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Don Tullio

Don Tullio

Don Tullio è un sacerdote di Santa Romana Chiesa, Dottore in teologia morale e laurea in giurisprudenza.

A questo indirizzo potete scaricarvi tutta l’Enciclopedia Apologetica una colossale opera scritta negli anni cinquanta del 1900 per difendere la fede, anche se datata contiene moltissime indicazioni importanti per difendere efficacemente la fede cattolica nei nostri tempi e per approfondire la nostra conoscenza del Mistero di Dio, nel libro trovere  articoli di grandi esperti di apologetica del tempo.

https://drive.google.com/file/d/0BynZQOw-OyQcSlVSMHRHeFhXQ3M/view?usp=sharing

Dio rafforzi attraverso questo testo la nostra fede e ci renda capaci di diffondere efficacemente la sua Verità nel mondo. Un grazie speciale ad Andrea Tomasich che realizzò la scansione e alle Edizioni Paoline che permettono di diffondere gratuitamente tale loro opera. Inoltre ringrazio Carlo Borghesi che è il webmaster del nostro sito e che mi aiuta a pubblicare tante cose a gloria di Dio. Grazie a Dio per tutto quello che ci dona e per le persone che ci aiutano nell’apostolato.

Don Tullio Rotondo 

Qui trovate il bellissimo e interessantissimo libro del p. Disma Giannotti intitolato "Principi pratici della sapientia Crucis nelle opere di s. Paolo della Croce". Potete scaricarlo gratis. Abbiamo chiesto e ottenuto dai Passionisti il permesso di pubblicarlo . Libro eccellente per santificarsi. Lo raccomando di tutto cuore!!

 

Don Tullio Rotondo 



P.s: il file lo trovate qua sotto dove c'è scritto "Download allegati"

Precisazioni sulle indulgenze 

 

Richiami di indole generale sulle Indulgenze

1. L'Indulgenza è così definita nel Codice di Diritto Canonico (can. 992) e nel Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1471):  "L'Indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, dispensa ed applica autoritativamente il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi".

2. In generale, l’acquisto delle Indulgenze esige determinate condizioni (qui sotto, numeri 34), e l’adempimento di determinate opere (ai numeri 89-10 si indicano quelle proprie dell’Anno Santo).

3. Per ottenere le Indulgenze, sia plenarie che parziali, occorre che, almeno prima di compiere gli ultimi adempimenti dell’opera indulgenziata, il fedele sia in stato di grazia.

4. L’Indulgenza plenaria si può ottenere solo una volta al giorno. Ma per conseguirla, oltre lo stato di grazia, è necessario che il fedele

- abbia la disposizione interiore del completo distacco dal peccato, anche solo veniale;

- si confessi sacramentalmente dei suoi peccati;

- riceva la SS.ma Eucaristia (è meglio certamente riceverla partecipando alla S. Messa; ma per l’Indulgenza è necessaria solo la S. Comunione);

- preghi secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

5. È conveniente, ma non è necessario che la Confessione sacramentale, e specialmente la Santa Comunione e la preghiera per le intenzioni del Papa si facciano nello stesso giorno in cui si compie l’opera indulgenziata; ma è sufficiente che questi Sacri riti e preghiere si compiano entro alcuni giorni (circa 20) prima o dopo l’atto indulgenziato. La preghiera secondo la mente del Papa è lasciata alla scelta del fedele, ma si suggerisce un «Padre Nostro» e un»»Ave Maria». Per diverse Indulgenze plenarie, è sufficiente una Confessione sacramentale, ma si richiede una distinta Santa Comunione e una distinta prece secondo la mente del Santo Padre per ciascuna Indulgenza plenaria.

6. I confessori possono commutare, in favore di coloro che siano legittimamente impediti, sia l’opera prescritta sia le condizioni richieste (eccetto, ovviamente il distacco dal peccato anche veniale).

7. Le Indulgenze sono sempre applicabili o a se stessi o alle anime dei defunti, ma non sono applicabili ad altre persone viventi sulla terra.

PENITENZIERIA APOSTOLICAIL DONO DELLINDULGENZA” , del 29 gennaio 2000)

Fonte: 

http://www.vatican.va/roman_curia/tribunals/apost_penit/documents/rc_trib_appen_pro_20000129_indulgence_it.html  

N. B. 

Per quanto attiene alla disposizione interiore del completo distacco dal peccato, anche solo veniale, occorre precisare che questa disposizione si ha allorché la persona ha vero odio ad ogni peccato anche veniale e ha dolore per ogni peccato anche veniale commesso e proposito di non peccare più , cioè di non compiere peccati gravi e/o veniali.  

Don Tullio Rotondo 

 

A Lanciano , in Abruzzo, c'è il famoso Miracolo Eucaristico conosciuto in tutto il mondo. 

Nel Bollettino del Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano «La Lampada» n. 32 , 2012, anno V,  si afferma che del miracolo di Lanciano se ne sono occupati anche esperti dell’OMS, i quali, nel 1976, hanno pubblicato una relazione favorevole alla miracolosità dell’evento. Nel Santuario, nella cripta, vi è una foto che raffigura la copertina della relazione pubblicata dall’OMS alla conclusione delle analisi effettuate sulle reliquie del Miracolo Eucaristico; tale foto presenta anche la sintesi dei risultati di tali analisi, a questo nostro articolo è allegata tale foto e in essa, in alto a sinistra, in piccolo, c’è appunto una piccola immagine raffigurante la copertina del fascicolo pubblicato dall» OMS , nella versione italiana.

Nel Bollettino del Santuario del Miracolo Eucaristico «La Lampada» n. 12 , maggio-giugno 2012, anno II, trovate  parte della relazione dell» OMS  https://www.yumpu.com/it/document/view/30341412/anno-2-na-12-il-santuario-del-miracolo-eucaristico/3 

Possiamo concludere che  la relazione dell» OMS è una realtà con la quale si devono confrontare tutti coloro che vogliono trattare a fondo di questo Miracolo .

Don Tullio Rotondo 

 

 

 

Giovedì, 10 Dicembre 2015 00:00

A proposito delle case dei cardinali ..

A proposito delle case dei cardinali ...

Nelle case dei cardinali, in Vaticano, normalmente, c'è la Cappella e ci sono anche le suore che li assistono. Inoltre hanno una sala per accogliere chi fa loro visita come è giusto. Il Papa ha tutto il vaticano a disposizione, i cardinali no e eppure la loro missione è di grandissima importanza e di sostegno per lo stesso Papa. Inoltre il cardinale ha la sua biblioteca con i testi che magari ha scritto o che consulta ed è importante che sia ben fornita perché il cardinale deve essere a conoscenza di molte cose. Dunque le case dei cardinali devono avere un giusto spazio. Un cardinale che vive bene la sua missione può salvare tante anime e la Chiesa è nel mondo per la salvezza delle anime, anzitutto. Il tema della povertà va affrontato con sapienza altrimenti si cade nel pauperismo realmente che non aiuta né le anime né i corpi.

Ricordiamo   in questi tempi  di confusione il giuramento antimodernista


Io (Nome) fermamente accetto e credo in tutte e in
ciascuna delle verità definite, affermate e dichiarate dal
magistero infallibile della Chiesa, soprattutto quei
principi dottrinali che contraddicono direttamente gli
errori del tempo presente.
Primo: credo che Dio, principio e fine di tutte le cose, può
essere conosciuto con certezza e può anche essere
dimostrato con i lumi della ragione naturale nelle opere da lui compiute (cf Rm 1,20), cioè
nelle creature visibili, come causa dai suoi effetti.
Secondo: ammetto e riconosco le prove esteriori della rivelazione, cioè gli interventi divini,
e soprattutto i miracoli e le profezie, come segni certissimi dell'origine soprannaturale della
religione cristiana, e li ritengo perfettamente adatti a tutti gli uomini di tutti i tempi,
compreso quello in cui viviamo.
Terzo: con la stessa fede incrollabile credo che la Chiesa, custode e maestra del verbo
rivelato, è stata istituita immediatamente e direttamente da Cristo stesso vero e storico
mentre viveva fra noi, e che è stata edificata su Pietro, capo della gerarchia ecclesiastica, e
sui suoi successori attraverso i secoli.
Quarto: accolgo sinceramente la dottrina della fede trasmessa a noi dagli apostoli tramite i
padri ortodossi, sempre con lo stesso senso e uguale contenuto, e respingo del tutto la
fantasiosa eresia dell’evoluzione dei dogmi da un significato all’altro, diverso da quello che
prima la Chiesa professava; condanno similmente ogni errore che pretende sostituire il
deposito divino, affidato da Cristo alla Chiesa perché lo custodisse fedelmente, con una
ipotesi filosofica o una creazione della coscienza che si è andata lentamente formando
mediante sforzi umani e continua a perfezionarsi con un progresso indefinito.
Quinto: sono assolutamente convinto e sinceramente dichiaro che la fede non è un cieco
sentimento religioso che emerge dall’oscurità del subcosciente per impulso del cuore e
inclinazione della volontà moralmente educata, ma un vero assenso dell’intelletto a una
verità ricevuta dal di fuori con la predicazione, per il quale, fiduciosi nella sua autorità
supremamente verace, noi crediamo tutto quello che il Dio personale, creatore e signore
nostro, ha detto, attestato e rivelato.
Mi sottometto anche con il dovuto rispetto e di tutto cuore aderisco a tutte le condanne,
dichiarazioni e prescrizioni dell’enciclica Pascendi e del decreto Lamentabili,
particolarmente circa la cosiddetta storia dei dogmi.
Riprovo altresì l’errore di chi sostiene che la fede proposta dalla Chiesa può essere contraria
alla storia, e che i dogmi cattolici, nel senso che oggi viene loro attribuito, sono
inconciliabili con le reali origini della religione cristiana.
Disapprovo pure e respingo l’opinione di chi pensa che l’uomo cristiano più istruito si riveste
della doppia personalità del credente e dello storico, come se allo storico fosse lecito
difendere tesi che contraddicono alla fede del credente o fissare delle premesse dalle quali si
conclude che i dogmi sono falsi o dubbi, purché non siano positivamente negati.
Condanno parimenti quel sistema di giudicare e di interpretare la sacra Scrittura che,
disdegnando la tradizione della Chiesa, l’analogia della fede e le norme della Sede
apostolica, ricorre al metodo dei razionalisti e con non minore disinvoltura che audacia
applica la critica testuale come regola unica e suprema.
Rifiuto inoltre la sentenza di chi ritiene che l’insegnamento di discipline storico-teologiche o
chi ne tratta per iscritto deve inizialmente prescindere da ogni idea preconcetta sia
sull’origine soprannaturale della tradizione cattolica sia dell’aiuto promesso da Dio per la
perenne salvaguardia delle singole verità rivelate, e poi interpretare i testi patristici solo su
basi scientifiche, estromettendo ogni autorità religiosa e con la stessa autonomia critica
ammessa per l’esame di qualsiasi altro documento profano.
Mi dichiaro infine del tutto estraneo ad ogni errore dei modernisti, secondo cui nella sacra
tradizione non c’è niente di divino o peggio ancora lo ammettono ma in senso panteistico,
riducendolo ad un evento puro e semplice analogo a quelli ricorrenti nella storia, per cui gli
uomini con il proprio impegno, l’abilità e l’ingegno prolungano nelle età posteriori la scuola
inaugurata da Cristo e dagli apostoli.
Mantengo pertanto e fino all’ultimo respiro manterrò la fede dei padri nel carisma certo della
verità, che è stato, è e sempre sarà nella successione dell’episcopato agli apostoli, non perché
si assuma quel che sembra migliore e più consono alla cultura propria e particolare di ogni
epoca, ma perché la verità assoluta e immutabile predicata in principio dagli apostoli non sia
mai creduta in modo diverso né in altro modo intesa.
Mi impegno ad osservare tutto questo fedelmente, integralmente e sinceramente e di
custodirlo inviolabilmente senza mai discostarmene né nell’insegnamento né in nessun
genere di discorsi o di scritti. Così prometto, così giuro, così mi aiutino Dio e questi santi
Vangeli di Dio.

In questa intervista il card. Caffarra spiega perché la Comunione ai divorziati-risposati non può  essere data fuori dei casi indicati da s. Giovanni Paolo II . Spiega il cardinale che ammettere i divorziati risposati fuori dei casi  previsti da s. Giovanni Paolo II significa mettersi contro la  dottrina della Chiesa sul matrimonio, sulla sessualità umana, sula Sacramento della Eucaristia e sul Sacramento della Penitenza inoltre una tale ammissione farebbe chiaramente pensare che non esiste un matrimonio indissolubile. 

 

Attenzione! Il Sinodo 2015 è organo consultivo che collabora con il Papa, ha certamente la sua importanza, ma non è certamente da porre al livello del Magistero Sommo, cioè papale, della Chiesa . Dunque , va considerato che NELLA «RELATIO» NON C’E» NESSUN RIFERIMENTO ALLA COMUNIONE PER I DIVORZIATI RISPOSATI E TUTTO VA LETTO IN RIFERIMENTO AL MAGISTERO DI GIOVANNI PAOLO II E ALLA DOTTRINA CATTOLICA come ha detto in questa intervista il card. Pell 

Ma poi va precisato che il Sinodo in questione non tocca e non poteva toccare il Magistero Papale già fissato che perciò rimane del tutto cogente anche ora per sé stesso. 
Il Codice di Diritto Canonico afferma. 
Can. 342 — Il sinodo dei Vescovi è un’assemblea di Vescovi i quali, scelti dalle diverse regioni dell’orbe, si riuniscono in tempi determinati per favorire una stretta unione fra il Romano Pontefice e i Vescovi stessi, e per prestare aiuto con i loro consigli al Romano Pontefice nella salvaguardia e nell’incremento della fede e dei costumi, nell’osservanza e nel consolidamento della disciplina ecclesiastica e inoltre per studiare i problemi riguardanti l’attività della Chiesa nel mondo.
 Can. 343 — Spetta al sinodo dei Vescovi discutere sulle questioni da trattare ed esprimere propri voti, non però dirimerle ed emanare decreti su di esse, a meno che in casi determinati il Romano Pontefice, cui spetta in questo caso ratificare le decisioni del sinodo, non gli abbia concesso potestà deliberativa.

Dunque la dottrina cattolica, fissata nel Magistero Papale è rimasta intatta e cogente!!

Preghiamo perché il Papa nei suoi prossimi interventi e nella eventuale esortazione post-sinodale, ribadisca con forza la dottrina cattolica fissata dai Papi e dai santi Concili.

Don Tullio Rotondo 

IL CARDINALE PELL: NELLA "RELATIO" NON C'E' NESSUN RIFERIMENTO ALLA COMUNIONE PER I DIVORZIATI RISPOSATI E TUTTO VA LETTO IN RIFERIMENTO AL MAGISTERO DI GIOVANNI PAOLO II E ALLA DOTTRINA CATTOLICA
.
In una intervista pubblicata dal Catholic News Service il card. Pell ha detto cose molto importanti circa la Relatio Finale del Sinodo sulla famiglia appena concluso 

Ecco il passo fondamentale dell'intervista che potete ascoltare in inglese  qui  


 

«I testi  sono stati sostanzialmente FRAINTESI
Prima di tutto NON C’E» ALCUN RIFERIMENTO, sia nel paragrafo 85 che in ogni altra parte del documento, ALLA COMUNIONE PER I DIVORZIATI RISPOSATI
QUESTOFONDAMENTALE
E POI nel paragrafo 63 c’è una sezione adeguata sulla comprensione appropriata di cosa s’intenda per “RETTA COSCIENZA» che deve essere formata alla luce della Parola di Dio. 
E il DISCERNIMENTO che viene incoraggiato, nel paragrafo 85, deve essere basato, in questa materia particolare, sull’INTERO INSEGNAMENTO DELLA FAMILIARIS CONSORTIO DI S. GIOVANNI PAOLO II e — dice un altro riferimento — SULLINSEGNAMENTO DELLA CHIESA
Sarebbe stato di grande aiuto se ci fosse stata maggior chiarezza, ho pensato al momento. Ma NON C’E» NULLA nei paragrafi, così come stanno, che sia ERETICO o falsa dottrina o che sostenga una pratica falsa.
Credo che sia ESSENZIALE PER NOI, per andare avanti, come comunione UNITI ATTORNO AL BUON DIO, il fatto di NON DISTORCERE l’insegnamento di questo Sinodo, sia che ci piaccia sia che non ci piaccia, sia che ci piaccia in un altro modo. 
Non dobbiamo né esagerarlo, né diminuirlo, ma prenderlo così come è. E COSI COMEIL TESTOPIENAMENTE IN CONFORMITA» CON GLI INSEGNAMENTI  E LE PRATICHE FONDAMENTALI DELLA CHIESA».

Ringraziamo Dio per questa piena conformità di tale Relatio con gli insegnamenti e le pratiche fondamentali della Chiesa.

Preghiamo perché il Papa ribadisca con forza l’insegnamento tradizionale della Chiesa nella sua eventuale esortazione post-sinodale. 

Don Tullio Rotondo 

Ulteriore risposta di don Tullio Rotondo a p. Cavalcoli

 

In un articolo pubblicato sul sito Isola di Patmos  il p. Cavalcoli risponde ad un sacerdote che ha criticato le sue precedenti affermazioni ecco quello che rispondo a questo articolo del noto sacerdote e professore domenicano. Caro p. Cavalcoli ho letto il tuo articolo pubblicato sul sito: "Isola di Patmos" e intitolato  "I DIVORZIATI RISPOSATI E QUEI TEOLOGI CHE STRUMENTALIZZANO LA FAMILIARIS CONSORTIO DI SAN GIOVANNI PAOLO II" e ad esso mi permetto di rispondere a gloria di Dio - Verità :

 

  1. la Familiaris Consortio non riguarda solo il foro esterno ma anche quello interno sacramentale infatti dice che “ La riconciliazione nel sacramento della penitenza – che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico – può essere accordata solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell’Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l’indissolubilità del matrimonio.” … Nel foro interno sacramentale, spiega la Familiaris Consortio, non può essere data l'assoluzione a chi non odia il peccato, non ha dolore del peccato fatto e si propone di non peccare più, in particolare si propone fermamente di attuare una forma di vita non in contraddizione con l'indissolubilità matrimoniale.

  2. La Familiaris Consortio laddove afferma quello che sopra abbiamo detto richiama le affermazioni evidentemente immutabili del Concilio di Trento e della Tradizione secondo cui la Comunione va fatta in grazia di Dio … dunque dopo avere odiato il peccato, avere avuto dolore dei peccati commessi e proponendosi di non più peccare e di ffuggire le occasioni di peccato … Queste affermazioni non possono essere superate da nessuno sono evidente dottrina della Chiesa... si tratta di diritto divino intangibile … e il Magistero ha sempre ribadito queste affermazioni tridentine (cfr. S. Giovanni Paolo II “Reconciliatio e Paenitentia” “Ecclesia de Eucharistia” Benedetto XVI “Sacramentum Caritatis”; Catechismo della Chiesa Cattolica; Pontificio Consiglio Testi Legislativi “DICHIARAZIONE CIRCA L’AMMISSIBILITÀ ALLA SANTA COMUNIONE DEI DIVORZIATI RISPOSATI”; LA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE “LETTERA AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA CIRCA LA RECEZIONE DELLA COMUNIONE EUCARISTICA DA PARTE DI FEDELI DIVORZIATI RISPOSATI”, del 14 Settembre 1994, lettera approvata dal Papa; DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI PARTECIPANTI ALLA XIII ASSEMBLEA PLENARIA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA Venerdì, 24 gennaio 1997 etc.) dunque si tratta di dottrina cattolica consacrata da un Concilio Ecumenico e totalmente accettata come obbligatoria.

  3. Di fatto la storia della Chiesa e la dottrina cattolica ci dicono che il Papa è infallibile ma non sempre e che varie volte i Romani Pontefici hanno commesso gravi errori … si vedano i casi di Liberio, Onorio, Giovanni XXII e i casi di Pasquale II e di Pio VII … dunque i Papi possono sbagliare e secondo i grandi Dottori possono cadere in eresia si veda un mio articolo in cui ho presentato quello che afferma s. Alfonso circa la possibilità che un Papa diventi eretico, anche s. Roberto Bellarmino mi pare che dica lo stesso … dunque non è impossibile che un Papa diventi eretico.     

    Dico tutto questo a gloria di Dio che è Verità. Abbiamo ascoltato in questo ultimo anno molti interventi forti di cardinali sulla linea che io ribadisco in questi 2 miei articoli. Voglio precisare anche che nell'altro articolo in cui ho confutato le affermazioni del p. Cavalcoli, intitolato " I divorziati risposati che vivono "more uxorio" non possono ricevere l'Eucaristia. Mia risposta a p. Cavalcoli, e implicitamente, a molti altri con lui." non mi sono firmato per semplice dimenticanza,  tuttavia il sito in cui lo pubblicai permetteva di capire bene chi era l'autore di tale testo,  ora ho provveduto, comunque, ad aggiungere il mio nome a a tale articolo

    Il Signore conservi tutti noi nella sua santa Verità.  Cristo regni.
       Don Tullio Rotondo     

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Mons. Luigi Negri


   

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