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Lunedì, 22 Agosto 2016 20:23

Argentina: sabato sarà beata Mama Antula, coraggiosa evangelizzatrice

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abato 27 agosto sarà beatificata a Santiago del Estero, in Argentina, alla presenza del cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, Maria Antonia de San Jose. Sin dall’espulsione dei gesuiti dai territori americani del Re di Spagna, questa giovane donna, appartenente a un’agiata famiglia di Santiago del Estero, si è impegnata a continuare la loro opera di evangelizzazione, soprattutto la diffusione degli esercizi spirituali.

 

La celebrazione di beatificazione di Maria Antonia de San Jose, detta “Mama Antula” in tutto Sudamerica, si svolgerà il 27 agosto nella città argentina di Santiago del Estero, alla presenza del prefetto della Congregazione per le cause dei santi, cardinale Angelo Amato. Nell’arcidiocesi di Buenos Aires, le celebrazioni avranno inizio la settimana successiva e si concluderanno il 17 settembre con una Messa di ringraziamento per la beatificazione di Maria Antonia che sarà presieduta dall’arcivescovo, cardinale Mario Aurelio Poli, nella cattedrale metropolitana.

Spirito missionario. Non si può non associare la beatificazione di “Mama Antula” alla cerimonia di canonizzazione del “Cura Gaucho”, Jose Gabriel Brochero, prevista a Roma per il prossimo 16 ottobre: le loro vite, infatti, sono legate da un profondo spirito missionario e dalla stessa fiducia negli esercizi spirituali proposti da Sant’Ignazio di Loyola quale metodo per la conversione e l’incontro con il Signore. Maria Antonia de Paz y Figueroa, nata a Santiago del Estero nel 1730 e chiamata “Antula” perche così chiamavano i popoli d’origine “quechua” le donne di nome “Antonia”, è ritenuta da monsignor Santiago Olivera (vicepostulatore della causa di beatificazione) antesignana di padre Jose Gabriel Brochero.

Mamma Antula e il Cura Brochero sono senza dubbio due figure che rappresentano la dimensione missionaria della Chiesa e hanno dimostrato – a cavallo o con il mulo – che la spiritualità ignaziana è una spiritualità di azione. “Andare fin dove Dio non sia conosciuto per farLo conoscere”: questa la definizione che la stessa Mama Antula era solita dare della missione che era chiamata a compiere e che praticava in un mondo che riteneva un luogo di grazia.

Con coraggio e fede. Sin dall’espulsione dei gesuiti dai territori americani del Re di Spagna, questa giovane donna, appartenente a un’agiata famiglia di Santiago del Estero, si è impegnata a continuare la loro opera di evangelizzazione, soprattutto la diffusione degli esercizi spirituali.
In un abito nero da gesuita e con i piedi nudi, unita ad altre donne laiche che come lei si erano consacrate a Dio, Mama Antula ha peregrinato attraverso le terre deserte dell’allora provincia del Tucumàn (attuale Nord argentino) alla ricerca di appoggio e sostegno per la diffusione degli esercizi spirituali. A volte riceveva insulti, a volte sassate. Le gridavano “pazza” e “strega”, dicevano anche che era “un gesuita mascherato” ma la futura beata continuava, con coraggio e grande fede.
     I primi ritiri spirituali furono organizzati tra gli abitanti dei piccoli villaggi di Jujuy, Catamarca, Tucumàn, La Rioja e Cordoba, ma dal 1779 iniziò a organizzarli anche a Buenos Aires nella santa casa di esercizi spirituali da lei fondata, con l’autorizzazione e la benedizione del vescovo che aveva perfino stabilito l’obbligo degli esercizi per tutti gli aspiranti a ricevere gli ordini sacri. Secondo quanto affermato dai postulatori nella causa di beatificazione, tra il 1780 e il 1799, sarebbero passati per la casa di esercizi spirituali da lei creata oltre 70mila persone, tra cui molti personaggi della storia argentina, come Manuel Belgrano e Juan Manuel de Rosas. Mama Antula estese gli esercizi spirituali per tutto il Vicereame: è documentata la visita realizzata dal viceré del Perù, Manuel Queiros e da sua moglie, alla santa casa degli esercizi spirituali, mentre si trovavano a Buenos Aires di ritorno a Madrid.

Figura rappresentativa.

Papa Francesco l’ha voluta beata e figura rappresentativa della donna evangelizzatrice”, ha affermato negli ultimi giorni la superiora generale della “ Sociedad Hijas del Divino Salvador”, suor Zulema N. Zayas, ricordando che già nel 2010 l’allora cardinale Jorge Bergoglio chiese ai giovani dell’arcidiocesi di Buenos Aires di andare a pregare nella chiesa “Nuestra Señora de la Piedad” dove – dal 1799 – giace sepolta Mama Antula. Tra pochi giorni molti fedeli si recheranno proprio in questa chiesa perché, secondo quanto annunciato, dopo la messa prevista per il 17 settembre nella cattedrale di Buenos Aires, si andrà in processione verso la chiesa della Pietà e anche verso la santa casa di esercizi spirituali.

Letto 320 volte Ultima modifica il Lunedì, 22 Agosto 2016 20:48
Admin

Laurea in Teologia presso Facoltà Teologica di Lugano.
Dottorato in Sacra Teologia Biblica presso Pontificia Università Gregoriana.

 

   

Mons. Luigi Negri


   

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