ma una grazia abbondante che mi faccia sempre pregare, e pregare come si deve. O Maria, Madre mia, ogni volta ch’io sono ricorso a Te, Tu mi hai impetrato l’aiuto a non cadere. Ora ricorro a Te perché m’ottenga una grazia più grande cioè di raccomandarmi in tutt’i miei bisogni e per sempre al tuo Figlio, ed a Te. Regina mia, Tu ottieni da Dio quanto chiedi, ottienimi ora, per quanto ami Gesù Cristo, questa grazia che ti domando di pregare e di non lasciar mai di pregare sino alla morte. Dacci, o Padre, con questa preghiera la grazia di essere umili veramente e non solo a parole; fa che possiamo compiacerci d’essere disprezzati dagli altri. Molti sono umili di bocca, ma non di cuore. Dicono: «Io sono il peggiore di tutti: merito mille inferni» ma poi se uno li riprende, o lor dice una parola che non piace, si voltano con superbia. Signore: facci umili davvero, fa che godiamo di essere disprezzati; chi è vero umile non solo non si turba nel vedersi disprezzato, ma di più se ne compiace e ne giubila collo spirito (benché la carne se ne risenta), vedendosi trattato com’egli stima di meritare, e fatto simile a Gesù Cristo, ch’essendo degno d’ogni onore volle per amor nostro esser saziato di obbrobri e villanie. Ti chiediamo tutto questo, Padre Onnipotente e Misericordioso, per Cristo tuo Figlio, nello Spirito Santo. Sicuri nella fede di avere già ottenuto questa grazia ci impegnamo a benedirti e a glorificarti con le labbra, con il cuore e con la vita. Amen.

Letto 1660 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Giugno 2014 08:57
Don Tullio

Don Tullio è un sacerdote di Santa Romana Chiesa, Dottore in teologia morale e laurea in giurisprudenza.

https://www.facebook.com/dontullio.rotondo
Altro in questa categoria: « I Sacramentali Santa Veronica Giuliani »
   

Chi è online  

Abbiamo 99 visitatori e nessun utente online

   

Versetto del giorno  

   

Liturgia del giorno  

   

Catechismo della Chiesa Cattolica  


Clicca sull’immagine

   
   
Sali su
Vai giù
   
hasTooltip