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Martedì, 07 Novembre 2017 13:17

Risposta al prof. Buttiglione riguardo alla "Correctio Filialis"

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Cristo regni!

Il prof. Buttiglione ha rilasciato una intervista sulla “Correctio” realizzata da alcuni fedeli cattolici nei confronti del Papa , potete trovare l’intervista qui

http://www.lastampa.it/2017/10/03/vaticaninsider/ita/inchieste-e-interviste/la-correctio-metodo-scorretto-non-discutono-condannano-VSBiQj8z9TVDxisQYvfXpI/pagina.html mentre la “Correctio” si trova qui http://www.correctiofilialis.org/it/

Mi permetto di riflettere su alcune affermazioni del prof. Buttiglione e di rispondere a lui, che tra l’altro non mi pare sia un teologo moralista, perché nei miei studi ho approfondito in modo particolare anche la morale cattolica.

Chiediamo anzitutto a Dio la sua Luce, la sua Sapienza perché essa riempia il nostro cuore, la nostra mente e la nostra vita e possiamo camminare tutti verso il Cielo, sulla via stretta della Croce; iltema che affrontiamo richiede una speciale prudenza, fede e coraggio per certi aspetti, il Signore ci doni queste sante virtù con grande abbondanza.

Leggendo con attenzione la “Correctio” e la risposta del prof. Buttiglione notiamo una cosa fondamentale: la “Correctio” si riferisce non solo a parole ma anche ad atti e omissioni …. il prof. Buttiglione si ferma soltanto alle parole del Papa, quindi la sua risposta appare perciò stesso inconsistente. Sappiamo bene che la “predica” non si fa solo con le parole, è tutta la vita che parla e che permette di diffondere messaggi positivi o negativi. Possiamo diffondere messaggi direttamente o indirettamente come evidenzia bene la “Correctio” attraverso parole, atti e omissioni e va precisato che le parole non sono solo quelle pubbliche da tutti conoscibili, ma anche quelle che si rivolgono privatamente ad alcune persone. Interessanti mi paiono a questo riguardo le affermazioni di Papa Francesco, dette privatamente ad alcuni, e riportate da mons. Forte “ Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati risposati – ha riportato Mons. Forte riferendo una battuta di Papa Francesco – questi non sai che casino che ci combinano. Allora non ne parliamo in modo diretto, fa in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io.” ( http://www.iltimone.org/34632,News.html ) Capiamo dunque molto bene che le affermazioni del prof. Buttiglione appaiono inefficaci per rispondere seriamente e profondamente alle varie questioni sollevate dalla “Correctio” che riguardano non solo le parole pubblicamente dette dal Papa ma i suoi atti e le sue omissioni. Ricordiamo poi che il superiore che deve riprendere il suo suddito, per un peccato grave o per un errore che il suddito sta spargendo, e non lo riprende si rende complice di tale peccato grave e di tale diffusione di errore; quando il superiore appoggia tale peccato o tale errore in modo diretto ma nascosto per es. con indicazioni che dà anche privatamente o in altro modo simile, particolarmente pesante è la sua complicità anche se non è evidente.

Invochiamo la Sapienza di Dio in particolare sul Papa ma su tutti i superiori perché in tutto siano al servizio della Verità per il bene loro e dei loro sudditi ma chiediamo anche per noi luce sicché possiamo capire meglio i segni dei tempi.

Per capire meglio ciò che dice la “Correctio” e per capire meglio la situazione che stiamo vivendo, ci pare importante presentare ciò che afferma il card. Caffarra su ciò che si sta verificando a seguito della Amoris Laetitia: “ “Beatissimo Padre, è trascorso ormai un anno dalla pubblicazione di «Amoris Laetitia». In questo periodo sono state pubblicamente date interpretazioni di alcuni passi obiettivamente ambigui dell’Esortazione post-sinodale, non divergenti dal, ma contrarie al permanente Magistero della Chiesa. Nonostante che il Prefetto della Dottrina della Fede abbia più volte dichiarato che la dottrina della Chiesa non è cambiata, sono apparse numerose dichiarazioni di singoli Vescovi, di Cardinali, e perfino di Conferenze Episcopali, che approvano ciò che il Magistero della Chiesa non ha mai approvato. Non solo l’accesso alla Santa Eucarestia di coloro che oggettivamente e pubblicamente vivono in una situazione di peccato grave, ed intendono rimanervi, ma anche una concezione della coscienza morale contraria alla Tradizione della Chiesa. E così sta accadendo – oh quanto è doloroso constatarlo! – che ciò che è peccato in Polonia è bene in Germania, ciò che è proibito nell’Arcidiocesi di Filadelfia è lecito a Malta. E così via. Viene alla mente l’amara constatazione di B. Pascal: «Giustizia al di qua dei Pirenei, ingiustizia al di là; giustizia sulla riva sinistra del fiume, ingiustizia sulla riva destra». ( http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/09/06/carlo-caffarra-profeta-inascoltato-lultima-sua-lettera-a-papa-francesco/ ) … sottolineo che sono parole di un famosissimo moralista … cardinale …che trovano eco nelle parole di un altro grande teologo moralista unanimemente riconosciuto tale, mons. Melina, di cui invito a leggere questo importante intervento ( http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/06/28/livio-melina-le-sfide-di-amoris-laetitia-per-un-teologo-della-morale/ ) in cui mons. Melina dice:“La pluralità delle interpretazioni tra loro incompatibili è fonte di confusione prima di tutto tra vescovi e presbiteri. Infatti se essa può stimolare interessanti discussioni e approfondimenti teologici, porta sconcerto e danno alla pastorale concreta. Ciò che è permesso a Malta o in Germania, non lo è a Philadelphia o in Polonia. Gli ormai famosi “dubia” proposti al Santo Padre da alcuni Cardinali e poi ripresi da vescovi e teologi hanno messo in evidenza secondo una forma tradizionale e rispettosa perplessità legittime circa la compatibilità di talune interpretazioni di «Amoris Laetitia» con il Magistero della Chiesa e in particolare con l’enciclica di San Giovanni Paolo II «Veritatis splendor» che purtroppo non viene mai citata nella stessa esortazione post-sinodale. Si tratta di questioni ineludibili sulla coerenza di queste interpretazioni con principi essenziali di morale e di dottrina sacramentaria.” … questioni ineludibili sulla coerenza di queste interpretazioni con principi essenziali di morale e di dottrina sacramentaria ….

Preghiamo perché la Verità di Cristo sia chiaramente proclamata e ribadita in ogni Diocesi, da ogni Vescovo e da ogni fedele cattolico.

Notiamo che sia Caffarra che Melina sono stati presidi del “Giovanni Paolo II” … hanno scritto libri di notevole importanza nel campo della teologia morale, sono evidentemente profondi conoscitori della sana dottrina, profondi conoscitori delle attenuanti … hanno vissuto tutta una vita da teologi moralisti, il card. Caffarra è stato nella Commissione Teologica Internazionale , tutti titoli che, ci pare importante notare, il professore Buttiglione non ha né in teologia, né tantomeno in teologia morale. Invito i lettori a guardare i curriculum vitae del card. Caffarra ( https://www.chiesadibologna.it/biografia-caffarra-carlo-cardinale-arcivescovo-metropolita.html) di mons. Melina (http://www.istitutogp2.it/dblog/articolo.asp?articolo=99 ) e del prof. Buttiglione (http://www.europarl.europa.eu/hearings/commission/2004_comm/pdf/cv_buttiglione_en.pdf ); se notate c’è una abissale differenza per quanto riguarda i titoli in teologia morale dei 2 moralisti di cui ho appena parlato e il prof. Buttiglione, peraltro neanche il card. Muller può vantare simili titoli e competenze in teologia morale visto che il card. Muller si è dedicato all» approfondimento di altri settori della teologia come si vede dal suo curriculum vitae ( http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/muller/rc_con_cfaith_doc_20160519_biografia-muller_it.html#1._Vita_e_curriculum_universitario ). Le parole di Caffarra e Melina sono parole di grandi moralisti che perciò hanno un grande peso e vengono da persone che hanno dedicato una vita alla teologia morale e conoscono a fondo la sana dottrina e dall’alto della loro sapienza teologica conoscono, giudicano e ci parlano, dall’alto della sua sapienza mons. Melina ha parlato di “questioni ineludibili sulla coerenza di queste interpretazioni con principi essenziali di morale e di dottrina sacramentaria”, un vero competente come lui si è accorto di questo, ovviamente chi è poco competente può non rendersi conto di ciò di cui si rende conto un vero esperto. I cardinali Burke , Meisner e Brandmuller erano certamente d» accordo con il card. Caffarra, loro compagno nella “posizione” dei dubia al Papa, in questa denunzia della situazione attuale e vari di loro sono o erano riconosciuti esperti o addirittura super esperti di discipline teologiche … e sono o erano cardinali di riconosciuta integrità morale e capacità … . Peraltro il card. Burke è un famoso canonista e conosce bene, tra l’altro, la dottrina delle attenuanti di cui parla il prof. Buttiglione. Le parole degli esperti teologi appena citati si uniscono a quello che dice la Correctio, per certi aspetti e le situazioni da essi denunziate ci pare che continuino a produrre il male che essi indicano senza che il Papa ponga mano a fermarlo. Nella Correctio si fa riferimento al fatto che il Papa non ha risposto ai dubia dei 4 cardinali ma il Papa non ha neanche ricevuto gli stessi nonostante il card. Caffarra appunto per ricevere udienza gli avesse mandato una lettera con le parole che sono scritte sopra. La Correctio pone appunto tale atteggiamento del Papa con i cardinali come eloquente per potere affermare che con le sue parole, atti e omissioni sta sostenendo posizioni eretiche. Notiamo che anche il card. Muller nel suo articolo apparso qualche giorno fa, che è parte della presentazione al libro del prof. Buttiglione che uscirà in novembre, si ferma all’esame della sola Amoris Laetitia ma non va agli atti e alle omissioni di cui parla la Correctio ( http://www.lastampa.it/2017/10/30/vaticaninsider/ita/vaticano/comunione-ai-risposati-mller-nella-colpa-possono-esserci-attenuanti-uK39UZsbZ580Xv9cVK2kUP/pagina.html); la nostra riflessione sulle parole del card. tedesco la riserviamo ad un» altro momento, successivo alla pubblicazione del libro del prof. Buttiglione, ma già ora ribadiamo con chiarezza che chi vuole rispondere veramente e profondamente alla Correctio non può fermarsi all’esame della sola Amoris Laetitia perché la “Correctio” parla di parecchie altre cose cioè “parole , atti e omissioni”.

Preghiamo per il Papa e per la Chiesa perché la Verità di Cristo sia proclamata dal Papa , dai Vescovi e da tutti i cattolici con grande efficacia e precisione, preghiamo perché il Signore liberi i nostri Pastori da ogni errore dottrinale.

Passiamo ora a vedere ulteriori errori che paiono emergere dall» intervista del professore pugliese.

Il prof. Buttiglione dice “Gesù non ha scritto un manuale di metafisica e nemmeno di teologia. Si è affidato a un gruppo di uomini e poi a uno, Pietro. Ha promesso loro l’assistenza dello Spirito Santo. Qui un gruppo di uomini si ergono a giudici sopra il Papa. Non espongono obiezioni, non discutono. Giudicano e condannano. Chi li ha autorizzati a costituirsi giudici sopra il Papa?”

Invitiamo il prof. Buttiglione a studiare a fondo la storia della Chiesa e la S. Scrittura scoprirà anzitutto che il Papa non è sempre infallibile e quindi che può essere corretto, s. Alfonso de» Liguori ( «Verità della Fede» p. III CAPIX ‚§. 4 ) http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_P3BB.HTM ) e altri Dottori (s. Roberto Bellarmino) hanno anche contemplato la possibilità che un Papa possa cadere in eresia e quindi cessi di essere Vicario di Cristo. La correzione di un Papa può e deve essere anche pubblica in alcuni casi (cfr. mio articolo http://www.apologetica-cattolica.net/teologia/teologia-morale/a-proposito-del-padre-weinandy-della-situazione-attuale-e-delle-critiche-a-lui-rivolte-dal-teologo-strynkowski-i-parte-della-risposta-la-donum-veritatis-anche-va-interpretata.html ; il prof. De Mattei ha scritto un interessante articolo su questo tema https://www.corrispondenzaromana.it/quando-la-correzione-pubblica-e-urgente-e-necessaria/ ) Il Papa non è sempre infallibile ma solo in certi momenti, in altri casi può errare e di fatto la storia della Chiesa riporta vari casi di gravi errori papali con evidente scandalo, purtroppo, si pensi ai Papi Onorio ( Denz-Hün 550 ss. 561 ss.), Liberio ( cfr. anche Denz-Hün 138 ss.) Giovanni XXII (Denz-Hün 990 s.) ed altri. Abbiamo vari casi di errori dei Papi, nella storia della Chiesa, e di sante e giuste correzioni da parte di uomini di Dio … anche s. Paolo corresse s. Pietro che allora era Papa … Ugualmente fu corretto Giovanni XXII quando errò … lo stesso accadde ad altri. La Chiesa non è un insieme di persone che seguono a occhi chiusi il Papa qualsiasi cosa dica. Chiediamo al Signore di donarci piena luce per intendere in profondità quale deve essere il nostro giusto rapporto con il s. Padre e come viverlo in pienezza nella Verità.

Joseph Ratzinger , poi Benedetto XVI, ha scritto quanto segue “«la critica dei pronunciamenti papali sarà possibile e addirittura necessaria, nella misura in cui manca di sostegno nella Scrittura e nel Credo, cioè nella fede di tutta la Chiesa.
Quando non è possibile né il consenso di tutta la Chiesa, né è disponibile una chiara evidenza delle fonti, una decisione vincolante definitiva non è possibile. Se fosse formalmente accaduto, un tale evento, mancherebbero le condizioni per un tale atto, e pertanto dovrebbe essere sollevata una questione sulla sua legittimità». (“Das neue Volk Gottes: Entwürfe zur Ekklesiologie”, (Düsseldorf: Patmos, 1972) p. 144;“Fede, ragione, verità e amore” , (Lindau 2009), p. 400.)

In un recente documento della Commissione Teologica Internazione ( Commissione Teologica Internazionale “Sensus Fidei nella vita della Chiesa” http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_cti_20140610_sensus-fidei_it.html) leggiamo ai nn. 2021“. Nella Prima lettera di Giovanni si cita la Tradizione apostolica (1Gv 1,14) e i lettori sono invitati a ricordarsi del proprio battesimo: «Voi avete ricevuto l’unzione dal Santo, e tutti avete la conoscenza» (1Gv 2,20). La lettera prosegue: «E quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che qualcuno vi istruisca. Ma, come la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera e non mentisce, così voi rimanete in lui come essa vi ha istruito» (1Gv 2,27). Infine, nel libro dell’Apocalisse, Giovanni il profeta ripete in tutte le sue lettere alle Chiese (cf. Ap 23): «Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese» (Ap 2,7 e altri). Si comanda ai membri delle Chiese di prestare attenzione alla parola vivente dello Spirito, di riceverla e di rendere gloria a Dio. È per l’obbedienza della fede, essa stessa un dono dello Spirito, che i fedeli sono in grado di riconoscere l’insegnamento che ricevono come autentico insegnamento del medesimo Spirito e di rispondere alle istruzioni che sono loro date.” Sempre in questo documento possiamo leggere, ancora ai nn. 4952: “49. Il sensus fidei fidelis è una sorta di istinto spirituale che permette al credente di giudicare in maniera spontanea se uno specifico insegnamento o una prassi particolare sono o meno conformi al Vangelo e alla fede apostolica. È intrinsecamente legato alla virtù della fede stessa; deriva dalla fede e ne costituisce una proprietà.[62] Lo si paragona a un istinto perché non è in primo luogo il risultato di una deliberazione razionale, ma prende piuttosto la forma di una conoscenza spontanea e naturale, una sorta di percezione (aisthêsis). Il sensus fidei fidelis proviene innanzitutto e soprattutto dalla connaturalità che la virtù della fede stabilisce fra il soggetto credente e l’oggetto autentico della fede, ossia la verità di Dio rivelata in Cristo Gesù. In generale, la connaturalità fa riferimento a una situazione in cui un’entità A intrattiene con un’altra entità B una relazione così intima che A prende parte alle disposizioni naturali di B, come se si trattasse delle sue proprie. La connaturalità permette una forma di conoscenza originale e profonda. Nella misura, ad esempio, in cui due amici sono uniti, il primo diviene capace di giudicare in modo spontaneo ciò che conviene all’altro, poiché condivide le inclinazioni stesse dell’altro e comprende così per connaturalità ciò che è buono o cattivo per lui. In altre parole, si tratta di una conoscenza di ordine diverso dalla conoscenza oggettiva, la quale procede per via di concettualizzazione e di ragionamento. È una conoscenza per empatia, o una conoscenza del cuore.… 52. Ogni virtù ha un duplice effetto: in primo luogo inclina naturalmente la persona che la possiede verso un oggetto (un certo tipo d’azione) e in secondo luogo la allontana spontaneamente da tutto ciò che è contrario a tale oggetto.”

Facciamo notare inoltre che il Magistero papale ha dei limiti ben precisi che non può oltrepassare.

In un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede, firmato dallo stesso J. Ratzinger leggiamo : “Il Romano Pontefice, come tutti i fedeli, è soggetto alla Parola di Dio, alla fede cattolica ed è il garante dell’obbedienza della Chiesa, in questo senso è «servus servorum Dei». Non decide arbitrariamente ma è portavoce della volontà del Signore, che parla all’uomo nelle Scritture, vissuto e interpretato dalla tradizione, in altre parole, l’episcope del primato ha limiti fissati dalla legge divina e dalla costituzione divina e inviolabile della Chiesa, trovata nella Rivelazione.  Pietro è la roccia che garantisce una rigorosa fedeltà alla Parola di Dio contro l’arbitrarietà e il conformismo: da qui la natura martyrologica del suo primato”. (“Il primato del Successore di Pietro nel Mistero della Chiesa”, n.7 http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19981031_primato-successore-pietro_it.html). Se il Papa va fuori dei limiti fissati alla sua azione, va evidentemente corretto.

Papa Benedetto disse “Il potere conferito da Cristo a Pietro e ai suoi successori è, in senso assoluto, un mandato per servire. La potestà di insegnare, nella Chiesa, comporta un impegno a servizio dell’obbedienza alla fede. Il Papa non è un sovrano assoluto, il cui pensare e volere sono legge. Al contrario: il ministero del Papa è garanzia dell’obbedienza verso Cristo e verso la Sua Parola. Egli non deve proclamare le proprie idee, bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all’obbedienza verso la Parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, come di fronte ad ogni opportunismo.… Il Papa è consapevole di essere, nelle sue grandi decisioni, legato alla grande comunità della fede di tutti i tempi, alle interpretazioni vincolanti cresciute lungo il cammino pellegrinante della Chiesa. Così, il suo potere non sta al di sopra, ma è al servizio della Parola di Dio, e su di lui incombe la responsabilità di far sì che questa Parola continui a rimanere presente nella sua grandezza e a risuonare nella sua purezza, così che non venga fatta a pezzi dai continui cambiamenti delle mode. La Cattedra è — diciamolo ancora una volta — simbolo della potestà di insegnamento, che è una potestà di obbedienza e di servizio, affinché la Parola di Dio — la sua verità! — possa risplendere tra di noi, indicandoci la strada.” ( Benedetto XVI, Omelia del 7 maggio 2005 https://w2.vatican.va/content/benedictxvi/it/homilies/2005/documents/hf_ben-xvi_hom_20050507_san-giovanni-laterano.html).

S. Giovanni Paolo II affermò “ Il  Romano  Pontefice, infatti, ha  la  «sacra potestas»  di insegnare  la  verità  del  Vangelo, amministrare i sacramenti e governare pastoralmente  la  Chiesa  in  nome  e  con  l’autorità  di Cristo, ma tale potestà non include in sé alcun potere sulla Legge divina naturale o positiva.” (Discorso del 21-1-2000 https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/2000/jan-mar/documents/hf_jp-ii_spe_20000121_rota-romana.html )

In questa linea affermarono i Vescovi tedeschi: “Il Papa “è soggetto al diritto divino e vincolato dall’ordinamento dato da Gesù Cristo alla sua Chiesa . Il Papa non può modificare la costituzione che la Chiesa ha ricevuto dal suo Fondatore.… La Costituzione della Chiesa appoggia i suoi cardini su un fondamento che viene da Dio e quindi non può essere in balia dell’arbitrio umano.… Come il Concilio Vaticano ha esposto con parole chiare e comprensibili e e come la natura stessa della cosa si manifesta, l’infallibilità è una proprietà che si riferisce solo al supremo Magistero del Papa; e questo coincide precisamente con l’ambito del Magistero infallibile della Chiesa in genere ed è legato a ciò che è contenuto nella S. Scrittura e nella Tradizione, come pure alle definizioni già emanate dal Magistero ecclesiastico”. (Dichiarazione dei Vescovi tedeschi 1875 , Denz-Hün 3114; testo lodato e approvato da Papa Pio IX con la “Mirabilis illa constantia” del 1875, Denz-Hün 3117).

Nella “Correctio” si afferma quanto segue “Ci è consentito fare questa correzione in virtù della legge naturale, della legge di Cristo e della legge della Chiesa, tre cose che Vostra Santità è chiamato dalla divina Provvidenza a proteggere.Dalla legge naturale: poiché come gli inferiori per natura hanno il dovere di obbedire ai loro superiori in tutte le cose previste dalla legge, così essi hanno il diritto di essere governati secondola legge e pertanto di insistere, qualora ci fosse bisogno, che i loro superiori così governino. Dalla legge di Cristo: poiché il suo Spirito ispirò l’apostolo Paolo di rimproverare Pietro in pubblico quando quest’ultimo non agì secondo la verità del Vangelo (Gal 2). San Tommaso d’Aquino nota

che questo rimprovero pubblico di un inferiore al superiore fu lecito in ragione dell’imminente

pericolo di scandalo concernente la fede (Summa Theologiae 2a 2ae, 33, 4 ad 2) e la “Glossa di

Sant’Agostino” aggiunge che, in quell’occasione, «Pietro stesso diede l’esempio ai superiori di non

sdegnare di essere corretti dai sudditi, quando capitasse loro di allontanarsi dalla giusta via» (ibid).

Anche la legge della Chiesa ci costringe a ciò, poiché afferma che «i fedeli […]in modo

proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, […] hanno il diritto, e

anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il

bene della Chiesa» (Codice di Diritto Canonico, can. 212, § 2 e 3; Codice dei Canoni delle Chiese orientali, can. 15, § 3).

Dio doni ai cattolici di saper correggere coraggiosamente, umilmente ma anche efficacemente il Papa quando erra.

Come ben si vede la “Correctio” è teologicamente ben fondata, contrariamente a quanto pare affermare il prof. Buttiglione. Come si vede gli autori della “Correctio” spiegano molto bene da dove viene ad essi di correggere … si ha l’impressione che il prof. Buttiglione non abbia letto a fondo la “Correctio” prima di rispondere o che sia poco competente a fare una seria risposta teologica ad un testo realizzato da teologi professionisti e firmato da Vescovi … d» altra parte il prof. Buttiglione, a differenza di vari firmatari della “Correctio” non pare che abbia una riconosciuta e profonda competenza, a livello di studi, in teologia come ci pare che emerga da questo suo curriculum vitae ( http://www.europarl.europa.eu/hearings/commission/2004_comm/pdf/cv_buttiglione_en.pdf)

… E francamente si resta piuttosto colpiti nel vedere che una persona con competenze riconosciute in altri campi del sapere ma non in teologia, voglia mettersi a criticare e in questo modo così debolmente teologico un testo, come la “Correctio”, che ha certamente richiesto molto tempo di preparazione e molte revisioni da parte dei realizzato ed è stata realizzata da teologi professionisti.

Dio ci illumini e ci doni di manifestare solo la sua Sapienza e in essa ci pare di dover dire che elaborare una “Correctio” al Papa è un qualcosa di eccezionale che richiede normalmente molto studio, molta prudenza , molta precisione; chi vuole rispondere ad essa seriamente deve farlo con grande attenzione e profondità altrimenti non fa altro che dimostrare, a chi conosce la teologia, la competenza di coloro che hanno scritto la “Correctio” e la poca competenza per non dire, Dio non voglia, la superbia propria. Notiamo che la Correctio a differenza della intervista al professore pugliese, contiene precise citazioni , riferimenti , indicazione delle fonti da cui ha preso le sue affermazioni, insomma è un testo teologico che, finora non mi pare sia stato smentito e non mi pare abbia avuto solide risposte teologiche. La teologia è scienza e si fa con competenza e precisione e con termini appropriati e con grande carità.

Preghiamo ancora per il Papa perché esamini a fondo questi testi a Lui inviati e ribadisca con forza la Verità di Cristo e intervenga a condannare gli errori.

A proposito della Correctio Filialis e dell’operato della Congregazione per la Dottrina della Fede , citata dal professore in questione nella intervista, va notato che si tratta di due cose completamente differenti come si può ricavare dalla stessa “Correctio” allorché afferma che tale correzione non è quella che fanno i superiori ecclesiastici agli inferiori, la Congregazione succitata opera sui sudditi come organo di azione del Papa e come tale può convocare persone sospette di eresia, può esaminare tutta la loro posizione, può porre domande, chiedere chiarimenti sulla base del Diritto Canonico, il che non è consentito nei confronti del Papa , dunque appare fuori luogo l’affermazione del prof. Buttiglione secondo cui «Ai correttori piace atteggiarsi a Nuovo Sant’Uffizio ma evidentemente non ne conoscono bene le procedure…». Una affermazione che appare anche offensiva, per certi aspetti … non trovate ? … peraltro un’affermazione del tutto fuori luogo se si considera che i relatori della “Correctio” hanno scritto anzitutto al Papa per mettersi in contatto con lui come figli non come superiori … ma il Papa non ha risposto … e non ha risposto neppure ai cardinali che presentavano “dubia” … e neppure ha risposto quando gli stessi cardinali hanno chiesto udienza.

Il Signore doni a tutti e specialmente a chi scrive o parla per difendere la Verità di usare termini giusti e di diffondere la vera sapienza nella vera carità , nella vera misericordia che peraltro ci porta a consigliare i dubbiosi e a diffondere intorno a noi la Luce della Verità.

Torniamo sulla frase del prof. Buttiglione secondo cui: “Qui un gruppo di uomini si ergono a giudici sopra il Papa. Non espongono obiezioni, non discutono. ” Non discutono … ma per discutere occorre essere in due …e occorre rispondere … Notiamo che la “Correctio” fu indirizzata, diverso tempo prima della pubblicazione, al Papa, ma il Papa non solo non ha risposto direttamente a coloro che hanno scritto la “Correctio” ma non ha risposto neppure ai cardinali che hanno presentato i “Dubia” e non li ha neppure ricevuti quando hanno fatto richiesta di udienza ( http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/09/06/carlo-caffarra-profeta-inascoltato-lultima-sua-lettera-a-papa-francesco/ )… dunque riguardo alla discussione e al dialogo è bene che il prof. Buttiglione chieda al Papa perché non risponde …

Dio doni a tutti Luce e Sapienza perché la Verità di Cristo sia ribadita con coraggio e nella santa unità di Cristo, nella santa carità.

Riprendiamo ancora la frase del prof. Buttiglione più sopra esaminata “Gesù non ha scritto un manuale di metafisica e nemmeno di teologia. Si è affidato a un gruppo di uomini e poi a uno, Pietro. Ha promesso loro l’assistenza dello Spirito Santo. Qui un gruppo di uomini si ergono a giudici sopra il Papa. Non espongono obiezioni, non discutono. Giudicano e condannano. Chi li ha autorizzati a costituirsi giudici sopra il Papa?” Gesù … e il giudizio … Chiediamo luce a Dio per conoscere meglio, tutti, Gesù e il giudizio di cui parla la Bibbia.

Facciamo notare anzitutto che la Scrittura Sacra ha per autore principale lo stesso Cristo in quanto Dio, basta leggere il Catechismo per saperlo (Catechismo Chiesa Cattolica n. 105) … Gesù è Dio – uomo, è Sapienza somma, e anche come uomo aveva pienezza di visione beata e di scienza infusa, come dice s. Tommaso e il Magistero … dunque come uomo era ed è sommo teologo e sommo filosofo e la vera teologia e la vera filosofia si compiono per partecipazione a Lui che è Verità …. e Lui ci dona la sua sapienza anche per giudicare , infatti il Vangelo e più generalmente la Bibbia non ci dice di non giudicare ma di giudicare con giusto giudizio e anche di condannare con sapienza, perciò la Chiesa giudica e condanna e non fa questioni quando anche lo Stato giudica e condanna secondo retto giudizio… Metto qui di seguito alcuni testi biblici molto significativi …

Giovanni 7,24 Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio!».

1Corinzi 2,14 L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito.

1Corinzi 2,15 L’uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno.

1Corinzi 14,20 Fratelli, non comportatevi da bambini nei giudizi; siate come bambini quanto a malizia, ma uomini maturi quanto ai giudizi. Efesini 5,11 e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente …

Efesini 5,13 Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce.

La Scrittura ci porta a giudicare e condannare con sapienza. La s. Scrittura ci invita ad essere sapienti della sapienza di Cristo … perché Dio ci vuole donare la sapienza in Cristo …

Proverbi 4,5 “Acquista la sapienza, acquista l’intelligenza; non dimenticare le parole della mia bocca e non allontanartene mai.” Proverbi 3,13 “Beato l’uomo che ha trovato la sapienza e il mortale che ha acquistato la prudenza” Efesini 1,17 “ ..perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui.” 1 Cor. 2 “Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo”. E s. Tommaso d» Aquino proprio commentando questo testo afferma ““nos autem”, scilicet spirituales viri, “sensum Christi habemus” idest recipimus in nobis sapientiam Christi ad iudicandum.» (In I Cor., c.2 lec.3.) che significa : noi, cioè gli uomini spirituali, abbiamo il pensiero di Cristo cioè abbiamo ricevuto la sapienza di Cristo per giudicare . Dio ci riempia di questa sapienza perché possiamo diffonderla ovunque e sempre.

Cristo ci dona la sapienza per fare teologia e per giudicare riguardo alla verità di affermazioni in campo teologico e quindi ci dona anche di riprovare e condannare gli errori; la sapienza di Cristo ci porta ad obbedire e seguire gli insegnamenti pontifici se sono secondo Cristo , altrimenti ci porta a non obbedire e a non seguire tali insegnamenti e anzi ad opporci ad essi con la sapienza e la carità di Cristo. La Congregazione per la Dottrina della Fede , citata dal prof. Buttiglione, opera in fondo per mandato di Cristo …. la Chiesa ha per sommo Capo Cristo, che può parlare e condannare anche attraverso Vescovi, sacerdoti e laici; la storia della Chiesa e la sana teologia insegnano cose molto interessanti a questo riguardo se le studiamo nella luce della verità. IL SIGNORE NON SI LEGA LE MANI, MA NELLA STORIA OPERA, GIUDICA E CONDANNA ANCHE ATTRAVERSO PERSONE SAPIENTI CHE NON SONO PAPI E A VOLTE PROPRIO QUESTI NON-PAPI HANNO GIUSTAMENTE GIUDICATO E CONDANNATO IN VARIA MANIERA AFFERMAZIONI PAPALI … Si pensi alla alla condanna di Papa Onorio nel III Concilio di Costantinopoli ( Denz-Hün 550 ss. 561 ss.)  condanna realizzata da Vescovi e poi confermata da un Papa “.… il santo e universale sinodo disse: Alla perfetta conoscenza e conferma della retta fede sarebbe stato sufficiente questo pio e ortodosso simbolo della grazia divina. Ma poiché non restò inattivo colui che fin dall’inizio fu l’inventore della malizia e che, trovando un aiuto nel serpente, per mezzo di esso introdusse la velenosa morte nella natura umana, così anche ora, trovati gli istrumenti adatti alla propria volontà: alludiamo a Teodoro, che fu vescovo di Fara; a Sergio, Pirro, Paolo, Pietro, che furono presuli di questa imperiale città; ed anche a Onorio, che fu papa dell’antica Roma; a Ciro, che fu vescovo di Alessandria, e a Macario, recentemente vescovo di Antiochia, e a Stefano, suo discepolo; trovati, dunque, gli istrumenti adatti, non si astenne, attraverso questi, dal suscitare nel corpo della chiesa gli scandali dell’errore; e con espressioni mai udite disseminò in mezzo al popolo fedele la eresia di una sola volontà e di una sola operazione in due nature di una (persona) della santa Trinità, del Cristo, nostro vero Dio, in armonia con la folle dottrina falsa degli empi Apollinare, Severo e Temistio; e cercò in tutti i modi di toglier di mezzo con ingannevole invenzione la perfezione dell’incarnazione dello stesso ed unico signore Gesù Cristo, nostro Dio, e introdusse, quindi, funestamente una carne senza volontà e senza operazione propria, benché fornita di vita intellettuale”.http://www.intratext.com/IXT/ITA0135/_P1.HTM#BI

Si pensi alla condanna dell» errore di Giovanni XXII: “Tra coloro che intervennero nel dibattito, furono Guillaume Durand de Saint Pourcain, vescovo di Meaux (12701334), che accusò il Papa di riproporre le eresie dei catari, il domenicano inglese Thomas Waleys (13181349), che per la sua resistenza pubblica soffrì processo e prigionia, il francescano Nicola da Lira (12701349) e il cardinale Jacques Fournier (12801342), teologo pontificio, autore di un trattato De statu animarum ante generale iudicium.” ( R. de Mattei “Un Papa che cadde nell» eresia; Giovanni XXII …” https://www.corrispondenzaromana.it/un-papa-che-cadde-nelleresia-giovanni-xxii-e-la-visione-beatifica-dei-giusti-dopo-la-morte/) …. “Giovanni XXII – ha scritto il cardinale Schuster – «ha delle gravi responsabilità innanzi al tribunale della storia (…)», perché «offrì alla Chiesa intera lo spettacolo umiliante dei principi, del clero e delle università che rimettono il Pontefice sulla retta via della tradizione teologica cattolica, mettendolo nella dura necessità di disdirsi» (Idelfonso Schuster o.s.b., Gesù Cristo nella storia. Lezioni di storia ecclesiastica, Benedictina Editrice, Roma 1996, pp. 116117).” ( R. de Mattei “Un Papa che cadde nell» eresia; Giovanni XXII …” https://www.corrispondenzaromana.it/un-papa-che-cadde-nelleresia-giovanni-xxii-e-la-visione-beatifica-dei-giusti-dopo-la-morte/) La ritrattazione dei suoi errori, rilasciata da Giovanni XXII è in Denz. Hun. 990991.

Si pensi, poi, alla condanna dell’errore di Pasquale II “Le trattative andarono in fumo e, cedendo alle intimidazioni del re, Pasquale II accettò un umiliante compromesso, firmato a Ponte Mammolo il 12 aprile del 1111. …L’abate di Montecassino (s. Bruno da Segni n.d.c.), secondo il Chronicon Cassinense (PL, vol. 173, col. 868 C-D), protestò con forza contro quello che definì non un privilegium, ma un pravilegium, e promosse un movimento di resistenza al cedimento papale. In una lettera indirizzata a Pietro, vescovo di Porto, definisce il trattato di Ponte Mammolo un’ «eresia», richiamando le determinazioni di molti concili: «Chi difende l’eresia ‒ scrive ‒ è eretico. Nessuno può dire che questa non sia un’eresia» (Lettera Audivimus quod , in PL, vol. 165, col.1139 B). …Con lo stesso tono di filiale franchezza, Bruno invitava il Papa a condannare l’eresia, perché «chiunque difende l’eresia è eretico» (Lettera Inimici mei, in PL, vol. 163, col. 463 A-D).

Pasquale II non tollerò questa voce di dissenso e lo destituì da abate di Montecassino. L’esempio di san Bruno spinse però molti altri prelati a chiedere con insistenza al Papa di revocare il pravilegium. Qualche anno dopo, in un Concilio che si riunì in Laterano nel marzo del 1116, Pasquale II ritrattò l’accordo di Ponte Mammolo.” ( R. de Mattei “ La resistenza filiale di s. Bruno di Segni a Papa Pasquale IIhttp://www.corrispondenzaromana.it/la-filiale-resistenza-di-san-bruno-di-segni-a-papa-pasquale-ii/ )

Come si può vedere, in alcuni casi coloro che giustamente condannarono le affermazioni dovettero affrontare persecuzioni di vario genere.

Mi permetto di consigliare al prof. Buttiglione di studiare a fondo i casi in cui , nella storia, i Papi hanno sbagliato e di vedere l’atteggiamento che hanno tenuto alcuni cattolici, difensori della Verità, in quelle situazioni, capirà bene quello che dico e probabilmente si meraviglierà molto.

Dio doni a tutti noi la Luce della Verità e il santo coraggio per testimoniarla dinanzi a tutti, anche dinanzi al Papa; preghiamo tutti per il s. Padre perché la Luce divina possa penetrare pienamente nel suo cuore e gli doni di ribadire con forza la santa Verità e di vivere in pienezza, santamente, nella Verità , che è Cristo.

Qui di seguito presento qualche interesse testo da leggere appunto sul tema degli errori dei Papi e sul comportamento di coraggiosi cattolici per far valere la verità anche in opposizione alle affermazioni papali


 

http://www.intratext.com/IXT/ITA0135/_P1.HTM#BI

http://www.treccani.it/enciclopedia/liberio_(Enciclopedia-dei-Papi)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-xxii_%28Enciclopedia-dei-Papi%29/

http://www.apologetica-cattolica.net/teologia/teologia-sacramentaria/tag/Errori%20di%20Papi.html

http://www.corrispondenzaromana.it/la-filiale-resistenza-di-san-bruno-di-segni-a-papa-pasquale-ii/


Don Tullio Rotondo

Dottore in S. Teologia

 

PS. Queste pagine sono solo la prima parte, peraltro decisiva, ci pare, della mia risposta alle affermazioni del prof. Buttiglione, dopo la prossima pubblicazione del suo libro penso di rispondere nuovamente.

 



 

Letto 959 volte Ultima modifica il Mercoledì, 08 Novembre 2017 12:02
Don Tullio

Don Tullio è un sacerdote di Santa Romana Chiesa, Dottore in teologia morale e laurea in giurisprudenza.

https://www.facebook.com/dontullio.rotondo
   

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