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Sabato, 01 Febbraio 2014 11:19

L'uomo imita chi lo circonda

E’ interessante notare l’importanza dell’imitazione nella formazione del carattere e del pensiero umano dal punto di vista dell’antropologia contemporanea. Come segnala Renè Girard, gli esseri umani non nascono con desideri determinati a priori, come succede per gli animali con l’istinto. Se così fosse, «gli uomini non sarebbero in grado di scegliere il loro desiderio più di quanto possano fare le mucche che pascolano in un prato».

L’uomo ha anche aspirazioni innate, ma nella maggior parte dei casi impara a desiderare imitando gli altri. Il fatto che qualcosa sia approvato dal prossimo scatena un meccanismo imitativo naturale, che può, anche non essere assecondato, ma che in taluni casi è così forte a livello inconscio da rivelarsi efficace. L’essere umano può decidere chi imitare, ma non può evitare di essere influenzato dalle scelte degli altri. Non siamo indifferenti alle azioni di coloro che ci circondano. Questo meccanismo facilita moltissimo la sopravvivenza; non è un male ma comporta una serie di pericoli, come sottolineato dal proverbio «Chi va con lo zoppo impara a zoppicare».

E’ importante scegliere i modelli da imitare, altrimenti si finisce per seguire quelli del momento, visto che l’attrazione per un modello dipende dalla rilevanza sociale di chi lo incarna. Il modo peggiore per lasciarsi guidare da modelli di pensiero o di azione è pensare che possediamo spontaneamente i tratti che li caratterizzano, che siamo estranei a ogni condizionamento e ci avviciniamo agli altri solo per autodeterminazione.

«L’uomo è la creatura che ha perduto parte del suo istinto animale per accedere a quello che si chiama desiderio. Saziate le proprie necessità naturali, gli uomini desiderano intensamente, ma senza sapere con esattezza che cosa, dato che nessun istinto li guida. Essi non hanno desideri propri. Ciò che è proprio del desiderio è di non avere nulla di proprio. Per desiderare veramente, noi dobbiamo ricorrere agli esseri umani che ci circondano, dobbiamo prendere in prestito i loro desideri.

Tale prestito viene spesso fatto senza che né il prestatore né il ricevente se ne rendano conto. Non è solamente il desiderio che prendiamo in prestito da coloro che abbiamo scelto come modelli, ma un’intera serie di comportamenti, atteggiamenti, conoscenze, pregiudizi, preferenze e cosi via» commenta Girard. Se non stiamo attenti, il meccanismo dell’imitazione ci fa assumere inconsciamente comportamenti e pensieri. E’ il modo in cui si diffonde una moda.” (cfr, Giosè Antonio Ullate Fabio, Contro il codice da Vinci, ed. Sperling & Kupfer).

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Mons. Luigi Negri


   

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