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Mercoledì, 30 Settembre 2015 00:00

Il Segno della Croce con l'acqua benedetta

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Perché quando si entra in chiesa ci si segna con l’acqua benedetta?


Una domanda sull’uso dell’acqua benedetta quando si entra o si esce da una chiesa. Risponde don Roberto Gulino, docente di Liturgia alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale.
 

Il segno della croce è tra gli elementi basilari della fede cristiana tanto da essere tra le prime realtà insegnate nella catechesi e tra i primi gesti che accompagnano la preghiera, sia individuale che comunitaria.

Inizialmente tracciato con il pollice sulla fronte o su altre parti del corpo, si estende — dopo i primi secoli — dalla testa al petto e dalla spalla sinistra a quella destra avvolgendo simbolicamente tutto il corpo, quindi la persona e la sua esistenza.

Entrando in una chiesa troviamo sempre la presenza del fonte battesimale o di una pila con acqua benedetta che ci permettono di richiamare la realtà sacramentale del nostro battesimo che ci ha immerso nel mistero pasquale del Signore e che ci ha inserito nella Chiesa-comunità.

Ecco perché quando varchiamo la soglia di una chiesa è importante fare memoria del nostro battesimo utilizzando l’acqua benedetta e avvolgendo il nostro corpo con il segno della croce: è il modo per rivivere la grazia sacramentale dell’essere rinati nel Signore, di risvegliare la consapevolezza di essere parte della Chiesa essendo divenuti pienamente figli di Dio in Cristo, di prendere coscienza del grande dono di amore che abbiamo ricevuto potendo vivere nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Questo gesto, tanto semplice quanto importante, ci aiuta ad entrare in chiesa in modo più consapevole permettendoci di richiamare e di rivivere la grazia fondante della nostra fede cristiana e disponendoci nel modo migliore alla preghiera, sia personale che liturgica.

Per queste caratteristiche direi che è molto importante fare un segno di croce con l’acqua benedetta quando si entra in chiesa, quasi doveroso, mentre è assai meno significativo quando si esce, visto che normalmente concludiamo già la nostra preghiera con un segno di croce (anche se non me la sentirei di parlare di «scorrettezza»).

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Admin

Laurea in Teologia presso Facoltà Teologica di Lugano.
Dottorato in Sacra Teologia Biblica presso Pontificia Università Gregoriana.

 

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