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Domenica, 13 Dicembre 2015 00:00

Dialogo tra credenti

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Rispondo qui a Gaetano Saracino perché la risposta è troppo lunga e non sono riuscito ad inserirla in nessun modo, nel gruppo facebook «Dialogo tra credenti» riportava queste affermazioni:

Con la sola scrittura e la buona volontà TUTTI gli evangelici comprendono che:
– l’uomo è per natura figli d’ira e separato da Dio, quindi ha bisogno di ravvedersi;
– che il ravvedimento è la nuova nascita, mica il pedo-battesimo come insegna il cattolicesimo;
– che siamo salvati per grazia mediante la fede in Cristo;
– che la sola fede basta e avanza per salvarci, senza le opere;
– che le opere sono eventuali PREMI che NULLA hanno a che vedere con la salvezza gratuita;
– che la vera fede(non quella morta, ovvero MAI rigenerata) è accompagnata dalle opere e dai frutti dello Spirito Santo;
– una volta sperimentata la nuova nascita in Cristo possiamo testimoniarlo con il battesimo in acqua;
– che non esiste nessun purgatorio
– che le preghiere vanno rivolte solamente a Dio;
– il cristiano ha la certezza della salvezza, e quando muore va in paradiso, in attesa della risurrezione, quando il Signore tornerà per rapire la sua chiesa;

Sulle cose fondamentali per la SALVEZZA siamo tutti perfettamente d’accordo. 
Io posso divergere quanto vuoi dalle adi, essendo delle assemblee dei fratelli, ma sono stato ad una evangelizzazione adi dove abito io a Carpi, e il messaggio che hanno dato è stato S T U P E N D O ! Il pomeriggio è stato meraviglioso. Quando sento predicare il messaggio della salvezza dalle chiese evangeliche diverse dalla mia sento LO STESSO MESSAGGIO.
Le differenze tra di noi sono un falso problema per quanto riguarda la salvezza. 
Poi, alcune dottrinalmente sono davvero messe maluccio, ma sono fratelli e saranno cmq salvati, cosa che non posso dire di voi cattolici poichè predicate un vangelo totalmente diverso da quello delle scritture, basti pensare alla nuova nascita, dove il cattolicesimo non ha capito NULLA.

Qui sotto la mia risposta:

Quello scritto da Gaetano non è la vera Fede in Cristo ma una delle sue tante varianti umane, tra le tante migliaia presenti nel mondo protestante/ evangelico (abbiamo abbondantemente superato le cinquantamila denominazioni cristiane e ne sorgono di nuove ogni giorno) incapace da sé di Salvare. Non solo, ma per molti aspetti elencati, è persino anti-biblica perché i testi nel loro contesto e con una sana ermeneutica dicono ben altro, come testimoniato fin dai padri della Chiesa che ne capivano di Sacre Scritture certamente molto più di qualsiasi pastore evangelico, studiandole nelle lingue originarie e appronfondendole per un intera vita. Vogliamo credere che erano tutti degli «inetti» incapaci di comprendere le Scritture nel giusto modo? non credo proprio. 
Affermare poi che le differenze tra chiese diverse sono un falso problema è davvero assurdo in quanto le differenti posizioni, spesso divergenti tra loro, fanno di queste chiese una dimostrazione oggettiva delle «combinazioni» quasi infinite di dottrine che è possibile trovare nel mondo evangelico e di cui in italia ve n’è solo una piccola parte. Se Dio è uno solo, se Uno è Cristo il nostro Salvatore, una è la retta via e la dottrina riguardo ad ogni cosa. Non ci si salva l’anima con il «sensazionalismo» presente in certe manifestazioni negli incontri evangelici, in particolare nel mondo pentecostale; non ci si salva perché si canta più forte del vicino o ci si lascia andare al «sonno dello spirito». Queste sono amenità, concretamente mai presenti nelle comunità antiche, sono degli «accidenti» che nulla hanno a che vedere con la «sostanza» della salvezza. Vorrei ora analizzare le affermazioni fatte da Gaetano: 

-  l’uomo è per natura figlio d’ira e separato da Dio, quindi ha bisogno di ravvedersi; 
RISPOSTA: non serve la Bibbia per raggiungere questa verità infatti la quasi totalità dell’antica filosofia riconosceva l’uomo come corrotto e in cerca di liberazione dal mondo e dalle sue stesse passioni. Non è un caso che in seguito alcune di queste filosofie siano sfociate in vere e proprie religioni, in particolare nel mondo orientale (induismo, buddismo ecc.) che proponevano un ascesi dell’uomo per affrancarsi dal proprio stato. Di per sé non è nemmeno un dato oggettivo del cristianesimo in quanto lo stesso ebraismo predicava questa verità che rimase presente nel giudaismo anche dopo Cristo. 

-  che il ravvedimento è la nuova nascita, mica il pedo-battesimo come insegna il cattolicesimo; 
RISPOSTA: Biblicamente parlando la vera rinascita del Cristiano non si ha nel ravvedimento, chiamata da alcuni anche «conversione», questa situazione è propedeutica per il vero ingresso nella grazia di Dio che avviene solo e soltanto per mezzo del battesimo. Lasciamo ora perdere se sia legittimo quello degli infanti o meno, ma tale fu sempre riconosciuto non solo nella pratica effettiva ma altrettanto nella dialettica teologica anche del protestantesimo storico. Quindi la «nuova rinascita» stando alle scritture del nuovo testamento è completa ed effettiva solo dopo il battesimo non certo nel semplice ravvedimento: 
    Gesù esprime un comando perentorio «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato.» (Mt 28,19) Non posso non notare la conclusione :»…insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato.» non dice «scrivendo tutto e lasciando loro questi scritti così che ognuno sarà in grado di capire da sé.» 
     Pietro stesso in Atti ribadisce con forza questa necessità: ««Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo.[…] Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.» (At. 2,3841). Da notare che così fecero da subito e sempre tutti i cristiani. Nel testo della «Didaché» che è praticamente contemporaneo alla redazione degli ultimi vangeli troviamo scritto: «Riguardo al battesimo, battezzate così: dopo aver esposto tutte queste cose, battezzate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in acqua corrente. Se non hai acqua corrente, battezza in altra acqua; se non puoi in acqua fredda, battezza in acqua calda. Se non disponi né dell’uno né dell’altra, versa per tre volte sul capo nel nome di Padre, Figlio e Spirito Santo. Prima del battesimo digiunino colui che battezza, il battezzando e, se lo possono, anche alcuni altri. Ordina però, che chi deve ricevere il battesimo digiuni un giorno o due prima. (Didaché, VII, 14) In documenti posteriori ma non di molto possiamo trovare descrizioni dettagliate sui catecumeni che attendevano il battesimo e nei primi padri apostolici vi è già la spiegazione dell’importanza del Battesimo come sacramento da Gesù stesso istituito per l’ingresso nella Fede e nella vita cristiana (leggere Giustino, Ireneo, il Pastore di Erma, Papia ecc). Quindi biblicamente il battesimo è necessario per la nuova nascita come cristiani. La tradizione poi e la storia stessa testimoniano abbondantemente questo. 

- che siamo salvati per grazia mediante la fede in Cristo; 
RISPOSTA: Sostanzialmente vera questa affermazione, sarebbe da approfondire dialetticamente con chi professa la Fede evangelica perché molto spesso il senso teologico di «grazia» differisce e non poco nel significato inteso dal cattolico e dall’evangelico/protestante. Certo non ci sono dubbi nell’affermare che la Salvezza è un dono esclusivo di Dio e che l’uomo non ne ha alcun diritto né merito. Da qui però ad intendere quella «grazia» come qualcosa di acquisito e di cristallizzato che non necessita di essere accresciuta significa vivere la Fede in Cristo in modo assolutamente passivo e di sotterrare quei talenti ricevuti piuttosto che farli fruttificare per la nostra salvezza.

-  che la sola fede basta e avanza per salvarci, senza le opere;
RISPOSTA: la Scrittura e tutta la tradizione cristiana hanno abbondantemente dimostrato la falsità di questa affermazione. Ovviamente servirebbero pagine e pagine solo per analizzare questo punto ma la Sacra Scrittura è valida tutta non solo nei versetti che più ci aggradano. Le lettere paoline, anch’essa Parola di Dio ispirata, non potranno certamente essere in contrasto con il resto della Scrittura. Bisogna come sempre analizzare ogni contesto e fare un analisi approfondita dei destinatari, dei generi letterari ecc. tutte cose che chi studia Teologia Biblica ben conosce e che non si possono liquidare con un colpo di spugna solo perché non si sono fatti certi studi. 
“La fede senza le opere è morta”. (Gc 2,26)
“Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore?” (Gc 2,20)
“Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta”. ( Gc 2,26)
“Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: appena s’è osservato, se ne va, e subito dimentica com’era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla” (Gc 1,2225)
 Anche questa è Sacra Scrittura e qualsiasi cosa si possa dire a favore o contro si ricadrà sempre nell’interpretazione perché «scritturalmente» il testo è più che chiaro. Quindi chi ha il potere di interpretare rettamente la Sacra Scrittura? Ogni persona che possiede una Bibbia? Cosa ha mostrato la stessa vita di San Paolo. Non si è forse affidato anche alle opere? Eccome. Questo perché nella Fede autentica le due cose sono «inseparabili». Se hai Fede in Cristo questa Fede si tramuterà anche in opere che avranno valore agli occhi di Dio seppur scaturite da una Fede che è dono e grazia. 
     Nel famoso giudizio del Vangelo di Matteo al capitolo 25 non sono le opere elencate da Cristo a fare la differenza tra i beati e i maledetti?
     «Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.  Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,  nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi[…] Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.  Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;  ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.» Ecco che la Scrittura va analizzata e valutata nel suo insieme e non solo ma uno sguardo va anche a tutti quelli che ci precedettero nella Fede per valutare come accolsero la Scrittura. 
   Ma veniamo a San Paolo che è principalmente citato nel mondo evangelico per giustificare l’esclusività della «Sola Fede» ma che ricorda che dopo aver ricevuto la Fede, che è certamente grazia ma questo la Chiesa cattolica non lo ha mai negato, essa va accompagnata dalla carità che si pratica per mezzo delle opere:
“E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla” (1 Cor 13,2).
“Poiché in Cristo Gesù ciò che conta… è la fede che opera per mezzo della carità. (Gal 5,6). Quindi? Qui cosa ci dice San Paolo? Che certamente conta la Fede, ma in che modo? Nel modo che opera per mezzo della carità ecco perché poco sopra ho detto che Fede e opere sono tra loro inseparabili, San Giacomo ben ricordava, come il corpo è unito allo spirito.
La legge che Cristo ci ha portato è la legge dell’amore (Rm 13,8) e l’amore si mostra attraverso le opere (Rm 2,6).
In conclusione: Ovviamente la Fede è indispensabile e le opere da sole non bastano ma non basta nemmeno la Fede da sola perché essere partecipi del Sacrificio di Cristo comporta l’essere operativi nella Fede non solo per le opere di misericordia corporali come aiutare i poveri piuttosto che visitare i carcerati, ma non dimentichiamo che opere «sono» anche l’osservanza dei comandamenti di Dio:
“Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama” (Gv 14,21).
“Chi dice: «Lo conosco» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui” (1 Gv 2,4).

- che la vera fede(non quella morta, ovvero MAI rigenerata) è accompagnata dalle opere e dai frutti dello Spirito Santo;
RISPOSTA: Partiamo da un assunto, la Fede è una sola quindi parlare di Fede morta non ha senso, San Paolo dice bene nella sua lettera agli abitanti di Efeso come in Dio vi sia un Unità: «Un solo corpo, un solo spirito, un solo Signore, una sola Fede, un solo battesimo» (Ef. 4,4). Certamente vero che la vita nella Fede in Cristo è accompagnata da opere e da frutti suscitati dallo Spirito Santo ma questi segni sono tanto più autentici quanto più si è uniti a Cristo e tanto più «illusori» quando alla Fede non corrisponde una «vita nella Grazia». Chi vive nel peccato attuale non può essere sotto l’azione dello Spirito Santo perché Dio non tollera «l’empio». Gesù stesso ha chiaramente detto: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.  Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?  Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.»(Mt. 7,21)
      Quindi nel giorno del giudizio molti di coloro che si ritenevano cristiani e che per un intera vita furono convinti di lavorare per Cristo sostenuti da segni e persino miracoli si accorgeranno che non provenivano da Dio ma da colui che è «menzognero e padre della menzogna» (Gv. 8,44). Sappiamo bene come anche satana compie prodigi pur di confondere l’uomo che cerca Dio. Aggiungo, che se si sostiene l’azione dello Spirito Santo in molte chiese evangeliche e pentecostali dove il «parlare in lingue», per esempio, viene interpretato come azione di questo spirito non possono essere che ancor più veraci le testimonianze in casa cattolica che presentano segni, miracoli, prodigi, ad opera di  tantissimi santi nell’arco di duemila anni di cristianesimo. È assurdo liquidare tutto questo, come ho spesso sentito dire da evangelici come opera di satana. Se quindi sappiamo che vi è un Solo Spirito e questo Spirito è veritiero «perché prenderà del mio e ve l’annunzierà»  (Gv. 16,14) di conseguenza lo Spirito Santo non potrà essere là dove non ci sia «la verità tutta intera» (Gv. 16,13) Cristo non può essere presente in migliaia di «chiese cristiane» che affermano dottrine differenti e che sono apparse all’orizzonte secoli e secoli dopo la venuta di Cristo volendo tutte rimpiazzare una Chiesa già esistente e tutte affermando con sicumera certezza di essere gli unici a saper interpretare correttamente la Bibbia e il volere di Cristo stesso. 

- una volta sperimentata la nuova nascita in Cristo possiamo testimoniarlo con il battesimo in acqua;
RISPOSTA: In parte ho già risposto sopra quando si parlava di Battesimo, ribadiamo che il battesimo, sacramento per eccellenza dell’iniziazione cristiana, è fondamentale per essere veri cristiani e quindi partecipi della vita divina in Cristo. Non è un semplice segno come si vuole far credere ma una necessità «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio.» (Gv. 3,5). Secondo l’apostolo san Paolo, mediante il Battesimo il credente comunica alla morte di Cristo; con lui è sepolto e con lui risuscita: » Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6,34). I battezzati si sono « rivestiti di Cristo ». Mediante l’azione dello Spirito Santo, il Battesimo è un lavacro che purifica, santifica e giustifica. Il Battesimo è quindi un bagno d’acqua nel quale «il seme incorruttibile» della Parola di Dio produce il suo effetto vivificante. Sant’Agostino dirà del Battesimo: «Accedit verbum ad elementum, et fit sacramentum»,  «Si unisce la parola all’elemento, e nasce il sacramento».

-  che non esiste nessun purgatorio
Non comprendo bene questa affermazione nel contesto del post comunque non è certo il singolo uomo che si può dire capace di comprendere integralmente le cose di Dio. Come detto più e più volte la Bibbia non è, e non può essere l’unica fonte della norma e della dottrina. Seppur vero che svolge un ruolo particolarissimo in quanto riconosciuta, dalla Chiesa cattolica prima che da qualsiasi altro, come Parola ispirata di Dio, essa nasce nella Chiesa e per la Chiesa. Non può esistere una Sacra Scrittura che si isoli e si estranei da ogni contesto per vivere di vita propria. Infatti proprio quelle comunità che professano la «Sola Scrittura» come riferimento unico di fatto al loro interno vivono con personali regole e con una sorta di gerarchia, che separa i conduttori/pastori dai semplici partecipanti, scimmiottando di fatto quello che la Chiesa cattolica sempre fece. Ogni divina verità ha necessitato di tempo e di sviluppo in seno alle prime comunità cristiane per essere conosciuta e compresa. Come gli stessi testi neotestamentari mai parlano di Dio-Trinità, o dell’unione ipostatica, piuttosto che della piena comprensione di Cristo come Dio, tutte verità che necessitarono di tempo per esplicitarsi, altrettanto vero è per i dogmi cattolici che seppur presenti da sempre nella divina verità non potevano essere compresi dall’uomo tutti in una volta. Lo spiega magistralmente Henry Newman nella sua opera «Sviluppo della dottrina cristiana» che lo vide da vescovo anglicano dopo anni ed anni di approfonditi studi biblici e teologici, entrare nella Chiesa cattolica. Il dogma del purgatorio, come del resto ogni dogma cattolico, si innesta nella verità di Cristo che ha creato la Sua Chiesa, unica Chiesa, e l’ha fondata su Pietro che ne ricevette direttamente «le chiavi» (il mandato) da Gesù in persona. Questo particolarissimo ministero e carisma vede in Pietro il potere di «legare» e «sciogliere» (tralasciando qui il senso che questi termini hanno nel mondo ebraico) la Chiesa ha sempre professato la potestà del Vicario di Cristo di autenticare la sana dottrina cristiana per mezzo dei particolari poteri ricevuti da Cristo.  Allo stesso modo con cui la Chiesa cattolica definì il dogma trinitario e i principali dogmi cristologici, ancora oggi accolti ed accettati dalla quasi totalità della cristianità, definì anche ulteriori dogmi sempre con la stessa assistenza dello Spirito Santo che non può ingannare. Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo. La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore:
«Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c’è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro.
Questo insegnamento poggia anche sulla pratica della preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: «Perciò [Giuda Maccabeo] fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato»(2 Mac 12,45). Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti:  «Rechiamo loro soccorso e commemoriamoli. Se i figli di Giobbe sono stati purificati dal sacrificio del loro padre,  perché dovremmo dubitare che le nostre offerte per i morti portino loro qualche consolazione? […] Non esitiamo a soccorrere coloro che sono morti e ad offrire per loro le nostre preghiere». (San Giovanni Crisostomo, In epistulam I ad Corinthios, homilia 41, 5: PG 61, 361.)

- che le preghiere vanno rivolte solamente a Dio;
RISPOSTA: La Chiesa prega sempre e soltanto Dio, la preghiera di intercessione è preghiera rivolta a Dio, non certo ad altro soggetto. Quando si ricorre all’intercessione dei santi lo si fa nella chiara convinzione che ogni credente in Cristo non muore, quindi anche coloro che sono stati sottratti alla nostra vista terrena continuano ad esistere in Dio nella loro piena integrità. Essi che ci hanno preceduto nella Fede vincendo la «dura battaglia», (2Tim 4,7) quindi come fratelli nella Fede presenti a Dio, perché non potrebbero o dovrebbero pregare per noi? In Ap 8,4 si legge che “dalla mano dell’angelo il fumo dagli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi”. Il convincimento che “i santi che regnano con Cristo offrono le loro preghiere a Dio per gli uomini” è presente fin dai primi tempi della religione cristiana, come appare dai padri e dai decreti dei concili. “E quindi è cosa buona e utile invocarli, supplicarli e ricorrere alle loro preghiere e al loro aiuto per impetrare benefici da Dio per il suo Figlio Gesù Cristo Signore nostro, che è l’unico salvatore e redentore” (Concilio di Trento, DS 1821). Come si vede non abbiamo bisogno degli «evangelici» nel 2015 che ci dicono che si prega sono Dio, La Chiesa lo ha sempre predicato e il Concilio a Trento lo aveva già ben definito nel 325 d.C.!

- il cristiano ha la certezza della salvezza, e quando muore va in paradiso, in attesa della risurrezione, quando il Signore tornerà per rapire la sua chiesa;
RISPOSTA: Questa considerazione è in parte collegata a quella sul«purgatorio», e dalla stessa Bibbia, nonché dalla predicazione della totalità dei cristiani di ogni tempo, sappiamo bene che non è affatto vero che il cristiano ha la certezza della Salvezza solo perché è cristiano. I versetti sopra citati della lettera di San Paolo a Timoteo :«Io infatti sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.» (2Tm 4,6) ci ricordano come si possa perdere la Fede durante la propria vita. Credere a questo poi, vedendo quanto la concupiscenza ed il male hanno influenza sull’uomo anche dopo aver incontrato Cristo, è davvero assurdo pensare che vi sia certezza di Salvezza solo per aver professato la Fede. Sempre san Paolo ricorda  “Chi è in piedi, badi di non cadere” (1 Cor 10,12), chiaro riferimento a come si possa perdere la Comunione con Dio nel proprio cammino di Fede. Anche in questo caso i riferimenti che si potrebbero portare sono parecchi ma credo di aver scritto abbastanza.
 
In conclusione si può dire come la Fede «evangelica» nelle sue migliaia di declinazioni poco o nulla ha a che fare non solo con ciò che insegna la Scrittura ma nei fatti è in pieno disaccordo con l’intera storia di milioni di cristiani del passato. Per chi poi avesse avuto la fortuna e il tempo di studiare un po» queste chiese «evangeliche» si accorgerebbe appunto che sono spesso in contrasto tra loro stesse lanciandosi a vicenda «anatemi». Questo è il frutto della sola Bibbia e tanta buona volontà.
Letto 416 volte Ultima modifica il Domenica, 13 Dicembre 2015 13:18
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Laurea in Teologia presso Facoltà Teologica di Lugano.
Dottorato in Sacra Teologia Biblica presso Pontificia Università Gregoriana.

 

   

Mons. Luigi Negri


   

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