È già dittatura Gay, dall'Italia all'Inghilterra.

A Moncalieri (To) un'insegnante di religione viene aggredita mediaticamente dalle organizzazioni Lgbt e dalla stampa solo per aver parlato in classe della possibilità per gli omosessuali di recuperare l'eterosessualità. E in Inghilterra scatta l'obbligo per le scuole religiose di insegnare la teoria del gender, pena l'obbligo di chiudere. È la dimostrazione di dove porta la strada che inizia con i progetti di legge contro l'omofobia.
 Massimo Introvigne e Gianfranco Amato ci riporta due situazioni esaustive del tragico momento storico in campo morale.
 

Guardare quanto succede all'estero è sempre utile per capire quanto sta per succedere da noi. Qualche giorno fa ci siamo occupati degli Stati Uniti, dove sono cominciate le azioni legali per costringere i pastori e i sacerdoti a sposare le coppie dello stesso sesso nelle loro chiese (clicca qui). Gli Stati Uniti sembrano lontani? Oggi andiamo in Inghilterra, Unione Europea.

Qui, sabato 1 novembre, la ministra dell'Educazione, la signora Nicky Morgan, ha annunciato che le scuole religiose dovranno insegnare la teoria del gender, compreso quanto riguarda «i diritti dei gay e il rispetto dovuto ai matrimoni fra persone dello stesso sesso». Ha pure annunciato che manderà nelle scuole religiose ispezioni a sorpresa, e che quelle colte in fallo a insegnare dottrine religiose contrarie al «matrimonio» omosessuale o critiche rispetto agli atti omosessuali saranno chiuse senza cerimonie. Nel tentativo di mostrare che non ce l'ha con i cristiani, il ministero ha già mandato due ispezioni a scuole ebraiche, mostrando loro il cartellino giallo che le degrada a «scuole sotto sorveglianza», un passo prima del cartellino rosso della chiusura.

La vicenda merita quattro commenti, istruttivi anche per noi. Primo: l'Inghilterra e la Francia sono i Paesi-guida in materia di «nuovi diritti» e quanto è sperimentato da loro prima o poi arriva anche da noi. Ci sono già avvisaglie. Domenica diversi giornali riportavano il caso di un'insegnante di religione di Moncalieri, in provincia di Torino, denunciata al preside, all'ufficio scolastico provinciale e perfino alla Curia per avere - incredibilmente - insegnato nell'ora di religione cattolica quanto afferma il magistero cattolico a proposito degli omosessuali, «rispetto, compassione e delicatezza» compresi, ma con il giudizio proposto dal Catechismo sul carattere «disordinato» - per delicatezza, la docente non ha neppure usato questa parola - della tendenza e degli atti omosessuali e sulla inammissibilità di leggi che introducano nell'ordinamento il «matrimonio» e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso. Apriti cielo: la povera docente è stata trasformata in poche ore nel nostro di Moncalieri. Con il metodo inglese, non potrebbe insegnare il magistero cattolico neppure in una scuola cattolica.

Secondo commento: la ministra Morgan non solo è del Partito Conservatore, ma nel 2013 ha votato contro la legge che cambiava nome alle «unioni civili» inglesi - che erano in tutto uguali al matrimonio tranne che per il nome - in «matrimoni». Ora si è pentita. Non si sa se sia passata da Arcore, e lì abbia incontrato Luxuria, ma come ha detto Berlusconi in Europa i partiti conservatori su queste materie sono all'avanguardia. Purtroppo, spesso è vero.

Terzo commento: tutta la vicenda è cominciata con una campagna di stampa e ispezioni delle autorità scolastiche a Birmingham in scuole islamiche fondamentaliste, legalmente riconosciute in nome dell'allegro multiculturalismo inglese di qualche anno fa, dove sono stati trovati e fotografati alunni in tenuta da combattimento che scandivano slogan a favore del Califfato. Scandalo nazionale, e promessa del governo che avrebbe fatto qualcosa per sorvegliare le scuole religiose estremiste. Come ha detto un rabbino, siccome a Birmingham in alcune scuole islamiche si scandiva «Morte agli ebrei» la ministra ha deciso che troppo era troppo e ha mandato gli ispettori... nelle scuole ebraiche, per verificare se lì s'insegnavano l'ideologia del gender e la bellezza del «matrimonio» omosessuale. Questo punto è importante. Certamente esistono scuole islamiche trasformate in centri d'indottrinamento jihadista. Ma prima di chiedere leggi speciali bisogna stare attenti alla furbizia della dittatura del relativismo: qualche volta prende spunto dalle scuole islamiche per proporre provvedimenti contro le scuole religiose in genere, che poi non vanno a colpire chi predica il jihad ma chi critica il «matrimonio» omosessuale.

Quarto commento: contro la ministra hanno reagito, e va a loro merito, alcuni colleghi di partito, il mondo ebraico, gelosissimo dell'autonomia delle sue scuole, e alcuni gruppi protestanti conservatori. Per ora, rumoroso silenzio da parte delle confessioni religiose maggioritarie, anglicana e cattolica. C'è da sperare che durante le celebrazioni dei Santi e dei defunti i vescovi cattolici e anglicani avessero altro da fare, e che intervengano a breve. Se invece pensassero che, tenendo un basso profilo, le loro scuole non saranno colpite, non avrebbero imparato nulla da tante vicende simili che si sono già verificate in Inghilterra e in Europa.

La professoressa Adele Caramico, insegnante di religione cattolica dell’I.T.I.S. “Pininfarina” di Moncalieri, al centro di una bufera mediatica per alcune affermazioni considerate omofobe, ha dato incarico ai legali dell’associazione Giuristi per la Vita di tutelare il proprio onore, la propria reputazione ed il proprio decoro personale e professionale.

La professoressa Caramico è stata, infatti, oggetto di una vergognosa campagna mediatica diffamatoria per aver dichiarato, su insistente domanda di un allievo, quanto segue: «Le persone omosessuali che vivono con sofferenza la loro condizione e desiderano cambiare - solo queste, e non altre categorie di persone omosessuali soddisfatte del loro orientamento - talora si rivolgono a terapisti che, con un accompagnamento insieme psicologico e spirituale, possono venire incontro al loro desiderio», citando un caso concreto di avvenuto recupero a sua diretta conoscenza.

Del resto, la nota vicenda di Luca Di Tolve, l’ex attivista dell’Arcigay che, dopo i trent’anni, ha intrapreso un percorso psicologico, unito ad un cammino di fede, che lo ha portato a scoprire la gioia dell’amore per una donna e, poco dopo, il matrimonio, sta a dimostrare la fondatezza dell’assunto sostenuto dalla professoressa Caramico.

Stupisce il fatto che l'arcivescovo di Torino, mons. Nosiglia - che pure tante volte è sceso in campo a favore della famiglia e della vita - abbia preso le distanze dall’insegnante di religione dell’I.T.I.S. “Pininfarina”, sostenendo che quelle espresse sono solo “opinioni personali”, e affermando quanto segue: «Non credo che a scuola, per di più in una scuola pubblica, si debba affrontare la discussione in questo modo. Si è in un ambiente educativo, dove si forma la persona, bisogna ispirarsi a principi quali il rispetto e l’accoglienza. Soprattutto ora, dopo la discussione che c’è stata all'interno della Chiesa».

Si potrebbe chiedere a Sua Eccellenza cosa debba insegnare un docente di religione cattolica se non quello che insegna in materia il Magistero e l’art. 2357 del Catechismo della Chiesa cattolica, ovvero che l’omosessualità è un insieme di atti «intrinsecamente disordinati», e «contrari alla legge naturale», e che da questo «disordine morale» – come da ogni disordine morale – chi vuole può uscirne, anche per evitare il destino della dannazione eterna, visto che l’art.1867 dello stesso Catechismo insegna che «il peccato dei sodomiti è uno dei quattro peccati mortali che gridano al cielo». O è forse cambiata la dottrina cattolica senza che i fedeli siano stati avvertiti?

Ancora una volta, in realtà, siamo di fronte al pericoloso tentativo mistificatorio di sbattere il mostro in prima pagina, manipolando fatti e parole secondo la consolidata tecnica della disinformatija sovietica, in un pesante clima da “caccia all’omofobo”, che ricorda sempre più l’aria angosciante e sinistra che si respirava nell’America degli anni cupi del maccartismo. Aveva ragione Melanie Phillips, l’intelligente e prestigiosa giornalista britannica quando in un suo celebre articolo pubblicato sul quotidiano Daily Mail il 24 gennaio 2011, ha denunciato l’intolleranza dell’ideologia gay e il fatto che gli stessi omosessuali «rischiano di diventare i nuovi maccartisti.

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IL MANUALE DELL'OMS PER IMPORRE ALLE SCUOLE L'EDUCAZIONE SESSUALE A SENSO UNICO

Già all'asilo saranno insegnati: esplorare la nudità, autoerotismo infantile precoce, gioco del dottore con adulti, identità di genere, diversi tipi di amore.

Uno spettro si aggira per l'Europa. E' lo spettro del comunismo, così come hanno scritto Marx ed Engels nel loro Manifesto del lontano 1848? No, peggio. E' il documento che in una cinquantina di pagine presenta in modo dettagliato gli Standard per l'Educazione Sessuale in Europa. Realizzato dal Centro federale per l'educazione alla salute di Colonia (Germania), per conto dell'Ufficio regionale per l'Europa dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità), si è avvalso del contributo di una ventina di "esperti" (in massima parte donne) di nove Paesi (nessun italiano) di varia formazione (dalla medicina alla psicologia alle scienze sociali); nessun genitore o educatore in quanto tale è stato interpellato, neppure in qualità di consulente. Scopo dichiarato, costituire un preciso "quadro di riferimento per responsabili delle politiche [leggi governi, ndr], autorità scolastiche e sanitarie, specialisti". A quattro anni dalla sua stesura, avvenuta nel 2010 dopo 12 mesi di lavoro, il documento comincia ora ad essere diffuso in modo capillare in 53 Paesi per "colmare una lacuna". L'edizione italiana è stata promossa, finanziata e curata dalla Federazione italiana di Sessuologia clinica. [...]

UN MALCELATO INDOTTRINAMENTO
Il linguaggio utilizzato è garbato e asettico, quasi glaciale, con la preoccupazione di fornire a bambine/i e a ragazze/i "informazioni imparziali e scientificamente corrette su tutti gli aspetti della sessualità". Il metodo scelto è quello olistico (dal greco "olos", tutto), ossia un approccio interdisciplinare e globale che va di moda. La finalità è ambiziosa: addirittura contribuire a "sviluppare atteggiamenti rispettosi ed aperti che favoriscono la costruzione di società eque". In realtà questi sbandierati "standard", se analizzati con attenzione, soprattutto nella parte dove si elencano i temi che deve concretamente affrontare l'educazione sessuale a seconda dell'età dei destinatari (sei fasce, dalla nascita a oltre 15 anni), si svelano come il più massiccio tentativo di corruzione di minori che sia mai stato concepito. Un'esagerazione, frutto di una mentalità retrograda e codina? Non si direbbe, dal momento che in pratica si sdoganano, nell'ordine: la concezione di sesso come pura fonte di piacere e benessere fisico e quindi la separazione definitiva non solo tra sessualità e riproduzione, ma tra sessualità e amore; l'autoerotismo e l'esplorazione della nudità; la diminuzione dell'età delle prime esperienze sessuali; la promiscuità sessuale; l'accettazione pacifica della moltiplicazione di orientamenti sessuali, conseguenza del fatto che l'identità sessuale non è più riconosciuta come dato naturale, biologico, quindi diventa normale l'attrazione per il proprio sesso; la contraccezione generalizzata e il diritto di abortire; la crescente autonomia dalla famiglia d'origine e dai genitori, non più considerati primi educatori; e, infine, l'affrancamento da concezioni culturali e religiose che frenano l'emancipazione sessuale. Ovviamente l'elenco citato non è visto, dagli estensori delle linee-guida per l'erotizzazione del Vecchio continente, come negativo, anzi: per costoro è essenziale incoraggiare i bambini e i giovani ad auto-determinare la propria sessualità con un'"educazione" continua, impartita a scuola da operatori adeguatamente formati, che superi le resistenze basate su concezioni considerate superate della sessualità. Non c'è più alcuno spazio perciò, in questa sorta di spudorato indottrinamento coatto, di autentico totalitarismo educativo, per tutti gli aspetti più delicati della sessualità umana: scompaiono l'innocenza, l'intimità, il pudore, la discrezione, la scoperta, il mistero dell'incontro con l'altro, la bellezza, il dominio e il dono di sé, la castità. Non c'è quasi più spazio neppure per l'amore, diventato un fardello ingombrante e citato ben poche volte, mai in un contesto di significato. Un disastro.

PREOCCUPANTE ESCALATION
Per comprendere meglio di che cosa stiamo parlando, ecco alcuni esempi di temi che si dovrebbero affrontare nell'educazione sessuale a scuola (dall'asilo in su), raccomandati dall'Oms in base alla fascia di età:
0-4 anni: gioia e piacere nel toccare il proprio corpo; diritto di esplorare la nudità e di essere curioso; autoerotismo infantile precoce; gioco del dottore; diritto di esplorare le identità di genere; diversi tipi di amore.
4-6 anni: raggiungimento di sensazioni di benessere; accettazione delle diversità; amicizia e amore verso persone dello stesso sesso; diverse concezioni di famiglia; miti sulla riproduzione (non si parli più della cicogna!, ndr); sensazioni legate alla sessualità (vicinanza, piacere, eccitazione) come componenti della gamma delle sensazioni umane.
6-9 anni: cambiamenti del corpo, mestruazioni, eiaculazione; idea base della contraccezione; i diversi metodi contraccettivi; acquisizione del concetto che si può influire sulla propria fertilità; rapporti sessuali; amori segreti, primo amore; matrimonio, divorzio, convivenza; riconoscimento e affronto delle differenze.
9-12 anni: organi sessuali e riproduttivi interni ed esterni e loro funzioni; riproduzione e pianificazione familiare; uso corretto di preservativi e contraccettivi; prima esperienza sessuale, orientamento di genere; accettazione, rispetto e comprensione delle diversità nella sessualità e nell'orientamento sessuale; differenze fra identità di genere e sesso biologico; consapevolezza dell'influenza di genere, età, religione, cultura, ecc. sulle relazioni; influenza positiva della sessualità sulla salute e il benessere.
12-15 anni: strutture familiari e cambiamento delle strutture familiari (ad es. famiglie monogenitoriali); senso di responsabilità rispetto alla prevenzione di infezioni sessualmente trasmesse (IST); senso di responsabilità rispetto alla prevenzione di gravidanze indesiderate; riconoscimento e accettazione dei diritti sessuali propri e altrui.
15 anni e oltre: visione critica delle diverse norme culturali/religiose inerenti il corpo umano; cambiamenti nella fertilità legati all'età (gravidanza surrogata, riproduzione medicalmente assistita); assunzione di decisioni informate sulla contraccezione e le gravidanze (indesiderate); scelta consapevole del contraccettivo e uso corretto del contraccettivo prescelto; diritto di abortire; passaggio da possibili sentimenti negativi, dal disgusto e odio verso l'omosessualità all'accettazione e all'apprezzamento per le differenze nel campo della sessualità.

UN "BENESSERE" DI MATRICE PAGANA
Non stupisca la deriva nichilista ed edonista, in pratica pagana, di un'organizzazione che dovrebbe tutelare la buona condizione fisica delle persone. Sin dalla sua nascita, nel 1948, l'Oms ha infatti rivoluzionato il concetto tradizionale: lo stato di salute non è più definito come semplice assenza di malattia, ma diventa il "completo benessere fisico, mentale e sociale", cambiamento di definizione reso necessario per spalancare le porte alla legalizzazione dell'aborto, grazie all'escamotage del completo benessere fisico, mentale e sociale della madre, dal momento che lo stato fisiologico della gravidanza non si sarebbe certo potuto definire una "malattia" da curare con l'aborto! Il primo direttore dell'Oms, cui si devono queste idee, il discusso psichiatra canadese Brock Chisholm (1896-1971), vedeva all'origine del diffuso malessere sociale le "velenose certezze" della tradizione giudaico-cristiana e la risoluzione di ogni problema nell'abolizione dei concetti di bene e di male. Per la sociologa tedesca Gabriele Kuby, ex sessantottina convertita al cattolicesimo a 53 anni, l'educazione sessuale obbligatoria impartita nelle scuole nelle modalità descritte fa parte di una più ampia deregolamentazione delle norme sessuali: non solo rende più difficile diventare adulti maturi, cioè capaci di assumersi la responsabilità di essere madri e padri, ma tendenzialmente ha come effetto la distruzione della famiglia, della cultura, della società.

Fonte: Il Timone, Febbraio, 2014.

guardate il video che ben riassume la preoccupante situazione.

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