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Sabato, 01 Febbraio 2014 11:23

Ideologia Protestante

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IDEOLOGIA PROTESTANTE

In campo cristiano molti fedeli scelgono i loro modelli da imitare nella cerchia delle loro conoscenze consolidate ma anche da quelle occasionali. E’ il caso dei diversi “cattolici” che abbandonano la loro Chiesa per abbracciare le ideologie pentecostali, lasciandosi affascinare dal messaggio “Noi non seguiamo nessuna religione, seguiamo solo Cristo, per noi l’unica autorità è la Bibbia” finendo coll’identificare il pastore di turno come loro personale modello da imitare. Ogni comunità protestante ha il proprio modello da imitare, auto-convincendosi che sia riconducibile a Cristo, ma nella realtà vediamo come esistano tante dottrine diverse. Chi ripete cose che non capisce, è come un asino carico di libri.

Nella stragrande maggioranza dei protestanti si forma una nuova mentalità in perfetta sintonia con quella del pastore, che li porta a rigettare a priori qualsiasi tesi contraria alla loro, rispondendo con un atteggiamento di sufficienza, a chiunque osi fargli notare che sbagliano in diversi punti dottrinali. Per i ferventi cattolici romani, il modello da imitare oltre a Cristo è la Chiesa cattolica, colonna e sostegno della verità, incarnata nei presbiteri che ci guidano, con i loro pregi e difetti.

La Bibbia inoltre è l’unico libro che porta alla salvezza, le Scritture non sono inferiori o assoggettate alla Chiesa, ma vengono servite e tutelate da Essa.

Come dice il saggio, puoi scoprire il segreto del mare meditando su una goccia di rugiada.

Il mare è la Chiesa, immersa in Cristo, la goccia di rugiada sono i frutti mirabili, che molti santi, come gli odierni missionari producono.

E’ corretto che io parli in terza persona riguardo ai meccanismi imitativi che l’uomo subisce?

Gli altri imitano, in particolare i pentecostali imitano e seguono i modelli comportamentali proposti dal loro pastore e, io, chi imito? Da chi vengo condizionato?

Ovviamente anch’io non sono esente da modelli comportamentali proposti dalla mia cerchia di conoscenze, che direttamente o indirettamente mi condizionano. Ad esempio sono stato condizionato dai miei genitori che mi hanno fatto nascere in Italia, e nella fattispecie in Sicilia.

Mi sono visto imporre la lingua italiana come prima lingua, il mio nome non l’ho scelto io, l’asilo, e le prime scuole non le ho scelte io, neppure il mio battesimo ho scelto, il dottore che mi curava, come nemmeno la Chiesa dove i miei genitori mi mandavano al catechismo.

Eppure tutte queste cose non scelte da me hanno formato la prima parte della mia esistenza. C’è una serie impressionante di fatti che condizionano la nostra esistenza, anche in età adulta.

Incontri, eventi e mutamenti fanno parte della nostra vita, portandoci in età matura a fare delle scelte apparentemente libere. La nostra libertà è assoluta o condizionata?

Perché io scelgo di essere cristiano e non buddista? Indubbiamente perché i miei genitori hanno contribuito a formare in me una mentalità cristiana, quindi la mia libertà non è assoluta, ma subordinata a quella dei miei genitori, che a loro volta sono stati condizionati dai loro e così via.

Un uomo adulto quando può dire realmente di fare delle scelte libere in senso assoluto?

Solamente quando conosce ciò in cui crede, e solo dopo averlo confrontato con altre realtà lo abbia scelto in via definitiva. Chi di noi comuni mortali possiede una conoscenza così vasta del mondo che ci circonda? Io immagino la mia conoscenza come una sfera di mercurio, come quello contenuto nei termometri per misurare la temperatura. Se ne rompiamo uno vediamo formarsi tante piccole sfere. Se avviciniamo due piccole sfere di mercurio, queste per attrazione magnetica ne formano una sola, più grande, la risultante dell’unione delle due piccole sfere. Immagino la mia conoscenza come una di queste sfere di mercurio, man mano che studio avvicino la mia sfera di conoscenza a un’altra, fino a quando la mia sfera assorbirà l’altra formandone una più grande.

Lo studio ci porta quindi a ingrandire la nostra sfera di conoscenze, e solo quando abbiamo conoscenze sufficienti possiamo dire di aver fatto una scelta libera.

Perché io ho scelto di restare nella Chiesa cattolica romana, piuttosto che abbracciare una delle tante alternative protestanti? Dopo aver chiaramente subito il condizionamento dei miei genitori, ed essere passato attraverso diverse fasi della mia vita, alcune delle quali mi stavano portando verso l’ateismo, il Signore ha deciso di dare una svolta alla mia vita. Facendomi incontrare Emanuela, e sfruttando la mia innata sete di conoscenza, e quindi la mia passione per la lettura, mi ha condotto per mano attraverso l’apprendimento di alcune realtà cristiane, alternative; conoscenza che si formava per mezzo dei libri che studiavo.

L’entusiasmo è un vulcano sulla cui cima non cresce mai l’erba dell’esitazione!

Oltre ai libri, mi ha fatto conoscere per via diretta, la realtà cristiana dei pentecostali. La mia sfera di conoscenze quindi si è allargata, grazie a questi eventi e mutamenti che mi hanno portato a conoscere diverse realtà e dottrine cristiane.

Solo quindi dopo aver studiato e confrontato la dottrina cattolica e quelle protestanti ho potuto dire di aver scelto liberamente.

La dottrina cattolica mi ha convinto di più rispetto alle alternative protestanti, e soprattutto mi sono sentito tradito dal quel pastore che mi nascondeva alcune verità storico-dottrinali, parlandomi continuamente male della Chiesa di Roma e della sua dottrina. Mi sono accorto di come molti protestanti, quasi tutti, non conoscano cosa sia l’obiettività, avendo un metro di giudizio limitato e soprattutto molto, molto, fazioso. Sfruttano l’ignoranza e/o la svogliatezza all’approfondimento serio, dei loro fedeli, celando loro molte verità storico/dottrinali, citando ingannevolmente i padri della Chiesa, nel ridicolo, ma spesso efficace, tentativo di portare acqua al loro mulino. Tentano di avvalorare le loro tesi, citando i padri, e poi fanno la figura degli ipocriti quando qualcuno come me scopre che citano i padri, in maniera vergognosamente faziosa!

C’è invece chi si accontenta, anzi è consigliato ad accontentarsi, trovando le motivazioni nella Bibbia. “Io mi accontento di quello che il Signore mi ha dato di conoscere fino a oggi”, questa frase viene usata da molti protestanti che trovandosi in difficoltà, a corto di risposte valide, rifiutano di ascoltare ulteriormente il loro interlocutore cattolico, “accontentandosi” di quello che sanno, non vogliono andare oltre la loro sfera di conoscenze bibliche. Quando volgi le spalle al sole, non vedi che la tua ombra! La grande nemica della fede non è la conoscenza, ma l’ignoranza!

Quest’atteggiamento difensivo gli viene insegnato, proprio per “salvaguardarli” da eventuali “inquinamenti” dottrinali che potrebbero subire nella loro vita quotidiana. Un incontro inaspettato con una persona biblicamente preparata, ad esempio potrebbe inquinare, mettere in forse, le certezze che fino a quel momento il fedele pentecostale aveva maturato. In tutte le comunità protestanti viene mantenuto costante un certo allenamento anticattolico. I fedeli vengono inconsapevolmente allenati a detestare la Chiesa cattolica romana. Piccole frasi, aneddoti, studi sui sacramenti cattolici, accuse di idolatria, ecc., vengono costantemente ripetuti, e quindi assorbiti dai fedeli protestanti, a tal punto che loro non si credono accusatori, ma paladini della verità.

Di solito è sempre il protestante a prendere l’iniziativa dell’evangelizzazione, spesso i dialoghi con i fratelli cattolici cominciano per iniziativa del pentecostale, se quindi durante il dialogo il pentecostale scopre che il cattolico (cosa rara, purtroppo) è più preparato di lui, scatta l’arma dell’umiltà o presunta tale; il pentecostale garbatamente per non ammettere le proprie lacune bibliche, “si accontenta di quello che il Signore gli ha dato di conoscere fino a quel momento”.

Cioè, in parole semplici, accetta solo quello che il suo pastore gli insegna, altre versioni anche se appaiono credibili e supportate da motivazioni serie e bibliche, non le accetta.

E’ un po’ come se un professionista o presunto tale, pur di giustificare le sue lacune dicesse “Io mi accontento di ciò che il Signore mi ha dato di conoscere fino ad ora”.

Immaginiamo le conseguenze, per la professione medica, o quella ingegneristica, o quella di un semplice meccanico che si rifiuta di imparare nuove tecniche o approfondire quelle già esistenti, pur di giustificare la sua ignoranza. Se ad un mio amico ingegnere guardando la torre Eiffel chiedessi: “Come l’hanno progettata e costruita?” E’ impensabile che questi mi risponde “Non mi interessa, non me lo sono chiesto mai, non sono fatti miei, a me basta quel che il Signore mi ha dato di conoscere fino ad ora”.

 

Un cristiano dovrebbe essere un professionista della fede, dilettandosi a migliorare sempre più la propria conoscenza, e la propria spiritualità. Eppure molti pentecostali rispondono così a certe domande su versetti biblici. Tra queste “difficili” domande a cui molti pentecostali non si interessano di trovare risposta, vi sono quella sulla profezia di Malachia 1,11 circa l’Eucaristia, oppure in merito all’assunzione di alcuni santi in cielo, che con il loro corpo glorioso apparvero a molti in Gerusalemme, per la gloria di Dio, come troviamo nel Vangelo secondo Matteo 27,5253. Questi ultimi versetti non parlano chiaramente di assunzione, ma per deduzione ci si arriva lo stesso a capirlo. Non è credibile che questi santi che con i loro corpi gloriosi entrarono in Gerusalemme, poi rimasero sulla terra per secoli e secoli, ormai immortali, come lo saremmo un giorno noi. E’ logico quindi pensare che dopo aver reso testimonianza a Cristo circa la resurrezione dei corpi, che un giorno interesserà tutti, siano stati assunti in cielo, per godere della presenza del Signore. Eppure ogni volta che faccio osservare questi versetti a qualche fratello pentecostale, la risposta è sempre la stessa “Sulla Bibbia non c’è scritto che furono assunti in cielo, e a me non interessa sapere dove stiano questi santi, mi basta ciò che Dio mi ha dato di sapere…”

Al fratello protestante probabilmente non interesserà, ma ad ogni persona di buon senso sicuramente sì. Se nella Bibbia non troviamo scritto che Maria la madre di Gesù morì, dobbiamo ritenere che sia ancora in vita? Oppure, se nella Bibbia non troviamo scritto che gli apostoli furono battezzati da Gesù, dobbiamo credere che non lo furono? E’ importante porsi le giuste domande e trovare le risposte, anche per logica deduzione. E’ cristianamente logico, che i santi che uscirono dalle tombe e apparvero a molti, poi furono assunti, ammessi in cielo, in Paradiso per godere della presenza di Dio! Moltissimi protestanti, questi interrogativi non se li pongono, questi versetti di Matteo 27,5253 fanno finta che non esistano.

Ecco perché è difficile ottenere il ritorno di un protestante nella Chiesa cattolica, bisogna prima abbattere le barriere mentali, le ideologie, altrimenti ogni dibattito è vano. L’ideologia è la negazione della verità, perché dà tutto per scontato e porta a non pensare più!

Salvatore Incardona

Letto 10716 volte Ultima modifica il Sabato, 01 Febbraio 2014 23:21
   

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