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Mercoledì, 06 Gennaio 2016 00:00

Quando la Vergine Maria è pietra di inciampo...

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Il Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia in una delle sue prediche di Avvento alla Curia Romana ha espresso delle perplessità legate alla nostra cattolica devozione verso la Vergine Maria che sarebbe di intralcio nel processo di riavvicinamento ai nostri «fratelli» protestanti. Fino a ieri la Chiesa ci ha insegnato che avremmo dovuto ascoltare e pregare di più la Vergine Maria, che è la nostra Madre premurosa e la potente protezione contro il male.
Giovanni Paolo II ci ha fatto scoprire la bellezza della consacrazione a Lei. E Benedetto XVI ci ha pure insegnato che la Madonna è la garanzia contro tutte le eresie.

Come anche Socci ha fatto notare nel suo blog, e questa volta non si può certo dargli torto, oggi sembra ormai che dentro la Chiesa ogni passata certezza stia miseramente crollando sotto i colpi della bergogliana misericordia.

Adesso ci vengono a dire addirittura il contrario, cioè che non bisogna essere troppo devoti alla Madre di Dio altrimenti si disturba il “dialogo” con i luterani.

Proprio durante questa predicazione il Padre Cantalamessa, auspicando un riavvicinamento tra cattolici e protestanti, ha spiegato che un ostacolo sarebbe rappresentato dalla nostra “sconsiderata” devozione alla Vergine.

Ha testualmente detto che occorre prendere un’altra via:

Tale via passa per un sincero riconoscimento da parte di noi cattolici del fatto che spesso, specialmente negli ultimi secoli, abbiamo contribuito a rendere Maria inaccettabile ai fratelli protestanti, onorandola in modo talvolta esagerato e sconsiderato e soprattutto non collocando tale devozione dentro un quadro biblico ben chiaro che ne facesse vedere il ruolo subordinato rispetto alla Parola di Dio, allo Spirito Santo e a Gesù stesso”.

A sentire queste sciocchezze non so se è più grande l’indignazione o la tristezza… Io infatti penso esattamente il contrario, cioè che non si è onorata e ascoltata abbastanza la Madonna (mi riferisco ad esempio alle richieste che Ella aveva fatto a Fatima).

In ogni caso lascio volentieri, a Cantalamessa, Lutero e quei luterani che non gradiscono la nostra devozione a Maria. Se li tenga lui.

Non so fin dove vogliono arrivare, là in Vaticano: mi pare che la discesa sia sempre più veloce: se vogliono Lutero se lo tengano, io ne faccio volentieri a meno. Anzi, me ne sto ben alla larga da questo individuo.

Preferisco stare con tutti i papi e con tutti i santi ai piedi di Maria. Preferisco essere “esageratamente” devoto a Lei che devoto ai poteri di questo mondo.

E siccome il “predicatore pontificio” Cantalamessa ha deprecato “gli ultimi secoli”, perché avrebbero onorato in modo “esagerato e sconsiderato” la Vergine, ricordiamo alcuni dei santi che (negli ultimi secoli) hanno affermato l’esatto contrario:

San Massimiliano M. Kolbe: «Non temete di amare troppo la Madonna, perché non arriverete mai ad amarla come l’ha amata Gesù».

San Bonaventura: «nessuno può essere mai troppo devoto della Beata Vergine»; «Bisogna guardarsi con diligenza dallo scemare minimamente l’onore dovuto a Maria… bisogna essere pronti a difendere i privilegi di Maria Santissima anche con pericolo della vita».

Padre Pio: «Vorrei poterLa amare quanto merita, ma ricordati che tutti i Santi e gli Angeli insieme non possono degnamente amare e lodare la Madre di Dio».

San Bernardo di Chiaravalle: «O Maria, Tu sei unica al mondo; tu non avesti mai nessuno prima di te che ti somigliasse, ed il mondo, durasse anche eternamente, non avrà mai l’uguale».

Aggiungo che Pio IX, nella Bolla con cui definì dogmaticamente l’Immacolata Concezione scrisse che Ella è «superiore a tutte le lodi del cielo e della terra… è il miracolo di Dio per eccellenza, anzi, il vertice di tutti i miracoli».

Come non ricordare poi San Luigi Maria Grignon, fondatore della Compagnia di Maria e delle Figlie della Sapienza che con il suo famoso Trattato della vera devozione alla Santa Vergine ci espone la teologia mariana in tutta la sua profondità e ricchezza. Eccone un piccolo estratto: 

«Tutta la terra è piena della sua gloria, particolarmente fra i cristiani, dai quali è scelta quale patrona e protettrice di parecchi regni, province, diocesi e città. Quante cattedrali consacrate a Dio, sotto il suo nome! Non c’è chiesa che non abbia un altare in suo onore; non regione, non contrada, dove non si trovi qualcuna delle sue miracolose immagini, davanti alle quali si guarisce da ogni male e si ottiene ogni bene. Quante confraternite e congregazioni in suo onore! Quanti istituti religiosi sotto il suo nome da sua protezione! Quanti confratelli e consorelle di tutte le pie associazioni, religiosi e religiose di tutti gli Ordini, pubblicano le sue lodi e annunciano le sue misericordie! Non c’è nemmeno un bambino che, balbettando l’Ave Maria, non la lodi. Non c’è un peccatore che, sebbene ostinato, non abbia in lei qualche scintilla di speranza. Non c’è neppure un solo demonio nell’inferno che, temendola, non la rispetti. Maria non è abbastanza conosciuta.
     È dunque giusto e doveroso ripetere con i Santi: «DE MARIA NUMQUAM SATIS» . Maria non è stata ancora abbastanza lodata, esaltata, onorata, amata e servita. Ella merita più lode, rispetto, amore e servizio.»

Preghiamo e chiediamo proprio alla Vergine Maria di intercedere affinché possa fuggire ogni nemica potenza della sana dottrina professata per secoli dalla Chiesa cattolica, cantata e difesa dai santi, dai martiri, dai Padri della Chiesa.

Dal Vangelo secondo Luca 1,4056:

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:

«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua

 

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Admin

Laurea in Teologia presso Facoltà Teologica di Lugano.
Dottorato in Sacra Teologia Biblica presso Pontificia Università Gregoriana.

 

   

Mons. Luigi Negri


   

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