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Venerdì, 28 Febbraio 2014 00:50

I cristiani incoerenti creano scandalo, e lo scandalo uccide

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Francesco a Santa Marta: “A un ateo puoi provare che Dio esiste, e lui non avrà fede. Ma se dai testimonianza di coerenza, qualcosa incomincerà a lavorare nel suo cuore”

DOMENICO AGASSO JR
ROMA

Il cristiano incoerente dà scandalo e lo scandalo uccide: parola di papa Francesco alla Messa in Santa Marta, come da resoconto di Radio Vaticana.

L’omelia ha preso lo spunto dalla Cresima amministrata durante la celebrazione. Chi riceve questo Sacramento – ha detto il Papa – “manifesta la sua voglia di essere cristiano. Essere cristiano significa dare testimonianza di Gesù Cristo”: è una persona che “pensa come cristiano, sente come cristiano e agisce come cristiano. E questa è la coerenza di vita di un cristiano”. Uno può dire anche di avere fede, “ma se manca una di queste cose, non c’è il cristiano”, “c’è qualcosa che non va, c’è una certa incoerenza”.

E i cristiani “che vivono ordinariamente, comunemente nell’incoerenza, fanno tanto male”: “Abbiamo sentito l’apostolo San Giacomo cosa dice ad alcuni incoerenti, che si vantavano di essere cristiani, ma sfruttavano i loro dipendenti, e dice così: ‘Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre e che voi non avete pagato grida; e le proteste dei mietitori sono giunte agli orecchi del Signore Onnipotente’. È forte il Signore. Se uno sente questo, può pensare: ‘Ma questo lo ha detto un comunista!’. No, no, l’ha detto l’apostolo Giacomo! É Parola del Signore. È l’incoerenza. E quando non c’è la coerenza cristiana e si vive con questa incoerenza, si fa lo scandalo. E i cristiani che non sono coerenti fanno lo scandalo”.


“Gesù – ha continuato il Papa — parla troppo forte contro lo scandalo: ‘Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, uno solo di questi fratelli, sorelle che hanno fede, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare’. Un cristiano incoerente fa tanto male” e “lo scandalo uccide”. “Tante volte – ancora Francesco — abbiamo sentito: ‘Ma padre, io credo in Dio, ma non nella Chiesa, perché voi cristiani dite una cosa e ne fate un’altra’”. E ancora: “Io credo in Dio, ma in voi no”. “È per la incoerenza”: 
“Se tu ti trovi davanti – figuriamoci! – davanti un ateo e ti dice che non crede in Dio, tu puoi leggergli tutta una biblioteca, dove si dice che Dio esiste e anche provare che Dio esiste, e lui non avrà fede. Ma se davanti a questo ateo tu dai testimonianza di coerenza di vita cristiana, qualcosa incomincerà a lavorare nel suo cuore. Sarà proprio la testimonianza tua quella che a lui porterà questa inquietudine sulla quale lavora lo Spirito Santo. È una grazia che tutti noi, tutta la Chiesa deve chiedere: ‘Signore, che siamo coerenti’”. 



Dunque, per il Papa, occorre pregare, “perché per vivere nella coerenza cristiana è necessaria la preghiera, perché la coerenza cristiana è un dono di Dio e dobbiamo chiederlo”: “Signore, che io sia coerente! Signore, che io non scandalizzi mai, che io sia una persona che pensi come cristiano, che senta come cristiano, che agisca come cristiano”.

E quando cadiamo per la nostra debolezza, chiediamo perdono: “Tutti siamo peccatori, tutti, ma tutti abbiamo la capacità di chiedere perdono. E Lui mai si stanca di perdonare! Avere l’umiltà di chiedere perdono: ‘Signore, non sono stato coerente qui. Perdono!’. Andare avanti nella vita con coerenza cristiana, con la testimonianza di quello che crede in Gesù Cristo, che sa che è peccatore, ma che ha il coraggio di chiedere perdono quando sbaglia e che ha tanta paura di scandalizzare. Il Signore ci dia questa grazia a tutti noi”.




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Admin

Laurea in Teologia presso Facoltà Teologica di Lugano.
Dottorato in Sacra Teologia Biblica presso Pontificia Università Gregoriana.

 

   

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