La Chiesa vive della Eucarestia

L’Eucaristia è un mistero della fede. Essa è il centro ed il vertice della storia della salvezza, il memoriale delle grandi opere di Dio.
Così si esprimeva s. Giovanni Crisostomo: “Inchiniamoci a Dio, senza contraddirgli, anche se ciò che Egli dice può sembrare contrario alla nostra ragione ed intelligenza; ma la sua Parola prevale sulla nostra ragione ed intelligenza. Comportiamoci così anche riguardo al mistero eucaristico, non considerando solo quello che cade sotto i nostri sensi, ma stando alle sue parole, perché la sua Parola non può ingannare”.
Tutti i sacramenti sono segni che rendono attuale il mistero salvifico di Cristo, ma nell’Eucaristia tale mistero raggiunge tutta la sua pienezza di efficacia di grazia. E’ nell’Eucaristia che il Verbo di Dio incarnato si dona al mondo ed è in essa che il cristiano aderisce al piano di redenzione attuato da Cristo ed ideato da Dio Padre.
Se tutti i sacramenti contengono una potenza salvifica conferita ad essi da Cristo, l’Eucaristia contiene Cristo stesso, nostra Pasqua e pane vivo, che mediante la sua carne, vivificata dallo Spirito e vivificante, dà la vita a tutti gli uomini. La Chiesa vede nell’Eucaristia “la norma di tutti i mezzi di santificazione”. 
     L’accettazione della Parola di salvezza può avvenire anche al di fuori della celebrazione eucaristica, ma ciò è possibile solo in virtù dell’evento che, nell’Eucaristia, attualizza l’unico sacrificio operato da Cristo Sacerdote una volta per sempre. Nel momento in cui Cristo si dona ai suoi nell’Eucaristia, la sua vita diventa la loro vita, il suo Spirito è anche il loro Spirito. Così scriveva s. Leone Magno: “La partecipazione al Corpo ed al sangue di Cristo non opera niente altro che la nostra trasformazione in ciò che riceviamo”. E’ per questo che l’Eucaristia è la fonte ed il culmine della vita della Chiesa. Senza la comunione eucaristica con il Cristo Signore non c’è piena comunione ecclesiale; senza la comunione ecclesiale non c’è vera comunione nell’Eucaristia. Ne consegue che senza Eucaristia non c’è Chiesa, la quale “vive dell’Eucaristia”.5
L’Eucaristia è il corpo di Cristo dato per gli uomini, è il sangue di Cristo sparso per gli uomini della Nuova Alleanza, per cui è il sacrificio della Nuova Alleanza essenzialmente unito alla croce.
    
     

In quanto Alleanza Nuova, essa fa riferimento a tutto il contesto biblico sacrificale dell’alleanza di Dio con gli uomini. Nell’antico Oriente i patti fra i singoli e fra i popoli venivano sanciti dopo aver sacrificato un animale, che poi veniva diviso in due parti, in mezzo alle quali passavano i contraenti. Costoro erigevano una lapide o piantavano un albero come testimonianza e memoriale dell’alleanza sancita. La Bibbia è storia di alleanze e di segni che rendono testimonianza del patto stipulato tra Dio e gli uomini: l’arcobaleno, la circoncisione, l’arca contenente le tavole della Legge e la tenda del convegno (o Tabernacolo).
In particolare, l’alleanza con Mosè è prefigurazione e preparazione della nuova, perfetta ed eterna alleanza destinata a cambiare il cuore degli uomini ed a rinnovare il patto del Sinai, sancito da Dio con Mosè per fare sì che Israele diventasse “suo popolo” ,regno di sacerdoti e nazione santa.
Nella celebrazione del Giovedì Santo (In Coena Domini), il Canone Romano ricorda i tre sacrifici dell’Antico Testamento che sono figura ed anticipazione del sacrificio di Gesù sulla croce: il sacrificio di Abele il giusto, di Abramo nostro padre nella fede, di Melchisedech sommo sacerdote di Salem. Il sacrificio per eccellenza, collegabile a quello di Cristo, è l’agnello pasquale sacrificato e consumato durante un pasto prima che Israele lasciasse, in tutta fretta, l’Egitto oppressore e si incamminasse verso la Terra Promessa. L’agnello pasquale è figura della passione e del sacrificio di Cristo, servo di YHWH, il Signore Dio di Israele.
La morte di Cristo riprende e compie in modo perfetto il significato di tutti questi sacrifici biblici: la sua offerta sulla croce è il sacrificio perfetto della nuova Legge: infatti, Cristo è il sacerdote secondo l’ordine di Melchisedech, attua l’olocausto di Abramo, è il sacrificio espiatorio ed è l’agnello di espiazione. Nella croce di Cristo confluiscono i sacrifici e le alleanze dell’Antico Testamento: la morte in croce di Gesù è il vero ed unico sacrificio nella Nuova Alleanza, prefigurato ed illuminato dai sacrifici e dalle alleanze dell’antico popolo eletto.

L’Eucaristia, voluta e realizzata da Cristo in relazione e dipendenza dalla croce, acquista il suo pieno carattere sacrificale di liberazione. Come l’agnello pasquale liberò il popolo ebraico dalla morte e dalla schiavitù, consentendogli di attraversare in maniera prodigiosa il Mar delle Canne1 e di raggiungere le pendici del Sinai (dove Dio stabilì un nuovo patto con Mosè), così nell’Eucaristia un nuovo Agnello viene immolato, liberando col proprio sangue l’uomo dalla morte del peccato, permettendogli il passaggio alla nuova vita in un nuovo patto di amicizia con Dio.

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Ultima modifica il Giovedì, 19 Giugno 2014 16:25
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Admin

Laurea in Teologia Dogmatica presso Facoltà Teologica di Lugano.
Dottorato in Sacra Teologia Biblica presso Pontificia Università Gregoriana.

Veritas semper una est.

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