Google+
Apologetica Cattolica,Apologetica,Papa Francesco,Papa,chiesa cattolica,bibbia,sacre scritture,sacra scrittura,cristiani,chiesa,cattolici,religione,chiese,evangelici,testimoni di geova,protestanti,eresie,Dio,Gesù,Maria,Madonna Visualizza articoli per tag: sette

Messa in diretta live  

Clicca qui, e scorri in fondo alla pagina per la diretta video


   

Vedi anche…  

   

Adorazione Perpetua Online  

Adorazione di Gesù Eucarestia perpetua online


   

Bibbia Online  

Leggi la Bibbia online: Dopo l’apertura della pagina potete anche ascoltare i passi cliccando su questo simbolo:

Cerca nella BIBBIA
Per citazione
(es. Mt 28,120):
Per parola:
   
Martedì, 17 Gennaio 2017 14:29

Conoscere i Testimoni di Geova

Approfondiamo la conoscenza dei Testimoni di Geova con un corso specifico denominato le TORRI DI CARTA

Lo trovate su YouTube cliccando QUI.

Pubblicato in False chiese
Mercoledì, 12 Novembre 2014 00:00

TdG: le profezie sulla fine del mondo.

Presentiamo un inchiesta mai apparsa sul web frutto di uno studio e un approfondita analisi di gran parte dei testi geovisti riguardanti le profezie sulla fine del mondo.

Siamo abituati già sul semplice piano umano a non fidarci delle persone che prima promettono e poi non mantengono le promesse fatte.  Figuriamoci se fosse Dio a far promesse e a non mantenerle, come reagiremmo? Potremmo mai fidarci di un Dio così? Ebbene i Testimoni di Geova (d’ora in poi TdG) si fidano di Geova nonostante le tante profezie attese e mancate. Si fiderebbero quindi di un Dio che mente sapendo di mentire in quanto Dio. Ci rendiamo conto del paradosso di questa affermazione ma perché allora ancora così tante persone sono parte di questa setta? Le motivazioni sono molteplici, molte di esse però fanno leva sulla psiche umana, sulla paura di quello che non si conosce, sulle ansie del futuro.  Le profezie rappresentano la struttura portante del geovismo. Senza l’Armaghedon (guerra di sterminio) il geovismo non avrebbe motivo di esistere, e chi sia il «Profeta» incaricato da Dio per annunciare ai popoli l’incombente «disastro globale» ce lo indicano innumerevoli affermazioni contenute nella stampa dei TdG. Ne riportiamo un esempio: 

««Identificato il Profeta… Questo Profeta non fu un uomo, ma un gruppo di uomini e donne. Fu un piccolo gruppo di seguaci delle orme di Gesù Cristo, chiamati a suo tempo studenti biblici internazionali. Oggi si chiamano cristiani Testimoni di Geova… Certo è facile dire che questo gruppo agisce quale «Profeta di Dio».  Darne la prova è un’altra cosa. Il solo modo in cui questo si può fare è di considerare la storia. Che cosa mostra? ( La Torre di Guardia della 15-9-1972, p. 549). 

  Quindi sono gli stessi testimoni di Geova che ci indicano attraverso un loro scritto le modalità per riconoscere che Dio è con loro, anzi che rappresentano quel «Profeta» che agisce per indicare al mondo la via della verità.  

Aggiungiamo noi che la Bibbia a tale riguardo ci illumina in questo modo:
«Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome qualcosa che io non gli ho comandato di dire o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta sarà messo a morte”. Se tu dici in cuor tuo: “Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detta?”, quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non succede e non si avvera, quella sarà una parola che il Signore non ha detta; il profeta l’ha detta per presunzione; tu non lo temere.» (Deuteronomio 18:2022).

In aggiunta gli stessi Testimoni di Geova confermano questa verità nei loro insegnamenti :
      «Certo è facile dire che questo gruppo (il gruppo dei TdG n.d.a.) agisce quale «profeta» di Dio. Darne la prova è un altra cosa. Il solo modo in cui questo si può fare è di considerare la storia. Che cosa mostra?» (La Torre di Guardia del 15/9/1972, p. 549).   
 Dato il criterio, che analizzeremo dettagliatamente in questa inchiesta (la realizzazione della profezia se è vera volontà di Dio si realizza sempre con certezza e precisione) si può ben affermare che i Testimoni di Geova non sono profeti ispirati e che hanno sbagliato tutte le loro profezie.

Allora, ecco cosa ci mostra la storia narrata autorevolmente dalla società Torre di Guardia ( The Watch Tower) per mezzo delle sue innumerevoli pubblicazioni: 

 
I «Tempi della fine»
Secondo C. T. Russell  i «tempi della fine» che precedono l’Armaghedon iniziarono nel 1799: «il tempo della fine sono i 115 anni dal 1799 al 1914, anni particolarmente sottolineati dalle Scritture». ( Thy Kingdom Come, p. 23).
 
J.F. Rutherford confermò vigorosamente:
«(Questo) è senza dubbio un adempimento della profezia che si riferisce «al tempo della fine». Questi fatti fisici non possono essere contestati e bastano a convincere qualunque mente ragionevole che fin dal 1799 noi siamo stati nel «tempo della fine»». ( L’Arpa di Dio, 1921, p. 236).
 
Rutherford ribadì nuovamente questa data:
«La Campagna di Napoleone in Egitto avvenuta nel 1799 e descritta in Daniele 11:4044, marca, secondo le parole proprie del Profeta, l’inizio del tempo della fine». ( Creazione, 1927,pp. 314315).
Un’altra delle numerose conferme la troviamo su La Torre di Guardia del 1-3-1922:
«Pertanto indiscutibili fatti dimostrano che «il tempo della fine» cominciò nel 1799, e che la seconda presenza del Signore iniziò nel 1874…»
Oggi, ad onta degli «indiscutibili fatti» esibiti dal presidente Rutherford la Società tace disinvoltamente la dottrina insegnata per oltre mezzo secolo dai primi due presidenti ed afferma con estrema sicurezza e dovizia di particolari che i «fissati tempi della fine» ebbero inizio nel 1914.
  Hanno avuto ragione Russell e Rutherford oppure i due successivi Presidenti Knorr e Franz? I fatti dimostrano che hanno sbagliato tutti.
 
Fine del mondo: 1914
 
La profetizzò Russell pubblicizzandola in tutti i suoi libri e in moltissimi numeri de La Torre di Guardia.  Ne riportiamo un succinto ma significativo elenco: 

nel suo libro Tre mondi e la mietitura di questo mondo, del 1877, Russell affermò che il 1914 sarebbe stato l’anno della venuta  visibile di Cristo, della glorificazione della Chiesa (dei Seri Studenti), della esaltazione al cielo dei suoi seguaci (considerati tutti «Unti») e della distruzione del resto dell’umanità.
  Di questo libro l’annuario dei TdG del 1976, a p. 34, dice: «Assai degna di nota era la sorprendente accuratezza con cui questo libro indicava la data della fine».
Che Russell abbia fatto realmente questa profezia è confermato da La Torre di Guardia del 15-2-1975, p. 126.
 
Su Studi sulle Scritture, 1888, Vol , pp. 99101, Russell dichiarò con grande certezza:

 «Dentro i prossimi 26 anni tutti presenti governi saranno rovesciati e dissolti, ogni vestigia del papato sarà distrutta… E il pieno ristabilimento della Regno di Dio avverrà per la fine del 1914»
 Il » Profeta e Pastore» prestò adeguata attenzione anche all’odiata cristianità (sono intese tutte le chiese cristiane ma particolarmente quella Cattolica):

«Con la fine dell» A.D. 1914, ciò che Dio chiama Babilonia e gli uomini Cristianità, sarà scomparsa come mostra la Scrittura». ( Thy Kingdom Come, p. 153).

Desidero riportare un particolare poco conosciuto Russell accreditò la testimonianza della grande piramide di Giza. Egli calcolò la differenza tra i due corridoi interni della piramide che davano 1915 pollici (che prefiguravano la fine del 1914) e puntellò la profezia della «fine» per il 1914 con Isaia 19:1921 (vedi  Studi sulle Scritture, Vol. III, p. 342). 

La fine della «battaglia» fu prevista per il 1914:
«La data per la chiusura di quella battaglia è definitivamente contrassegnata nelle Scritture come l’ottobre del 1914. Essa già è in attuazione, in quanto il suo inizio è cominciato nell’ottobre del 1874». ( La Torre di Guardia di Sion, del 15-1-1892,pp. 2123).
Riportiamo altre citazioni per vanificare il tentativo della Società di mascherare la verità con affermazioni generiche e sfumate, del tipo «alcuni credevano», oppure «si pensava», eccetera.
 
«Non ci si deve quindi sorprendere se nei paragrafi successivi presenteremo la prova che l’insediamento del Regno di Dio ha già avuto inizio, che è indicato nella profezia, che esso deve  iniziare a esercitare il suo potere fin dal 1878, e che la battaglia del gran giorno dell’Iddio Onnipotente (Ap. 16:14), che terminerà nel 1915 A.D., con il completo rovesciamento degli attuali governanti, è già cominciato. Il radunamento degli eserciti è chiaramente visibile se si guarda la cosa dal punto di vista della Parola di Dio». ( il tempo è vicino, Ediz. 1911, p. 101).
 
«Per la fine del 1914 i Giudei cominceranno a convertirsi». ( Il tempo è vicino, p. 77). 
«Con la fine dei tempi dei Gentili, 1914, si vedrà la disintegrazione del dominio degli uomini imperfetti». ( Il tempo è vicino, p. 76). 
«Poco dopo il 1914, il Regno di Dio si sarà completamente stabilito sulle rovine delle presenti istituzioni». ( Il tempo è vicino, p. 77).
 
«L’Ottobre del 1914 testimonierà la piena fine di Babilonia, «come una grande macina scagliata in mare», completamente distrutta come sistema». (La Torre di Guardia del 15/6/1911).
 
«L’Attuale guerra in Europa è il principio dell’Armaghedon delle Scritture». ( I sermoni del pastore Russell, p. 676). 
 
L’Inutile attesa
 
«La fine del settembre 1914 fu un periodo molto interessante perché alcuni di noi pensavano seriamente di andare in cielo la prima settimana di ottobre… Non ci sarebbe stata nessuna sorpresa se, al batter delle mani di fratel Russell, noi avessimo iniziata l’ascesa al cielo». ( Annuario dei TdG del 1976, pp. 7071).
 
Ammissioni del fallimento da parte della Società
 
Nel brano sopra citato si dice: «… Alcuni di noi pensavano seriamente di andare in cielo…», ma, considerando l’enorme aspettativa suscitata nei Seri Studenti Biblici dalla stampa della Società e le sconvolgenti reazioni che ne seguirono, è chiaro che la delusione fu cocente e generalizzata, come qui sotto documentato:
 
- Russell riconobbe il fallimento esposto alla data della fine del mondo al 1918, come si narra su Vicina la salvezza dell’uomo dalla afflizione mondiale, edito dalla Società nel 1975 e tradotto in italiano nel 1978, a p. 135:
«Inoltre, il rimanente dell’Israele spirituale aveva atteso da decenni, si, dal 1876, la fine dei Tempi dei Gentili nell’autunno del 1914… Tutto l’intendimento delle Sacre Scritture era diretto in tal senso o modificato secondo tale idea. E quando il 1914 finì tra le fiamme della prima guerra mondiale e il rimanente dell’Israele spirituale si trovò ancora sulla terra, furono inclini a pensare che sarebbero stati glorificati nel 1918, tre anni e mezzo dopo la fine dei Tempi dei Gentili».
 
Ancora nel 1930 perduravano i lamenti per la fallita profezia del 1914. La Società riconobbe che non furono solo «alcuni» ad illudersi, ma che «tutto il popolo del Signore» fu ingannato dalle promesse altisonanti del Pastore Russell.
 
«Tutto il popolo del Signore aveva lo sguardo fisso sull’anno 1914 e l’aspettava con gioiosa aspettativa. Allorché quell’anno venne e passò, i membri del popolo del Signore rimasero delusi, addolorati, afflitti e furono grandemente oltraggiati. Furono posti in ridicolo particolarmente dal clero e dei suoi alleati, mostrati a dito, sbeffeggiati per quanto avevano detto a proposito del 1914 e di quanto doveva avvenire durante quell’anno, in una parola, per le loro profezie che non si erano adempiute». ( Luce - 1930, Vol. p. 199).
 
Ancora oggi la Società è costretta a riconoscere esplicitamente il completo fallimento di tutte le profezie di C.T. Russell:
«Nel luglio 1879 C.T. Russell cominciò a pubblicare una nuova rivista religiosa, si chiamò: Torre di Guardia Araldo della presenza di Cristo. Essa annunciava che la presenza di Cristo era cominciata nel 1874. Si attendeva che questa invisibile presenza continuasse fino alla fine dei tempi dei Gentili del 1914,  quando le nazioni sarebbero state distrutte e al rimanente della classe della «casta vergine» sarebbe stato glorificato con lo sposo in cielo. Infine, arrivò quel giorno, il 1 ottobre 1914. I tempi dei Gentili finirono, ma la prevista glorificazione celeste della Chiesa non si verificò. Infatti, non si era verificata neppure per il tempo in cui Russell stesso morì, il 31 ottobre 1916». ( La Torre di Guardia del 15 febbraio 1975, p. 126).
 
Riflessi in Italia
 
Nell’annuario dei TdG del 1983, p. 120, si dice che nel 1914 gli Studenti Biblici Italiani erano 40. Nella stessa pagina si narra che questi fratelli:
«… Si attendevano di essere rapiti nelle nubi per incontrare il Signore nell’aria… Alcuni si recarono in luoghi appartati ad attendere l’avvenimento. Ma non essendo successo niente, se ne tornarono mesti alle loro case. Rimasero fedeli circa una quindicina di persone».
 
Anche in questa occasione la Società parla di «alcuni», ma, a conti fatti, un resto di 15 persone su 40 vuol dire una perdita secca di oltre il 60%.
Dei molti libri scritti da Russell alcuni vennero gli stampati dopo il 1914, ma furono corretti nei punti in cui essi trattavano la profezia del 1914. Tra questi: Venga il tuo regno, Il tempo è vicino, ecc.
  A titolo di esempio citiamo le variazioni apportate a p. 71 del libro Il tempo vicino (corsivi nostri): 

Edizione prima del 1914
«Quella data rappresenta l’ultimo limite del dominio degli uomini imperfetti». 
 
Edizione dopo il 1914:
«Quella data vedrà la disintegrazione del dominio degli uomini imperfetti».  
                                                                                                                                                                                                                                                                                             Edizione prima del 1914:                                                                                                                                                
«Il regno otterrà… Il pieno controllo».
«Un certo tempo prima della fine del 1914 l’ultimo membro… Sarà glorificato».
                                                                                                                                                                                                                                                                                              Edizione dopo il 1914:                                                                                                                                           
«Il regno… comincerà ad assumere il controllo».
«Un certo tempo prima della fine del rovesciamento l’ultimo membro… sarà glorificato».                                                                                                                                                              
Dopo la profezia il fallimento, dopo il fallimento il tentativo di mascheramento. Tuttavia decine di milioni di copie delle pubblicazioni edite dalla Società provano che il «Profeta» preannunciò avventatamente la fine di tutti i governi per il 1914, ma non seppe prevedere che l’unico governo ad essere dissolto fu il suo; egli proclamò minacciosamente lo sterminio dell’intera umanità non geovista, ma non seppe profetizzare la sua morte avvenuta a breve scadenza dopo il mancato Armaghedon.
Fu C.T. Russell un vero o un falso «Profeta»?
 
Fine del mondo: 1918
 
Come abbiamo documentato, Russell, dopo il fallimento del 1914, spostò la data dell’Armaghedon al 1918. J. F. Rutherford, appena eletto presidente, confermò decisamente la nuova data come leggiamo su The finished Mistery, edito nel 1917, a p. 485:

«IL PASTORE RUSSELL, PUR ESSENDO MORTO, PARLA…nell’anno 1918 quando Dio distruggerà tutte le chiese ed i loro membri a milioni, avverrà che chiunque ne scampi dovrà rivolgersi alle opere del pastore Russell per comprendere il significato della caduta della «Cristianità»».

Sui due numeri de La Torre di Guardia della 1/2/1918, pp. 3536 e del 15/2/1918, p. 55 si affermò che la guerra mondiale, allora ancora in corso avrebbe portato direttamente alla fine del mondo.
 
Ammissioni del fallimento  
«Con loro grande sorpresa, la prima guerra mondiale giunsi ad un’improvvisa fine l’11 novembre 1918, e Babilonia la Grande era ancora in piedi e la battaglia di Armaghedon non era venuta». ( Quindi è finito il Mistero di Dio  1971, p. 64).
 
Nonostante l’evidenza, oggi la Società, pur ammettendo esplicitamente il fallimento della profezia del 1918, come sua abitudine né smentisce l’effetto negativo e riferisce la delusione e la dissociazione di «alcuni», come si legge nell’Annuario dei TdG del 1975, pp. 8485:
«I fratelli nutrivano riguardo all’anno 1918 varie aspettative. Alcune avevano avuto la certezza che esso segnasse la fine del loro corso terreno e avevano ripetutamente espresso questa speranza ai loro amici e conoscenti… Allorché le loro attese restarono comunque inadempiute, alcuni si ritrassero con delusione come alcuni avevano fatto nel 1914».
Ma, come abbiamo visto, a pubblicare la profezia del 1918 non furono «alcuni» fratelli, bensì i due primi presidenti della Società ed i loro collaboratori.
Fine del mondo: 1925
Mentre la fine del mondo prevista per il 1914 fu proclamata per un quarantennio, la fine del mondo profetizzata per il 1925 fu pubblicizzata solo per sei anni circa. Tuttavia l’aspettativa suscitata nei Seri Studenti Biblici fu grandissima perché la profezia fu divulgata con una campagna propagandistica in grande stile, orchestrata e diretta da J. K. Rutherford che di questa profezia fu l’autore. 
Riportiamo una succinta panoramica di questa campagna di stampa incentrata nel 1925:
Nel 1920 Rutherford pubblicò il libro (stampato in molti milioni di copie) ‌‌‌‌ ‌Milioni ora viventi non morranno mai. ‌‌‌ In apertura del libro egli lodava la sua opera nei seguenti termini: «Perla di libro, contenente 477 evidenze scritturali e storiche che il mondo è finito e che a MILIONI dei VIVENTI quest’oggi in sulla TERRA, viene offerta l’opportunità di non più morire».  Citiamo un brano assai significativo di questo capolavoro, tratto da p. 97
   «Basati sopra l’argomento fin qui constatato, che…il vecchio mondo è alla sua fine, e trascorre, che il nuovo ordine è introdotto, e che il 1925 marcherà la risurrezione dei fedeli dignitari antichi, e l’inizio della ricostruzione, è perfettamente logico e ragionevole di concludere, che milioni di persone oggi viventi in sulla Terra, saranno ancora in vita nel 1925. Ed allora basati sulle premesse poste nella divina Parola, dobbiamo attendere la positiva è indiscutibile, nonché incontestabile conclusione, che milioni di persone viventi quest’oggi non morranno mai». (corsivo nostro).
 
Attualmente la Società riferisce ai nostri giorni la profezia Milioni ora viventi non vorranno mai, ma è chiaro che Rutherford incentrava l’avvenimento sull’anno 1925; infatti, nel brano sopra citato spiccano le parole «… saranno ancora in vita nel 1925». In realtà, non milioni, ma miliardi di esseri umani restarono ancora in vita nel 1925, mentre coloro che aderirono all’invito di Rutherford furono solo poche decine di migliaia (alla sua morte, nel gennaio 1942, i TdG erano 108.000).
 
Su La Torre Di Guardia del 1 gennaio 1921, a p. 12, si affermava: «Notate, quindi, l’ulteriore prova a conferma che siamo giunti alla fine del mondo…chi è in grado di leggere usi intendimento e sappia che siamo giunti a fine del mondo».
   Nel libro, edito nel 1959I Testimoni di Geova nel proposito divino, pp. 98100-104, si narra che:
      «Grandi pannelli pubblicitari furono eretti in tutte le grandi città con lettere cubitali attestanti che «Milioni ora viventi non morranno mai»».
Inoltre, come si narra nello stesso libro, questa pubblicità fu rinforzata da annunci sui quotidiani e tutti i discorsi pubblici dei dirigenti della Società ribadirono la profezia.

Su Watch Tower del 15/5/1922 si confermò:
«Non abbiamo dubbi per quanto riguarda la cronologia relativa alle date del 1874, 1914, 1918 e 1925».
Sfogliando le annate della Watch Tower nel 19221923, si riscontrarono numerose conferme sulla validità della cronologia delle varie date, soprattutto il 1925. Questa cronologia viene qualificata con termini altamente elogiativi quali: «Indiscutibile — esatta oltre ogni dubbio — divinamente sostenuta — assolutamente e categoricamente corretta — incontestabilmente stabilita — provata certezza — di origine divina».
      In questi stessi numeri vennero riprovati gli studenti biblici che osavano mettere in dubbio questa cronologia, con parole assai dure: «mancanti di fede — troppo pieni della propria sapienza — orgogliosi — egoisti — ambiziosi — desiderosi di imporsi — ingannati dagli avversari e colpevole di ripudiare il Signore — fiduciosi negli «agenti dell’impero di satana»».
 
su Watch Tower del 1 maggio 1922, si legge:
       «… La via del dubbio e dell’opposizione conduce a dubitare… delle evidenze della fine del mondo… e, infine, condurrà al ripudio di Dio, del nostro Signore Gesù Cristo e del sangue con quale siamo stati comprati».

Nel suo libro La via del Paradiso, 1924, a p. 224, Rutherford affermò:
 «Il tempo limite fissato da Dio alle nazioni gentili  è scaduto nel 1914… Noi dovremmo perciò attenderci poco dopo il 1925 di vedere la resurrezione di Abele, Enoc, Noé, Abramo, Isacco, Giacobbe, Melchisedech… ed altri menzionati nel capitolo 11º di Ebrei».
 
A proposito di tale resurrezione su I testimoni di Geova nel proposito divino, op. cit., a p. 252, si dice:
 «per molti anni La Torre di Guardia aveva creduto che i fedeli uomini dell’antichità… Sarebbero stati destati dalla morte anche prima di Armaghedon».
 
Ancora ai nostri giorni l’annuario dei TdG del 1976, p. 144, ammette, a proposito dell’innalzamento al cielo degli «Unti» e della resurrezione dei fedeli uomini dall’antichità:
«Si pensava che allora (nel 1925, n.d.a.) il rimanente degli unti seguaci di Cristo sarebbe andato in cielo per far parte del regno e che i fedeli uomini dell’antichità come Abramo, David ed altri, sarebbero resuscitati».
 
Ammissioni del fallimento
 
Sull» annuario dei TdG del 1976, a p. 145, si narra: «L’anno 1925 venne e trascorse. Come classe gli unti seguaci di Gesù erano ancora sulla terra. Come individui molti di loro erano scesi nella tomba. I fedeli uomini dell’antichità, Abramo, David ed altri non erano stati resuscitati per divenire principi della terra… Anna McDonald ricorda: «il 1925 fu per molti fratelli un anno triste. Alcuni di essi inciamparono; le loro speranze si infransero… Invece di considerarla una «probabilità», e si appresero come se fosse «una certezza»…» (corsivi nostri).
 
È davvero strano parlare di «probabilità» dopo che Rutherford si è esibito in una lunga sequela di affermazioni quali: «indiscutibile — esatta oltre ogni dubbio — divinamente sostenuta — assolutamente e categoricamente corretta — ecc.».
     Su questa stessa pagina dell’Annuario, poco innanzi, leggiamo con stupore:
«Per i «fedeli», osserva James Poulos, il 1925 fu un anno meraviglioso. Per mezzo dello «schiavo discreto e fedele» Geova portò alla nostra attenzione il significato del dodicesimo capitolo di Rivelazione».

  Quindi in 1925 fu «meraviglioso» e «per molti fratelli fu un anno triste». Affermazioni a dir poco incoerenti.

Nel suo libro Rivendicazione1931, I volume, a p. 311, Rutherford si vide costretto ad ammettere:
«Vi fu delusione per parte dei fedeli di Geova sulla terra relativamente agli anni 1914, 1918 e 1925, delusione che durò per alquanto tempo. In seguito i fedeli appresero che queste date erano definitivamente fissate nelle Scritture; ed appresero pure che dovevano cessare di fissare delle date per il futuro e di predire ciò che doveva avvenire ad una data determinata, ma che dovevano affidarsi alla Parola di Dio per gli avvenimenti che devono ancora verificarsi».

     Rutherford omise di spiegare come mai queste date «definitivamente fissate nelle Scritture» si rivelarono fallaci ed i fedeli rimasero delusi.

- Ripercussioni in Francia. Sull’Annuario dei TdG del 1981, a p. 62, si narra:
     «Sin dal 1921 del territorio francese si era fatto un anche distribuzione del libro Milioni ora viventi non morranno mai, e in base al suo contenuto ci si attendeva molto dal 1925. Ma quando il 1925 giunse e passò senza che gli avvenimenti previsti si verificassero, le persone di fuori che avevano letto il libro canzonarono i fratelli. Il fratello Jules Anache di Sin-le-Noble scrive: «Eravamo derisi dai nostri nemici che scrivevano articoli, uno dei quali fu intitolato Milioni ora viventi non morranno mai, si prendono le pillole Pink», un popolare farmaco dell’epoca… La sorella Anna Zimmermann scrive: «Le speranze infondate causarono grandi prove. Molti si fermarono…»».
La delusione, in effetti, fu assai cocente e provocò la fuori uscita di molti fratelli «tristi» (tra questi il fratello del Presidente Alvin Franz).
 
Fine del mondo: 1941
 
Dopo la fallita profezia del 1925 Rutherford scrisse nel suo libro Rivendicazione (sopra citato) che era necessario smettere di fissare date e di predire avvenimenti futuri. Ma, nello stesso libro, Vol. I, a p. 138 egli, contraddicendosi, rilanciò platealmente la profezia del prossimo «imminente» Armaghedon:
    «Il giorno della sua vendetta è venuto. Harmaghedon è imminente, e si abbatterà sulla Cristianità ad una data molto vicina. Il giudizio di Dio sulla Cristianità deve avere tosto esecuzione».
 Aggiungiamo che nel 1929 Rutherford fece costruire una villa a San Diego in California, alla quale mise nome «Beth-Sarim», che vuol dire «Casa dei Principi». Nel libro di Rutherford Salvezza, a p.301, si dichiara che questa dimora era destinata ad accogliere i fedeli uomini dell’antichità e, nella stessa pagina, viene riprodotta l’immagine di questa casa (foto qui a destra). In questo libro Rutherford affermò ripetutamente che i Patriarchi ed i Profeti erano prossimi a risuscitare. La villa rimase ad uso di Rutherford e della sua famiglia.

Nel libro The New Word 1942, op. cit., a p. 104, l’attuale presidente F. Franz (allora vicepresidente) così disse a proposito di Beth-Sarim:
«…e perciò questi fedeli uomini dell’antichità possono aspettarsi di essere risuscitati ogni giorno a partire da adesso. Le Scritture ci danno buoni motivi di credere che ciò avrà luogo poco tempo prima dell’inizio di Armaghedon».
A p. 130 dello stesso libro leggiamo: «i fatti scritturali ed anche fisici mostrano che Giobbe sarà fra breve risuscitato assieme a quegli uomini fedeli che faranno la loro comparsa sulla terra insieme a lui».
Nella p. 104 sopracitata Franz lancia un minaccioso avvertimento alla cristianità:
«Per tali religionisti ed i loro alleati il ritorno di tali fedeli uomini dell’antichità per governare e giudicare il popolo non costituirà alcun piacere».
Ad onta della brutta figura del 1925, Rutherford non si dette mai per vinto e continuò a profetare per il resto della sua vita una «imminente» fine del mondo, preceduta dalla risurrezione dei Principi dell’Antico Testamento. Ne trattò in tutti i suoi libri ma, a partire del 1939, intensificò la proclamazione dell’Armaghedon ritenendolo ormai alle porte.
Solamente nel suo libro Salvezza del 1939 egli, per oltre 23 volte ribadì ossessivamente che Armaghedon era molto vicina.
Riportiamo alcune citazioni riprese dall’edizione italiana:
- p. 11: «Perché la più tremenda afflizione che mai si sia abbattuta sul mondo è sulla soglia…».
- p. 58: «Il giorno dell’Armaghedon è estremamente vicino… nell’imminenza di questa tremenda battaglia…».
- p. 159: «…dare l’avvertimento del disastro senza precedenti che sta per abbattersi sul mondo ad Armaghedon. Questa è un ora di fatale emergenza, perché Armaghedon è estremamente vicina».
- p. 260: «…questi sono dei giorni cattivi, dei tempi difficili… il tempo che rimane è breve… ma in questi pericolosi ultimi giorni…».
- p. 300: «Le molteplici evidenze Scritturali… comprovano conclusivamente che il tempo per la battaglia del gran giorno dell’Iddio Onnipotente è molto vicino; in questa battaglia tutti i nemici di Dio saranno distrutti…».
- p. 350: «…tutte le nazioni e i popoli della terra si trovano di fronte ad una grande emergenza. Le nazioni ed i popoli ne sono avvertiti come Dio comanda, che il disastro di Armaghedon è proprio imminente».
- p. 352: «L’organizzazione del mondo corre velocemente a precipitarsi nella distruzione di Armaghedon… imminenza fatale… rimane poco tempo in questi «giorni di salvezza»».

Nel medesimo libro a p. 314, Rutherford affermò che non bisognava sposarsi e mettere al mondo dei figli. Nel 1940 Rutherford ostentò una sicurezza ancora maggiore e su Il Messaggero del 9/01/1940, a  p. 6 scrisse: «il Regno è qui, il Re è intronizzato. Armaghedon è vicino. Seguirà immediatamente dopo il glorioso regno di Cristo che porterà benedizioni al mondo. Perciò è stato raggiunto il grande culmine. La tribolazione si è abbattuta su quelli che si sono schierati per il Signore».
     Nella sua pubblicazione Congiura contro la democrazia  — 1940, a p.36 nel capitolo intitolato «la fine», Rutherford dichiarò categoricamente «Ciò significa necessariamente che la fine è stata definitivamente fissata e non tarderà affatto».

Nel 1941 Rutherford scrisse il libro Fanciulli nel quale, a p. 366, avvisava i giovani di non sposarsi perché mancavano pochi mesi ad Armaghedon.
A proposito di questo libro, su Watch Tower del 15/09/1941, a p. 288, si dice:
«… essere in grado di dare a voi ragazze un appropriato avviso, voi ragazze che cercate un marito. Quando vedrete Daniele, Davide, Mosè e tutti i profeti, ascoltate ciò che essi hanno da dire ed essi sapranno appropriatamente consigliarvi, sia voi giovani che ragazze. Io sto per dare a ciascuno di voi 15.000 fanciulli, uno di questi libri come gradito dono… Mai vi era stato uno spettacolo di tale portata in questi «ultimi giorni». Molti, inclusi uomini adulti, piansero quando videro quella dimostrazione. Ricevendo il dono, i fanciulli in marcia lo tenevano strettamente, non come un giocattolo o un trastullo per semplice piacere, ma come lo strumento provveduto dal Signore per «l’opera più importante che vi è da fare nei mesi che rimangono prima di Armaghedon»».
Come abbiamo visto molti «piansero» di commozione, molte coppie di TdG rinunciarono ad avere figli ed i giovani non si sposarono. Armaghedon, però, non ci fu e  Rutherford, come già era accaduto nel 1918 e nel 1925, dimostrò di essere un falso profeta.
     Se il presidente Rutherford fosse stato un vero profeta, nel 1941 non avrebbe previsto la distruzione dell’umanità intera entro pochi mesi, bensì la morte per cancro che lo colse pochi mesi dopo, e precisamente l’8/01/1942.
 
Fine del mondo: 1975
 
Rutherford, come abbiamo documentato, non mantenne fede al suo proposito di non fissare mai più le date dell’Armaghedon e di non fare previsioni per il futuro. Neppure il suo successore, Nathan Homer Knorr, fu abbastanza saggio da sottrarsi alla fascinosa mania del profetare. Egli iniziò a proclamare la fine del mondo in toni non eccessivamente spinti e senza fissare una data precisa, ma dopo molti anni di «approfonditi studi», scatenò nel 1966 un’intensa campagna di stampa che preannunciava l’Armaghedon per i primi di ottobre del 1975. Sotto la presidenza di Knorr la potenzialità propagandistica della Società aveva raggiunto livelli assai elevati, egli perciò fu in grado di suscitare nei TdG sparsi nel mondo un’aspettativa senza precedenti.
     Ripercorriamo l’iter di questa clamorosa proclamazione (protrattasi per quasi un decennio) iniziando dalle prime avvisaglie precedenti al 1966 e terminando con gli annunci enfatici che precedettero il 1975:
«Ora le ultime potenze mondiali di tutta la storia stanno per cadere… Le difficoltà già ci sovrastano. Ma il peggio deve ancora venire… Un intero mondo avrà fine!». (Sia fatta la tua volontà - 1958, p. 359).
«La guerra del gran giorno sta per cominciare…» (Babilonia la grande è caduta - 1963, p. 234).
«Babilonia la grande pagherà certamente tutti i suoi delitti religiosi… terribile sarà lo spettacolo quando questa previsione profetica… si adempirà dinnanzi ai nostri stessi occhi». (Babilonia la grande,  op. cit., p. 161).
     abbiamo sottolineato la frase: «… Si adempirà dinanzi ai nostri occhi», per evidenziare che Knorr, autore di questa profezia, non ne vide l’adempimento ma defunse nel 1977. Come già era accaduto a Russell e a Rutherford, anche Knorr si dimostrò falso profeta in quanto, invece di prevedere la propria fine, previde erroneamente lo sterminio dell’intera umanità non geovista.
     Nel 1966 fu pubblicizzata clamorosamente la tabella cronologica che indicava il 1975 quale data della fine del mondo. In quell’anno fu pubblicato in molti milioni di esemplari il libro ( ispirato da F. Franz, allora vicepresidente) intitolato: Vita eterna nella libertà dei figli di Dio. In esso venne enfatizzata al massimo grado la data di scadenza del sesto millennio dalla creazione dell’uomo, e cioè l’ottobre del 1975; in quella data sarebbe venuta la fine del mondo ad avrebbe avuto inizio il regno millenario di Cristo. Nelle pp. 2829 si affermava:
     «in questo nostro 20º secolo si è portato avanti uno studio indipendente che non segue ciecamente il tradizionale calcolo cronologico della cristianità, e i calcoli cronologici pubblicati come risultano da questo studio indipendente indicano la data della creazione dell’uomo come il 4026 a. E.V. secondo questa affidata cronologia biblica 6000 anni dalla creazione dell’uomo termineranno nel 1975, e il settimo periodo di 1000 anni della storia umana comincerà nell’autunno del 1975 E.V.».
 
A p. 35 di questo libro troviamo la tabella delle date più importanti dalla creazione dell’uomo, che indicava l’autunno del 1975 come fine del sesto giorno di mille anni dalla creazione di Adamo. 
     Nell’ultima pagina di copertina de La Verità che conduce alla vita eterna  –1968, si dice che nel libro  Vita eterna… sopra citato si trova:
«Una tabella della cronologia biblica la quale rivela che rimangono alcuni anni all’attuale sistema di cose malvagie»   
Successivamente Knorr confermò la validità di questo libro dichiarando:
«Potete leggervi come quando dovrà venire la liberazione e come sarà allora la vita. La sua tabella cronologica rivela che rimangono pochi anni a questo attuale sistema di cose malvagio». (vedi i due opuscoli Il dominio divino e La norma dell’uomo, nella quarta pagina della copertina).
     A p. 20 di Svegliatevi del 22/4/1967 (data dell’edizione italiana), in un articolo intitolato «quanto tempo durerà ancora?», Si dice:
«Significa che entro un numero di anni relativamente breve assisteremo ad un adempimento delle rimanenti profezie che sono connesse con «il tempo della fine»».
 
Su L’Uomo è venuto… - 1967, p. 172, leggiamo:
«il tempo che rimane, quindi, è definitivamente limitato. È brevissimo».
 
Su La Verità che conduce la vita eterna - 1968, op. cit., a p. 95, si ribadisce:
«Ciò vuol dire che resta solo un breve tempo prima che venga la fine (Salmo 90:10). Ora è dunque il tempo di agire con urgenza se non volete essere spazzati via con questo sistema malvagio».
 
Nel numero di marzo del 1968 del Ministero del Regno (edizione inglese) si incoraggiano i TdG a dedicarsi alla predicazione a tempo pieno (servizio di pioniere):
     «In considerazione del breve periodo di tempo rimasto, facciamolo ogni qualvolta le circostanze lo permettono. Pensate, fratelli, che rimangono solo circa 90 mesi prima della conclusione dei 6000 anni di esistenza dell’uomo sulla terra…»
 
Su Watch Tower dell’1/5/1968, a p. 272, si afferma:
     «l’immediato futuro sarà pieno, di certo, gli avvenimenti decisivi, perché questo vecchio sistema è vicino alla sua completa fine. Entro pochi anni al massimo la parte finale della profezia biblica relativa a questi «ultimi giorni» sarà adempiuta e comporterà la liberazione dell’umanità sopravvissuta nel glorioso regno millenario di Cristo. Che giorni difficili, ma, contemporaneamente, che giorni grandiosi ci sono posti davanti!».    
 
In un articolo intitolato «che cosa recheranno gli anni 70″ apparso su Svegliatevi del 22/4/1969, pp. 1314, si dice:
     «Significa infatti che rimangono al massimo solo pochi anni prima che il corrotto sistema di cose che domina la terra sia distrutto da Dio… Possiamo confermare in un altro modo che viviamo negli ultimi pochi anni di questo «tempo della fine» (Dan. 12:9).  La Bibbia mostra che ci avviciniamo alla fine di 6000 anni interi di storia umana. Questo periodo di sette anni finirà evidentemente nell’autunno dell’anno 1975»
 
Sul medesimo giornale, a p. 23, Knorr confermò vigorosamente la cronologia biblica che indicava il 1975 quale data della «fine» con evidenza schiacciante:
     «Un governo perfetto con basi celesti… Assumerà presto il controllo di questa terra… Alcuni possono dire ancora: «come si può esserne sicuri?…». È vero, in tempi passati vi sono stati alcuni che hanno predetto la «fine del mondo», annunciando persino una data specifica… Tuttavia non è accaduto nulla. La «fine» non è venuta. Si sono resi colpevoli di falso profezia. Perché? Che cosa mancava?… Mancava a tali persone la verità di Dio e l’evidenza che Egli le guidava e le impiegava. Ma che dire di oggi? Oggi abbiamo l’evidenza richiesta, tutta. Ed è schiacciante! Tutte le numerose parti del grande segno degli «ultimi giorni» sono presenti insieme alla conferma della cronologia biblica». (Corsivi nostri).
 
Su Svegliatevi  del 22/4/1972 leggiamo:
     «Quindi, mentre c’avviciniamo durante questo decennio al termine dei 6000 anni dell’esistenza umana c’è la rallegrante speranza che un grande sabato di riposo e liberazione è davvero vicino».
Su La Torre di Guardia del 1/4/1973, a p. 213, compare un minaccioso avvertimento alla cristianità:
     «l’ira di Dio è specialmente accesa contro la cristianità (ricordiamo che per cristianità intendono le chiese cristiane, in particolare quella cattolica). Sarà spazzato via mediante il fuoco tra breve, nessuno deve provare simpatia o far cordoglio su di essa. Geova non lo vuole».
sul libro Vera pace e sicurezza - prima edizione del 1973, troviamo numerose conferme dell’imminente Armaghedon. Ne citiamo alcune:
 
p. 7:  «… La Bibbia parla di quel regno come di un effettivo governo che fra breve sostituirà tutti gli attuali sistemi politici».
p. 34:«La fine delle religioni del mondo è vicina».
p. 71: «Il tempo che rimane per identificarvi dalla parte di Geova nella contesa della sovranità universale è brevissimo. La «grande tribolazione» è prossima!»
 
Nelle pagine 8283 troviamo la tabella degli «Segni» già realizzati che precedevano l’imminente fine del mondo. A conclusione leggiamo: «di che cosa questi avvenimenti sono il segno?… Che la «grande tribolazione» è molto vicina!».
 
Riportiamo ora alcuni passi dell’Annuario dei TdG del 1973:
- «… Molto presto nel paradiso restaurato…» (1 marzo).
- «… Il confronto con Dio è imminente…» (29 aprile).
- «… L’ora è molto tarda per questo sistema morente…» (16 agosto).
- «… Il tempo che rimane è brevissimo» (16 ottobre).
 
Sull’annuario del 1974, al 13 aprile, si ribadisce:
«… A questo sistema di cose rimane pochissimo tempo».
 
Su Ministero del Regno del giugno 1974 (edizione italiana) vengono approvati ed incoraggiati i TdG che vendono la casa ed i beni in previsione dell’imminente fine del mondo:
     «si odono notizie di fratelli che vendono la casa e i beni e dispongono di trascorrere il resto dei loro giorni in questo vecchio sistema facendo il servizio di pioniere. Questo è senz’altro un modo eccellente di impiegare il breve tempo che rimane prima della fine del mondo malvagio».
     Un forte incoraggiamento a dare affidamento alla profezia sulla prossima fine, rimuovendo ogni remora circa le parole di Gesù: «Quando a quel giorno e a quell’ora nessuno lo sa( Mc. 13,32), fu pubblicato su (La Torre di Guardia del 15/5/1975 a p. 291:
     «Ma significano queste parole di Cristo che i servitori di Dio sulla Terra non hanno il modo di determinare a che punto vivono nel corso del tempo? Non potrebbe essere così poiché Geova non è un Dio che lasci il suo popolo all’oscuro… In numerose occasioni Dio fece conoscere in anticipo il tempo preciso in cui dovevano avere luogo in certi avvenimenti».
L’articolo sopra citato aveva un titolo assai significativo: «La cronologia biblica addita il nostro giorno» (corsivo nostro).
 
Ammissioni del fallimento
Nel pieno dell’angoscioso marasma seguito al fallimento della profezia, soltanto pochi mesi dopo la pubblicazione dell’articolo sopra citato, (La Torre di Guardia del 15/3/1976, a p. 163, capovolge disinvoltamente le sue precedenti affermazioni e dichiara:
     «La Bibbia non da modo di fissare la data e quindi è inutile cercare di indovinare quando può essere quella data»  
A sostegno di questa saggia, ma tardiva, veduta del Corpo Direttivo cita nello stesso articolo Matteo 24,42: «Non sapete in quale giorno verrà il vostro Signore».

Alcuni mesi prima della scadenza della data della «fine», La Torre di Guardia esibì una scusa strategica per scaricarsi di ogni responsabilità in caso di insuccesso, tuttavia la motivazione addotta fu smentita clamorosamente alcuni anni dopo nel medesimo giornale. Ma, procediamo per ordine; ecco cosa si legge nel numero del 15/4/1975, a p. 251:
     «Le pubblicazioni dei TdG hanno mostrato che, secondo la cronologia biblica, sembra che 6000 anni di esistenza dell’uomo termineranno a metà degli anni settanta.  Ma queste pubblicazioni non hanno mai detto che allora sarebbe venuta la fine del mondo. Ciò nondimeno, sono state fatte notevoli congetture personali a questo riguardo»(corsivi nostri).

Ma, come abbiamo ampiamente documentato, non si è trattato di «notevoli congetture personali», bensì di innumerevoli ed autorevoli interventi di Knorr e dei dirigenti dei TdG, i quali pubblicizzarono la profezia della fine del mondo accampando reiterate ed inequivocabili certezze. Ce ne dà la conferma un articolo de La Torre di Guardia del 1/9/1980, a p. 17, dove si ammette di aver diffuso pubblicazioni che avevano suscitato notevoli aspettative per il 1975:
     «Con la pubblicazione del libro vita eterna nella libertà dei figli di Dio…venne suscitata considerevole aspettativa per il 1975La Torre di Guardia del 1° gennaio 1977, parlando dell’inopportunità di tenere lo sguardo fisso su una certa data diceva: «Se qualcuno è rimasto deluso non avendo seguito questo ragionamento, ora deve fare di tutto per modificare la sua mentalità, comprendendo che non è stata la Parola di Dio a venire meno o a ingannarlo e a deluderlo, ma che il suo intendimento si basava su premesse errate».  Dicendo «qualcuno», La Torre di Guardia  includeva tutti i TdG delusi, compresi dunque i responsabili della pubblicazione delle informazioni che contribuirono ad accrescere le speranze accentrate su quella data»(corsivo nostro).

      Come vediamo il riconoscimento che le pubblicazioni dei TdG furono responsabili della «considerevole aspettativa per il 1975″ è qui evidenziato in maniera inequivocabile.

Ciò che appare per nulla trasparente è la mancata segnalazione che i responsabili di quelle pubblicazioni furono Frederick Franz (allora Vicepresidente), i componenti del Comitato Editoriale e quelli del Comitato degli scrittori. È noto che questi due comitati sono composti da membri del Corpo Direttivo (si può verificare da uno schema pubblicato su La Torre di Guardia del 1/4/1977).

 
Considerando l’approvazione e l’incoraggiamento espressi dalla Società nei riguardi di quei «fratelli» che vendettero la casa e i beni, appaiono assai strane le incoerenti affermazioni apparse su La Torre di Guardia del 1/1/1977, pp. 2425.
 
     «…O ci siamo «stancati di fare il bene», cercando una certa data…Può darsi che alcuni che servivano Dio abbiano programmato la propria vita secondo un’errata veduta di ciò che doveva accadere in una certa data o in un certo anno.…Volle dire Gesù che dovevamo sistemare le nostre cose finanziarie e secolari in modo che le nostre risorse ci bastassero per arrivare ad una certa data che secondo noi sarebbe stata quella della fine?…Ma supponiamo che voi abbiate fatto assegnamento su una data e che, lodevolmente abbiate prestato maggiore attenzione all’urgenza dei tempi…Supponiamo che vi sentiate alquanto delusi; avete realmente perso qualcosa? Avete subito un danno?…»
 
I dirigenti geovisti che scrissero queste parole non avevano, evidentemente, venduto la casa e i beni, come avevano fatto molti TdG, né avevano abbandonato il posto di lavoro, né trascurato di sottoporsi ad interventi chirurgici, né avevano dato scarso peso alle loro malattie, né avevano rinunciato a sposarsi e a mettere al mondo figli, né avevano commesso azioni sconsiderate provocate dalla cieca fiducia riposta nei dirigenti della Società che davano per certa la «fine» per l’autunno del 1975.
     In realtà furono in molti ad aver «realmente perso qualcosa» e ad aver «subito un danno». E, oltre il danno, la beffa.
 
 Un altro esempio di bordeggiamento tattico da parte della Società lo riscontriamo su La Torre di Guardia del 1/10/1975:
     «Significa questo che sappiamo esattamente quando Dio distruggerà questo vecchio sistema e ne stabilirà uno nuovo? Franz mostrò che non lo sappiamo, poiché non sappiamo quanto fu breve l’intervallo di tempo trascorso dalla creazione di Adamo alla creazione di Eva, allorché cominciò il giorno di riposo di Dio di settemila anni».

Ma nel 1978 La Torre di Guardia sapeva benissimo quando fu creata Eva, come leggiamo nel numero pubblicato il 15/9/1968, a p. 559:
     «Poiché era anche proposito di Geova che l’uomo si moltiplicasse ed empisse la terra, è logico che creasse Eva subito dopo Adamo, forse soltanto alcune settimane o mesi dopo in quello stesso anno, 4026 a. E.V.»(corsivo nostro).
Ci troviamo nel 2014, Armaghedon non è venuto; forse a Dio non furono sufficienti 51 anni per creare Eva dopo aver creato Adamo?

 
Nel 1985 la Società Torre di Guardia, tirando le somme di oltre cento anni di predicazione profetica sull’Armaghedon, pubblicava una dichiarazione che demoliva completamente la pretesa dell’organizzazione dei TdG di essere il «Profeta» inviato da Dio. Ecco cosa si legge su Ragioniamo facendo uso delle Scritture - 1985, a p. 139:
     «I Testimoni di Geova non pretendono di essere profeti ispirati. Hanno fatto sbagli…È vero che i Testimoni hanno fatto sbagli nel loro intendimento di quello che sarebbe accaduto alla fine di certi periodi di tempo, ma non hanno commesso l’errore di perdere la fede…»
 
Al contrario, è cosa sin troppo nota, molte centinaia di migliaia di «fratelli» perdettero ogni fiducia nella Società e l’abbandonarono.
 
Fine del mondo: 2000
 
     Dopo il traumatico fallimento del 1975 la Società mantenne per un certo tempo un silenzio imbarazzato. Non si parlò dell’imminente Armaghedon negli ultimi mesi del 1975, per tutto il 1976 e per la prima parte del 1977
     La Società si limitò per un certo tempo ad ammettere che non è cosa ragionevole stabilire la data della «fine», come leggiamo, ad esempio, su La Torre di Guardia del 1/1/1977, p. 25:
«Le Scritture ci dicono ripetutamente che la fine prenderà il mondo completamente di sorpresa…Queste esplicite dichiarazioni di Gesù indicano che ai servitori di Dio non sarà mai comunicata la data della «venuta» di Cristo…Anzi avrà luogo in un tempo che sembrerà loro «improponibile»».
     Nonostante l’esplicita dichiarazione sopra riportata, in quello stesso anno (1977), sotto la presidenza di Frederick Franz, la Società pubblicò Il nostro prossimo governo mondiale  nel quale si rilanciava nuovamente la proclamazione della «imminente» fine del mondo. Ciò dimostra ancora una volta che, senza i minacciosi avvertimenti di un incombente disastro globale con relativa promessa di una vita eterna su una terra paradisiaca, il geovismo si spegne di morte naturale non avendo altre motivazioni valide da proporre.
     In questa rinnovata campagna profetica non si cita una data precisa, ma si ripete in maniera ossessiva che la «fine» è «imminente», oltre che terrificante (ma, come vedremo, una data poi sbucherà fuori).

Riportiamo due brani dal libro sopra menzionato:
     «Una catastrofe globale…sta per abbattersi su questo «mondo di empi»».(p. 156).
     «Ci stimoli esso a mantenerci sempre desti, poiché il messianico governo è imminente!». (p. 159).

Sulla copertina de La Torre di Guardia del 15/7/1979 compare Gesù Cristo a cavallo che minaccia il pianeta terra puntandole contro un enorme spada! Sotto compare un minaccioso avvertimento: «Il giorno della resa dei conti è prossimo!«
Nel 1980 il nuovo Presidente Franz si prende la soddisfazione di flagellare l’odiata cristianità:
     «l’attende la distruzione…tra breve…Geova farà piazza pulita; non ci saranno avanzi o rimanenze. Qualsiasi cosa materiale Geova abbia permesso loro di acquistare «passerà da loro» finendo nelle mani dei nemici…la cristianità non sopravviverà all’incombente grande tribolazione…diverrà come letame sulla superficie della terra…». (La Torre di Guardia del 15/1/1980, p. 20).

Notiamo che il compiacimento espresso in rapporto alla cristianità trasformata in «letame» non è davvero conforme allo spirito evangelico che ci ricorda di amare i nemici e di pregare per loro, e la prospettiva di potersi appropriare dei beni della cristianità è contraria al comandamento di Dio di non desiderare la roba altrui.

Nel 1982 nuova minaccia:
«…fra breve Dio metterà fine a questo malvagio sistema di cose». (La Torre di Guardia del 15/10/1982, p. 9).

A p. 20 de La Torre di Guardia del 1/12/1985, si afferma:
«Le persone sincere devono sapere che presto Geova entrerà in azione».
Al contrario, le persone sincere devono sapere che il «presto» geovista è collaudato per una plurisecolare durata.

Nel 1986, a p. 4 de La Torre di Guardia del 15/2/1986 è raffigurato un orologio con le lancette vicine alle ore 12, segno della fine. Di fianco leggiamo: «Il tempo in cui viviamo è l’epoca che precede l’imminente apocalisse».
     Su La Torre di Guardia del 15/4/1986, a p. 19, si dice:
«In che tempo ci troviamo, dunque, dal punto di vista di Dio? Nel tempo della fine di questo mondo».
     Come abbiamo ampiamente documentato fin qui, dal 1874 i TdG alloggiano nella mente di Geova ed hanno sempre saputo ciò che Egli era lì lì per fare. Strano che Geova non abbia fatto ciò che aveva in mente di fare.

1988: La Società, come sua abitudine, lancia un nuovo invito a non mettere al mondo dei figli perché «rimane un tempo limitato» (vedi La Torre di Guardia del 1/3/1988, p.21).
     Per oltre un secolo molti TdG si sono sentiti in colpa per aver generato dei figli disubbidendo ai consigli autorevoli della Società, mentre altri, e non sono pochi, si sono pentiti amaramente per aver rinunciato ad avere figli.
     Nell’ultima pagina di copertina di Svegliatevi del 22/6/1988, sullo sfondo rosseggiante di un tramonto, vediamo stagliarsi una gigantesca clessidra. Gli ultimi granelli di sabbia stanno per scorrere. Di fianco leggiamo: «Agite per salvarvi prima che sia troppo tardi». Sotto c’è scritto: «La profezia biblica mostra che un disastro mondiale senza precedenti nella storia dell’uomo è imminente. È necessario agire per salvarvi. Cosa dovete fare?».
     Sono circa 120 anni che la Società spiega agli uomini che cosa debbono fare ma, a quanto pare, tutto si è risolto, per dirla eufemisticamente,  in un enorme spreco di carta stampata.

1988: Franz e il Corpo Direttivo rilanciano truculente minacce a tutti i governi del mondo:
     «…molto presto il celeste Regno di Dio stritolerà tutti gli altri governi e porrà la loro fine!». (Come ha avuto origine la vita? Per evoluzione o per creazione? 1985, p.231).

1989: L’imminenza della «fine» viene enfatizzata con sempre maggior vigore. I punti esclamativi abbondano. Su Svegliatevi del 8/12 a p. 27 si ammonisce:
    «Non indugiate: fuggite per salvarvi la vita! Il tempo della resa dei conti per la falsa religione è vicino! Il solo modo di evitare di perdere la vita è quello di abbandonarla senza indugio!…Il conto alla rovescia per la sua distruzione è già cominciato».

1990: su La Torre di Guardia del 1/4, a p.31, la Società proclama al mondo intero: «Da allora il popolo di Geova ha cooperato intrepidamente con gli angeli annunciando a tutto il genere umano che la cristianità è spiritualmente morta, che i suoi ecclesiastici sono capi decaduti, e che presto essa e il resto di quel mondo satanico saranno distrutti».

La Società afferma, dunque, di aver portato l’annuncio a tutto il genere umano. Ebbene noi invitiamo i TdG a dimostrare, tanto per fare un esempio, che il miliardo e trecento milioni di essere umani che popolano la Cina siano tutti a conoscenza della proclamazione geovista.

    Mentre scriviamo siamo ormai alla fine del 2014 e la musica è sempre la stessa e lo sarà di certo ancora in futuro. Abbiamo riservato però, a chiusura di questa inchiesta, un brano molto significativo che smentisce il proposito espresso dalla Società dopo il fallimento del 1975 di non fare più previsioni in quanto la «fine» arriverà in un tempo «improponibile» (vedi opera già citata). Ed ecco la citazione ripresa da The Watch Tower,  15 Ottobre, 1980, p. 31:
     «È altamente improbabile che questo mondo duri fino al 2000».
Abbiamo voluto sottolineare questa storica e lapidaria dichiarazione per puntualizzare che, se è altamente improbabile che il mondo arrivasse all’anno 2000, le probabilità che lo superi sono quasi nulle. Chi vi scrive attesta che è nel mese di novembre del 2014.
     Pertanto si ipotizzava che alla fine del 1999, anche la martellante ed enfatizzata proclamazione dell’Armaghedon sarebbe andata in soffitta assieme ad un mare di delusione e sconforto di tanta gente imbrogliata sempre con le stesse medesime tecniche, con gli stessi medesimi minacciosi avvertimenti e con l’enunciazione delle abituali «fidate cronologie bibliche» che da oltre un secolo precedono le svariate date della «fine». Questa fine, dal 1914, non cessa e non cesserà di scivolare attraverso gli anni fino a che, finalmente (magari nel 4025), la fine ci sarà davvero e gli ultimi TdG potranno dire con orgoglio: «l’avevamo detto!».

Conclusione
Il giudizio di Dio su un tale modo di proclamare false profezie viene descritto dalla stessa Bibbia dei TdG:
    «Comunque il profeta che ha la presunzione di profetare in mio nome una parola che io non gli ho comandato di pronunciare o che parla in nome di altri dei, quel profeta deve morire. E nel caso che tu dica nel tuo cuore: «Come conosceremo la parola che Geova non ha pronunciato?». Quando il profeta parla in nome di Geova e la parola non avviene o non si avvera, quella è la parola che Geova non ha pronunciato. Il profeta la pronunciò con presunzione. Non ti devi spaventare di lui». (Deuteronomio 18:2022 — cf. Deuteronomio 13:110).
     Altra sentenza appropriata sulle false profezie dei TdG la pronuncia la stessa Società Torre di Guardia, indirizzandola ad altri senza accorgersi che questa sentenza si ritorce contro loro stessi, ben motivata persino dalle sue ammissioni di aver sbagliato:
     «Geova, l’Iddio dei veri profeti, svergognerà tutti i falsi profeti o non adempiendo la falsa predicazione di tali sedicenti profeti o facendo adempiere le Sue proprie profezie in senso opposto alla predizione dei falsi profeti. I falsi profeti cercheranno  di nascondere la ragione per cui proveranno vergogna negando chi essi siano realmente». (Paradiso restaurato dalla Teocrazia: Quando? - 1972, p. 354).
    Riportiamo un ultimo giudizio, assai calzante, espresso anch’esso dalla Società su Il nostro prossimo governo mondiale, 1977, a p. 18:
     «Tali profeti fecero profezie del futuro in nome del loro dio. Se la profezia fatta a nome di un dio non si avverava, risultava che il dio era falso, che non era dio. Infatti, la prova di un vero dio si basava sulla sua facoltà di adempiere la sua profezia!».
     Chi è dunque Geova? Ogni persona onesta e amante della verità tragga le sue conclusioni.

 Potete scaricare l’intero studio in formato PDF cliccando QUI

 

 
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   
Pubblicato in Testimoni di geova
Domenica, 27 Aprile 2014 00:00

Sulla decima e sul vangelo della prosperità

 
 
 
 
 
 
 
Non tutti sanno che nel variegato mondo pentecostale il vangelo della prosperità occupa una parte importante. Di cosa si tratta? È un portato della terza ondata pentecostale e prende il nome di Movimento della fedeNato negli Usa, come al solito, è arrivato in Italia e si sta molto diffondendo in Africa. Il motivo di questo successo non è difficile da comprendere visto che l’unico Dio adorato da costoro è il denaro. Il loro messaggio è sostanzialmente questo: “Se diventi cristiano Dio ti benedice. Essere benedetti da Dio vuol dire diventare ricchi, vivere una vita “abbondante” (significativamente, termini come questo ricorrono spesso fin nei nomi delle loro chiese) e senza malattie”. Un ottimo affare, insomma. La fregatura è che per diventare davvero cristiani bisogna lasciarsi del tutto spogliare dal pastore di turno, con decime, primizie, offerte e quant’altro. Ovviamente c’è anche la giustificazione biblica tramite i seguenti passi: Malachia 3, 10 (grandi benedizioni per chi dà la decima); Levitico 27, 30 (la decima di ogni cosa appartiene a Dio); 1 Re 17, 116 (episodio di Eliseo e la vedova); Mt 12, 4144 (episodio della vedova al tesoro del Tempio). Quando un evangelico vi cita insistentemente questi passi rifiutandosi – come al solito – di ragionarci e di rapportarli al resto della Scrittura, vuol dire che avete trovato un pentecostale sedotto dal vangelo della prosperità.
 
Come del resto denunciano molti protestanti di buona volontà. Prima di tutto bisogna però cercare di capire il grado di diffusione di questo “vangelo” in Italia. Sarebbe, infatti, un grandissimo errore ritenere che si tratti di qualcosa confinato alle chiese che esplicitamente si richiamano al Movimento della fede (e che secondo il Cesnur sono una decina, ma probabilmente ce ne sono anche di più). Infatti il successo è stato troppo grande per lasciare indifferenti le altre denominazioni. È stata fondata perfino una grande scuola internazionale chiamata Centro di formazione biblica Rhema che ha la sua filiale anche in Italia. Stando al sito, ci sarebbero nel mondo quasi trentamila diplomati Rhema che in seguito possono anche ricevere licenza e ordinazione ministeriale. È utile saperlo perché se un vostro parente o amico finisce in una chiesa che magari non è nella lista del Cesnur ma ha un pastore Rhema, potete capire subito che il vostro congiunto subirà un bombardamento continuo sul tema ricchezza. Come accennavo prima, queste indicazioni non devono alimentare una falsa sicurezza. Infatti il vangelo della prosperità, magari camuffato o rimodulato, è generalmente diffuso in molte chiese pentecostali.
 
 
 
Le Adi e la decima

 
Come abbiamo visto, quello della decima è un cardine del vangelo della prosperità. Ma cosa ne pensano le Adi in merito? Ufficialmente nulla, come sempre, ma sembra che la tendenza generale sia quella di imporla. Non a caso è uno degli argomenti di tutti i delusi che lasciano le Adi. Molte di queste testimonianze denunciano da parte delle chiese Adi una continua richiesta di soldi, con culti e prediche interamente dedicate all’argomento del “dare” (sempre alla chiesa, mai ai poveri). Alcune chiese Adi si spingono al punto di non concedere nemmeno l’anonimato, imponendo di compilare un foglio con nome, cognome e importo. Ovvero una modalità che sembra essere tipica delle chiese della prosperità vere e proprie, che dà al pastore un potere ancora più assoluto.
 
Quelle che ho riportato sono però testimonianze di fuoriusciti che, in quanto tali, potrebbero essere portati ad esagerare. Sarebbe ingiusto prendere le loro parole per oro colato, senza vagliarle, ma in effetti basta farsi un giro sul web per rendersi conto che dicono la verità. È tristemente famoso il video di Tommaso Grazioso, predicatore Adi e venditore di “risvegli”. Secondo lui, infatti, il primo passo del “risveglio” è la decima, senza la quale non c’è benedizione di Dio. Tanto che c’è addirittura la mistica del “sacchetto” che passa per la raccolta, in cui Dio ha nascosto il “risveglio”. Come vedete, i passi tipici del vangelo della prosperità ci sono tutti (Malachia, vedova al Tempio ecc..), solo che qui non si promette ricchezza materiale ma spirituale. E questo predicatore sembra che sia anche un pezzo grosso delle Adi. 

Inoltre, in un articolo di un periodico delle Adi tutto incentrato sulla decima di Malachia come diritto di Dio: si legge che chi non lo riconosce è un ladro e “difficilmente” (per usare un eufemismo) può ottenere la benedizione divina: infatti “la disobbedienza spalanca le porte della maledizione”. Nel sito di un’altra chiesa leggiamo, invece, che la decima era un obbligo della Legge, a cui il cristiano non è quindi più obbligato. Ma visto che la Grazia è “sovrabbondata”, se prima si dava la decima adesso si dovrebbe dare molto di più… per questo la chiesa, nella sua generosità, si accontenta della decima che però deve essere periodicamente accompagnata da una “bella offerta”. Per chi obbedisce è garantito un raddoppio dello stipendio (come sarebbe accaduto a questo John Wesley).
 
Anche in un altro sito Adi (ma non credo sia ufficiale) si ammette candidamente che la decima non è comandata per i cristiani, non presentando il Nuovo Testamento nessun “sistema legalistico” di questo tipo. Però – alla faccia della Sola Scriptura – le chiese la pretendono lo stesso come “minimo raccomandato”, anche se in molte la decima viene messa “eccessivamente in risalto”. Secondo questo sito, infatti, si tratta di un obbligo ma non di un imperativo categorico. Una decima potremmo dire “dal volto umano” che è lasciata alla coscienza del fedele e alle sue possibilità. Bisogna però mettere in evidenza come in teoria la decima resta comunque il “minimo raccomandato”, espressione che non si può comprendere davvero senza tenere conto del contesto. Infatti le chiese evangeliche sono spesso molto numerose, fino a contare centinaia – quando non migliaia – di persone. Questo pone forti problemi di ordine pratico, visto che la gestione di questi soldi non è per niente trasparente nonostante la grande entità degli introiti. Poniamo il caso di una chiesa con 500 fedeli, fingiamo che ognuno guadagni mille euro al mese. Questo vuol dire che nelle disponibilità del pastore entrano ogni mese 50mila euro. Una cifra da capogiro, e abbiamo giocato al ribasso calcolando una media di stipendio molto bassa. Le cose non cambiano di molto se pensiamo ad una chiesa più piccola, magari con 250 persone. In questo caso l’importo totale diventa di 25mila euro. Sono calcoli astratti, certo, ma rendono bene l’idea dell’insaziabile avidità denunciata dai fuoriusciti.
 
 
Considerazioni pratiche e teologiche

 

Indubbiamente, l’Antico Testamento presenta la ricchezza come una benedizione divina (basti pensare a Giacobbe e ad altri personaggi) ma certo non nei termini posti dal vangelo della prosperità. La ricchezza non è mai presentata come un indice preciso del grado di benedizione, l’accento è piuttosto sulla Provvidenza. Nel libro dei Proverbi si legge “non darmi né povertà né ricchezza; ma fammi avere il cibo necessario perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: «Chi è il Signore?»” (Prov 30, 89). Quindi c’è anche un punto di vista critico della “pancia piena” come rischio di ingratitudine. Del resto non tutti i personaggi biblici eccellono in ricchezze come, per esempio, i profeti quali Giovanni Battista che viveva nel deserto (Mc 3, 4). Anche l’apostolo delle genti afferma di alternare povertà e ricchezza (Filippesi 4, 12), fino a definirsi sostanzialmente un povero (2Corinzi 6, 10) senza che questo volesse dire minimamente una minore benedizione da parte di Dio. Anche san Pietro non sembra farsi problemi del fatto di essere sprovvisto di oro e di argento (Atti 3,6) e nella parabola del ricco epulone (Lc 16, 1931) è il povero Lazzaro che si salva. Sempre san Paolo, infine, mette in guardia dall’avarizia (Ef. 5, 5) e da quelli che vogliono usare la religione come fonte di guadagno. Senza però per questo cadere nell’eccesso opposto, visto che Paolo non si sente certo imbarazzato quando è nell’abbondanza (Filippesi 4, 18) per il sostegno ricevuto, nè quando deve amministrarla (2 Co. 8, 1821).

 

Cosa dire invece del surrogato di questo “vangelo” presente nelle Adi? È significativo il fatto che pur sapendo che la decima non è un obbligo per il cristiano, la pretendono lo stesso) lo stesso (come noto, la Sola Scripturaè sempre per gli altri). Non a caso, i pochi passi citati sono tutti dell’Antico Testamento. Infatti Gesù e gli apostoli non hanno mai chiesto la decima, ma solo libere offerte. E libere per davvero, senza minacce o promesse di facili arricchimenti.  Senza nessun sistema legalistico ma secondo le possibilità e la coscienza di ciascuno (Atti 11,29; 2 Corinzi 9, 7). È vero che gli Atti presentano una comunità cristiana dove tutto è in comune (Atti 4, 34) ma è qualcosa che non ha il sapore della costrizione. Non è sistema imposto dall’alto ma il prodotto di un vivo senso di fraternità, anche perché aveva lo scopo di sostenere i bisognosi della comunità in modo che a nessuno mancasse il necessario. Tanto che Pietro fa notare ad Anania l’insensatezza del suo gesto proprio facendogli notare che la vendita dei suoi beni era stata una sua scelta, e che comunque il ricavato sarebbe rimasto sempre a sua disposizione (Atti 5, 16). 

Tutt’altro spirito da quello delle chiese evangeliche, quindi. Le quali, accusando ingiustamente la Chiesa di non fare abbastanza per i poveri, rischiano davvero di creare ulteriore povertà. Ovviamente ognuno può fare quello che vuol con i suoi soldi ed è normale che una chiesa chieda il sostegno dei propri fedeli, il problema sta però nel come lo si chiede – o meglio – si impone. Come abbiamo visto, nelle chiese in cui si pratica la decima devono girare molti soldi, ma che fine fanno?

 

Tommaso Grazioso dice, giustamente, che per il cristiano è importante il “dare”, ma stranamente a beneficiarne non sono mai i poveri. È significativo il fatto che siano praticamente esclusi tutti quei passi in cui si parla di carità per i poveri, esercitata in modo diretto e senza la mediazione di alcuno. Per intenderci, se piace molto la vedova che versa i suoi ultimi spiccioli al tesoro del Tempio lo stesso non si può dire per Zaccheo che dà la metà dei suoi beni ai poveri (Lc 19, 8) e per il giovane ricco a cui è chiesto di farsi un “tesoro in cielo” (Mt 10, 21) vendendo tutti i suoi beni per i poveri. Citare passi simili sarebbe controproducente per chi vuole far credere che compito primario del cristiano sia quello di svenarsi per la sua chiesa. Né è da credere che quella dei poveri sia la prima preoccupazione dei pastori, visto che loro stessi non ne parlano e nessuno sa precisamente come vengano spesi i soldi. E non è difficile immaginare il perché: se il fedele deve dare alla chiesa decima, offerte e primizie non gli si può chiedere di farsi anche “tesori in cielo”. La chiesa viene prima di tutto, gli esempi di generosità presentati come modello sono soltanto quelli utili allo scopo.

 
 
Conclusioni
 
 

Di fronte a tutto questo, fanno ancora più impressione quegli evangelici che accusano la Chiesa di essere ricca e avida. Avendo addirittura da ridire sulle offerte che si fanno talvolta per i sacramenti e per le messe di suffragio, quando queste sono veramente libere e – almeno teoricamente – non possono essere pretese. È vero che molti preti hanno il malcostume di imporre dei tariffari, ma siamo ben lontani dalla pretesa della decima mensile di tutte le entrate. Sia perché l’entità è infinitamente inferiore sia perché si tratta comunque di una contribuzione occasionale (battesimo, prima comunione e – di solito – il matrimonio si celebrano una volta sola nella vita). Però, mentre si viene tartassati e spogliati dal pastore di turno, ha senza dubbio una forte valenza psicologica convincersi che per i cattolici sia anche peggio perché nella Chiesa tutto sarebbe “a pagamento”. Questo quando essere cattolici è praticamente gratis, mentre in molte chiese (in realtà, come sembra dimostrare Butindaro, praticamente tutte) essere un buon evangelico vuol dire sostenere un importante impegno finanziario e con forti venature simoniache.

 

Pubblicato in Pentecostali

CHE COSA SONO LE SETTE?
(Nessuno si offenda: Russel scrive in Torre di Guardia, ott. 1883: «Noi siamo una Setta»).

I Vescovi dei 5 Continenti rispondono: Sono «Gruppi cristiani di spirito settario con atteggiamento di intolleranza unito a un proselitismo aggressivo. Associano alla Bibbia altri libri rivelati, altri messaggi, o dalla Bibbia sopprimono alcuni suoi libri o ne alterano radicalmente il contenuto. Sono per lo più autoritari; fanno ricorso ad un certo lavaggio del cervello; praticano una coercizione collettiva. Problema allarmante. Prendono di mira i più vulnerabili. Urge informare, mettere in guardia» (3). Quali sono queste sette? Quella dei Mormoni, di New Age, di Sai Baba, dei Bambini di Dio, di Moon e tante altre tra cui la Massoneria (che, come documenta il «Dossier G.R.I.S.» di Dic. 1989, nega la divinità di Cristo e della sua Chiesa, nega la personalità di Dio sostituendolo con un panteistico Architetto dell’universo, nega la Morale cristiana rimpiazzandola con un dannoso relativismo morale).

In Italia ce ne sono quasi 800; emerge la Setta dei testimoni di Geova che è la più diffusa e la più pericolosa, e che, approfittando della grande ignoranza delle verità di fede, fa apostare, ogni anno, oltre 10.000 cattolici.

- I TESTIMONI DI GEOVA

Nota bene: La severità che qui viene usata non è diretta contro le persone che amo e per le quali prego ogni giorno, ma contro i loro errori enormi e dannosissimi: il tacere è la più grave mancanza di carità e significa tradire Gesù e il suo Vangelo. In questi duemila anni tutti i Padri, i Dottori della Chiesa, i Sacerdoti zelanti hanno sempre parlato e, spesso, «tuonato» per smascherare, con parole di fuoco, le falsità, onde arrestarne il contagio che rovina le anime, e per difendere Cristo Dio e la sua Chiesa; insomma costoro, con grande coraggio, hanno messo in pratica il programma meraviglioso di S. Agostino: «Amate gli erranti e ammazzate gli errori». Dirò di più: perfino i Capi dell’eresie sono bollati dalla Bibbia e dai Santi e Dottori con parole terribili. Leggi la nota (4) a pag. 162.

1Questa Setta distrugge tutto il Cristianesimo.

Infatti nega che Gesù sia Dio, nega la divinità dello Spirito Santo e la Trinità, nega la vera Chiesa di Gesù, nega la S. Messa, i Sacramenti, la spiritualità e immortalità dell’anima e quasi tutte le altre verità cristiane: è vera apostasia.

Annienta la grandezza della Madonna, la sua maternità divina, la sua verginità, ecc., e ne fa una povera donna, con tanti figli, non volendo riconoscere (o per ignoranza o per forte cattiveria) che, ai tempi antichi, con i nomi «fratelli e sorelle» venivano chiamati anche i cugini e gli altri parenti (come nel caso di Gesù). Un esempio: la Bibbia dice: «Figli di Zerach: Ienel e 690 fratelli». «Figli di Beniamino: Sallu, Ibnia, Ela e Mesullàm. I loro fratelli erano 956″. «Dei Sacerdoti (ne nomina diversi): i loro fratelli erano 1.760″ (1 Cronache 9, 313). Sono tutti fratelli carnali?… Abramo dice del nipote Lot: «Noi siamo fratelli» (Gen. 13,8).

Oltraggia e deforma Gesù cancellando la sua bontà e misericordia infinita e facendo di lui il più terribile assassino della storia. Infatti, con incredibili fantasticherie, dopo aver proclamato la ridicola falsità che Gesù è l’Arcangelo Michele che si è fatto uomo, dichiara che Gesù sarà lo spietato vendicatore del crudelissimo Geova nel fare una orrenda carneficina di tutti i cristiani e di chi non è geovista (una strage di miliardi di persone!). Chiama Cristo Dio «feldmaresciallo di Geova» (parola che è un triste richiamo al «feldmaresciallo Hitler», uno dei carnefici più crudeli della storia). E favoleggia nel libro geovista «Giustificazione»: «Quando è giunto il tempo fissato, Geova ordina al potente feldmaresciallo Cristo Gesù di ingaggiare la battaglia di Armaghedon che sarà terribile». I geovisti hanno costruito su Armaghedon (Apoc. 1519) tante fantasticherie. Ma in realtà (dicono i grandi biblisti) si tratta di un simbolo non di stragi sanguinose bensì della vittoria definitiva, nel giudizio universale, di Cristo Dio e della sua Chiesa (5).

2Questa Setta è nemica della Bibbia, poiché spesso l’interpreta male, ne cambia perfino parole e frasi (Ciò si vede bene nella «Traduzione Interlineare» dei geovisti stessi). Sotto la guida dei 13 uomini del Corpo Direttivo mondiale che si proclama infallibile e superiore alla Bibbia, nel 1967, ha fatto la così detta «Traduzione del nuovo mondo delle Scritture», ma non dai testi originali, bensì dalla Bibbia inglese del 1961. Innumerevoli e meschine e grottesche sono le manipolazioni, distorsioni e falsificazioni da costituire il più orribile scempio e il più grande massacro del Libro di Dio. L’hanno tradotta non in base al significato dei testi primitivi (come abbiamo fatto noi cattolici in pieno accordo con i fratelli separati ortodossi e protestanti), ma con l’unica preoccupazione di fare corrispondere il testo sacro alle loro idee sballate. Il Geovismo è stato definito: «La più colossale truffa religiosa del nostro tempo».

3Questa Setta è contro la scienza poiché ha degl’insegnamenti talmente antiscientifici da far spavento. Cito solo qualche esempio tra tanti: essa insegna, con calcoli da favole e con parole sprezzanti verso i più celebri scienziati, che la terra esiste soltanto da 48 mila anni. Soprattutto ancor oggi afferma con estrema sicurezza che l’uomo esiste sulla terra da soli 6.000 anni, invece la scienza (che pure proviene da Dio) ci assicura che il cosmo esiste da miliardi e miliardi di anni e che l’uomo vive sulla terra da oltre un milione di anni. (Così attribuiscono alla Bibbia, e quindi a Dio, queste e tante altre falsità).

4Questa Setta ha un pessimo fondatore: Charles Russell Taze, che la fondò nel 1870. S. Agostino dice: Fateci conoscere il vostro fondatore, o eretici, e sapremo come giudicare la vostra religione. Ebbene Russell Taze era tanto cattivo che i suoi seguaci più consapevoli si vergognano di lui e i Dirigenti nascondono ai geovisti le tristi notizie della sua vita e i suoi scritti e il passato della Setta. Russell era un abile affarista, un grosso ladro e un astuto sfruttatore della povera gente, alla quale vendeva il grano che vantava come «miracoloso» per un prezzo ben 60 (sessanta) volte superiore al suo valore. I geovisti dicono: lo faceva per l’interesse della società per azioni. Si, è vero; ma di quella società lui possedeva 990 azioni su mille. Inoltre faceva pressioni sugli ammalati per carpire i loro beni, ed era spacciatore di «medicinali miracolosi» che erano una truffa. Era imbroglione, bugiardo, spergiuro perché falsamente giurò di conoscere bene le lingue latina, greca ed ebraica, per interpretare il senso esatto della Bibbia scritta in quelle lingue, e invece non seppe leggere neppure una parola del testo greco che gli fu presentato. Era immorale, vizioso, scandaloso, infedele a sua moglie; era prepotente, feroce, un egoista insopportabile e senza cuore fino a tentare di rinchiudere in manicomio la sua sposa, cui negò gli alimenti prescritti dal tribunale (6).

5Questa Setta insegna incredibili sciocchezze. Dopo aver negato quasi tutte le verità del Cristianesimo, ai brandelli di verità che conserva, ha aggiunto molte ridicolaggini che suscitano perfino derisione. Ecco qualcuna:

a) La favola e la beffa della fine di questo mondo stabilita in date precise: 1914; 1916; 1918; 19401941 (7); 1975; 1986: date che assicura nel nome della Bibbia e quindi di Dio; ma tutte fallite. Rutherford, successore di Russell, riguardo al fallimento delle aspettative del 1914 e del 1925, ha detto: «Ho fatto la figura di un asino» (8).

b) La negazione delle trasfusioni di sangue per salvare bimbi e adulti, per cui li lasciano morire (orribile delitto!).

c) La burla dei 144.000 geovisti in Paradiso: il numero è simbolico; non va interpretato alla lettera; se si interpreta alla lettera, va riferito alle tribù d’Israele, non a loro (9).

L’ex geovista Gunther Pape dice: «Nelle loro visite alle case e persone procedono con menzogne, inganni diabolici, astuti come serpenti, per distruggere la fede cristiana e rimpiazzarla con la loro, tanto che la gente neppure se ne accorge che la sua fede si sfalda. Oggi conosco la Chiesa sotto il suo vero aspetto, e mi viene spesso da domandarmi come fosse possibile credere sul serio a tutte le sciocchezze e menzogne che noi testimoni diffondevamo sul conto della Chiesa» (10).

6Questa Setta presenta un Dio crudelissimo e razzista. Noi cattolici crediamo in un Dio infinitamente buono che vuole salvare tutti, e salverà anche coloro che, senza loro colpa, appartengono ad altre religioni, invece questa Setta ci presenta un Dio ingiustissimo, crudelissimo, razzista, e settario che salverà per l’altra vita soltanto i 5 o 6 milioni di testimoni di Geova, mentre inesorabilmente considererà tutti noi, che siamo quasi 6 miliardi, come massa dannata da distruggere.

Ci si meraviglia che persone intelligenti si lascino ingannare da questa Setta. Preghiamo perché gli ingannati si convertano e i cattolici non si pervertano.

ESEMPIO: La Madonna appare in Roma a Bruno Cornacchiola della Setta degli Avventisti (i quali oggi sono in cordiale dialogo col cattolicesimo). Costoro gli avevano inculcato un odio furibondo (come fanno i testimoni di Geova) contro la Chiesa Cattolica, per cui decise di uccidere il Papa. Si procurò un pugnale e giurò sopra una Bibbia protestante di compiere il delitto. Attendeva il momento propizio. Il 12 Aprile 1947 si era recato alle Tre Fontane per fare giocare i suoi bambini, Isola, Carlo, Gianfranco, mentre lui, all’ombra di un eucaliptus, preparava un discorso focoso contro la Madonna, che avrebbe pronunciato il giorno seguente. I suoi bambini smarriscono la palla; li aiuta a cercarla, e, con grande sorpresa, scorge Gianfranco inginocchiato davanti a una piccola grotta; l’ode bisbigliare: «Bella Signora!» Chiama Isola che arriva e subito s’inginocchia esclamando: «Bella Signora!» Poi viene Carlo e fa altrettanto. Cerca di alzarli, ma sono pesanti come macigni. Improvvisamente, nella grotta tutta illuminata, lui stesso vede quella che i bimbi chiamano «Bella Signora!»: scalza, manto verde, vestito bianchissimo, fascia rosa, in mano la Bibbia. Parla a lui per un’ora e mezzo; gli spiega che lui combatte la vera Bibbia che è quella interpretata dalla Chiesa e dal Papa. Soggiunge: «Io sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti. Ora Basta. Rientra all’ovile e obbedisci». Si converte. Consegna a Pio XII la spada con cui doveva ucciderlo. Il Papa, in quella mano che doveva vibrare il colpo mortale, depone, con un dolce sorriso, la corona del rosario. Pio XII ha benedetto la statua che si venera alle Tre Fontane. Grandi folle vanno a pregare in quel luogo santo e ottengono innumerevoli grazie.

Ecco un servizio televisivo molto significativo della durezza di questa setta.  

 

Preghiamo per la conversione dei testimoni di Geova e degli altri eretici; e invochiamo la Madonna per ottenere che i cattolici siano intraprendenti nel fare il bene almeno quanto lo sono i seguaci delle Sette nel fare il male.

I testimoni di Geova vanno 5 volte ogni settimana alle loro riunioni per imparare gli errori e la maniera di far bere alla gente tante falsità e quasi ogni giorno vanno di casa in casa per seminar zizzania. Perché i cattolici non fanno simili sacrifici per partecipare alla Messa, per istruirsi nella vera religione, per fare apostolato?

embed video plugin powered by Union Development
Pubblicato in Testimoni di geova
Venerdì, 13 Dicembre 2013 10:06

Breve introduzione

Russell


Chi sono i Testimoni di Geova - 

LA VITA DI CHARLES RUSSEL, FONDATORE DEI TESTIMONI DI GEOVA

Charles Taze Russel nacque in Pennsylvania nel febbraio del 1852.

All’età di quindici anni era uno scettico in quanto alla fede, ma poco dopo cominciò a studiare la Bibbia costruendosi un metodo personale per la sua interpretazione; questo metodo rimane ancora oggi il fondamento teologico dei Testimoni di Geova. Nel 1870 organizzò un gruppo di studio a Pittsburgh e sei anni dopo ne venne nominato «pastore»; ma non fu mai riconosciuto né consacrato pastore dai fratelli anziani, nel senso biblico neotestamentario di questo termine.

Nel 1879 finanziò la Zion’s Watch Tower (Torre di Guardia di Sion), un periodico che entro quello stesso anno salì alla tiratura di seimila copie e nel 1961 raggiunse la stupefacente quota di 3 milioni e 800 mila copie. Dieci anni dopo, Russell diede inizio alla Società dei Trattati della Torre di Guardia. Questa ed altre società simili stampano una quantità enorme di pubblicazioni, che vengono diffuse largamente in ogni città degli Stati Uniti, in Italia, e nel resto del mondo.

In seguito ad accuse di avere una relazione al di fuori del matrimonio e di avere commesso irregolarità nell’amministrazione delle attività della Zion, Russell fu lasciato dalla moglie, che nel 1987 si separò da lui e nel 1906 ottenne il divorzio. In seguito Russel dovette pagarle oltre 3 milioni di alimenti, un pagamento che aveva evitato mediante un falso trasferimento di azioni.

Gran parte della vita di quest’uomo è scritta su verbali di Tribunali; passando da un processo all’altro, fu sempre riconosciuto colpevole e alla fine smarscherato come spergiuro, impostore, falso ministro di culto. Nel primo decennio del nostro secolo Russell mise in vendita, al costo di un dollaro la libbra, del «grano miracoloso», promettendo dei raccolti cinque volte superiori a qualsiasi altro. Un giornale, il Brooklyn Daily Eagle, denunciò la truffa in un suo articolo e Russell chiese, per questo motivo, un risarcimento di 100 mila dollari per diffamazione; ma perdette la causa, quando i periti dichiararono di non aver trovato alcuna superiorità in quel grano. Davanti ad un altro tribunale, nel Canada, Russel fu costretto ad ammettere di non conoscere la lingua greca, che aveva dichiarato sotto giuramento di conoscere. Fu dichiarato colpevole di falso giuramento. Questi fu l’uomo che ha fondato il gruppo dei testimoni di Geova, agli insegnamenti del quale milioni di persone affidano la loro vita e il loro destino eterno.

Le dottrine di Russel si diffusero anche per la forte personalità e il talento letterario del loro autore. La sua opera maggiore uscì in sei volumi, col titolo di Studies in the Scriptures, un’opera che egli metteva sullo stesso piano e anzi al disopra della Bibbia. Non solo, infatti, riteneva i suoi scritti necessari alla comprensione della Bibbia, ma «giunse ad affermare che sarebbe stato meglio non leggere le Scritture e leggere i suoi libri, anziché leggere le Scritture e trascurare i suoi libri» (Martin-Klann, Il Geova della Torre di Guardia, p. 32). Nonostante questa gravissima affermazione, dei suoi scritti sono state diffuse più di 16 milioni di copie, pubblicate in 35 lingue diverse.

Il 16 ottobre 1916, sul treno, mentre ritornava in Texas da uno dei suoi giri di conferenze, Charles Taze Russel morì. A proposito dei suoi funerali, sulla Torre di Guardia del 1916 furono riportate le seguenti righe dove Russel viene addirittura innalzato in modo blasfemo allo stesso livello di Gesù:

«Charles Taze Russell, tu sei stato incoronato come re dal Signore; e per i secoli dei secoli il tuo nome sarà conosciuto fra le genti, e i tuoi nemici verranno e adoreranno ai tuoi piedi» (La Torre di Guardia di Sion, 1 dicembre 1916, pp. 366, 367).
Brevemente, citiamo anche le altre due figure fondamentali per i testimoni di Geova. Il primo è Joseph Franklin Rutherford, che fu il secondo presidente della Torre di Guardia, il quale tentò di demolire il mito del suo predecessore, eliminando dalla sede centrale della società ogni sua immagine, e innalzando se stesso al suo posto. Opporsi alla sua volontà era come opporsi a Dio. Rutherford reinterpretò tutte quelle Scritture che servivano a rafforzare la sua posizione all’interno dell’organizzazione e le adattò ai suoi schemi. In una cosa assomigliò a Russell: anche lui predisse la fine del mondo *, ma si sbagliò altrettanto miseramente del suo predecessore.

L’altra figura che vogliamo considerare è quella del terzo presidente dell’organizzazione, Nathan Homer Knorr. Ai suoi tempi fu insediato un comitato al quale da allora in poi spetta il compito di provvedere direttive all’intera organizzazione, e che tutt’oggi, conosciuto come Corpo Direttivo, rappresenta in effetti, «la Voce di Geova»; è soltanto ad esso che spetta il compito di far fluire le verità divine all’intera associazione mondiale dei Testimoni, e a nessun altro. È quest’organismo collegiale, composto esclusivamente da maschi di razza bianca, che detta le regole sull’abbigliamento, sulle abitudini sessuali nel matrimonio, sull’organizzazione delle adunanze, sul numero di ore da dedicare al proselitismo, sulla scelta dello svago e su ciò che si può o non si può leggere. Quando uno qualsiasi dei più di cinque milioni di aderenti al gruppo viene meno nell’osservanza di una delle migliaia di regole stabilite da questa pervasiva e onnipresente oligarchia, viene immantinente scomunicato o, per usare un termine a loro caro, «disassociato».

* Nota: Ricordiamo che Russel, per le sue predizioni (poi rivelatesi sbagliate), attinse anche a sistemi occulti come la piramidologia (lo studio della Grande Piramide egizia) e la numerologia; vedi in particolare C.T. Russell, Thy Kingdom Come, vol. 3 di Studies in the Scriptures, ed. 1916, pagg. 322 e 342.


 

LE DOTTRINE DEI TESTIMONI DI GEOVA

Il messaggio centrale dei testimoni di Geova, quello che spiega il loro successo, è l’annuncio di un nuovo mondo: un messaggio che risponde ai desideri degli uomini e soddisfa le loro attese nel modo più facile ed allettante. Uno degli opuscoletti diffusi dai testimoni di Geova è La buona notizia del regno e proprio ad esso attingeremo, citando brani anche estesi, per avere davanti a noi le loro dottrine nelle stesse loro parole (se non c’è altra indicazione, i numeri di pagina si riferiscono a questo opuscolo).

La Trinità. I testimoni di Geova negano con forza la Trinità. «C’è un solo vero Dio che è onnipotente e supremo… Chi vuole la vita, incluso il Suo Figlio principale, Cristo Gesù, deve riconoscere la Sua supremazia ed assoggettarsi a Lui» (p. 5). «Gesù e Geova-Dio non sono la stessa persona, né Gesù è uguale a Dio. Solo Geova è supremo» (p. 6). Lo Spirito Santo è soltanto la potenza di Dio, non è personale né divino.

Che cosa rispondere a queste affermazioni? L’insegnamento biblico intorno alla Trinità nasce dal fatto che nella Bibbia tre Persone vengono riconosciute come divine: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo. Basta vedere le numerose, esplicite testimoniante di Genesi 1:26; Matteo 28:19; 1 Corinzi 12:46; 1 Pietro 1:2, 1 Giovanni 5:7,8. (Per uno studio dettagliato che dimostra come la Trinità sia una dottrina della Bibbia si veda qui).

Il fatto che neghino la divinità di Gesù Cristo e la Sua essenziale uguaglianza con Dio il Padre, pone i testimoni di Geova al di fuori del Cristianesimo. La Parola di Dio dichiara riguardo a Cristo: «Poiché in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità» (Colossesi 2:9). «Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio» (Giovanni 1:1). «Poiché Egli, che era sempre stato Dio per la Sua natura, non si tenne stretto alle Sue prerogative di uguaglianza con Dio, ma si svestì di ogni privilegio acconsentendo d’essere uno schiavo e di nascere come un uomo mortale» (Filippesi 2:6,7).

Espiazione e riscatto. Poiché riconoscono che l’uomo è un peccatore, anche se il loro concetto di peccato non è profondo, i testimoni di Geova descrivono la redenzione come un riscatto: «Così Geova-Dio, mandato il Suo Figliuolo Gesù Cristo sulla terra, per mezzo di Lui e della Sua morte provvide un prezzo di riscatto… Per mezzo del riscatto Cristo Gesù ricuperò ciò che era perduto, ossia una perfetta vita umana con i suoi diritti e le sue prospettive terrene» (p. 13). Avendo dato questa vita umana, Egli non potè riprenderla e quindi risuscitò come «creatura di Spirito». «La Bibbia indica che per mezzo di questo riscatto ad alcuni sarà data la vita nei cieli, ed altri sulla terra» (p. 15).

Notate che ciò che fu perduto, e che doveva perciò essere redento non è la vita spirituale, ma «la perfetta vita umana con i suoi diritti e le sue prospettive terrene». Secondo questa setta, la morte di Gesù ha semplicemente ristabilito il diritto dell’uomo di vivere una tranquilla vita di perfezione sulla terra. C’è qui ben poca consapevolezza del peccato quale grave offesa contro un Dio santo, né si comprende la profonda necessità di un’espiazione vicaria, compiuta da Cristo per mezzo del suo sangue, perché la giustizia e la santità di Dio ricevessero soddisfazione. In Matteo 20:28 e in Marco 10:45 la morte di Gesù viene descritta come un riscatto, ma Giovanni 1:29 e 1 Pietro 2:24 mostrano che l’obiettivo di questa morte era la liberazione dal peccato, non la semplice acquisizione di una benedizione terrena. I testimoni di Geova hanno una visione inesatta del peccato, della salvezza, della redenzione e dell’espiazione vicaria mediante il sangue di Cristo.

«Milioni ora viventi non moriranno mai». Questo titolo viene spesso diffuso come un messaggio. La convinzione dei testimoni di Geova è che fra non molto, durante l’attuale generazione, Dio distruggerà le forze di Satana nella battaglia di Harmaghedon. Nel giorno in cui questa battaglia avverrà Satana sarà annientato per sempre e, da quel momento, tutti coloro che hanno accettato il messaggio dei testimoni di Geova vivranno una vita felice su una terra rinnovata.

Quando i testimoni di Geova annunziarono una conferenza che aveva il titolo sopra riportato, un Pastore evangelico ideò un eloquente messaggio in risposta a quel titolo. Fondandosi su Efesini 2:2, egli annunciò un sermone sul tema: «Milioni ora viventi sono già morti». La speranza su cui insistono i testimoni di Geova, legata alla terra, indica che la loro religione è priva della speranza del cielo e rivela che il loro anelito è rivolto a qualcosa di terreno: è rivolto ad una vita più facile sulla terra senza dover passare per il ravvedimento. È, come ben si vede, qualcosa di ben poco elevato e di molto grossolano. Questo spiega, in gran parte, la facilità con cui molti aderiscono alla setta; per il resto, tale adesione viene spiegata con la ossessiva opera di convincimento che viene compiuta dai propagandisti e dai responsabili della setta.

La seconda venuta di Gesù. Secondo i testimoni di Geova, Gesù è ritornato nel 1914. «Quando Gesù disse che sarebbe ritornato, non intese dire che sarebbe ritornato in carne visibile agli uomini viventi sulla terra. Egli ha dato la Sua vita terrena come un riscatto e non può perciò riprendersi tale vita… La Buona Notizia per oggi è che Cristo Gesù è ritornato, che il Regno di Dio per mezzo di Lui è stato stabilito ed estende attualmente la Sua legge al cielo…» (p.19). «Tutte le prove dimostrano che Gesù ha assunto il potere del Regno ed ha incominciato il Suo regno dal cielo nell’anno 1914″ (p.21).

Quali prove i testimoni di Geova presentano per dimostrare che Cristo è «ritornato» nel 1914? Essi indicano Matteo 24:3,7,8, dove guerre, carestie, terremoti e dolori sono preannunziati come segni del ritorno del Signore (pp. 20,21).

In realtà, questi sono i segni preannunciati dal Signore per il Suo ritorno, ma i testimoni di Geova dimenticano che il ritorno del Signore fu promesso come un ritorno visibile: «Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà nella medesima maniera che l’avete veduto andare in cielo» (Atti 1:11). Lo stesso capitolo del Vangelo di Matteo al quale i testimoni di Geova rimandano riguardo ai segni, contiene la promessa: «E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuolo dell’Uomo, ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figliuol dell’Uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria» (Matteo 24:30). È sufficiente un altro versetto, per smentire questa dottrina. Dopo la Sua risurrezione, Gesù disse a coloro i quali pensavano che Egli fosse uno spirito: «Guardate le mie mani ed i miei piedi, perché sono ben io; palpatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che io ho» (Luca 24:39).

Esiste un inferno senza fine? Nell’opuscolo dei testimoni di Geova si legge: «Alcune organizzazioni religiose sostengono che ci sarà una vita nel cielo o un tormento eterno in un fuoco d’inferno. Come abbiamo visto, la Bibbia non sostiene l’idea di un tormento eterno e non limita la speranza di una vita futura di pace e di felicità soltanto in cielo» (p. 18). «Così, quando una persona muore, la sua anima non va direttamente in cielo, e non va neppure in un luogo di tormento chiamato inferno» (p. 11). «La pura e semplice verità a questo riguardo è che, quando una persona muore, entra nell’incoscienza e non sa più nulla» (p. 12).

I testimoni di Geova condividono con gli Avventisti del Settimo Giorno la teoria del sonno delle anime, ossia la convinzione che le persone, morendo, cessano d’esistere. Questi due gruppi condividono anche la credenza che il destino dei malvagi sia l’annientamento totale e che l’anima non si separa mai dal corpo: se muore il corpo, muore anche l’anima. Che questa sia una convinzione del tutto falsa appare chiaramente da Matteo 10:28: «E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire il corpo e l’anima nella geenna» (vedi anche Apocalisse 20:15).

Usanze civili. Ormai da lungo tempo i testimoni di Geova sono fermi nel loro rifiuto di salutare la bandiera nazionale. «I Testimoni di Geova non salutano la bandiera di alcuna nazione» (Let God be true, 1946 p. 234). Essi si oppongono fermamente al servizio militare di ogni tipo, anche in forze non combattenti.

Per poter restar fermi in queste loro prese di posizione, alquanto arbitrarie e per la verità poco civili, i testimoni di Geova ignorano completamente Romani 13:115. In questo passo, infatti, Paolo insiste che i cristiani devono essere soggetti ai conduttori della nazione e li devono onorare con l’ubbidienza; al v. 5 l’apostolo spiega anche il motivo per cui devono comportarsi così: «Perciò è necessario star soggetti non soltanto a motivo della punizione, ma anche per motivi di coscienza».

A partire dal 1945 giunsero alla conclusione, annunziata nella Torre di Guardia, che le trasfusioni di sangue sono contrarie alla legge divine. Questa convinzione deriva da un’interpretazione chiaramente arbitraria ed errata di Levitico 17:14.


CONCLUSIONE

Tirando un po» le somme su questo movimento, innanzitutto rileveremo che i testimoni di Geova presentano «un altro vangelo», grossolano e terreno: essi non hanno alcuna speranza nel ritorno visibile di Cristo o in un’eterna gioia in cielo, alla presenza di Dio. Il loro è un tentativo di raggiungere un «nuovo mondo» senza passare attraverso la rigenerazione personale (la nuova nascita in Cristo) che è proprio il requisito fondamentale posto dal Vangelo.

Inoltre le opere hanno, in questo movimento come in tutte le dottrine umane, un’importanza preminente: «Per ottenere l’approvazione finale da parte di Geova», spiega This Good News of the Kingdom, bisogna «restare fedeli a Geova fino ad Harmaghedon, e poi nel nuovo mondo. Se volete essere fra queste persone, dovete dimostrare di essere il tipo di persona che Geova vuole in questo mondo» (p. 30). Il concetto cristiano di grazia, il dono immeritato di un Dio d’amore sparisce.

I testimoni di Geova dicono che riconoscono la Bibbia come l’unica Parola di Dio, la sola ad essere ispirata, e anche questo loro richiamarsi alla Bibbia spiega in parte il loro successo. Oggi, se interrogati al riguardo, essi negano di porre gli scritti di Russell o di Rutherford sullo stesso piano della Bibbia e molti di loro credono nella Bibbia, anche se ne ignorano gli insegnamenti. Ma di fatto hanno travisato il messaggio biblico giungendo perfino, molto temerariamente, a manipolare il testo delle Scritture. La loro traduzione della Bibbia l’hanno chiamata Traduzione del Nuovo Mondo ed ha subito modifiche al testo, in appoggio alla loro negazione della divinità di Cristo (si veda questo studio comparato).

L’ignoranza delle persone riguardo alla Bibbia e ai suoi insegnamenti ha fatto il gioco di questa organizzazione. Di tale ignoranza, infatti, approfittano i «testimoni» che vengono addestrati a dare alcune spiegazioni-tipo, partendo dal greco o dall’ebraico e facendo grande impressione sull’uomo comune non istruito. Questo fatto è un urgente invito a studiare a fondo la Bibbia, per poter contrapporre la verità cristiana a tutte le sfrontate bugie di una dottrina che, inventata da un uomo che non aveva il minimo senso delle cose spirituali, irretisce troppa gente spesso semplice e in buona fede.

Pubblicato in Testimoni di geova
   

Mons. Luigi Negri


   

Chi è online  

Abbiamo 110 visitatori e nessun utente online

   

Versetto del giorno  

   

Liturgia del giorno  

   

Catechismo della Chiesa Cattolica  


Clicca sull’immagine

   

Associazione Quo Vadis  


Conosci davvero i testimoni di Geova?
   
   
Sali su
Vai giù
   
hasTooltip